{"id":80436,"date":"2015-04-23T02:00:56","date_gmt":"2015-04-23T00:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80436"},"modified":"2016-12-02T19:34:16","modified_gmt":"2016-12-02T18:34:16","slug":"l-a-dance-project-al-teatro-ristori-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/l-a-dance-project-al-teatro-ristori-di-verona\/","title":{"rendered":"L. A. Dance Project al Teatro Ristori di Verona"},"content":{"rendered":"<p><em>Verona, Teatro Ristori, Stagione Danza 2014\/15<\/em><br \/>\n<strong>L.A. Dance Project <\/strong><br \/>\n<strong>\u201cReflections<\/strong>\u201d (2013)<br \/>\nCoreografia <strong>Benjamin Millepied<\/strong><br \/>\nMusica originale <strong>David Lang<\/strong><br \/>\nLuci Roderick Murray<br \/>\n<strong>\u201cII Acts For The Blind\u201d <\/strong>(2014)<br \/>\nCoreografia <strong>Roy Assaf<\/strong><br \/>\nAssistente scenografo <strong>Jeremie Bernheim<\/strong><br \/>\nTesto L.A. Dance Project dancers<br \/>\nNarratore Charlie Hodges<br \/>\nMusica <strong>Svanur di R\u00f6kkurr\u00f3<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Omer Sheizaf<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Janie Taylor<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cMurder Ballads\u201d <\/strong>(2013)<br \/>\nCoreografia <strong>Justin Peck<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Bryce Dessner<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Brandon Stirling Baker<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Justin Peck<\/strong><br \/>\n<em>Teatro Ristori, 18 aprile 2015, in esclusiva italiana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ossessioni maniacali hanno un ritmo, riprendono quello della vita: un po\u2019 sono veloci, un po\u2019 si mettono a rallentare per ritornare in modo ricorsivo. Rivedono ci\u00f2 che vogliono rifare, per correggerlo. Poi le ritrovi in azione nei pensieri, che sono l\u00ec che lavorano su cose che abbisognano di essere perfezionate. Cos\u00ec vediamo in \u201c<strong>Reflections<\/strong>\u201d: una <em>mise en sc\u00e8ne<\/em> di quelle che sono le maniacali attitudini di chi brama la perfezione.<br \/>\nTutto si muove sulle note del premio Pulitzer per la musica <strong>David Lang<\/strong>, un accompagnamento espressamente richiesto per lo spettacolo: un pianoforte; uno stile minimale alla Nyman. Sopra a questa base, affatto diegetica, prende atto una formula coreutico-metrica: 2+1+2+G+G. Si tratta di una composizione che parte da un pas de deux lento ma energico con slanci e prese molto potenti, segue un assolo pieno di arabesque, un saggio di assoluta bravura di <strong>Charlie Hodges<\/strong>. Poi un duetto tutto giocato sui contrasti chiaroscurali dovuti al gioco di luci di Roderick Murray, e in conclusione due coreografie a raggruppamento e uscite di scena, con disegni aerei diagonali sul palco e movimenti a terra. Forse un po\u2019 troppo ripetuto, perch\u00e9 all\u2019unisono con la musica, quel movimento di braccia che toccano gambe, di piedi che spostano braccia, di mani che piegano teste, di corpi che si quietano non appena trovano la posa perfetta. Un gioco di \u201cStrike a Pose\u201d che ricorda Madonna in Vogue e in Human Nature.<br \/>\n<strong>Benjamin Millepied<\/strong> (1977), cerca il suo registro, quell\u2019equilibrio stilistico ancora bello e vero proprio perch\u00e9 in piena ricerca creativa, tutto ancora carico di riflessioni estetiche e poetiche. Il coreografo francese &#8211; da pochi anni sposato con \u201c<em>Il cigno nero<\/em>\u201d Natalie Portman (sue sono le coreografie del film di Aronofsky) &#8211; oggi dirige il Balletto dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi e in <strong>L.A. Dance Project<\/strong> persegue esattamente lo studio di nuove espressioni artistiche. Il suo corpo di ballo \u00e8 un collettivo artistico che ha lo scopo di lanciare coreografi emergenti affiancandoli a coreografi affermati.<br \/>\nInfatti, con lui pi\u00f9 famoso che affermato, al Ristori, in esclusiva per l\u2019Italia, hanno potuto mostrare il loro talento i giovanissimi <strong>Roy <\/strong><strong>Assaf<\/strong> e <strong>Justin <\/strong><strong>Peck<\/strong>. Il primo attraverso un ensemble: \u201c<strong>II Act For The Blind<\/strong>\u201d, ha dato vita a una performance di teatro danza parodistico. Dapprima hanno avuto il palco le performances un po\u2019 circensi di spiccate personalit\u00e0 in cerca del proprio ego (i ballerini vestiti come manichini dechirichiani), poi si \u00e8 esattamente ripetuta tutta la storia sopratitolando la spiegazione di ogni azione a cura della voce urlata di Charlie Hodges, stavolta nei panni di un imbonitore da fiera paesana. A perfetta conclusione dello spettacolo le \u201c<strong>Murder Ballads<\/strong>\u201d coi costumi e le scene del ventisettenne coreografo residente del New York City Ballet Justin Peck. E finalmente si \u00e8 vista davvero della bella danza. Ben orchestrata, pulita e ricca, con arabesque veloci, e con arrondi e calibrazioni. <em>Foto Murder Ballades \u00a9 Laurent Philippe<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Ristori, Stagione Danza 2014\/15 L.A. 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