{"id":80311,"date":"2015-04-14T14:25:02","date_gmt":"2015-04-14T12:25:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80311"},"modified":"2015-04-14T14:25:02","modified_gmt":"2015-04-14T12:25:02","slug":"venezia-teatro-la-fenice-il-sublime-mahler-di-jeffrey-tate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-il-sublime-mahler-di-jeffrey-tate\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Il sublime Mahler di Jeffrey Tate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro La Fenice, Stagione sinfonica 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra del Teatro La Fenice<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Jeffrey Tate<\/strong><br \/>\n<em>Gustav Mahler:<\/em> Sinfonia n. 9 in Re maggiore<br \/>\n<em>Venezia, 10 aprile 2015\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><br \/>\nLa Nona, tra le sinfonie di Mahler, \u00e8 forse quella che preannuncia con maggiore evidenza il futuro e nello stesso tempo \u00e8 un lavoro in cui sono presenti, in forte rilievo, i caratteri peculiari dell&#8217;arte dell&#8217;autore boemo: la libera fantasia, la compresenza dei pi\u00f9 disparati caratteri musicali, la predilezione per i contrasti marcati, l&#8217;unione di trasparenza e di densit\u00e0 di scrittura, di arcaismi e di inquietudini cromatiche, che guardano al futuro. Inconsueta (ma non \u00e8 l&#8217;unico caso) anche la disposizione dei movimenti: due di andamento mosso al centro, due lenti agli estremi. Un esempio di disposizione analoga si trova nella Sinfonia \u201cPatetica\u201d di \u010cajkovkij, cui la Nona di Mahler deve, da un certo punto di vista, qualcosa: anche nella Sesta di \u010cajkovkij il primo movimento comincia con un Adagio che rievoca delle vicende autobiografiche, che assurgono alla dignit\u00e0 di epos individuale, e il finale rappresenta un congedo dalla vita.<br \/>\nAnche la Nona \u00e8 una sinfonia legata a vicende personali, peraltro molto tristi o comunque traumatiche, che si abbatterono sull&#8217;autore nel 1907, un anno a dir poco cruciale: la morte della figlia maggiore Maria Anna (il 5 luglio) e a distanza di pochi giorni la scoperta di essere affetto da una disfunzione cardiaca, che non lasciava speranza, cui si aggiunsero le dimissioni dalla direzione della Hofoper di Vienna e la partenza per New York. La Nona, dunque, insieme alla Prima, alla Seconda, alla Sesta e alla Decima non pu\u00f2 essere letta prescindendo dal suo contenuto autobiografico, che pu\u00f2 anche assumere una valenza pi\u00f9 ampia, se pensiamo a quello che sarebbe accaduto di l\u00ec a pochi anni: la Finis Austriae, il crollo di tutto un mondo \u2026<br \/>\nMahler \u2013 come si sa \u2013 non amava la musica a programma, non a caso ogni riferimento a vicende personali \u00e8 assente dalle sue partiture, nondimeno negli abbozzi del primo movimento della Nona troviamo esplicite annotazioni, che testimoniano di uno stato di grande prostrazione e della sua consapevolezza della fine imminente. Del resto l&#8217;interpretazione contenutistica fu condivisa anche da Alban Berg, che diresse pi\u00f9 volte la sinfonia: \u201cHo di nuovo eseguito la Nona sinfonia di Mahler. Il primo movimento \u00e8 la cosa pi\u00f9 splendida che Mahler abbia scritto\u201d, affermer\u00e0 in una lettera indirizzata alla moglie nell&#8217;autunno 1912.<br \/>\nUna sinfonia, dunque, oltremodo ricca di pathos, di brucianti riferimenti esistenziali, in cui domina il tema della morte, del saluto alla terra, ma nello stesso tempo anche la pi\u00f9 costruita e la pi\u00f9 meditata, per non dire la pi\u00f9 profetica musicalmente parlando, caratterizzata da uno stile particolarmente raffinato, che ricerca sovente sonorit\u00e0 di tipo cameristico, mettendo in valore singoli timbri o ricercati impasti sonori. E sappiamo quanto la ricerca timbrica sia preponderante anche ai nostri giorni.