{"id":81236,"date":"2015-07-15T10:42:00","date_gmt":"2015-07-15T08:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81236"},"modified":"2019-04-05T09:05:08","modified_gmt":"2019-04-05T07:05:08","slug":"tomas-cotik-solo-violin-telemann-bach-schubert-piazzolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/tomas-cotik-solo-violin-telemann-bach-schubert-piazzolla\/","title":{"rendered":"Tomas Cotik, Solo Violin. Telemann, Bach, Schubert, Piazzolla"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tomas Cotik<\/strong>, <em>Solo Violin<\/em><em>. <\/em><em>Telemann, Bach, Schubert, Piazzolla<\/em>. <em>Georg Philipp Telemann<\/em>: <em>Fantasia<\/em> for Solo Violin in B-flat major; <em>Fantasia<\/em> for Solo Violin in B minor; <em>Fantasia<\/em> for Solo Violin in D major. <em>Johann Sebastian Bach<\/em>: Violin <em>Sonata<\/em> No. 3 in C major, BWV 1005; <em>Franz Peter Schubert<\/em>: 9 <em>L\u00e4ndler<\/em> in D major, D.370; 11 <em>L\u00e4ndler<\/em> in B-flat major, D.374; 8 <em>L\u00e4ndle<\/em><em>r<\/em> in F-sharp minor, D.355; 2 <em>L\u00e4ndler<\/em> in A major and E major, D.640; <em>Astor Piazzolla<\/em>: <em>Tango \u00c9tudes<\/em> (nn. 1-6). Recorded on September 23-26, 2012 at Gusman Concert Hall, Coral Gables, Florida. <strong>1 CD CENTAUR<\/strong> (2015).<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8YEO66uOCZI\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pu\u00f2 essere difficile reggere un programma virtuosistico nella completa solitudine di uno strumento, specie se non si tratta del pianoforte, ma del violino, neppure accompagnato dal basso continuo.<\/strong> Ma per <strong>Tomas Cotik<\/strong> il rischio doveva far parte del programma di questo <em>cd<\/em>, che suona come una sfida sin dal titolo: <em>Solo<\/em>. Non \u00e8 propriamente un\u2019antologia, perch\u00e9 non vi \u00e8 raccolto il fiore della produzione di vari autori diversi tra loro, quanto piuttosto una campionatura di opere poco conosciute, che si collegano tra loro in un percorso di ricerca virtuosistica assai variegato: il carattere intrigante \u00e8 appunto dato dal fatto che il violino resti sempre <em>solo<\/em>, ma grazie alla scrittura di Telemann, Bach, Schubert e Piazzolla muti come mutano le epoche e gli stili.<br \/>\nLa disposizione dell\u2019intero programma si rivela, a esperienza d\u2019ascolto conclusa, molto intelligente, perch\u00e9 sfrutta l\u2019ordine cronologico abbinandolo alla qualit\u00e0 dei vari pezzi: introduce la sveltezza delle fantasie di Telemann, segue il momento pi\u00f9 impegnativo con Bach, sopraggiunge un\u2019incantata e ingenua staticit\u00e0 con Schubert, chiude un Piazzolla cristallizzato nello studio &#8211; manco a dirlo &#8211; del tango.<br \/>\nIn effetti i tempi delle tre fantasie di Telemann (che per violino solo ne scrisse dodici, pubblicate nel 1735) &#8211; in totale dieci movimenti &#8211; scorrono rapidissimi nella loro brevit\u00e0 e spigliatezza, e <strong>Cotik \u00e8 abilissimo ad affascinare l\u2019ascoltatore non con la melodia n\u00e9 con la costruzione virtuosistica (che non rientravano certo negli intenti del compositore), bens\u00ec con la purezza del suono. L\u2019esecutore sceglie per Telemann la nettezza squillante, cos\u00ec come per il Bach della sonata che segue sceglie la dolcezza soffusa e il portamento;<\/strong> la differenza \u00e8 macroscopica quando dal finale della terza fantasia del primo attacca l\u2019<em>Adagio<\/em> della sonata del secondo. Non basta dire che sia un\u2019ovviet\u00e0, poich\u00e9 l\u2019impronta bachiana ha contorni cos\u00ec profondi e inconfondibili da differenziarsi subito rispetto al resto; \u00e8 infatti lo stesso Cotik che, da autentico virtuoso, rimarca le differenze nella natura del suono.