{"id":80478,"date":"2015-04-27T03:37:47","date_gmt":"2015-04-27T01:37:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80478"},"modified":"2020-04-30T17:47:46","modified_gmt":"2020-04-30T15:47:46","slug":"jules-massenet-le-roi-de-lahore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jules-massenet-le-roi-de-lahore\/","title":{"rendered":"Jules Massenet (1842-1912): &#8220;Le Roi de Lahore&#8221; (1877)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Prima rappresentazione: <strong>Op\u00e9ra di Parigi, 27 aprile 1877<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ritornato da Roma a Parigi, Massenet si dedic\u00f2 a un libretto di Jules Adenis, <em>Les Templiers<\/em>, ma, dopo aver scritto pi\u00f9 di due atti, non riusc\u00ec a continuare pur essendo il soggetto molto interessante e, con l\u2019approvazione di Hartmann, distrusse le 200 pagine che aveva appena scritto, come egli stesso ricord\u00f2 in <em>Mes souvenirs<\/em>, anche se probabilmente una parte di quella musica fu da lui riutilizzata per altri lavori. Come si legge ancora nell\u2019autobiografia:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;In preda a un turbamento inesprimibile, non sapendo pi\u00f9 dove andare, mi decisi ad andare a trovare il mio collaboratore di <em>Marie-Magdeleine<\/em>, Louis Gallet, allora economo all\u2019ospedale Beaujon.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Uscii da quel colloquio con il piano di <em>Roi du Lahore<\/em>. Dal rogo dell\u2019ultimo gran maestro dei Templari, Jacques de Molay, che io avevo abbandonato, mi ritrovavo nel paradiso di Indra. Era il settimo cielo per me!&#8221;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Massenet vi lavor\u00f2 con impegno attratto dal soggetto esotico creando un\u2019opera monumentale in cinque atti e sette quadri che fu rappresentata per la prima volta il 27 aprile 1877 all\u2019Op\u00e9ra a Parigi<\/strong> con <strong>Marius Salomon<\/strong> nelle vesti di Alim, con il baritono <strong>Jean Lassalle<\/strong> nei panni di Scindia, con <strong>Josephine de Reszk\u00e9<\/strong> nel ruolo di Sita e il mezzosoprano <strong>Jeanne Fouquet<\/strong> in quello di Kaled. L&#8217;opera \u00e8 ambientata a Lahore in India invasa dai mussulmani. Mentre il popolo implora l\u2019aiuto della divinit\u00e0 nel tempio d\u2019Indra, giunge Scindia, ministro del re Alim, il quale, innamorato della nipote Sita, sacerdotessa del tempio, chiede al gran sacerdote Timour di liberarla dai voti. Al rifiuto del vecchio, Scindia accusa la nipote di sacrilegio dal momento che ogni sera all\u2019ora delle preghiera s\u2019incontra con un misterioso straniero. Effettivamente l\u2019ignoto straniero \u00e8 il re Alim al quale si impone di partire per la guerra contro i mussulmani in espiazione della colpa. Scindia allora trama un complotto contro il re che muore nella battaglia del deserto di Th\u00f6l. Scindia allora si proclama re e trascina con s\u00e9 Sita accorsa presso Alim. L\u2019anima di Alim giunge nel Paradiso d\u2019Indra e ottiene di potersi reincarnare diventando un uomo umile. Torna cos\u00ec a Lahore e durante le feste per l\u2019incoronazione di Scindia, reclama Sita, ma, pur essendo stato riconosciuto in viso dal popolo, \u00e8 considerato un pazzo e condannato a morte per ordine di Scindia. Timour e i sacerdoti prendono Alim sotto la loro protezione e lo conducono nel tempio, dove viene raggiunto da Sita che disperata per l\u2019arrivo dei soldati di Scindia, si uccide col pugnale. La sua morte causa quella di Alim il quale nel momento della reincarnazione, aveva accettato che sarebbe morto subito dopo la morte di Sita. I due amanti finalmente sono felicemente uniti nel paradiso di Indra.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019opera ebbe un successo notevole<\/strong> non solo all\u2019Op\u00e9ra dove era rimasta in cartellone per ben 30 serate, ma anche all\u2019estero e soprattutto in Italia dove giunse grazie all\u2019interessamento di Tito Ricordi. La critica registr\u00f2 immediatamente questo successo con Paul Bernard, che sempre sulla \u00abRevue et Gazette musicale\u00bb non manc\u00f2 di notare che<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>&#8220;la sera della prima rappresentazione, una sala composta dall\u2019elite intellettuale di Parigi proclamava con i suoi applausi la riuscita di uno dei pi\u00f9 simpatici campioni della giovane scuola francese. Subito si \u00e8 capito che l\u2019opera nuova del signor Massenet era di quelle che si impongono, non solamente perch\u00e9 vi si scopre in pi\u00f9 di un passo il sigillo sacro dell\u2019ispirazione, ma perch\u00e9 vi si incontrano in ogni pagina gli studi coscienziosi di un ricercatore&#8221;.