{"id":81422,"date":"2015-07-26T13:23:54","date_gmt":"2015-07-26T11:23:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81422"},"modified":"2016-11-25T21:33:24","modified_gmt":"2016-11-25T20:33:24","slug":"norma-al-teatro-regio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/norma-al-teatro-regio-di-torino\/","title":{"rendered":"\u201cNorma\u201d al Teatro Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, Stagione d\u2019opera e di balletto 2014-2015<\/em><br \/>\n<em>The Best of Italian Opera<\/em><br \/>\n<strong>\u201cNORMA\u201d<\/strong><br \/>\nTragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani<br \/>\nMusica<strong> Vincenzo Bellini<\/strong><br \/>\n<em>Norma<\/em> MARIA AGRESTA<br \/>\n<em>Pollione<\/em> ROBERTO ARONICA<br \/>\n<em>Oroveso<\/em> RICCARDO ZANELLATO<br \/>\n<em>Adalgisa<\/em> VERONICA SIMEONI<br \/>\n<em>Flavio<\/em> ANDREA GIOVANNINI<br \/>\n<em>Clotilde<\/em> SAMANTHA KORBEY<br \/>\n<strong>Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino<\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Roberto Abbado<\/strong><br \/>\nMaestro del coro<strong> Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nRegia<strong> Alberto Fassini<\/strong><br \/>\nRipresa da <strong> Vittorio Borrelli<\/strong><br \/>\nScene e costumi<strong> William Orlandi<\/strong><br \/>\nLuci<strong> Andrea Anfossi<\/strong><br \/>\nDirettore dell\u2019allestimento <strong>Saverio Santoliquido<\/strong><br \/>\n<em>Allestimento Teatro Regio in coproduzione con Opera Scene Europa (Roma)<\/em><br \/>\n<em>Torino, 22 luglio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme a <em>Boh\u00e8me<\/em>, <em>Barbiere di Siviglia<\/em> e <em>Traviata<\/em>, il Teatro Regio di Torino ha deciso di programmare anche quattro recite di <em>Norma<\/em> nell\u2019ambito del proprio festival estivo <em>The Best of Italian Opera<\/em> (9-26 luglio), in occasione di Expo 2015. Se occorre attendere il bilancio finale per sapere quanti spettatori abbiano presenziato alle recite straordinarie, e soprattutto quale interesse nei visitatori internazionali abbia destato la rassegna torinese, certamente va detto che i melomani e gli appassionati del Piemonte hanno seguito con grande fedelt\u00e0 le proposte del teatro, considerata anche la popolarit\u00e0 dei titoli. Per questa terza recita di <em>Norma<\/em> la platea del Regio non era gremita, ma affollata di un pubblico molto attento, partecipe, forse incline a rendere sempre omaggio a tutti gli interpreti che si avvicendano sul palcoscenico.<br \/>\n<strong>La gemma della serata \u00e8 senza dubbio la direzione orchestrale di Roberto Abbado<\/strong>, perch\u00e9 la chiarezza della lettura direttoriale si riflette in un suono pulito che l\u2019orchestra mantiene in ogni scena dell\u2019opera. Nel valorizzare le dinamiche interne, Abbado rende netto l\u2019alternarsi di marce e di elementi ballettistici, in mezzo ai quali si trova perfettamente a proprio agio. A volte si abbandona alle sonorit\u00e0 magniloquenti della partitura, e allora i cantanti sono un po\u2019 in difficolt\u00e0 nel pareggiare i volumi orchestrali. Quanto alla compagnia, <strong>la prestazione dei due interpreti principali sembra avere quale tratto comune il legame con la tradizione<\/strong>; soprano e tenore cantano infatti secondo un modello belcantista la cui applicazione appare oggi non del tutto plausibile: \u00e8 un Bellini in cui le cabalette sono prive di \u2018da capo\u2019 (come quella di Norma del I atto), e dunque prive di variazioni e di abbellimenti virtuosistici; \u00e8 un Bellini eseguito nella sola linea melodica principale, ma non nelle possibilit\u00e0 espressive e drammaturgiche della sua scrittura propriamente vocale. <strong>Maria Agresta<\/strong> \u00e8 una Norma\u00a0 corretta, dalla voce carezzevole, tendente a un timbro pi\u00f9 brunito nelle note basse; essendo prediletta l\u2019emissione in piano, le frasi sono quasi sempre prive di enfasi, e purtroppo la linea di canto finisce per essere quasi in tutto inespressiva; nel corso del I atto ha appena un guizzo di vitalit\u00e0, nel terzetto finale, quando si rivolge sarcasticamente a Pollione. Nel II atto invece recitazione e fraseggio rendono conto in modo pi\u00f9 puntuale della ricchezza drammatica della vicenda, ma la voce fa fatica a rispondere, appare meno docile quando le si richiede di manifestare l\u2019emotivit\u00e0. Se \u00abCasta diva\u00bb del I atto \u00e8 eseguita con stile compassato, pur senza maniere, risuona pi\u00f9 vivo il duetto del II atto con Adalgisa (nel cui \u2018da capo\u2019 sono offerte alcune piccole variazioni); a onor del vero, poi, nel duetto finale con Pollione invece di cadere in una imitazione di\u00a0un modello che non \u00e8 neppure il caso di nominare, la Agresta avrebbe potuto occuparsi maggiormente della messa in maschera della voce.