{"id":81406,"date":"2015-08-05T01:31:57","date_gmt":"2015-08-04T23:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81406"},"modified":"2017-01-04T01:20:53","modified_gmt":"2017-01-04T00:20:53","slug":"walter-daga-il-violino-italiano-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/walter-daga-il-violino-italiano-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Walter Daga. Il violino italiano nel mondo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un grande violinista italiano, protagonista di una vita entusiasmante, dedicata alla diffusione della \u2018buona musica\u2019 nel mondo e costellata di momenti e di incontri straordinari. E un grande maestro, che ha formato ed educato (e continua a farlo!) generazioni di musicisti, che occupano oggi posizioni di prestigio nelle grandi orchestre internazionali, e che ho il piacere e l\u2019onore di presentare al pubblico di GBOPERA.<br \/>\n<strong>Anzitutto sappiamo che \u00e8 nato a Venezia ed \u00e8 molto fiero delle sue origini lagunari. Ci racconti il suo legame con questa citt\u00e0 straordinaria e con la sua tradizione musicale. <\/strong><br \/>\nS\u00ec ne sono molto orgoglioso perch\u00e9 \u00e8 una delle pi\u00f9 belle citt\u00e0 del mondo, dove si respira ad ogni passo arte e amore per le cose belle e raffinate.<br \/>\nCitt\u00e0 con un grande e storico teatro, La Fenice, dove giovanissimo ho potuto suonare come aggiunto in orchestra e incontrare e ascoltare solisti come: Rubinstein, D. Oistrakh, Rostropovich, Milstein (da cui ebbi anche un paio di lezioni quando soggiornava all\u2019Hotel Des Bains al Lido), Clara Haskil, \u0218tefan Gheorghiu, Michelangeli (maestro di mia sorella al Conservatorio), Alfred Cortot in uno dei suoi ultimi concerti pieni di poesia. E poi direttori come L. Von Matacic, S. Celibidache, con cui giocavo a pallone al Lido e che in due mesi di permanenza ci fece approfondire le sinfonie di Beethoven e il repertorio francese (Debussy, Ravel\u2026), Igor Stravinskij con la prima della sua Messa ai Frari. Certo avessi avuto allora il cellulare, sai le foto!<br \/>\nE oltre al teatro, un Conservatorio, il B. Marcello, bel palazzo su Canal Grande con ottimi insegnanti: P. Borciani, F. Rossi, rispettivamente fondatore-primo violino l\u2019uno e violoncellista del celebre Quartetto Italiano l\u2019altro, E. Bagnoli, accompagnatore di tutti i famosi solisti del tempo.<br \/>\nRicordo il mio esame d\u2019ingresso a otto anni, quando avevo eseguito La Follia di Corelli davanti a Gian Francesco Malipiero e i saggi, presenziati dalla Rai e dal Patriarca Roncalli, che poi divenne Papa Giovanni XXIII. Al mio esame di quartetto invece, non essendoci allievi del mio corso, ero stato accompagnato dal Quartetto Italiano. Da quel momento iniziava la mia carriera di violinista!<br \/>\n<strong>Leggiamo poi della sua formazione viennese. Un \u2018Veneziano a Vienna\u2019 chi ha incontrato? Cos\u2019ha fatto? <\/strong><br \/>\nTempi duri quelli (1960-61)! Treno di notte Venezia-Vienna. Valigia, violino, trovare al mattino con un tedesco rudimentale l\u2019Accademia, suonare subito davanti ad una numerosa commissione per poter entrare ed usufruire della borsa di studio del governo austriaco (all\u2019epoca non c\u2019era l\u2019Erasmus!)<br \/>\nVienna era una citt\u00e0 con una voglia enorme di musica (opere, concerti, il Wozzek di Berg con Karajan), un\u2019orchestra stupenda, La Filarmonica, ed un ottimo insegnante, Ricardo Odnoposoff, sempre secondo ad Oistrack nei grandi concorsi internazionali, complice la sua giovane et\u00e0. All\u2019epoca di italiani eravamo solo io e Claudio Abbado. Ricordo le serate di birra e musica al pub Graben con Friedrich Gulda, Martha Argerich, Nelson Freire e tanti altri.<br \/>\n<strong>La sua carriera di violinista l\u2019ha portata ad esibirsi nelle pi\u00f9 prestigiose sale del mondo e a collaborare con i pi\u00f9 grandi musicisti del Novecento. Chi e cosa ricorda con maggiore affetto? <\/strong><br \/>\n\u00c8 stato bello poter suonare in tante sale prestigiose, vedere tante belle citt\u00e0 ed essere ambasciatori della nostra bella musica e della nostra cultura. All\u2019epoca non eravamo derisi, ma invidiati e molto stimati.