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/808082278&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Jules Massenet (1842-1912): \" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/jules-massenet-1842-1912-le-roi-de-lahore-1877\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jules Massenet (1842-1912): &#8220;Le roi de Lahore&#8221; (1877)<\/a><\/div>\n<p><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.flaminioonline.it\/Guide\/Massenet\/Massenet-Lahore-testo.html\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>L&#8217;opera<\/em><\/strong><\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-roi-de-Lahore-Es.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-80479\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-roi-de-Lahore-Es.-1-290x55.jpg\" alt=\"Le roi de Lahore Es. 1\" width=\"438\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-roi-de-Lahore-Es.-1-290x55.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-roi-de-Lahore-Es.-1-150x28.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-roi-de-Lahore-Es.-1-366x69.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-roi-de-Lahore-Es.-1.jpg 493w\" sizes=\"auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/a><strong>Come nei brani sinfonici delle altre opere, l\u2019<em>ouverture<\/em> di <em>Le roi de Lahore<\/em> mostra la straordinaria perizia nella scelta dei timbri e delle sonorit\u00e0 di Massenet.<\/strong> Una fanfara, che apre l\u2019<em>ouverture<\/em> e ritorna al suo interno, contrasta con passi dolci e poetici di cui sono protagonisti gli archi e in particolare modo i violini che, con grandi aperture melodiche voluttuose e di un misticismo orientaleggiante, evocano una visione paradisiaca (Es. 1).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Protagonista del primo atto \u00e8 il coro che appare subito nella scena ed \u00e8 trattato da Massenet come in un oratorio. Raffinato \u00e8 il coro <em>Bient\u00f4t les musulmans<\/em>, nel quale vengono finemente evocate immagini di terrore e di tormento, mentre il duetto tra Scindia e il gran sacerdote, come giustamente notato da Bernard:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;porta allora la sua nota tenera sulla frase adorabile: <em>Je veux croire \u00e0 ton innocence<\/em>. Questo pezzo, ben sviluppato, \u00e8 perfetto in tutti i punti&#8221;.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Non meno bello \u00e8 il secondo quadro del primo atto,<\/strong> aperto da un soave coro di sacerdotesse nel quale \u00e8 introdotto un tema che sar\u00e0 ripreso nella marcia religiosa. Molto bello ancora una volta per le scelte timbriche \u00e8 il successivo duetto tra Scindia e Sita che, sul tema gi\u00e0 sentito nell\u2019<em>ouverture<\/em>, racconta la sua visione, mentre il gong sacro d\u00e0 inizio al Finale del primo atto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">All\u2019inizio del secondo atto Massenet sovrappone con straordinaria finezza situazioni psicologiche diverse alle quali corrispondono piani musicali diversi con i soldati che giocano a scacchi, le danzatrici e Sita e Kaled, in ansia per la battaglia, che presentano delle caratterizzazioni musicali varie. Un altro momento di autentica poesia \u00e8 rappresentato dal duetto tra Sita e Kaled e soprattutto dalla romanza di quest\u2019ultimo <em>Repose o belle amoureuse<\/em> venata di malinconia. Per il resto l\u2019atto secondo non mantiene lo stesso livello artistico del primo con il ritorno delle fanfare dell\u2019<em>ouverture<\/em> che finiscono per appesantirlo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Diversa \u00e8, invece, la scrittura dell\u2019atto terzo<\/strong>, dove \u00e8 rappresentato <em>Le paradis d\u2019Indra<\/em> nelle cui vette il pubblico sembra proiettato da arpeggi di arpe celestiali che accompagnano cori altrettanto celestiali in una scrittura colma di grazia e raffinata nelle scelte timbriche originali anche nell\u2019uso del sassofono che precede un valzer lento molto bello, mentre l\u2019Oriente trova la sua espressione in un tema induista esposto dal flauto e variato dall\u2019orchestra. Il punto culminante di questo atto \u00e8 raggiunto nell\u2019incantesimo di Indra alle parole: <em>Qu\u2019il soit lui, qu\u2019il ne soit plus lui.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019analisi del quarto atto non pu\u00f2 prescindere dallo studio delle modifiche che il compositore apport\u00f2 all\u2019opera per le diverse rappresentazioni.