{"id":81262,"date":"2015-07-13T19:36:25","date_gmt":"2015-07-13T17:36:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81262"},"modified":"2016-12-29T21:36:16","modified_gmt":"2016-12-29T20:36:16","slug":"torino-teatro-regio-la-boheme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-la-boheme\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio: &#8220;La Boh\u00e8me&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, stagione d\u2019opera 2014-2015, \u201cThe best of Italian opera\u201d<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;LA BOH\u00c8ME&#8221;<br \/>\n<\/strong>Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal romanzo <em>Sc\u00e8nes de la vie de Boh\u00e8me <\/em>di Henri Murger.<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<br \/>\n<\/strong><em>Mim\u00ec<\/em> BARBARA FRITTOLI<br \/>\n<em>Rodolfo<\/em> STEFANO SECCO<br \/>\n<em>Musetta <\/em>MARIA TERESA LEVA<br \/>\n<em>Marcello<\/em> MARKUS WERBA<br \/>\n<em>Schaunard<\/em> SIMONE DEL SAVIO<br \/>\n<em>Colline<\/em> RICCARDO ZANELLATO<br \/>\n<em>Beno\u00eet<\/em> e <em>Alcindoro<\/em> PAOLO MARIA ORECCHIA<br \/>\n<em>Parpignol<\/em> GUALBERTO SILVESTRI<br \/>\n<em>Sergente dei doganieri<\/em> MAURO BARRA<br \/>\n<em>Un doganiere<\/em> MARCO TOGNOZZI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nCoro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio \u201cG. Verdi\u201d<br \/>\nDirettore <strong>Andrea Battistoni<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Vittorio Borrelli<br \/>\n<\/strong>Bozzetti e figurini <strong>Eugenio Guglielminetti<br \/>\n<\/strong>Scene a cura di <strong>Saverio Santoliquido <\/strong>e <strong>Claudia Boasso<br \/>\n<\/strong>Costumi a cura di <strong>Laura Viglione<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Andrea Anfossi<br \/>\n<\/strong>Allestimento Teatro Regio<br \/>\n<em>Torino, 9 luglio 2015 \u00a0 \u00a0<\/em> <strong><br \/>\nDa questo \u00abmeglio dell\u2019opera italiana\u00bb non poteva mancare <em>La boh\u00e8me<\/em>, titolo torinese per eccellenza<\/strong>, dato che al Teatro Regio ebbe la sua prima assoluta l\u20191 febbraio 1896. La compresenza di quattro produzioni nel retropalco del teatro, resa necessaria per l\u2019alternanza dei titoli, ha costretto a scegliere non l\u2019allestimento che debutt\u00f2 nel 1996 per il centenario dell\u2019opera, ma quello pi\u00f9 snello di <strong>Vittorio Borrelli<\/strong>, pensato per essere portato in circuito nei teatri piemontesi e in location estive all\u2019aperto (anche se i famigerati tagli alla cultura costrinsero presto a rinunciare al progetto). La maggiore semplicit\u00e0 non priva di fascino la scena, basata su bozzetti e figurini di <strong>Eugenio Guglielminetti<\/strong> \u2013 che scenografi e costumisti hanno fatto vivere con soluzioni pratiche e al contempo evocative \u2013, sulla quale si realizza una regia fresca, tradizionale nei suoi contenuti e perspicace nei singoli passaggi (si pensi alla posizione di sfida e ai reciproci sguardi coi quali Rodolfo e Mim\u00ec vengono fotografati al termine della reciproca dichiarazione, nel I quadro; o al finale II, dove, in assenza di spazi per realizzare la ritirata sulla scena, la si immagina avvenire in platea), capace di accompagnare lo spettatore, tanto il pi\u00f9 ingenuo quanto il pi\u00f9 smaliziato, nella lettura della vicenda pucciniana.<br \/>\nIn presenza di un allestimento curato e intelligibile, e dell\u2019immortale musica di Puccini, il successo della <em>Boh\u00e8me<\/em> \u00e8 assicurato anche al di l\u00e0 dei meriti musicali dell\u2019esecuzione, che in questo caso \u00e8 stata senza dubbio gradevole, ma non tale da riservarsi uno spazio duraturo nella memoria di chi vi ha assistito. La bacchetta \u00e8 stata affidata a uno deigiovani talenti della direzione italiana, <strong>Andrea Battistoni<\/strong>, il quale \u00e8 forse assurto a una fama troppo precoce, che l\u2019ha lanciato nelle maggiori buche d\u2019orchestra quando avrebbe potuto dedicare ancora qualche tempo al perfezionamento: la sua mano \u00e8 sicura, ma le dinamiche risultano spesso sbilanciate sul <em>forte<\/em>, sicch\u00e9 il tessuto orchestrale viene talvolta a penalizzare la vocalit\u00e0; inoltre, pare che latiti, qua e l\u00e0, quell\u2019amalgama di elementi e caratteri diversi che rende vivida in quest\u2019opera la rappresentazione di <em>tranche de vie<\/em> prese dal vero: l\u2019episodio di Parpignol, ad esempio, sembra una parentesi che interrompe, pi\u00f9 che una porzione che sostanzia, la vigilia di Natale al Quartiere Latino.