{"id":80947,"date":"2015-06-17T16:38:12","date_gmt":"2015-06-17T14:38:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80947"},"modified":"2021-08-16T12:31:43","modified_gmt":"2021-08-16T10:31:43","slug":"felice-romani-e-i-suoi-melodrammi-il-turco-in-italia-di-gioachino-rossini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/felice-romani-e-i-suoi-melodrammi-il-turco-in-italia-di-gioachino-rossini\/","title":{"rendered":"Felice Romani e i suoi melodrammi: &#8220;Il Turco in Italia&#8221; di Gioachino Rossini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Dramma buffo in due atti, libretto di Felice Romani. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 14 agosto 1814.<\/em><br \/>\n<em>Primi interpreti:<\/em><br \/>\n<em>Filippo Galli (Selim)<\/em><br \/>\n<em>Francesca Maffei Festa (Fiorilla)<\/em><br \/>\n<em>Luigi Pacini (Geronio)<\/em><br \/>\n<em>Pietro Vasoli (Prosdocimo)<\/em><br \/>\n<em>Giovanni David (Narciso)<\/em><br \/>\n<em>Adelaide Carpano (Zaida)<\/em><br \/>\n<em>Gaetano Pozzi (Albazar)<\/em><br \/>\n\u201cNell\u2019autunno<strong> dello stesso anno 1814, Rossini compose per la Scala il <em>Turco in Italia<\/em>:<\/strong> si attendeva un\u2019opera che facesse riscontro all\u2019<em>Italiana in Algeri<\/em>. Galli, che per diversi anni aveva mirabilmente interpretato la parte del bey nell\u2019<em>Italiana<\/em>, ebbe l\u2019incarico di interpretare la parte del giovane Turco che, sospinto dalla tempesta, sbarca in Italia e s\u2019innamora della prima bella donna che il caso gli fa incontrare\u201d.*<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Con queste parole, Stendhal, nella sua <em>Vita di Rossini<\/em>, inizia il resoconto della prima sfortunata rappresentazione del <em>Turco in Italia<\/em> che, andato in scena per la prima volta il <strong>14 agosto 1814 alla Scala<\/strong> sotto la direzione di Alessandro Rolla con Filippo Galli nella parte di Selim e Giovanni David in quella di Narciso, fu accolto freddamente dal pubblico che, attendendosi qualcosa di nuovo, rimase quasi offeso dalla scelta del Pesarese di riproporre un soggetto simile a quello dell\u2019<em>Italiana in Algeri<\/em>. Lo stesso Stendhal, a conclusione del capitolo dedicato al <em>Turco in Italia<\/em>:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cL\u2019orgoglio nazionale era ferito. Affermarono che Rossini aveva copiato se stesso. Ci si poteva permettere tale libert\u00e0 con i teatri dei piccoli centri; ma per la Scala, il primo teatro del mondo, andavano ripetendo con enfasi i buoni milanesi, bisognava fare qualcosa di nuovo. Quattro anni dopo, il <em>Turco in Italia<\/em>, fu ridato a Milano e accolto con entusiasmo\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Per la verit\u00e0 anche il libretto<\/strong>, il secondo scritto da Romani per Rossini se si attribuisce al poeta genovese quello dell\u2019<em>Aureliano in Palmira<\/em>, o il primo, nel caso in cui questo venga attribuito ad un altro autore, non \u00e8 proprio originale. Romani, infatti, rielabor\u00f2, seguendo una prassi abbastanza comune all\u2019epoca, il libretto del <em>Turco in Italia<\/em> scritto dal poeta ufficiale dell\u2019elettore di Sassonia, Caterino Mazzol\u00e0, per Franz Seydelmann. L\u2019opera, andata in scena al Kleines Kurf\u00fcrstliches Theater di Dresda il 22 gennaio 1788, aveva goduto di un discreto successo, tanto da essere ripresa l\u2019anno seguente a Vienna al Burgtheater. Il libretto, secondo una prassi abbastanza comune per l\u2019epoca, era stato messo in musica da altri compositori e, in particolar modo, dall\u2019allievo e amico di Mozart, Franz Xaver S\u00fcssmayr, e da Francesco Bianchi nel 1794; Romani, invece, lo rimaneggi\u00f2 per adattarlo ai tempi e al contesto italiano non solo apportando delle modifiche a livello drammaturgico, ma anche a livello testuale. A livello drammaturgico, infatti, \u00e8 possibile notare sia la modifica dell\u2019ordine delle scene sia la riduzione degli