<br \/>\nCon gli artisti dell\u2019epoca ho potuto familiarizzare e godere talvolta anche della loro amicizia, grazie al mio carattere e al mio ruolo speciale in orchestra. E vista la solitudine che accompagna molti musicisti, era sempre un piacere averli a cena dopo le prove.<br \/>\nImpossibile scegliere\u2026 tra tutti ricordo con molto affetto e stima il maestro Goffredo Petrassi per la sua signorilit\u00e0 e gentilezza e Luciano Berio per il suo sapere. Oltre a questi, Antonio Pedrotti, direttore stabile per molti anni dell\u2019Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, che rifiutava offerte da grandi teatri europei ed americani per rimanere con noi. Ricordo le sciate della domenica in sua compagnia, poi la Linzer Torte, il vino Silvaner e le belle conversazioni.<br \/>\n<strong>E naturalmente i Solisti Veneti del M\u00b0 Scimone, con cui collabora tuttora. Qual \u00e8 il suo rapporto con questa prestigiosa orchestra, detentrice e ambasciatrice gi\u00e0 dal suo nome di una grande tradizione musicale? <\/strong><br \/>\nIl grande M\u00b0 Scimone \u00e8 stato il mio primo direttore stabile nel 1959, anno della fondazione dei Solisti Veneti. Il suo entusiasmo e la sua gioia nel far musica erano incredibili. Fu una bellissima partenza! Purtroppo io avevo nel sangue l\u2019inquietudine di quella giovane et\u00e0, che spinge verso nuove frontiere ed esperienze. Solo dopo molti anni ho avuto la fortuna e la possibilit\u00e0 di ritornare a fare musica con lui.<br \/>\nLa gioia, la bellezza, la freschezza che sa trarre da queste partiture barocche \u00e8 unica e ha conquistato per pi\u00f9 di 50 anni il mondo. Scimone ha dato alla musica di Vivaldi una luminosit\u00e0, che \u00e8 quella di Piazza San Marco e del Palazzo Ducale e ha saputo ottenere dai Solisti Veneti una potenza di suono incredibile. Ricordo che una volta a Dresda, durante una prova, prima di un concerto, il direttore del Teatro disse che avevamo una sonorit\u00e0 superiore alla sua grande orchestra!<br \/>\n<strong>Lei \u00e8 stato fondatore del Festival di Musica Contemporanea di Bolzano. Qual \u00e8 il valore della musica colta contemporanea? Possiamo parlare di una funzione sociale della musica colta contemporanea o si tratta di una musica ontologicamente priva di pubblico, parafrasando Baricco? <\/strong><br \/>\nQuello del Festival di Musica Contemporanea di Bolzano \u00e8 stata un\u2019esperienza entusiasmante. Siamo partiti con 12 ascoltatori al primo concerto dell\u2019oboista tedesco Lothar Faber per passare in pochissimo tempo a 1000-1500 ascoltatori. Grande programmazione dell\u2019amico Stuppener e grandi successi!<br \/>\nPenso che si possa parlare di una funzione sociale della musica colta contemporanea\u2026 \u00e8 che non ascoltiamo sempre la migliore nei nostri teatri. Ho amici, giovani compositori, a cui non \u00e8 dato assolutamente spazio. Questa \u00e8 l\u2019Italia!<br \/>\n<strong>Oltre che come violinista \u00e8 riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo come \u2018Maestro\u2019. Qual \u00e8 il rapporto tra insegnamento e attivit\u00e0 concertistica? <\/strong><br \/>\nPer essere bravi insegnanti non occorre essere necessariamente grandi esecutori. Ed \u00e8 la storia che ce lo insegna. Abbiamo avuto grandi maestri che non vengono ricordati come esecutori memorabili.<br \/>\nL\u2019insegnante deve prima di tutto saper suonare i pezzi che i ragazzi studiano, analizzarne le difficolt\u00e0 e saperle risolvere. Ma la cosa pi\u00f9 importante rimane l\u2019amore per la musica e per loro, gli allievi, capire i problemi di ognuno, aiutarli a crescere nella gioia e nella bellezza dello studio musicale. Bisogna dare fiducia ad ognuno nelle proprie possibilit\u00e0 e capirne le difficolt\u00e0.<br \/>\nSe sei soddisfatto di te stesso come musicista ed esecutore naturalmente questo l\u2019allievo lo percepir\u00e0.<br \/>\n<strong>Sappiamo che molti dei suoi allievi non utilizzano la spalliera. Esiste un \u2018metodo Daga\u2019? Se s\u00ec, quali sono i fondamenti di questa \u2018scuola\u2019? <\/strong><br \/>\nNon utilizzare la spalliera in realt\u00e0 \u00e8 la continuazione della scuola del grande violinista ungherese Tibor Varga. A parte il fatto che quando vedo questi piccoli violinisti con questi orpelli, penso se sarebbe saggio mettere addosso ad un bambino che inizia a muovere i primi passi due grucce e non invece lasciarlo fare naturalmente!