{"id":80866,"date":"2015-06-02T16:47:35","date_gmt":"2015-06-02T14:47:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80866"},"modified":"2015-12-25T00:01:42","modified_gmt":"2015-12-24T23:01:42","slug":"pilar-lorengar-1928-1996-portrait-of-pilar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pilar-lorengar-1928-1996-portrait-of-pilar\/","title":{"rendered":"Pilar Lorengar (1928-1996): Portrait of Pilar"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Wolfgang Amadeus Mozart:<\/strong> \u201c<em>Don Ottavio\u2026son morta!&#8230;Or sai chi l\u2019onore\u201d (Don Giovanni)*, <\/em><strong>Giacomo Puccini:<\/strong> \u201c<em>Vissi d\u2019arte\u201d (Tosca), \u201cSola, perduta, abbandonata\u201d (Manon Lescaut) <\/em><strong>Giuseppe Verdi:<\/strong><em> &#8220;Tu che le vanit\u00e0&#8221; (Don Carlo); <\/em><strong>Manuel De Falla:<\/strong><em> \u201cVivan Los Que R\u00eden!\u201d \u00b0, \u201cAll\u00ed est\u00e1, Riyendo, junto \u00e1 esa muj\u00e9\u201d (La vida breve); <\/em><strong>Giacomo Puccini:<\/strong> \u201c<em>Senza mamma\u201d (Suor Angelica),\u00a0 \u201cTu, tu piccolo iddio\u201d (Madama Butterfly)<\/em>; <strong>Richard Wagner:<\/strong>\u00a0 \u201c<em>Einsam in tr\u00fcben Tagen\u201d (Lohengrin); <\/em><strong>Enrique Granados: <\/strong><em>\u201cLa maja y el ruise\u00f1or\u201d (Goyescas). <\/em><strong>Ian Caley*<\/strong> (tenore), <strong>Neil Jenkins<\/strong> \u00b0 (tenore).<strong> London Philharmonic Orchestra, Ambrosian Singers. Jes\u00fas L\u00f3pez-Cobos <\/strong>(direttore).Registrazione: Londra, 1978<strong><em>.<br \/>\n<\/em>Bonus tracks<\/strong> da Operatic recital<br \/>\n<strong>Giacomo Puccini:<\/strong> <em>\u201cSi, mi chiamano Mim\u00ec\u201d (La Boh\u00e8me), \u201cChi il bel sogno di Doretta\u201d (La rondine), &#8220;Un bel d\u00ec vedremo&#8221; (Madama Butterfly) \u201cTu che di gel sei cinta\u201d (Turandot), \u201cO mio babbino caro\u201d (Gianni Schicchi);\u00a0 <\/em><strong>Anton\u00edn Dvor\u00e1k: <\/strong><em>\u201cMesicku na nebi hlubok\u00e9m\u201d (Rusalka).<\/em> <strong>Orchestra dell\u2019Accademia nazionale di Santa Cecilia.<\/strong> <strong>Giuseppe Patan\u00e8 <\/strong>(direttore)<strong>. <\/strong>Registrazione: Roma, 1966. T. Time: 1h19\u201904. <strong>1 CD Decca 480 8164<\/strong><br \/>\n\u00c8 con grande piacere che si ascolta questo CD Decca che unisce due recital,\u00a0purtroppo non completi e rimontati in modo parziale secondo un\u2019opinabile abitudine che sta caratterizzando questo per altro apprezzabili proposte della casa discografica inglese, di Pilar Lorengar, cantante aragonese che \u00e8 stata fra le pi\u00f9 interessanti interpreti della scuola vocale spagnola del secondo dopoguerra e la cui discografia \u00e8 stata forse inferiore ai meriti.\u00a0 La prima parte presenta un\u2019incisione del 1978 in cui la cantante \u00e8 accompagnata dalla<strong> London Philarmonic Orchestra ottimamente diretta da Jes\u00fas L\u00f3pez-Cobos<\/strong> e capace di un accompagnamento orchestrale di qualit\u00e0 decisamente superiore a quella che troppo spesso si ascolta nei recital lirici; in specie alcuni brani si segnalano per la qualit\u00e0 dell\u2019esecuzione orchestrale come la grande scena del IV atto di \u201c<em>Manon Lescaut<\/em>\u201d capace di fondere la tensione drammatica con un suono di rara luminosit\u00e0 e trasparenza o la scena di Elisabetta dal IV atto del \u201c<em>Don Carlo<\/em>\u201d, unico ascolto verdiano proposto.