assoli a favore dei pezzi d\u2019insieme, mentre sul piano lessicale il poeta decise di eliminare la parola \u00abeunuco\u00bb, abbastanza frequente nel testo di Mazzol\u00e0, ma sentita come espressione di una pratica deplorevole dal pubblico italiano dell\u2019epoca. A livello testuale, infine, si osserva una riduzione del numero delle citazioni dotte a volte semplificate; \u00e8 questo il caso della citazione tratta dall\u2019<em>Ars poetica<\/em> di Orazio che ripresa in latino nel libretto di Mazzol\u00e0 (neve minor neu sit \/ quinto productior actu \/fabula) diventa pi\u00f9 leggera in quella di Romani: <em>Ma un atto \u00e8 poco a un Dramma, e Orazio dice \/ che minor di cinque esser non pu\u00f2<\/em>).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Dopo la sfortunata prima <em>Il Turco in Italia<\/em> trov\u00f2 un immediato riscatto<\/strong>, l\u2019anno dopo, il 7 novembre 1815 al Teatro Valle di Roma, mentre alla Scala fu riabilitato ben sette anni dopo e non quattro, come ricordava Stendhal. Sempre nell\u2019Ottocento l\u2019opera varc\u00f2 in confini italiani per affermarsi sui palcoscenici del Th\u00e9\u00e2tre Italien di Parigi (23 maggio 1820), del Her Majesty\u2019s Theatre di Londra (19 maggio 1822) e del Park Theatre di New York il 14 marzo 1826 con Maria Malibran, Manuel Carcia Senior, Manuel Garcia Junior, rispettivamente padre e fratello del celeberrimo soprano. In Italia l\u2019opera fu rappresentata con una certa regolarit\u00e0 fino al 1830, anno in cui vide la prima al Regio di Parma (6 febbraio), mentre nel Novecento si \u00e8 imposta nei cartelloni grazie alla ripresa al Teatro Eliseo di Roma nel 1950 con Gianandrea Gavazzeni sul podio e un cast d\u2019eccezione nel quale figuravano la divina Maria Callas, il tenore Cesare Valletti, il baritono Mariano Stabile e i bassi Franco Calabrese e Sesto Bruscantini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em><a href=\"http:\/\/www.librettidopera.it\/turcoi\/turcoi.html\"> L\u2019Opera<\/a><\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-80948\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-1-2-290x109.jpg\" alt=\"Turco in Italia Es. 1 (2)\" width=\"290\" height=\"109\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-1-2-290x109.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-1-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-1-2-150x56.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-1-2-366x137.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>L\u2019opera \u00e8 preceduta dalla celeberrima e brillante <em>ouverture<\/em><\/strong>, formalmente costruita secondo la struttura tipica delle sinfonie rossiniane con un <em>Adagio<\/em> iniziale a cui segue l\u2019<em>Allegro<\/em> in forma-sonata. Nell\u2019<em>Adagio<\/em>, dopo l\u2019esposizione della concisa ed incisiva cellula tematica (Es. 1) sulla quale si basano due dei temi dell\u2019<em>Allegro<\/em>, la calda voce del corno si produce in un lirico assolo, mentre l\u2019<em>Allegro<\/em> si apre con un tema grazioso ed elegante, che per il caratteristico ritmo puntato (Es. 2), scaturisce dalla cellula<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-2-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-80949\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-2-2-512x51.jpg\" alt=\"Turco in Italia Es. 2 (2)\" width=\"512\" height=\"51\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-2-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-2-2-290x29.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-2-2-150x15.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-2-2-366x36.