{"id":80194,"date":"2015-04-11T00:32:58","date_gmt":"2015-04-10T22:32:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80194"},"modified":"2017-01-07T10:48:06","modified_gmt":"2017-01-07T09:48:06","slug":"un-principe-guerriero-per-il-san-carlo-intervista-ad-alessandro-staiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/un-principe-guerriero-per-il-san-carlo-intervista-ad-alessandro-staiano\/","title":{"rendered":"Un principe guerriero per il san Carlo: intervista ad Alessandro Staiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ventitr\u00e9 anni, un metro e ottanta. Dotato di tecnica forte e sicura, di grande presenza scenica e di un salto dal <em>ballon<\/em> eccezionale, Alessandro Staiano convince proprio tutti per la versatilit\u00e0 con cui sa portare in scena ruoli classici e contemporanei, mantenendo alto il nome della tradizione maschile della Scuola napoletana. Principe, corsaro, guerriero e atleta allo stesso tempo, non indulge mai alla leziosit\u00e0, in uno stile che non intende concorrere con quello della danzatrice (come purtroppo spesso accade oggi). Vincitore del nostro Oscar come \u201cMiglior talento emergente\u201d, lo incontriamo dopo una prova estenuante. Ha il piglio di uno con la testa dura, proprio quello che serve ad andare avanti nel difficile mondo della danza: la determinazione necessaria a proseguire per la propria strada, rincorrendo la perfezione.<br \/>\n<strong>La prima domanda \u00e8 d\u2019obbligo: come ti sei avvicinato alla danza? <\/strong><br \/>\nAvevo iniziato a scuola di mio padre, ma lui non voleva che io andassi a teatro e neanche io all\u2019inizio ero molto preso. Poi successe che la Direttrice della Scuola di Ballo del San Carlo, la Signora Anna Razzi, mi not\u00f2 a uno spettacolo e mi invit\u00f2: in pratica, quindi, non ho fatto nessuna audizione e sono stato \u201cpromosso\u201d per direttissima.<br \/>\n<strong>Quali sono state le cose pi\u00f9 belle e quali le difficolt\u00e0 maggiori negli anni della Scuola?<\/strong><br \/>\nMi piace ricordare le cose belle, come i ruoli importanti che mi ha sempre assegnato la Signora Razzi quando ero allievo, anche se l\u2019ho fatta davvero penare col mio carattere. Durante il settimo e l\u2019ottavo corso sono stato in giro per l\u2019Europa per partecipare alle audizioni: Madrid, Nizza, Parigi, Bordeaux, Mosca. Sono stato preso all\u2019Op\u00e9ra di Parigi ma avevo gi\u00e0 il contratto a Napoli\u2026<br \/>\n<strong>Il passaggio al Corpo di ballo: come \u00e8 avvenuto e chi ha creduto subito in te?<\/strong><br \/>\nLa prima \u00e8 stata Alessandra Panzavolta, ex Direttrice del nostro Corpo di Ballo, che ha creduto immediatamente in me affidandomi subito primi ruoli come in <em>Without Words <\/em>di Nacho Duato; sono stato solista ne <em>Il Pipistrello <\/em>di Roland Petit, per due anni ho danzato nelle <em>matin\u00e9e <\/em>de <em>Le Schiaccianoci <\/em>nel ruolo del principe e sono stato anche protagonista nelle recite mattutine di <em>Le Corsaire. <\/em>Devo poi ringraziare Lienz Chang, attuale Ma\u00eetre del Corpo di Ballo, che mi ha dato e continua a darmi tutto quello che pu\u00f2 e crede molto in me (siamo ancora senza un Direttore \u201cufficiale\u201d).<br \/>\n<strong>Quanto \u00e8 importante l\u2019esperienza internazionale per un giovane danzatore? <\/strong><br \/>\nIl San Carlo \u00e8 un grande Teatro, ma la danza a Napoli soffre. Se non avessi vinto l\u2019audizione come elemento stabile probabilmente non avrei accettato pi\u00f9 contratti a tempo determinato in casa mia e sarei volato via. Ma ancora adesso, poich\u00e9 sono cos\u00ec giovane, penso che se dovessi soffrire per un motivo qualunque potrei mandare all\u2019aria la stabilit\u00e0 che ho qui e cercare soddisfazione in un altro luogo. Mi auguro che questo non debba mai succedere; a me fa piacere danzare a Napoli, anche se non mi sento molto \u201cpatriottico\u201d. Del pubblico partenopeo mi piace l\u2019attenzione per l\u2019aspetto interpretativo, cosa che all\u2019estero invece manca, perch\u00e9 ci si impressiona pi\u00f9 per i salti o le <em>pirouettes<\/em>. A volte temo di non essere giudicato in base a un confronto con gli altri danzatori del panorama nazionale e internazionale e questo perch\u00e9 siamo visti sempre solo a Napoli (o quasi). A giugno