<br \/>\n<strong>Fra i grandi cantanti spagnoli la Lorengar occupa un posto alquanto particolare:<\/strong> in lei infatti non si trova mai quell\u2019espressivit\u00e0 diretta e esibita che spesso caratterizza i cantanti mediterranei sostituita da un gusto estremamente raffinato e aristocratico \u2013 forse un poco freddo ma sempre molto elegante \u2013 che d\u00e0 al suo canto un sapore quasi mittel-europeo e nordico. La voce era di quelle naturalmente belle nel senso pi\u00f9 classico del termine, limpida, luminosa ma con un sottofondo di morbidezza e di femminilit\u00e0 molto evidenti e capaci di conquistare subito l\u2019ascoltatore e di compensare anche i difetti provenienti da un\u2019emissione non sempre fermissima.<br \/>\nCaratteristiche vocali\u00a0 queste che fecero di lei un\u2019apprezzatissima cantante mozartiana; questo dato \u00e8 confermato anche dal primo ascolto presente nella registrazione, <strong>la prima aria di Donn\u2019Anna \u201c<\/strong><em>Or sai chi l\u2019onore\u201d<\/em> in cui la cantante si distingue per la ricchezza della voce anche nel settore acuto squillante e pieno di suono e per il grande senso dello stile che emergono nonostante una registrazione tendente ad allontanare le voci. La lunga serie dei brani pucciniani presenta tratti comuni all\u2019interno di una lettura decisamente personale; nella musica del compositore lucchese la cantante ricerca soprattutto i valori prettamente musicali senza lasciarsi trascinare sul piano emotivo ma mantenendo il proprio aplomb stilistico. Un Puccini quindi diverso da quello pi\u00f9 passionale e larmoyante a cui \u00e8 pi\u00f9 avvezzo il pubblico \u2013 specie italiano \u2013 ma non per questo privo di interesse nella sua sobria modernit\u00e0 soprattutto in brani come \u201c<em>Senza mamma<\/em>\u201d da \u201c<em>Suor Angelica<\/em>\u201d in cui il rischio del patetismo zuccheroso \u00e8 sempre in agguato. Nelle arie di Tosca \u201c<em>Vissi d\u2019arte<\/em>\u201d e Manon Lescaut <em>\u201c Sola, perduta, abbandonata<\/em>\u201d la voce mostra la sua essenza caratterizzata da una natura pi\u00f9 lirica che drammatica che si affianca ad un riserbo espressivo qui forse un poco eccessivo; in ogni caso i due brani sono ottimamente cantati e all\u2019interno di un\u2019esecuzione concertistica appaiono convincenti. La mancanza di una natura drammatica potrebbe influire anche su \u201c<em>Tu che le vanit\u00e0<\/em>\u201d ma Elisabetta ha tratti diversi che permettono una lettura anche in chiave pi\u00f9 lirica ed inoltre l\u2019universo espressivo del personaggio, fatto di nobile pudore velato di apparente distacco \u00e8 ideale per la Lorengar che ne d\u00e0 infatti un\u2019esecuzione molto curata sul piano musicale e non priva di credibilit\u00e0 espressiva.<br \/>\n<strong>Il gusto nordico della Lorengar<\/strong> ricompare al meglio in \u201c<em>Einsam in tr\u00fcben Tagen<\/em>\u201d dal \u201c<em>Lohengrin<\/em>\u201d di Wagner altro autore regolarmente affrontato dalla cantante e poco rappresentato in questa selezione; non si pu\u00f2 per\u00f2 non apprezzare questa Elsa luminosa e liliale come certe figure delle miniature duecentesche.