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a> tematica dell\u2019<em>Adagio<\/em> sulla quale si basa anche il brillante secondo tema, esposto alla dominante, <em>la maggiore<\/em> (Es. 3). Un terzo tema ironico affidato alla tromba conduce al <em>crescendo<\/em>, derivato dal secondo tema. Dopo una breve ripresa degli elementi tematici dell\u2019<em>Adagio<\/em> in sostituzione dello <em>sviluppo<\/em>, la sinfonia si conclude con la vera e propria ripresa dell\u2019esposizione dell\u2019<em>Allegro<\/em> seguita da una travolgente e brillante coda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Primo atto<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-3-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-80950\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-3-2-512x63.jpg\" alt=\"Turco in Italia Es. 3 (2)\" width=\"512\" height=\"63\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-3-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-3-2-290x36.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-3-2-150x18.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Turco-in-Italia-Es.-3-2-366x45.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Su una spiaggia, nei pressi di Napoli,<\/strong> un gruppo di zingari inneggia agli aspetti positivi della propria vita, intonando un coro che si apre con un verso, <em>Nostra patria \u00e8 il mondo intero<\/em> tratto dal <em>Talismano <\/em>di Goldoni, che, gi\u00e0 citato da Mazzol\u00e0, \u00e8 mantenuto da Romani. Solo Zaida, un tempo schiava e promessa sposa di Selim, ma oggi zingara, manifesta un tormento interiore (<em>Hanno tutti il cor contento \/ Sol la misera son io<\/em>) che musicalmente viene espresso attraverso patetiche appoggiature discendenti. Nel bel mezzo di questa festa zingaresca giunge il Poeta, personaggio che, gi\u00e0 inserito con funzione metapoetica in Mazzol\u00e0, \u00e8 ripreso da Romani. L\u2019uomo, che vorrebbe scrivere un dramma buffo, ma \u00e8 in crisi d\u2019ispirazione, cerca qualche spunto nella vita zingaresca e in quel momento giunge anche Geronio, un uomo debole con il vizio di farsi predire il futuro dagli zingari, come si apprende nel recitativo secco <em>Ah! Se di questi zingari l\u2019arrivo<\/em>. Geronio, nella sua cavatina <em>Vado in traccia d\u2019una zingara<\/em>, esprime il desiderio di trovare una zingara che gli sappia predire il futuro e soprattutto se riuscir\u00e0 a <em>sanar<\/em> il cervello di sua moglie; resta, tuttavia, deluso e si arrabbia quando le zingare gli predicono che rimarr\u00e0 <em>sciocco e gonzo<\/em>, le caccia in malo modo. Musicalmente la cavatina \u00e8 un tipico brano per basso comico con una grande abbondanza di ribattuti che imitano il parlato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel successivo recitativo secco (<em>Brava! Intesi<\/em>) si apprende, tramite la conversazione tra il Poeta, Zaida e lo zingaro Albazar, che la donna, nata alle falde del Caucaso, era finita nel serraglio del principe turco Selim Damelec, il quale, essendosi innamorato perdutamente di lei, aveva manifestato l\u2019intenzione di sposarla. Alcune calunnie delle rivali dell\u2019Harem, secondo le quali Zaida sarebbe stata infedele, fecero non solo fallire il progetto matrimoniale, ma indussero Selim a condannare a morte la donna che fu salvata da Albazar. Venuto a conoscenza della visita in Italia di un principe turco, il Poeta promette a Zaida di fare qualcosa affinch\u00e9 la donna si possa riconciliare con il suo vecchio promesso sposo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Accompagnata da alcune amiche, entra immediatamente in scena Fiorilla<\/strong> che manifesta subito il suo carattere volubile nella cavatina dalla struttura tripartita, <em>Non si d\u00e0 follia maggiore<\/em>, nella quale afferma che \u00e8 una follia amare una sola persona. Su un accompagnamento orchestrale ondulante che rappresenta le onde del mare e preceduto da un coro <em>Voga, voga,<\/em> nel quale sono ravvisabili, pur nella diversa tonalit\u00e0, echi mozartiani derivati dalla scena del convitato di pietra del <em>Don Giovanni<\/em>, si avvicina alla riva un battello proveniente da una nave che appare subito a tutti di origine turca. Dal battello scende Selim il quale, dopo aver esaltato in una scrittura ornata e solenne l\u2019Italia nella