<br \/>\n<strong>Roberto Aronica<\/strong>, cantante di scaltrita esperienza, vorrebbe cantare la parte di Pollione come un tenore d\u2019altri tempi: il suo massimo impegno sembra profuso nell\u2019arrotondare i suoni, ma questo serve a poco, considerato che il registro non \u00e8 unitario, dizione e fraseggio sono poco apprezzabili, gli acuti tutti di fibra, privi di colore o di smalto luminoso. Egli potrebbe essere un interprete apprezzabile appunto se non abusasse della fibra vocale, con esiti piuttosto rozzi, che non convincono se si pensa alla personalit\u00e0 dell\u2019insicuro, ma alla fine generoso, capitano romano.<br \/>\nL\u2019Adalgisa di <strong>Veronica Simeoni<\/strong> \u00e8\u00a0 buona; la linea di canto non \u00e8 esente da certe piccole sprezzature negli acuti, ma il registro uniforme si apprezza ancora di pi\u00f9 se si considerano la robustezza della cavata e la sicurezza nel resto dell\u2019emissione. I momenti d\u2019insieme vocale pi\u00f9 apprezzabili sono d\u2019altra parte i due duetti tra Norma e Adalgisa nel I e nel II atto.<br \/>\nL\u2019Oroveso di <strong>Riccardo Zanellato<\/strong> \u00e8 un personaggio vocalmente ben ritagliato, perch\u00e9 il cantante si impegna molto in dizione e porgere; peccato che gran parte delle sue energie siano impiegate al fine di sovrastare la massiccia orchestra di Abbado. Molto precisi il Flavio di <strong>Andrea Giovannini<\/strong> e la Clotilde di <strong>Samantha Korbey<\/strong>, mentre assolutamente impeccabile \u00e8 il <strong>Coro del Teatro Regio<\/strong>, istruito da <strong>Claudio Fenoglio<\/strong>: maestoso, guerresco, atterrito, sdegnato; tutte le situazioni emotive che la massa vocale vive nel II atto sono realizzate alla perfezione (tanto che del grandioso \u00abGuerra, guerra, le galliche selve\u00bb, ben supportato da Abbado, si vorrebbe subito ascoltare il <em>bis<\/em>).<br \/>\nLo spettacolo, risalente ormai al 2002, pu\u00f2 anche essere definito \u201cfuori moda\u201d, obsoleto, eccessivamente tradizionale; esso \u00e8 per\u00f2 adeguato a un <em>festival<\/em> che ambisce promuovere il grande repertorio italiano, lontano da ambizioni innovative e da letture cervellotiche. La scena si riassume nei movimenti di quinte sagomate di colore scuro, rappresentanti il bosco d\u2019Irminsul e gli ambienti in cui l\u2019opera si svolge; qualche gigantesco frammento \u201cromano\u201d incombe sull\u2019agire dei personaggi (ma l\u2019acefala rivisitazione dell\u2019Augusto di Prima Porta visibile all\u2019inizio si sarebbe potuta tralasciare); i costumi ricercano fantasie druidiche in maniera un po\u2019 paludata (specie per la veggente Norma), mentre le tenui luci non si discostano mai dalla freddezza delle tinte. Tutto \u00e8, insomma, funzionale all\u2019azione e permette certamente all\u2019ascoltatore di concentrarsi sull\u2019esecuzione musicale, anche se risulta un po\u2019 statico, specialmente quando sono presenti grandi masse che colmano ogni metro del palcoscenico, secondo un gusto un po\u2019 zeffirelliano. Si dice \u201coleografico\u201d, in queste occasioni? Ma si dovrebbe avere il coraggio di parlare di fedelt\u00e0 culturale al dettato (e in parte anche ai compiacimenti) del libretto. Il pubblico di Torino apprezza tutto quanto, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, e in fin dei conti fa bene; se <em>routine<\/em> significa nel gergo delle esecuzioni teatrali buon andamento dell\u2019esecuzione, in base a quello che la tradizione ha insegnato, allora questa <em>Norma<\/em> del Regio \u00e8 un esempio di <em>routine<\/em>. Certo, si vorrebbe qualcosa di pi\u00f9 nei movimenti dei personaggi, nella regia ripresa da <strong>Vittorio<\/strong> <strong>Borrelli<\/strong>, nell\u2019espressivit\u00e0 dei singoli interpreti; siccome lo spettacolo cresce progressivamente nel II atto, se ce ne fosse un III diventerebbe tutto straordinario. L\u2019accorgersi che tutto si accomoda bene soltanto nel finale \u00e8 una consolazione non decisiva; del resto \u00e8 lo stesso Pollione a definire in questi termini Norma e il proprio rapporto con lei: \u00abAh! Troppo tardi t\u2019ho conosciuta &#8230; \/ Sublime donna, io t\u2019ho perduta &#8230;\u00bb \u00a0<em>Foto Teatro Regio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione d\u2019opera e di balletto 2014-2015 The Best of Italian Opera \u201cNORMA\u201d Tragedia lirica in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":81432,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3159,11311,6345,4688,14520,568,1571,3123,4342,12460,4659,5019,2376],"class_list":["post-81422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alberto-fassini","tag-andrea-anfossi","tag-andrea-giovannini","tag-claudio-fenoglio","tag-coro-e-orchestra-del-teatro-regio-di-torino","tag-maria-agresta","tag-riccardo-zanellato","tag-roberto-abbado","tag-roberto-aronica","tag-samantha-korbey","tag-veronica-simeoni","tag-vittorio-borrelli","tag-william-orlandi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81422"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85424,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81422\/revisions\/85424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}