{"id":80536,"date":"2015-05-01T15:15:36","date_gmt":"2015-05-01T13:15:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80536"},"modified":"2015-05-01T15:16:26","modified_gmt":"2015-05-01T13:16:26","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-quintetto-con-due-violoncelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-quintetto-con-due-violoncelli\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: Quintetto con due violoncelli"},"content":{"rendered":"<p><em>Palazzetto Bru Zane, Festival George Onslow, un altro Beethoven? (11 aprile-21 maggio 2015)\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><strong>Quatuor Manfred<\/strong><br \/>\nViolini <strong>Marie B\u00e9reau,<\/strong> <strong>Luigi Vecchioni<\/strong><br \/>\nViola<strong> Emmanuel Haratyk<\/strong><br \/>\nVioloncello <strong>Christian Wolff<\/strong><br \/>\nVioloncello (aggiunto) <strong>Xavier Phillips<\/strong><br \/>\n<em>George Onslow: <\/em>Quintette \u00e0 deux violoncelles en la majeur op. 75<br \/>\n<em>Th\u00e9odore Gouvy:<\/em> Quintette \u00e0 deux violoncelles en si mineur<br \/>\n<em>Venezia, 28 aprile 2015\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serata davvero speciale quella svoltasi lo scorso 28 aprile al Palazzetto Bru Zane! Nell&#8217;ambito del Festival \u201cGeorge Onslow: un altro Beethoven?\u201d, che si sta rivelando un&#8217;impareggiabile occasione per riscoprire il compositore francese e, in particolare, il suo repertorio da camera, insieme a varie altre opere appartenenti al medesimo genere, firmate da musicisti in qualche modo a lui legati, sono stati proposti al pubblico, come sempre numeroso, due quintetti per archi praticamente sconosciuti: il primo, del compositore eponimo del festival, non si ascoltava da tempo immemorabile n\u00e9 tantomeno \u00e8 stato inciso su disco; il secondo, ancora allo stato di manoscritto, oltre a non essere stato mai registrato, non \u00e8 stato eseguito neppure all&#8217;epoca del suo autore, Th\u00e9odore Gouvy.<br \/>\nLa deliziosa sala dei concerti del palazzetto veneziano si \u00e8 trasformata, come altre volte, in un salotto del primo Ottocento, in cui risuonavano le note di composizioni concepite per una formazione cameristica allora in voga, il quintetto con due violoncelli, per la quale hanno scritto autori famosi, come Boccherini, Cherubini o Schubert, ma anche i meno noti Onslow e Gouvy, che pure ci hanno lasciato, a questo riguardo, un vasto repertorio tutto da riscoprire. Una serata, quella di cui ci occupiamo, memorabile anche grazie ai solisti del <a href=\"http:\/\/www.quatuormanfred.com\/spip.php\">Quatuor Manfred<\/a> (gi\u00e0 ospiti del Palazetto Bru Zane in precedenti stagioni), cui si \u00e8 unito, per l&#8217;occasione, Xavier Phillips al violoncello: musicisti formatisi presso le pi\u00f9 prestigiose istituzioni internazionali (la Juilliard School di New York, il Conservatorio di Ginevra, il CNSM di Parigi) e ospiti delle pi\u00f9 ambite sale da concerto in tutto il mondo.<br \/>\n<strong>Nel Quintette \u00e0 deux violoncelles en la majeur op. 75 di George Onslow<\/strong> \u2013 composto tra il 1847 e il 1848 con dedica all&#8217;amico Charles Lebouc, allora violoncellista all\u2019Op\u00e9ra di Parigi \u2013, gli interpreti hanno sfoggiato grande sicurezza e affiatamento fin dal primo movimento, <em>Allegro grazioso, <\/em>pieno di contenuta passione, che a tratti prorompe in qualche accensione emotiva per poi placarsi alla fine. Notevole la prestazione del primo violino e del primo violoncello, impegnato in una parte che prevede spesso incursioni nella zona acuta. Notevole il cromatismo (tipico dello stile della maturit\u00e0 di Onslow), affidato inizialmente ai violoncelli nel secondo movimento,<em> Scherzo<\/em>, che si sviluppa in modo brioso con continui scambi tra gli strumenti, inframezzato da una parte centrale pi\u00f9 distesa. Nobile e solenne l&#8217;<em>Andante sostenuto<\/em>, dove i solisti si sono fatti apprezzare, come altrove, per il perfetto insieme, la pulizia, la rotondit\u00e0 del suono, offrendo di questa pagina un&#8217;interpretazione intensa, eppure senza enfasi, scevra da ogni portamento. Notevole, nel <em>Finale<\/em> \u2013 che ha i tratti di una danza rustica \u2013, la prestazione del primo violino, impegnato in passaggi veloci, e poi del violoncello, che ha esibito un bel suono morbido anche negli acuti.<br \/>\nQuanto al <strong>Quintette \u00e0 deux violoncelles en si mineur di Th\u00e9odore Gouvy<\/strong>, si \u00e8 apprezzata, nel primo movimento, <em>Lento. Allegro di molto<\/em>, la lenta introduzione (qui molto pi\u00f9 sviluppata di quanto avvenga normalmente), che si apre con un assolo del primo violoncello, basato su un motivo caratterizzato da un iniziale semitono \u2013 un intervallo che ritorna in tutto il quintetto sotto forma di progressioni cromatiche a livello melodico e armonico \u2013, creando un&#8217;atmosfera sospesa. Ad essa fa seguito un&#8217;accensione emotiva, nel corso della quale ha, tra gli altri, brillato il primo violino, eseguendo autorevolmente scalette virtuosistiche, alternate a perorazioni di intenso lirismo. Un perfetto insieme si \u00e8 imposto nello <em>Scherzo<\/em> dal ritmo concitato, eseguito senza mai perdere di vista l&#8217;eleganza dello stile e il bel suono: un movimento pieno di contrasti e sorprese, che richiede diversi modi di suonare, e dove il <em>Trio<\/em>, interamente costruito su una nota di pedale ornata passante da uno strumento all\u2019altro, instaura un\u2019atmosfera molto pi\u00f9 pacata. Nel terzo movimento,<em> Larghetto con moto,<\/em> caratterizzato da un denso contrappunto di grande intensit\u00e0 espressiva, si \u00e8 ancora segnalato, inizialmente, il primo violino, tra esplosioni di <em>pathos<\/em> e carezzevoli episodi melodici, avvolti in un&#8217;atmosfera incantata con tratti vivaldiani. Bellissimo l&#8217;intervento della viola nelle battute conclusive. Brillante e virtuosistico il primo violino nel <em>Finale<\/em>, al pari di tutti gli altri strumenti, in un meraviglioso insieme, fino all&#8217;irresistibile conclusione, preceduta da una sorta di recitativo del del violoncello. <strong>Scroscianti, ripetuti applausi hanno ottenuto un prezioso <em>bis<\/em>: <em>\u00c9l\u00e9gie<\/em> di Th\u00e9odore Gouvy<\/strong>, un pezzo di grande suggestione, dove i violini eseguono alternativamente la melodia e il controcanto, mentre il violoncello \u00e8 particolarmente impegnato nella zona acuta. Inutile sottolineare che l&#8217;<em>ensemble <\/em>ha confermato (con l&#8217;interesse) le sue notevoli doti tecniche e interpretative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzetto Bru Zane, Festival George Onslow, un altro Beethoven? 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