cavatina <em>Cara Italia<\/em>, d\u00e0 vita a un duetto con Fiorilla in cui i due personaggi mostrano di essere attratti reciprocamente. Torna sulla scena il Poeta che, nel recitativo secco <em>Della zingara amante<\/em>, riflette sul soggetto del suo dramma e in quel momento \u00e8 raggiunto da Narciso, cavalier servente di Fiorilla che non perde occasione per manifestare la sua gelosia e poco da Geronio, disperato perch\u00e9 ha visto la moglie con un Turco. Le riflessioni del Poeta sul soggetto affidate al successivo terzetto (<em>Un marito \u2013 scimunito<\/em>!), nel quale appare un\u2019altra citazione mozartiana, questa volta da <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>, fanno infuriare Geronio e Narciso che si sentono offesi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La scena si sposta negli appartamenti di Don Geronio elegantemente arredati<\/strong>, dove Fiorilla offre un caff\u00e8 a Selim il quale non perde occasione per corteggiare la donna (Recitativo: <em>Ol\u00e0, tosto il caff\u00e8<\/em>) che nel successivo quartetto<em> Siete Turchi, non vi credo<\/em>, in un astuto e civettuolo gioco delle parti, si mostra ritrosa. Al quartetto partecipano anche Geronio, sempre pi\u00f9 disperato e Narciso, amante deluso, sul quale l\u2019ironia di Rossini si esercita attraverso una scrittura da <em>tenore amoroso<\/em> particolarmente sarcastica. Dopo aver riflettuto insieme con il Poeta, sempre pi\u00f9 impegnato nella scrittura del dramma, sulla follia di aver sposato una donna giovane, Geronio nel successivo duetto (<em>Per piacere alla signora<\/em>) cerca di affrontare la moglie che, mettendo in campo tutte le astuzie femminili simulando nel cantabile (<em>No, mia vita, mio tesoro<\/em>) di provare un sincero affetto per rimproverarlo aspramente nella cabaletta (<em>Con marito di tal fatta<\/em>).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nel recitativo secco, <em>Ho quasi del mio dramma<\/em>, il Poeta, citando Orazio in una forma rielaborata (<em>ma un atto \u00e8 poco a un dramma, e Orazio dice \/ che minore di cinque esser non pu\u00f2<\/em>) informa il pubblico di aver ormai quasi completato l\u2019orditura del dramma e nel frattempo introduce il Finale del primo atto, aperto, come da tradizione, da un coro di Zingari (<em>Gran meraviglie<\/em>) intercalato dall\u2019intervento di Zaida che si offre per predire il futuro. Nel tempo d\u2019attacco (<em>Per la fuga \u00e8 tutto lesto<\/em>), la donna, dopo essersi fatta riconoscere da Selim, gli confessa di amarlo ancora, mentre Narciso e Fiorilla, in una scrittura ironicamente da opera seria, meditano sulle loro pene d\u2019amore in due splendidi e speculari <em>cantabili <\/em>che arricchiscono dal punto di vista formale il Finale. Fiorilla, meditando sulla sua condizione, apre il concertato (<em>Ah! Che il cor<\/em>) nel quale tutti i personaggi esprimono a parte i loro sentimenti. Nel <em>tempo di mezzo <\/em>(<em>Vada via, si guardi bene<\/em>) le due rivali sono protagoniste di un alterco, mentre gli uomini nella <em>stretta<\/em> del Finale (<em>Quando il vento improvviso<\/em>) cercano di fare da pacieri.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong> <em>Secondo atto\u00a0 <\/em><br \/>\nSeduto al tavolo di una locanda, Geronio apprende dal Poeta che proprio l\u00ec ci sarebbe stato un convegno amoroso tra Fiorilla e Selim<\/strong> che, appena sopraggiunto, propone nel duetto, <em>D\u2019un bell\u2019uso di Turchia<\/em>, a Geronio di vendergli la moglie secondo le usanze turche, ma il rifiuto di quest\u2019ultimo conduce ad un alterco tra i due che nella marionettistica cabaletta (<em>Ed invece di pagarla<\/em>) per l\u2019eccesso di ribattuti, si sfidano a duello. Mentre il Poeta medita sul suo dramma, Fiorilla con il suo seguito inneggia all\u2019amore in un clima di festa; la donna ha organizzato un incontro per costringere Selim sarebbe stato costretto a scegliere tra lei e Zaida, anch\u2019ella invitata, ma