sar\u00f2 ospite di un gala in Colombia con il Passo a Due di <em>Diana e Atteone <\/em>e il secondo atto de <em>Il Lago dei Cigni. <\/em>Per me il vero artista \u00e8 il <em>Guest<\/em>, non il lavoratore dal posto fisso, che rischia di non migliorare perch\u00e9 si abitua al proprio stato. Qui fuggono via troppi talenti e a volte chi resta paga dal punto di vista della reputazione. Non \u00e8 giusto che chi rimane e magari fatica doppiamente per raggiungere un obiettivo venga considerato meno meritevole. Ci vuole pi\u00f9 coraggio a restare che a volare via a diciotto anni. Io sono rimasto con piacere, nella speranza di un miglioramento della situazione generale.<br \/>\n<strong>Battesimo da protagonista in <em>Schiaccianoci<\/em>. Plauso di pubblico e di critica. Un\u2019autovalutazione.<\/strong><br \/>\nPer quanto mi riguarda, come credo per ogni danzatore che si autovaluti, tutto potrebbe andare meglio e non sono mai soddisfatto a pieno. Peraltro il Principe Schiaccianoci non \u00e8 che abbia molte sfaccettature espressive. Molti mi elogiano per la presenta scenica, ma io non riesco a rendermi conto di questo.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il ruolo che pi\u00f9 ti piacerebbe interpretare? Definisci il tuo \u201ctipo teatrale\u201d.<\/strong><br \/>\nMolti me lo hanno chiesto, ma non c\u2019\u00e8 un ruolo preciso, perch\u00e9 mi sento versatile e riesco a modificare il mio carattere scenico. Mi piacciono tantissimo i classici, ma ancora di pi\u00f9 amo i ruoli di Roland Petit per l\u2019introspezione richiesta ai suoi personaggi. La profondit\u00e0 interpretativa e l\u2019analisi dell\u2019interiorit\u00e0 sono due aspetti che amo moltissimo.<br \/>\n<strong>Sulla danza maschile? A Napoli c\u2019\u00e8 una lunga tradizione in merito.<\/strong><br \/>\nQuesto attaccamento alla definizione della \u201clinea\u201d non giova alla danza maschile, perch\u00e9 si sta sfociando un po\u2019 troppo nel femmineo, a mio giudizio. Vedo una continua competizione con la donna e un\u2019omologazione a un solo \u201ctipo\u201d di danzatore, senza pi\u00f9 distinguere la diversit\u00e0 dei caratteri. La danza maschile \u00e8 e deve essere diversa da quella della donna. Qui a Napoli in generale i ragazzi sembrano pi\u00f9 motivati e adatti alla danza, rispetto alle ragazze, fin dagli anni della scuola.<br \/>\n<strong>La maggior parte dei danzatori dedica tutte le proprie forze a perfezionare fisico e tecnica. Ma la danza \u00e8 un\u2019arte, per cui sensibilit\u00e0 e cultura fanno la differenza in scena. Pensi che si dia il giusto peso a tutto questo, o il messaggio non arriva come dovrebbe?<\/strong><br \/>\nIl ruolo del danzatore si sta troppo allontanando dal lato artistico e si sta avvicinando a quello del calciatore. Un artista, che sia un pittore o uno scrittore o altro, vede nel suo prodotto l\u2019esito di uno studio di ampio respiro, non solo il risultato di una tecnica. Ci si concentra sul passo o sul giro, ma non \u00e8 quella l\u2019arte. Il risultato artistico non deve essere l\u2019azione, ma il suo significato artistico. Il lavoro del danzatore dovrebbe essere fatto autonomamente e dovrebbe servire ad arricchire il bagaglio culturale che spesso i danzatori non hanno. Ma cos\u00ec la loro tecnica \u00e8 vuota. Il personaggio va studiato come lo studia un attore, per permettere alla danza di andare oltre. Penso anche che l\u2019umilt\u00e0 dell\u2019artista dovrebbe esistere solo nella vita, non in palcoscenico; l\u00ec non si pu\u00f2 essere umili. La cosa pi\u00f9 importante nella danza \u00e8 l\u2019estetica: la ricerca della perfezione \u00e8 il mezzo che pu\u00f2 aiutarci a elevare lo spirito.<br \/>\n<strong>Un augurio per il tuo Teatro.<\/strong><br \/>\nSpero che il Teatro pi\u00f9 bello del mondo torni davvero agli antichi splendori nell\u2019arte della danza. Speriamo di essere sulla buona strada per la rivalutazione della nostra arte\u2026<br \/>\nE il nostro augurio si associa a quello di Alessandro, che nella imminente <em>Giselle <\/em>sar\u00e0 il duca Albrecht di Slesia nelle <em>matin\u00e9e. <\/em>Sarebbe stato chiedere troppo rivederlo da protagonista nei serali?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventitr\u00e9 anni, un metro e ottanta. 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