{"id":81242,"date":"2015-07-14T18:55:07","date_gmt":"2015-07-14T16:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81242"},"modified":"2016-11-25T03:57:16","modified_gmt":"2016-11-25T02:57:16","slug":"venezia-festival-lo-spirito-di-venezia-palazzo-ducale-dafne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-festival-lo-spirito-di-venezia-palazzo-ducale-dafne\/","title":{"rendered":"Venezia, Festival lo Spirito di Venezia, Palazzo Ducale: &#8220;Dafne&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Palazzo Ducale, Sala dello Scrutinio, Festival Lo Spirito della Musica di Venezia 2015, Opera e teatro musicale\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>&#8220;DAFNE&#8221; (1719)<\/strong><br \/>\nDramma pastorale per musica in tre atti. Libretto di Giovanni Biavi<br \/>\nMusica di <strong>Antonio Caldara\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Dafne\/Venere<\/em> FRANCESCA ASPROMONTE<br \/>\n<em>Febo <\/em>CARLO VISTOLI<br \/>\n<em>Aminta\/Mercurio<\/em> KEVIN SKELTON<br \/>\n<em>Peneo\/Giove<\/em> RENATO DOLCINI<br \/>\nOrchestra Barocca del Festival<br \/>\nDirettore <strong>Stefano Montanari <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Bepi Morassi <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Stefano Nicolao <\/strong><br \/>\nImpianto scenico <strong>Gli Impresari <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia<br \/>\n<em>Venezia, 11 luglio 2015\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una bella sfida quella raccolta da Bepi Morassi<\/strong> \u2013 gi\u00e0 apprezzato a Venezia, in particolare, per vari allestimenti rossiniani \u2013 nell&#8217;accettare di mettere in scena la <em>Dafne <\/em>di Antonio Caldara, uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi del <strong>Festival Lo Spirito della Musica di Venezia<\/strong>, giunto ormai alla sua terza edizione. Si tratta di un&#8217;opera del periodo tardo barocco, caratterizzata, come molte altre appartenenti a questa temperie culturale, da una staticit\u00e0 di fondo, che il regista veneziano ha saputo efficacemente esorcizzare con oculate scelte, conferendo allo spettacolo dinamismo e interesse drammaturgico, grazie, tra l&#8217;altro, all&#8217;uso tipicamente barocco delle macchine sceniche. <strong>Determinante, a questo proposito, la presenza, in qualit\u00e0 di direttore e primo violino dell&#8217;Orchestra Barocca del Festival, di Stefano Montanari,<\/strong> anch&#8217;egli ormai di casa a Venezia: uno specialista molto attento alla prassi esecutiva sei-settecentesca, con cui Morassi gi\u00e0 ha collaborato precedentemente in altre occasioni. Ne \u00e8 nato uno spettacolo, nel quale il versante musicale e quello teatrale si integravano mirabilmente.\u00a0 Questa regia, dunque, si realizza grazie all\u2019utilizzo di macchine lignee, azionabili unicamente a mano, appositamente riprodotte sulla base dei modelli originali, cosicch\u00e9 la rappresentazione appare come una complessa macchina teatrale, in ossequio alla tradizione scenotecnica propria dell\u2019epoca barocca. Tali marchingegni svolgono un ruolo fondamentale di supporto ai vari personaggi e alla loro teatralit\u00e0, nelle diverse situazioni sceniche: dalla discesa di Febo dal cielo alla trasformazione di Dafne in lauro. Tutte queste soluzioni sono ovviamente concepite in funzione del luogo in cui l\u2019opera si rappresenta, la Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale, la cui iperbolica bellezza offre non poche potenzialit\u00e0 ornamentali alle esigenze teatrali: sullo sfondo il saliscendi di Febo, tramite fra cielo e terra, mentre ai lati si allungano verso il pubblico due penisole, dove si svolge prevalentemente l&#8217;azione scenica. L&#8217;aspetto pi\u00f9 propriamente decorativo \u00e8 affidato, inoltre, ai sontuosi costumi, realizzati da Stefano Nicolao<em>,<\/em> che rimandano all\u2019epoca in cui <em>Dafne <\/em>\u00e8 stata messa in scena, cio\u00e8 l\u2019inizio del Settecento, riproponendo anche in questo caso una consuetudine diffusa ai tempi di Caldara, vale a dire quella di vestire i personaggi del mito o della storia con abiti contemporanei. In sintesi, questo allestimento ha inteso riconsegnarci l&#8217;opera di Caldara, aderendo il pi\u00f9 possibile alle intenzioni dell&#8217;artista, che ha concepito questo lavoro come una sorta di florilegio del virtuosismo, nient&#8217;altro che un <em>divertisement<\/em> ad uso e consumo dell&#8217;arcivescovo di Salisburgo e della sua corte, per quanto il libretto dell&#8217;abate Giovanni Biavi ci offra una trama e dei personaggi pi\u00f9 verosimili rispetto a quanto propongono molte altre letture del mito di Dafne, dove la protagonista brilla per assoluta purezza e incrollabile virt\u00f9. Qui, infatti, la ninfa, nello svolgersi della trama, sembra mostrare qualche turbamento di fronte alle profferte amorose di Febo e Aminta, per cui la vicenda assume, per certi versi, i caratteri \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 di un \u201cnormale\u201d corteggiamento.