le indecisioni del principe turco offendono entrambe. Rimasto solo con Fiorilla, il principe nel successivo duetto <em>Credete alle femmine<\/em>, dopo un\u2019iniziale lamentela sulla natura femminile, riconquista la donna con la quale nella cabaletta <em>Tu m\u2019ami lo vedo<\/em> scambia le tipiche promesse d\u2019amore. Nel frattempo don Geronio, che attende inutilmente la moglie, manifesta le sue preoccupazioni al Poeta il quale, mentre continua a prendere appunti per il suo dramma gli rivela i piani di un presunto rapimento e gli consiglia di vestirsi da gorilla per cercare di evitarlo. Alla conversazione assiste di nascosto Narciso che a sua volta manifesta il proposito di vestirsi da turco per rapire Fiorilla in un\u2019aria da opera seria costruita secondo il principio della cosiddetta <em>solita forma. <\/em>Al breve recitativo accompagnato <em>Intesi: Ah! Tutto intesi<\/em> seguono, infatti, il cantabile <em>Tu seconda il mio disegno<\/em>, nel quale si rivolge all\u2019amore, il <em>tempo di mezzo<\/em> <em>Se il mio rival<\/em> e la cabaletta <em>Ah s\u00ec la speme<\/em>. L\u2019intervento di Narciso mette in ansia il Poeta il quale teme che l\u2019uomo possa pregiudicare la riuscita del dramma; nel frattempo promette ad Albazar, sopraggiunto, di dargli una parte importante nel suo dramma, ma lo zingaro nell\u2019arietta, <em>Ah sarebbe troppo dolce<\/em>, manifesta la sua gioia nel poter servire il dio d\u2019amore.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In una sala illuminata per la festa in maschera<\/strong> un coro inneggia ad Amore, mentre Fiorilla \u00e8 inquieta per il ritardo di Selim, anche perch\u00e9 le maschere, in cui si presentano i personaggi, creano tutta una serie di equivoci; Fiorilla \u00e8 corteggiata da Narciso, travestito da Turco, mentre Zaida, che si era travestita da Fiorilla su consiglio del Poeta, \u00e8 oggetto delle <em>avances<\/em> di Selim il quale, ingannato dal travestimento, crede di corteggiare Fiorilla suscitando la gelosia di Zaida. Gli equivoci causati dai travestimenti trovano il punto culminante nel bellissimo Quintetto<em> Oh! Guardate che acidente!<\/em>, all\u2019interno del quale emerge il raffinato cantabile eseguito <em>a cappella Deh raffrena<\/em>. Alla fine Fiorilla fugge con Narciso e Zaida con Selim, mentre Geronio resta da solo sulla scena disperato. L\u2019uomo \u00e8 aiutato, per\u00f2, dal Poeta che prima gli consiglia di scrivere una finta lettera di ripudio nei confronti della moglie e poi gli dice che non deve pi\u00f9 temer nulla dal Turco che si \u00e8 riappacificato con Zaida e sta partendo per la Turchia. \u00c8 lo stesso Poeta a recapitare la lettera alla donna che, lettala su un accompagnamento degli archi, mostra tutto il suo sconforto di donna costretta a tornare nella sua famiglia d\u2019origine dopo aver perduto l\u2019onore nel <em>Recitativo accompagnato ed aria<\/em> (<em>I vostri cenci<\/em>) costruita anche questa secondo il principio della <em>solita forma<\/em>. Al recitativo iniziale seguono, infatti, il cantabile <em>Squallida veste<\/em>, il tempo di mezzo <em>Caro padre, madre amata<\/em>, nel quale intervengono in qualit\u00e0 di pertichino il coro e il poeta, e la cabaletta <em>L\u2019infelice che opprime sventura<\/em>. Se il Poeta \u00e8 felice perch\u00e9 il suo dramma \u00e8 ormai compiuto nel migliore dei modi, Fiorilla sulla spiaggia cerca un battello che la possa condurre a Sorrento dalla sua famiglia. \u00c8 spiata da Geronio che le si avvicina per riconciliarsi con lei nel Finale nel quale si ricompone la serenit\u00e0 familiare.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/163110033&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false\" width=\"100%\" height=\"166\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dramma buffo in due atti, libretto di Felice Romani. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 14 agosto 1814. 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