\u00a0 <strong>Due arie sono tratta da \u201c<em>La vida breve<\/em>\u201d<\/strong> di de Falla: in esse si apprezza la capacit\u00e0 di unire la padronanza con moduli espressivi e vocali di derivazione popolare mantenendo una grande eleganza espressiva e senza indulgere a quegli eccessi che spesso caratterizzano la musica spagnola o spagnoleggiante mentre l\u2019altro brano spagnolo \u201c<em>La maja y el ruise\u00f1or\u201d<\/em> da \u201c<em>Goyescas<\/em>\u201d di Granados si ricollega ad un mondo di raffinatezze di derivazione francese molto congeniale al canto della Lorengar e purtroppo ignorato nella selezione di brani proposti.<br \/>\n<strong>Registrato dodici anni prima, il recital da cui provengono i brani che concludono il CD<\/strong> testimonia in primo luogo come la Lorengar abbia mantenuto negli anni una qualit\u00e0 costante di canto non notandosi sostanziali differenze fra le due registrazioni. Ad accompagnare la cantante vi \u00e8 qui <strong>l\u2019Orchestra dell\u2019Accademia di Santa Cecilia diretta da Giuseppe Patan\u00e8<\/strong> che offre una prova di solida professionalit\u00e0 ma non raggiunge l\u2019alto livello dei complessi londinesi diretti da L\u00f3pez-Cobos. Se nei brani italiani \u2013 tutti da opere di Puccini \u2013 emergono il mestiere e l\u2019esperienza del direttore nell\u2019aria della luna dalla \u201c<em>Rusalka<\/em>\u201d di Dvorak si nota una mancanza di approfondimento che porta ad un\u2019esecuzione orchestrale troppo generica e poco curata ed influisce anche sul canto.<br \/>\n<strong>I brani di Puccini confermano le valutazioni avanzate poco sopra.<\/strong> L\u2019aria di Magda da \u201c<em>La rondine<\/em>\u201d \u00e8 perfetta nella sua eleganza salottiera mentre nelle arie di Butterfly \u201c<em>Un bel d\u00ec vedremo<\/em>\u201d e Li\u00f9 \u201c<em>Tu che di gel sei cinta<\/em>\u201d la cantante appare maggiormente coinvolta sul piano espressivo alla ricerca di un accento pi\u00f9 teso e drammatico forse anche per scelta del direttore pi\u00f9 orientato in tal senso. Di contro l\u2019aria di Rusalka lascia un senso di non compiutezza nonostante la buona prova vocale della Lorengar proprio per i limiti della direzione. Un programma quindi di piacevolissimo ascolto e sarebbe stato auspicabile che la Decca proponesse una registrazione integrale dei due recital anzich\u00e9 limitarsi ad una selezione di brani molto limitante soprattutto per quanto riguarda l\u2019incisione del 1966.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Wolfgang Amadeus Mozart: \u201cDon Ottavio\u2026son morta!&#8230;Or sai chi l\u2019onore\u201d (Don Giovanni)*, Giacomo Puccini: \u201cVissi d\u2019arte\u201d (Tosca), \u201cSola, perduta, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":80875,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[146,13306,136,10813,3736,3782,1870,14266,14265,173,253],"class_list":["post-80866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-cd","tag-enrique-granados","tag-giacomo-puccini","tag-giuseppe-patane","tag-jesus-lopez-cobos","tag-london-philharmonic-orchestra","tag-manuel-de-falla","tag-orchesta-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-pilar-lorengar","tag-richard-wagner","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80866"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80879,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80866\/revisions\/80879"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}