<\/strong> Nella prima versione l\u2019atto si apre con una <em>Scena, Recitativo ed aria <\/em>di Alim, <em>Voix qui me remplissez<\/em>, che, nella versione italiana \u00e8 preceduta da un preludio, da un recitativo di Sita, chiamato Nair, <em>Da me voglio bandir<\/em> e da una duetto con Timour, <em>O Nair, ti diss\u2019io<\/em>. Nella versione dell\u2019opera approntata per la rappresentazione al Teatro Apollo di Roma, per la quale il compositore poteva contare della splendida voce di <strong>Maddalena Mariani-Masi<\/strong>, questo duetto fu sostituito dall\u2019aria <em>M<\/em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-Roi-de-Lahore-Es.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-80480 alignright\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-Roi-de-Lahore-Es.-2-290x197.jpg\" alt=\"Le Roi de Lahore Es. 2\" width=\"322\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-Roi-de-Lahore-Es.-2-290x197.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-Roi-de-Lahore-Es.-2-150x102.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-Roi-de-Lahore-Es.-2-366x249.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Le-Roi-de-Lahore-Es.-2.jpg 438w\" sizes=\"auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a><em>a non tremar d\u2019orrore<\/em> composta espressamente per il soprano fiorentino. Naturalmente le modifiche, che non riguardarono soltanto interi pezzi, ma anche, qualche volta, l\u2019orchestrazione, furono dettate dall\u2019organico e dal cast diverso. L\u2019aria <em>Ma non tremar d\u2019orrore<\/em>, ampia e nello stile italiano, esalta le caratteristiche vocali della Mariani-Masi, soprano drammatico con un\u2019ottima ottava centrale, mentre il duetto con Timour, pubblicato nella versione italiana da Ricordi, \u00e8 molto pi\u00f9 funzionale all\u2019azione e musicalmente non meno valido dell\u2019aria. Nella successiva marcia del corteggio di Scindia vengono ripresi elementi tematici della marcia religiosa dell\u2019atto primo rielaborati in modo del tutto nuovo e originale. Tra i pezzi pi\u00f9 applauditi alla prima rappresentazione, come ricordato sempre da Bernard nella sua recensione, \u00e8 l\u2019aria di Scindia <em>Promesse de mon avenir<\/em>, un brano di grande fascino grazie all\u2019ampia linea melodica (Es. 2):<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;Il finale dell\u2019atto, forse un po\u2019 troppo lungo, si illumina alle parole <em>c\u2019est un dieu qui l\u2019inspire<\/em>, che come notato sempre da Bernard \u00e8 <em>una frase ritmica di un grande potere e che si accresce di un calore comunicativo quando \u00e8 ripresa in un insieme di tratti migliori&#8221;.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un brevissimo ma intenso <em>entr\u2019ecte<\/em> (Adagio sostenuto) con una melodia di intenso lirismo introduce l\u2019altrettanto breve quinto atto all\u2019interno del quale si segnalano l\u2019aria di Sita, <em>De ma doleur que la mort me delivre <\/em>e il duetto tra Alim e Sita.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Le roi de Lahore<\/em>, nonostante qualche passo meno interessante, \u00e8 certamente la pi\u00f9 matura delle prime opere di Massenet che qui tratt\u00f2 le voci con la stessa finezza con la quale ha sempre trattato la parte orchestrale mostrando nel contempo elementi del suo personalissimo linguaggio musicale e teatrale.<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La presente guida all\u2019ascolto \u00e8 tratta dal libro di Riccardo Viagrande, Jules Massenet. Les tribulations d\u2019un auteur, Casa Musicale Eco, Monza, 2012, pp. 51-55. Si ringrazia l\u2019editore per aver concesso la pubblicazione di questo estratto.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima rappresentazione: Op\u00e9ra di Parigi, 27 aprile 1877 Ritornato da Roma a Parigi, Massenet si dedic\u00f2 a un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":99381,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,14050,14052,14051,334,12157,13106,14053,23498,14049,319],"class_list":["post-80478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-jean-lassalle","tag-jeanne-fouquet","tag-josephine-de-reszke","tag-jules-massenet","tag-le-roi-de-lahore","tag-louis-gallet","tag-maddalena-mariani-masi","tag-marcello-viotti","tag-marius-salomon","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80478"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80486,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80478\/revisions\/80486"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}