{"id":80835,"date":"2015-05-30T19:18:25","date_gmt":"2015-05-30T17:18:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80835"},"modified":"2017-01-07T10:13:43","modified_gmt":"2017-01-07T09:13:43","slug":"limmortalita-di-orfeo-ed-euridice-al-san-carlo-di-napoli-la-danza-di-karole-armitage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/limmortalita-di-orfeo-ed-euridice-al-san-carlo-di-napoli-la-danza-di-karole-armitage\/","title":{"rendered":"L\u2019immortalit\u00e0 di &#8220;Orfeo ed Euridice&#8221;\u00a0al Teatro San Carlo di Napoli. La Danza di Karole Armitage."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli, Teatro di San Carlo stagione Lirica e di Balletto 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>\u201cORFEO ED EURIDICE\u201d<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\nAzione teatrale per musica in tre atti<br \/>\nLibretto di Ranieri de\u2019 Calzabigi<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Cristoph Willibald Gluck<\/strong><br \/>\n<em>Orfeo<\/em>\u00a0DANIELA BARCELLONA<br \/>\n<em>Euridice<\/em>\u00a0CINZIA FORTE<br \/>\n<em>Amore<\/em>\u00a0GIUSEPPINA BRIDELLI<br \/>\n<em>Orfeo ballerino <\/em>EDMONDO TUCCI<br \/>\n<em>Euridice ballerina<\/em> ALESSANDRA VERONETTI<br \/>\n<em>Coppia delle Furie <\/em>ROBERTA DE INTINIS, ERTRUGREL GJONI<br \/>\n<em>La Furia<\/em> GIANLUCA NUNZIATA<br \/>\n<em>La Bellezza<\/em> LUISA IELUZZI<br \/>\n<em>Partner della Bellezza<\/em> ALESSANDRO STAIANO<br \/>\nOrchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo<br \/>\nAllievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo<br \/>\nDirettore d\u2019orchestra\u00a0<strong>Francesco Omassini<\/strong><br \/>\nMaestro del coro\u00a0<strong>Marco Faelli<\/strong><br \/>\nRegia e Coreografia <strong>Karole Armitage<\/strong><br \/>\nScene \u00a0<strong>Brice Marden<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Peter Speliopoulos<\/strong><br \/>\nDrammaturgia<strong> Stefano Paba<br \/>\n<\/strong><em>Napoli, 29 maggio 2015<br \/>\n<\/em><strong>Torna con successo al San Carlo di Napoli <em>Orfeo ed Euridice <\/em>di <\/strong><strong>Christoph Willibald Gluck, su libretto di Ranieri de\u2019 Calzabigi, per la regia della coreografa americana Karole Armitage. <\/strong>Non ce ne voglia alcuno se, per motivi di \u201ceconomia del testo\u201d, \u00a0non spendiamo ulteriori parole su questa splendida <em>Azione teatrale per musica in tre atti<\/em>, data la fama del soggetto e dell\u2019opera ma ci concentriamo sulla lettura originale della Armitage, anche perch\u00e9 non si tratta di una \u201crecensione\u201d propriamente detta. Per motivi di correttezza e onest\u00e0, infatti, una recensione completa avrebbe avuto bisogno di una scrittura \u201ca quattro mani\u201d (o meglio \u201ca due penne\u201d o \u201ctastiere\u201d): quella dell\u2019esperto in danza e dell\u2019esperto musicale. Saremo quindi onesti e non ci addentreremo su terreni proibiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCreatura di Balanchine e monella punk\u00bb, la Armitage affronta il mito di Orfeo attraverso il filtro della musica di Gluck, presentandolo nella <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2014\/09\/gluck-300-guida-allascolto-delle-opere-orfeo-ed-euridice\/\">prima versione dell\u2019opera<\/a> (Burgtheater di Vienna, 1762) e rendendo questo lavoro la proiezione della sua duplicit\u00e0 intrinseca. Il formalismo classicistico della tradizione balanchiniana, da cui \u00e8 stata plasmata, e l\u2019anticonformismo trasgressivo che le ha permesso di infrangere le barriere del gi\u00e0 detto e pensato, servendosi della danza come