{"id":80820,"date":"2015-05-30T13:12:15","date_gmt":"2015-05-30T11:12:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80820"},"modified":"2016-12-06T17:16:48","modified_gmt":"2016-12-06T16:16:48","slug":"la-city-of-birmingham-symphony-orchestra-a-madrid-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-city-of-birmingham-symphony-orchestra-a-madrid-2\/","title":{"rendered":"La City of Birmingham Symphony Orchestra a Madrid (2)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Madrid, Auditorio Nacional de M\u00fasica &#8211; Fundaci\u00f3n Iberm\u00fasica &#8211; XLV Temporada <\/em><br \/>\n<strong>City of Birmingham Symphony Orchestra<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Andris Nelsons<\/strong><br \/>\nViolino <strong>Baiba Skride<\/strong><br \/>\n<em>Wolfgang Amadeus Mozart<\/em> : Concerto per violino e orchestra n. 4 in re maggiore K 218<br \/>\n<em>Anton Bruckner<\/em> : Sinfonia n. 7 in mi maggiore WAB 107<br \/>\n<em>Madrid, 28 maggio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 febbraio 1883 scivolava attraverso i canali di Venezia una gondola nera parata a lutto, diretta verso la stazione ferroviaria. Il giorno prima, a Palazzo Vendramin Calergi, era morto Richard Wagner. La notizia raggiunse in pochi giorni tutte le citt\u00e0 del mondo, e quando arriv\u00f2 a Vienna lasci\u00f2 sbalordito un uomo che, tra tanti, riponeva in Wagner e nella sua missione artistica speranze e affetti particolari: Anton Bruckner, intento alla scrittura della sua VII Sinfonia in mi maggiore. Se un\u2019altra VII, quella di Dvo\u0159\u00e1k, risalente al 1885, rappresenta la messa a punto razionale, brillante, meticolosamente formale di una <em>pi\u00e8ce<\/em> viennese <em>comme il faut<\/em>, risentendo inevitabilmente anche della lezione wagneriana, la VII di Bruckner \u00e8 invece l\u2019espressione drammatica ed emozionale (ma non certo estemporanea) dello stupore per l\u2019improvvisa scomparsa; l\u2019accadimento determina una curvatura esattamente al centro della sinfonia, poich\u00e9 dopo la culminazione dell\u2019<em>Adagio<\/em> il discorso assume una piega tutta particolare: \u00e8 il modo con cui Bruckner annuncia a sua volta la scomparsa dell\u2019\u00abuom fatale\u00bb. Ecco perch\u00e9 la <strong>City of Birmingham Symphony Orchestra<\/strong> diretta da <strong>Andris Nelsons<\/strong> propone le due \u201csettime sinfonie\u201d in due concerti consecutivi, a chiusa di stagione della <strong>Fundaci\u00f3n Iberm\u00fasica<\/strong> di Madrid.<br \/>\nPrima di Bruckner, per\u00f2, ricompare <strong>Baiba Skride<\/strong> (con il suo fantastico Stradivari) per eseguire il concerto n. 4 per violino e orchestra d\u2019archi di Mozart. Lo stile adottato \u00e8 decisamente cantabile, come ci si attendeva, ma il suono non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec corposo come per il Prokof\u2019ev della sera innanzi; anzi, tende a rastremarsi e assottigliarsi nelle varie occorrenze del tema e nell\u2019acrobatica cadenza che suggella il I movimento (<em>Allegro<\/em>). Del tutto diversa \u00e8 la presentazione della cadenza del II (<em>Andante cantabile<\/em>), in cui il suono del violino si fa cos\u00ec variegato nei timbri da ricordare quasi un capriccio di Paganini. Non \u00e8 certo un Mozart banalmente rassicurante, quello della Skride e di Nelsons, perch\u00e9 nell\u2019interazione tra solista e orchestra sono portate allo scoperto tutte quelle ritrosie, quei ripiegamenti in minore, quelle ombreggiature armoniche che implicano la pensosit\u00e0 di Mozart, celata dietro un\u2019apparente gaiezza<strong>;<\/strong> ne \u00e8 riprova anche la chiusa del finale (<em>Rondeau. Andante grazioso &#8211; Allegro ma non troppo<\/em>), improvvisa e dimessa. Il successo per la violinista \u00e8, come gi\u00e0 nel primo concerto, molto caloroso, ma neppure questa volta concede alcun <em>bis<\/em>.