\u00a0Elemento unificante della \u00a0lettura dei protagonisti, alla prima rappresentazione, \u00e8 stata la propensione a sottolineare l\u2019elemento della quotidianit\u00e0 di vita che attraversa la vicenda, pi\u00f9 che gli slanci lirici della passione, per i quali non sempre gli strumenti sono parsi in forma smagliante. Il fraseggio di <strong>Barbara Frittoli<\/strong> (Mim\u00ec) ha saputo tratteggiare periodi intensi e struggenti negli ultimi due quadri, dalla disperazione del suo duetto con Marcello all\u2019attenzione nostalgica alle piccole cose di \u00abDonde lieta\u00bb alla rassegnazione del finale ultimo. Parimenti, anche il tenore <strong>Stefano Secco<\/strong> (Rodolfo) ha dato il proprio meglio nella seconda met\u00e0 dell\u2019opera, con accento accurato e voce timbrata; laddove nella \u00abGelida manina\u00bb lo squillo \u00e8 stato un po\u2019 latitante nei momenti topici pi\u00f9 attesi.<br \/>\nIl giovane soprano <strong>Maria Teresa Leva<\/strong> possiede una voce calda e voluminosa, con la quale ha disegnato una Musetta che trasuda volutt\u00e0. <strong>Markus Werba<\/strong> interpreta Marcello, ruolo che, compresso com\u2019\u00e8 tra il rilievo che Puccini d\u00e0 ai protagonisti e l\u2019esuberante personalit\u00e0 di Musetta, rischia di non valorizzare le doti che di questo baritono si sono ammirate in altre figure; la sua vocazione al teatro buffo si mette comunque in particolare evidenza in quei passaggi di carattere del II quadro e del finale III ai quali ha conferito un tocco superiore al comune. Gli altri due <em>boh\u00e9mien<\/em>, e cio\u00e8 il baritono <strong>Simone Del Savio<\/strong> (Schaunard) e il basso <strong>Riccardo Zanellato<\/strong> (Colline), hanno assolto con trasparenza alla loro funzione di contorno; resta nella memoria l\u2019accorta scelta del basso di cantare \u00abVecchia zimarra\u00bb giocando sulle sfumature di <em>piano<\/em>. Completano il cast il basso <strong>Paolo Maria Orecchia<\/strong>, appropriato nei ruoli caricaturali di Beno\u00eet e Alcindoro, e i professionali artisti del coro <strong>Gualberto Silvestri<\/strong> (Parpignol), <strong>Mauro Barra<\/strong> (Sergente dei doganieri) e <strong>Marco Tognozzi<\/strong> (Doganiere).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, stagione d\u2019opera 2014-2015, \u201cThe best of Italian opera\u201d &#8220;LA BOH\u00c8ME&#8221; Opera in quattro quadri su [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":81264,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11311,945,1830,5020,7072,136,14427,109,7074,14425,6787,1253,14426,145,7376,1571,7073,5894,1274,919,5019],"class_list":["post-81262","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrea-anfossi","tag-andrea-battistoni","tag-barbara-frittoli","tag-claudia-boasso","tag-eugenio-guglielminetti","tag-giacomo-puccini","tag-gualberto-silvestri","tag-la-boheme","tag-laura-viglione","tag-marci-tognozzi","tag-maria-teresa-leva","tag-markus-werba","tag-mauro-barra","tag-opera-lirica","tag-paolo-maria-orecchia","tag-riccardo-zanellato","tag-saverio-santoliquido","tag-simone-del-savio","tag-stefano-secco","tag-teatro-regio-di-torino","tag-vittorio-borrelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81262"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81262\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81266,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81262\/revisions\/81266"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}