<br \/>\nIl violinista \u00e8 anche uno studioso della storia del suo strumento, e <a href=\"http:\/\/www.tomascotik.com\">nella sua tesi di dottorato<\/a>\u00a0\u00a0si \u00e8 concentrato su manoscritti autografi di inediti schubertiani conservati presso la Stadtbibliothek Wien: le sonate giovanili per violino e pianoforte sono gi\u00e0 state incise in un altro <em>cd<\/em> insieme a Tao Lin. Ora \u00e8 la volta delle quattro serie di <em>L\u00e4ndler<\/em>, anch\u2019essi misconosciuti e per la prima volta incisi in studio di registrazione. Proprio perch\u00e9 Cotik \u00e8 un ricercatore nell\u2019ambito musicale, \u00e8 interessante notare che cosa scrive nelle brevissime pagine di presentazione del disco. A suo parere i numerosi <em>L\u00e4ndler<\/em> schubertiani risentono molto dell\u2019influenza del periodo <em>Biedermeier<\/em>, ossia di una vocazione per il quadretto idilliaco, in letteratura come in pittura come in musica, lontano da preoccupazioni civili e politiche (anzi, tentativo di fuga da quegli ambiti). La caratura di queste danze d\u2019ispirazione popolare \u00e8 dunque la piacevolezza tenue e armoniosa, in cui nulla emerga come spigoloso o dubitativo; a questo proposito l\u2019arte del legato del violinista fa scorrere come un nastro mobilissimo le note dei semplici motivi: ed ecco una serena adunanza villereccia, impegnata in composte danze.<br \/>\nLe sei <em>Tango \u00c9tudes<\/em> di Piazzolla sembrano, dopo l\u2019ultimo dei <em>L\u00e4ndler<\/em> schubertiani, una metamorfosi (sfrenata e anche un po\u2019 mostruosa) della musica precedente &#8230; Composte nel 1987, originariamente per flauto solo, costituiscono nelle intenzioni del compositore una sorta di \u201cdizionario\u201d del Nuevo Tango praticato da Piazzolla, con l\u2019esplorazione di accenti, cadenze, intrecci di melodie e sperimentazioni sul tempo (in particolare quello <em>rubato<\/em>; <em>Nuevo Tango<\/em>, tra l\u2019altro, \u00e8 il titolo di un altro recente <em>cd<\/em> Naxos, interamente dedicato al compositore argentino e nuovamente interpretato dal duo Cotik-Lin). Si pu\u00f2 immaginare come il virtuoso si sbizzarrisca su queste pagine, in cui dare sfogo al plurilinguismo del suo violino, troppo a lungo trattenuto dalla grazia campagnola dei precedenti <em>L\u00e4ndler<\/em>. E poi lo stesso Cotik \u00e8 nato in Argentina, e non nasconde affatto un trasporto particolare nell\u2019interpretazione della musica di Piazzolla. <strong>Tutto \u00e8 comunque molto godibile, calibrato, davvero \u201cmusicale\u201d come una voce che non ci si stanca di ascoltare. Dalla nettezza geometrica di Telemann alle sinuosit\u00e0 geroglifiche di Piazzolla la distanza \u00e8 davvero immensa, ma con la naturalezza dell\u2019esecutore \u00e8 come se il percorso si fosse compiuto da <em>solo<\/em> &#8230;\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tomas Cotik, Solo Violin. Telemann, Bach, Schubert, Piazzolla. 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