<br \/>\n<strong>La lettura che ne ha offerto Jeffrey Tate,<\/strong> ospite, si pu\u00f2 dire, fortunatamente abituale del Teatro La Fenice, sembra aver tenuto conto di questo duplice aspetto della sinfonia, coniugando una fortissima intensit\u00e0 espressiva ad una cura meticolosa del suono, riuscendo ad evidenziare, pur senza mai perdere di vista l&#8217;unit\u00e0 e la coerenza, i singoli strumenti, le pi\u00f9 sottili sfumature di questa partitura, che contempla interventi della piena orchestra in misura pi\u00f9 limitata, rispetto ad altri lavori sinfonici del compositore.<br \/>\n<strong>Nel primo movimento<\/strong> (Andante comodo) con il suo richiamo tematico al Lied von der Erde (una vera e propria \u201cSinfonia di Lieder\u201d, che costituisce insieme alla Nona e all&#8217;adagio della Decima la cosiddetta \u201cTrilogia della Morte\u201d), si \u00e8 imposta la solenne eleganza del fraseggio fin dalle prime battute, che sembravano venire gradatamente dall&#8217;oscurit\u00e0 alla luce, sfociando poi in un tema ampio ed espressivo, nel cui svolgimento venivano evidenziate le arditezze armoniche attraverso cui procede, oltre alla rigorosa scrittura contrappuntistica. Dopo qualche episodio luminoso, in cui primeggiavano i corni e le trombe, il movimento \u00e8 terminato in un&#8217;atmosfera sospesa percorsa dal malinconico \u2013 e ineccepibile \u2013 assolo del violino. Notevole in precedenza, all&#8217;interno del movimento, anche l&#8217;assolo del flauto.<br \/>\n<strong>Lento e marcato il L\u00e4ndler del secondo tempo<\/strong>, assecondando la concezione di Mahler, che stempera il suo carattere popolaresco e grossolano nei toni di una marcia funebre o macabra. <strong>Di grande fascino sonoro il Rond\u00f2-Burlesque,<\/strong> che inizia da un tema dissonante affidato ai fiati, trattato in forma di doppia fuga, dando l&#8217;avvio ad un movimento dai ritmi e dai temi inconsueti con alternanza di episodi di esasperata concitazione a momenti distesi e trasognati. Intonatissima la prima tromba cui \u00e8 affidato un motivo dalla sinuosa linea dal carattere cromatico, poi variato in modo pi\u00f9 \u201ctonale\u201d e affidato anche agli archi, preannunciando l&#8217;Adagio conclusivo.<br \/>\n<strong>Sublime l&#8217;interpretazione, da parte di Tate di questa pagina ricca di pathos<\/strong>, giustamente famosa, anche se meno inflazionata dell&#8217;Adagietto della Quinta. Qui Tate, che ha estenuato progressivamente i tempi, ha saputo rendere appieno il carattere cupamente meditativo di questo movimento, che risente dell&#8217;influenza di Bach (in particolare delle Passioni) come di Bruckner (pensiamo alla Nona), fondandosi su due complessi tematici: il primo \u00e8 il citato motivo del terzo movimento, l&#8217;altro \u00e8 invece rappresentato da una sezione in modo minore dal carattere spettrale. All&#8217;interno del movimento si sono ben evidenziate le linee dinamiche ascendenti, che portano al culmine di qualche climax, ma negli ultimi minuti ogni enfasi si \u00e8 spenta, e il discorso diventato sempre pi\u00f9 frammentato, sfociando poi in una coda, dove la musica ha sfiorato il silenzio \u2026 crudelmente lacerato dalla suoneria di un cellulare \u2026 \u201cO tempora, o mores ! &#8230;\u201d.In ogni caso, grande, meritatissimo successo per il Maestro inglese e l&#8217;orchestra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro La Fenice, Stagione sinfonica 2014-2015 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Jeffrey Tate Gustav Mahler: Sinfonia n. 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