<br \/>\nDei due concerti madrileni della CBSO il momento pi\u00f9 impegnativo, e dunque pi\u00f9 atteso, \u00e8 appunto l\u2019esecuzione della <strong>VII Sinfonia di Bruckner. <\/strong>Tutti gli accorgimenti direttoriali e i risultati apprezzati in precedenza si moltiplicano nel corso dello smisurato capolavoro: dal tremulo degli archi in pianissimo nell\u2019avvio alle frasi pi\u00f9 poderose degli ottoni la struttura si profila come una <em>gradatio<\/em> di piani sonori; e poich\u00e9 il timbro delle quattro tube wagneriane \u00e8 molto riconoscibile, il secondo tema del I movimento (<em>Allegro moderato<\/em>) assume l\u2019aspetto di una creatura nibelungica che riemerga dalle profondit\u00e0 della terra, tanto pi\u00f9 in contrasto con la carezzevole delicatezza del motivo principale. Ma la riuscita del confronto tematico in Bruckner dipende sempre da come si risolva il problema spinoso del ritmo: Nelsons \u00e8 capace di plasmarlo con molta duttilit\u00e0, differenziandolo &#8211; come il colore &#8211; a seconda dello strumento o della famiglia orchestrale. I frammenti di sequenza al centro dell\u2019<em>Allegro<\/em> sono interessati da una dilatazione del tempo che giunge quasi al dissolvimento del ritmo stesso, mentre nelle sezioni sorrette dal melodismo la scansione torna a scorrere fluida; e tale alternanza di ritmi molto differenti restituisce il carattere di vitalit\u00e0 della sinfonia, la rappresenta come creatura che respira, ora palpitante di affanno ora placata dalla distensione. Viene dunque l\u2019<em>Adagio<\/em> (<em>Seher feierlich und sehr langsam<\/em>), proprio il movimento che Bruckner stava completando quando apprese della morte di Wagner. Il tema delle onde del destino si profila in ampie e compatte volute, grazie ad archi e ottoni; ma \u00e8 l\u2019eco del flauto a creare l\u2019effetto musicale pi\u00f9 commovente. Nelsons procede a un dosaggio ben proporzionato delle sonorit\u00e0 per raggiungere il picco del crescendo, anche se espunge quel famoso (unico nell\u2019intera partitura!) colpo di piatti, che costituisce nelle esecuzioni di <em>routine<\/em> il punto culminante dell\u2019opera. La scelta del direttore \u00e8 giustificabile sul piano filologico, perch\u00e9 sull\u2019autografo il colpo di piatti \u00e8 scritto su di una striscia di carta pentagrammata incollata sulla pagina principale, ed \u00e8 quindi frutto di un\u2019aggiunta posteriore (molto probabilmente suggerita al compositore da qualcun\u2019altro). Il timpano da solo, del resto, supplisce benissimo ogni altra percussione e ogni altro effetto teatrale; anche perch\u00e9 &#8211; sembra suggerire il direttore &#8211; pi\u00f9 della <em>climax<\/em> sonora \u00e8 importante la parte che segue: quando la modulazione del flauto trascorre dalla solennit\u00e0 al compianto, allora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun clamore nibelungico, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcuna struttura imponente, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un progetto musicale da perseguire. C\u2019\u00e8 soltanto espressione commossa e reverente, nel suono puro e isolato delle tube wagneriane.<br \/>\nLo <em>Scherzo<\/em> (<em>Sehr schnell<\/em>) ha un piglio aggressivo, mitigato soltanto nel trio, e d\u00e0 prova dell\u2019abilit\u00e0 di Nelsons nel porre gli accenti con grande sensibilit\u00e0. Ugualmente assertivo e netto \u00e8 il gesto direttoriale riservato al <em>Finale<\/em> (<em>Bewegt, doch nicht schnell<\/em>); non \u00e8 pomposo di vuota retorica, ma coerente rispetto ai disegni e alla struttura del movimento d\u2019avvio. Tutto sembra infatti restare intatto, dai tremuli degli archi alla sonorit\u00e0 cristallina del flauto (che ancora si distingue per bravura), mentre la cupola di luce della coda si posa maestosamente sugli ultimi accordi. Il pubblico dell\u2019Auditorio Nacional applaude abbastanza a lungo, e con entusiasmo, nonostante qualche segno di cedimento da parte di pi\u00f9 ascoltatori si sia manifestato nel corso dell\u2019esecuzione: anche la Spagna, come l\u2019Italia, deve ancora risolvere i propri conti con l\u2019<em>affaire<\/em> Bruckner. Ma si pu\u00f2 ben sperare nel prossimo futuro, se solo si faranno pi\u00f9 frequenti le occasioni di ascolto guidate da un interprete cos\u00ec equilibrato, sensibile ed espressivo come Andris Nelsons.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madrid, Auditorio Nacional de M\u00fasica &#8211; Fundaci\u00f3n Iberm\u00fasica &#8211; XLV Temporada City of Birmingham Symphony Orchestra Direttore Andris [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":80822,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4064,14250,12007],"class_list":["post-80820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-andris-nelsons","tag-baiba-skride","tag-city-of-birmingham-symphony-orchestra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80820"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80820\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87369,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80820\/revisions\/87369"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}