<br \/>\nAssolutamente convincente, sul piano musicale, la prestazione di <strong>Carlo Vistoli<\/strong> nei panni di Febo. Il controtenore, infatti, ci ha regalato un dio nobilmente appassionato, essendo in possesso di mezzi vocali che gli hanno consentito di affrontare con disinvoltura e precisione i numerosi passaggi di agilit\u00e0 contenuti nelle arie a lui affidate. Ricordiamo, in particolare: l&#8217;espressiva \u201cO cara, dolce e bella\u201d; la patetica \u201cVado s\u00ec,\/la notte e &#8216;l d\u00ec\u201d, eseguita col giusto accento in una sorta di dialogo col primo violino; l&#8217;impervia (vocalmente) \u201cSe una volta Cupido n&#8217;accende\u201d; la soave \u201cO verdi, dolci e care\u201d; l&#8217;incandescente \u201cAccende l&#8217;onda il foco\u201d, cantata con enfasi tentando di abbracciare Dafne; infine la languida \u201cPupille mie adorate\u201d. Gli ha corrisposto la Dafne\/Venere di <strong>Francesca Aspromonte<\/strong>, dalla voce pura e smagliante come la virt\u00f9 della vezzosa ninfa che impersonava. Particolarmente agile anche il soprano cosentino nelle colorature, di cui sono disseminate le sue arie: dalla rasserenante \u201cVado al fiume\u201d, che per\u00f2 canta inseguita da Febo, alla pirotecnica \u201cFa ogni sforzo l&#8217;augellino\u201d, all&#8217;edonistica \u201cLa selva risuoni\u201d, intonata con addosso elmo e corazza, alla delicata \u201cLa bella rosa\u201d, accompagnata dall&#8217;oboe, all&#8217;esaltante \u201cLieta cangiomi in alloro\u201d, che segna l&#8217;apoteosi finale. Molto espressivo, sia vocalmente che nel gesto scenico, l&#8217;Aminta\/Mercurio di<strong> Kevin Skelton<\/strong>, tenore leggero dal timbro omogeneo, che si \u00e8 segnalato particolarmente, quanto a gusto e passione a livello interpretativo, in \u201cLuci belle\u201d. Pregevole l&#8217;interpretazione di <strong>Renato Dolcini<\/strong>, quale Peneo\/Giove, dotato di una voce baritonale gradevolmente timbrata, che si \u00e8 imposto in \u201cNon so che sia\u201d, intonata con entusiasmo venatorio, oltre che nella mestissima \u201cStillato in pianto\u201d, prima di trasmutarsi in fiume, distrutto dal dolore per la mutazione della figlia, cui ha appena assistito.\u00a0 <strong>Su tutti ha dominato il gesto direttoriale, sensibile e sicuro, di Stefano Montanari,<\/strong> che ha svolto con altrettanta padronanza anche il ruolo di primo violino, sottolineando ogni particolare della musica e del canto con l&#8217;appassionata partecipazione di ogni fibra del suo corpo \u2013 come peraltro \u00e8 suo costume \u2013, sorretto egregiamente da un <em>ensemble<\/em> strumentale di assoluto pregio, in grado di aderire con sensibilit\u00e0 e precisione alle indicazioni del direttore, volte \u2013 come si \u00e8 detto \u2013 a ripristinare la prassi esecutiva originale. Un calorosissimo successo ha suggellato questa intrigante serata<em>. Foto Michele Crosera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Ducale, Sala dello Scrutinio, Festival Lo Spirito della Musica di Venezia 2015, Opera e teatro musicale\u00a0 &#8220;DAFNE&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":81244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11811,4944,14417,14410,14416,14412,14415,145,14413,8036,14414,2836,14411,319],"class_list":["post-81242","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-antonio-caldara","tag-bepi-morassi","tag-carlo-vistoli","tag-dafne","tag-francesca-aspromonte","tag-gli-impresari","tag-kevin-skelton","tag-opera-lirica","tag-orchestra-barocca-del-festival","tag-palazzo-ducale-di-venezia","tag-renato-dolcini","tag-stefano-montanari","tag-stefano-nicolao","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81242"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81242\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}