puro strumento di liberazione del pensiero e della visione (ereditata dell\u2019altro grande suo Maestro, Merce Cunningham), sono due opposti che solo in apparenza giustificano l\u2019ossimoro che caratterizza la sua figura. E questo perch\u00e9 la gestione dello spazio e dei corpi che in esso si muovono non sono in antitesi rispetto al concetto di melodramma comunemente inteso, quello \u2013 per intenderci \u2013 che pu\u00f2 far storcere il naso ai puristi e considerare la regia di un coreografo come un attentato all\u2019identit\u00e0 dell\u2019opera. Certo, se il coreografo non \u00e8 adatto il rischio \u00e8 garantito, ma non \u00e8 questo il caso.<br \/>\nCreato nel 2003 su invito dell\u2019allora Sovrintendente del Massimo napoletano, Gioacchino Lanza Tomasi, l\u2019<em>Orfeo <\/em>gluckiano con regia della Armitage vive ancora, nel suo allestimento originale, un successo meritato. <strong>Impostato sulla \u201cvisualit\u00e0\u201d, con i cantanti protagonisti \u201cdoppiati\u201d (pi\u00f9 che \u201craddoppiati\u201d) dal duo di danzatori, la presenza massiccia della danza non fa altro che \u201cmassimizzare\u201d l\u2019effetto della musica, rendendola visibile quando i cantanti tacciono e impegnando anche la sfera visuale quando i danzatori si muovono sulla linea del canto.<\/strong> A loro volta, i cantanti si trovano a dover fare i conti con la gestualit\u00e0 pi\u00f9 ricercata e gli spostamenti \u201cmirati\u201d sulle diverse zone del palcoscenico &#8211; soprattutto Amore che deve cantare mentre compie movimenti non propriamente familiari per un soprano, mettendo in difficolt\u00e0 lo stesso ritmo di respirazione.<br \/>\n<strong>Il linguaggio accademico \u00e8 sempre l\u2019elemento imprescindibile che permette di creare uno stile libero e musicale. Ogni aspetto della partitura appare \u201cabbracciato\u201d dal cerchio chiuso di canto e danza.<\/strong> Il tocco del coreografo regala innegabilmente al <em>tableaux <\/em>iniziale, per fare un rapido \u00a0esempio, un\u2019estetica idealizzante che permette al pubblico di calarsi nel dolore di Orfeo in un tempo indefinito ma reale, perch\u00e9 il dolore \u00e8 una corda comune.<br \/>\n<em>Orfeo ed Euridice <\/em>per natura si presta alla lettura \u201ccoreografica\u201d, vista la sua essenza di opera-pantomima fin dall\u2019origine. Nomi di grandi coreografi si legano alle sue scene, da Gasparo Angiolini, che, insieme a Gluck per l\u2019opera, fu il protagonista delle importanti riforme del <em>ballet d\u2019action<\/em>, a Pina Baush.<strong> La proiezione della mente di Orfeo <\/strong>si snoda attraverso la visione di quello che non esiste pi\u00f9: la coppia di danzatori traduce il desiderio di un\u2019azione che non si pu\u00f2 compiere. Un contrasto sensibile \u00e8 offerto dalla presenza, in scena, di un Orfeo cantante <em>en travesti <\/em>e dall\u2019Orfeo danzatore: il cantore mitico, venerato come divinit\u00e0 nei culti pi\u00f9 antichi delle civilt\u00e0 egee, canta con voce reale che non \u00e8 di uomo e ci orienta sulla sfera dell\u2019indefinito. Dall\u2019altra parte il corpo seminudo dell\u2019Orfeo danzatore \u00e8 la proiezione virile priva di parola, la visione \u201cmoderna\u201d dell\u2019uomo che va a riprendersi la donna amata fin nelle profondit\u00e0 di Ade. Quello che ogni donna vorrebbe, insomma, bench\u00e9 si finisca per litigare anche sulla soglia dell\u2019oltretomba. Una meta-visione che funziona e arricchisce la lettura di un mito immortale nell\u2019ottica contemporanea.<br \/>\nIl mezzosoprano <strong>Daniela Barcellona<\/strong> ha vestito i panni di Orfeo con grande trasporto drammatico ed \u00e8 stata applauditissima nell\u2019aria finale \u201cChe far\u00f2 senza Euridice!