<br \/>\nComunque credo che nel suonare con il violino \u2018libero\u2019 si realizzi un abbraccio particolare, una libert\u00e0 unica di movimento e, come diceva Oistrakh, l\u2019assenza della spalliera d\u00e0 alla mano sinistra una profondit\u00e0 di tocco incredibile. Certo \u00e8 una scuola e bisogna saperla insegnare!<br \/>\n<strong>\u00a0\u00c8 nota la sua partecipazione alla Johannes Brahms Competition e a molti altri concorsi nazionali e internazionali. Come riconosce \u2018il musicista\u2019? <\/strong><br \/>\nNei concorsi internazionali io ascolto s\u00ec la parte tecnica e musicale, ma mi pongo anche come pubblico per sentire cosa il concorrente pu\u00f2 dare come percezione del pezzo, sensazione ecc\u2026<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il \u2018profilo\u2019, per usare un termine 2.0, del violinista di oggi? <\/strong><br \/>\nOggi sento tanta tecnica ma poca musica, personalit\u00e0 sbiadite se penso ai solisti del secolo scorso\u2026 Tanto apparire e qui purtroppo c\u2019entra la televisione! Il \u2018vedere\u2019 conta ormai molto pi\u00f9 dell\u2019ascoltare\u2026 troppo!<br \/>\n<strong>Che rapporto ha con l\u2019opera?\u00a0 <\/strong><br \/>\nOttimo il mio rapporto con l\u2019opera. Giovanissimo ho potuto suonare con il maestro Peter Maag quasi tutte le opere di Mozart e grazie a questo ho capito le sue sonate e i suoi concerti. Fondamentale!<br \/>\nMi piacciono molto Puccini, Rossini, Verdi, i Francesi, i Russi (ricordo un favoloso \u2018Principe Igor\u2019 di Borodin al Teatro Filarmonico di Verona con il Teatro di Mosca). Ho cercato di leggere anche i libretti e gustare la bravura dei grandi compositori nell\u2019unire parola e musica. Purtroppo ho fatto poco Wagner\u2026 nella prossima vita forse?!<br \/>\n<strong>Le Marche e la fondazione del Festival di Lapedona. Ci racconti il legame con questa terra e l\u2019idea del<a href=\"http:\/\/www.festivaldilapedona.it\/\"> Festival \u2018Musica in Collina<\/a>\u2019 (dal 2\u00a0 al 9 agosto). <\/strong><br \/>\nIl Festival di Lapedona \u00e8 nato nel 2004, quando organizzavo corsi estivi nelle Marche e mi ero innamorato della Regione. Ero rimasto particolarmente colpito da questo piccolo paesino medievale, Lapedona, che conta 90 anime, e ho proposto al Sindaco e all\u2019Assessore alla Cultura di organizzare un festival di musica classica, un\u2019idea che hanno subito appoggiato. E cos\u00ec \u00e8 nato \u2018Musica in Collina\u2019! E\u2019 stato subito un successo: la prima sera erano presenti 250 persone! Il piccolo paese di Lapedona impazziva di gioia e da quel momento siamo arrivati con quest\u2019anno all\u2019undicesima edizione. Si tratta di un Festival in cui chiamo artisti che ascolto quando sono in commissione in concorsi internazionali. In questo modo aiuto i giovani concertisti ad avere, oltre al premio in denaro, la possibilit\u00e0 di un concerto e di esibirsi in una cornice straordinaria.<br \/>\nOgni anno il Festival si conclude poi con un\u2019operina buffa, un genere un po\u2019 dimenticato in Italia e che invece desta la simpatia e il favore del pubblico.<br \/>\n<strong>Una medaglia per la diffusione della musica italiana nel mondo. Che valore ha per lei questo riconoscimento. <\/strong><br \/>\nI riconoscimenti in generale, come la medaglia del Presidente della Repubblica, la cittadinanza onoraria di Lapedona e i tanti avuti insieme ai Solisti Veneti, fanno sempre molto piacere.<br \/>\nMa il riconoscimento pi\u00f9 grande \u00e8 quello delle telefonate e delle visite di ex allievi e dei racconti dei loro successi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un grande violinista italiano, protagonista di una vita entusiasmante, dedicata alla diffusione della \u2018buona musica\u2019 nel mondo e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":156,"featured_media":81613,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14508],"class_list":["post-81406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-walter-daga"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/156"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81406"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81407,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81406\/revisions\/81407"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}