\u201d (aria \u201ccitata\u201d, non a caso, in uno dei balletti-cardine della storia della danza,<em> La Sylphide<\/em>, del 1832: J.M. Schneitzhoeffer la fa intonare all\u2019orchestra nell\u2019ultima scena, in cui la creatura alata \u00e8 sul punto di morire fra le braccia di James). \u00a0Il soprano <strong>Cinzia Forte <\/strong>\u00e8 stata una delicata Euridice e <strong>Giuseppina Brindelli<\/strong> un vivace e gaio Amore.<br \/>\n<strong>Edmondo Tucci e Alessandra Veronetti<\/strong><strong>, <\/strong>entrambi Primi ballerini del Teatro di San Carlo, hanno interpretato Orfeo ed Euridice \u201cdanzanti\u201d. L\u2019esperienza accumulata negli anni ha consentito una naturale padronanza dell\u2019aspetto emozionale e drammatico dei personaggi. Leggermente insicura lei nella tenuta delle pose statiche dei momenti di assolo, molto convincente lui nella scena della seconda perdita di Euridice. Questo \u00e8 stato il momento in cui la visualizzazione del dolore di Orfeo \u00e8 stato realmente tangibile. Convincente la Furia di Gianluca Nunziata, cos\u00ec come lo \u00e8 stato il Passo a Due delle Furie della prima ballerina<strong> Roberta De Intinis<\/strong> e del promettente <strong>Ertrugrel Gjoni<\/strong>. Ma la vera grazia danzante in scena \u00e8 stata <strong>Luisa Ieluzzi<\/strong>, non a caso nel ruolo della Bellezza, in Passo a Due con <strong>Alessandro Staiano<\/strong>: plasticit\u00e0 e seduzione calate in una tecnica pulitissima e decorate dalla ariosit\u00e0 dei movimenti. Il \u201cTrionfo\u201d finale, in cui la danza non ha visto pi\u00f9 distinzione fra cantanti e danzatori, \u00e8 stato arricchito dagli allievi della <strong>Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, diretta da Anna Razzi.<\/strong><br \/>\n<strong>Un bell\u2019impegno del <\/strong><strong>Coro, del Corpo di Ballo del Massimo napoletano diretto magistralmente da Lienz Chang e dell\u2019Orchestra diretta dal Francesco Omassini<\/strong><strong>, per i quali gli applausi sono scrosciati pi\u00f9 volte. Sembrava che il sipario non dovesse mai chiudersi. <\/strong>Le scene, essenziali e volutamente indefinite di <strong>Brice Mardern<\/strong>, e i costumi \u201csenza tempo\u201d di <strong>Peter Speliopoulos<\/strong> (non a caso americano di origini greche) hanno permesso di trasporre la vicenda in un contesto insieme temporale e atemporale, valorizzando la musica e la danza, alle quali \u00e8 stato affidato il messaggio principale dell\u2019opera dal lieto fine voluto: la potenza dell\u2019Amore. (<em>Foto Luciano Romano, Francesco Squeglia<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo stagione Lirica e di Balletto 2014-2015 \u201cORFEO ED EURIDICE\u201d\u00a0 Azione teatrale per musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":80842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[6909,6606,6601,197,2971,14677,5827,9405,14056,14255,5364,9406,1993,5144],"class_list":["post-80835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alessandra-veronetti","tag-alessandro-staiano","tag-anna-razzi","tag-cinzia-forte","tag-daniela-barcellona","tag-danza","tag-edmondo-tucci","tag-ertrugel-gjoni","tag-francesco-omassini","tag-karole-armitage","tag-lienz-chang","tag-luisa-ieluzzi","tag-orfeo-ed-euridice","tag-teatro-san-carlo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80835"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80843,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80835\/revisions\/80843"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}