{"id":81481,"date":"2015-07-28T14:34:11","date_gmt":"2015-07-28T12:34:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81481"},"modified":"2022-07-06T00:27:56","modified_gmt":"2022-07-05T22:27:56","slug":"teatro-carlo-felice-di-genova-la-vedova-allegra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-carlo-felice-di-genova-la-vedova-allegra\/","title":{"rendered":"Teatro Carlo Felice di Genova: &#8220;La vedova allegra&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Carlo Felice <\/em><em>\u2013<\/em> <em>Stagione d<\/em><em>\u2019<\/em><em>Opera e Balletto 2014\/2015<br \/>\n<\/em><strong>\u201cLA VEDOVA ALLEGRA\u201d<br \/>\n<\/strong>Operetta in tre atti su libretto di Viktor L\u00e9on e Leo Stein,\u00a0dalla commedia L\u2019Attach\u00e9 d\u2019ambassade di Henri Meilhac.<br \/>\nMusica di <strong>Franz Leh\u00e1r<br \/>\n<\/strong><em>Hanna <\/em><em>(Bray-fus) <\/em><em>Glawari<\/em> PATRIZIA ORCIANI<br \/>\n<em>Il barone Mirko Zeta<\/em> FABIO MARIA CAPITANUCCI<br \/>\n<em>Valencienne, sua moglie<\/em> SONIA CIANI<br \/>\n<em>Il conte Carlo Felice<\/em> BRUNO TADDIA<br \/>\n<em>Camille de <\/em><em>Petruzzel<\/em> MANUEL PIERATTELLI<br \/>\n<em>Il visconte Lascal<\/em><em>\u00e0<\/em> ROBERTO MAIETTA<br \/>\n<em>Raoul de <\/em><em>la Feniche<\/em> DARIO GIORGEL\u00c8<br \/>\n<em>Bogdanowitsch<\/em> RICARDO CRAMPTON<br \/>\n<em>Kromow<\/em> DANIELE PISCOPO<br \/>\n<em>Pritschitsch<\/em> RAFFAELE PISANI<br \/>\n<em>Sylviane<\/em> MARTA CALCATERRA<br \/>\n<em>Olga<\/em> SARA CAPPELLINI MAGGIORE<br \/>\n<em>Praskowia<\/em> KAMELIA KADER<br \/>\n<em>Njegus<\/em> AUGUSTO FORNARI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova<br \/>\nDirettore <strong>Felix Krieger<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro <strong>Pablo Assante<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Augusto Fornari<br \/>\n<\/strong>Assistente alla regia <strong>Fabrizio Matteini<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Enrico Musenich<br \/>\n<\/strong>Adattamento costumi di repertorio <strong>Elena Pirino<br \/>\n<\/strong>Coreografia <strong>Giovanni Di Cicco<br \/>\n<\/strong>Light designer <strong>Gianni Paolo Mirenda<br \/>\n<\/strong>Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice<br \/>\n<em>Genova, 23 luglio 2015<\/em><em><br \/>\n<\/em>Quando la stagione che volge ora al termine fu presentata, lo scorso settembre, il Teatro Carlo Felice propose (eccezionalmente in luglio, sperando in qualche benefico influsso di EXPO) \u201c<em>La Vedova Allegra<\/em>\u201d nel celebrato allestimento di Hugo de Ana, tutto lustrini e paillettes, visto l\u2019estate passata a Torino e ripreso in inverno nel circuito veneto, per il quale fu creato diversi anni or sono. Non sappiamo per quali ragioni il progetto non sia poi andato in porto, ma sappiamo invece che per mesi e mesi sono stati venduti biglietti per uno spettacolo che \u00e8 andato in scena poi in maniera quasi antitetica rispetto alla sfarzosa edizione di de Ana e di cui il pubblico ha ignorato, fino a poche settimane prima della rappresentazione, tutto il cast. \u00c8 nostra forte opinione che il rilancio dell\u2019immagine di un teatro nei confronti del proprio pubblico non possa prescindere dall\u2019affidabilit\u00e0 dello stesso e, qualora si debbano fare i conti con intralci di forza maggiore, da una comunicazione chiara e diretta, in quest\u2019occasione assai disattesa. Detto ci\u00f2, lo spettacolo che <strong>Augusto Fornari<\/strong> confeziona, a costo (quasi) zero, in questo caldo luglio \u00e8 assai divertente e simpatico, a tratti caustico. Ecco quindi i teatri italiani (come il Conte Carlo Felice, il Visconte Lascal\u00e0 o Raoul de la Feniche) fare a gara per ottenere i milioni sonanti della vedova Bray-Fus Glawari che possono tappare i buchi di bilancio e ridare ossigeno alle casse vuote delle fondazioni. L\u2019intero spettacolo si regge sullo stesso Fornari, nei panni di Njegus, che ha modo, sia da solo (per esempio durante l\u2019introduzione in cui presenta tutte le componenti dello spettacolo) sia in coppia col Barone Zeta, di far ridere assai un pubblico poco folto ma partecipe, abbattendo in pi\u00f9 occasioni anche la \u201cquarta parete\u201d. \u00c8 bene, in tempi di ristrettezze, far di necessit\u00e0 virt\u00f9 e cos\u00ec la scena di <strong>Enrico Musenich<\/strong> \u00e8 costituita letteralmente da quel che si \u00e8 trovato in magazzino, elementi che hanno ben poco nesso l\u2019uno con l\u2019altro ma che rendono in effetti l\u2019idea di un \u201cregno dell\u2019arte\u201d in decadenza che cerca ancora di farsi bello come pu\u00f2, cercando di vestire tutti a festa anche se totalmente a caso, poich\u00e9 tra il coro vediamo costumi ottocenteschi, abiti giapponesi, rimasugli Turandot, Carmen, Gianni Schicchi e tanti altri. Non si pu\u00f2 negare che nel complesso lo spettacolo funzioni e risulti certamente gradevole e coerente nel suo svolgersi, eppure tanto audace strada non poteva che sacrificare altri importanti aspetti del genere dell\u2019operetta e della <em>Vedova<\/em> in particolare: \u00e8 infatti totalmente assente quell\u2019atmosfera frizzante ma a tratti malinconica di <em>belle-<\/em><em>\u00e9<\/em><em>poque<\/em> di cui \u00e8 impregnata la <em>Vedova Allegra<\/em> e che costituisce la principale chiave di comprensione drammaturgica e musicale. Inoltre, la singolarit\u00e0 della trasposizione ed il centralismo del regista-attore, finiscono per appiattire gran parte dei personaggi, in primis proprio quello di Hanna Glawari e del Conte Carlo Felice, la cui vicenda amorosa risulta assai poco interessante rispetto alle altre trovate comiche del regista. Fino al terzo atto, nonostante la proverbiale ballabilit\u00e0 della partitura di Leh\u00e1r, hanno un po\u2019 latitato le coreografie di <strong>Giovanni di Cicco<\/strong>, delle quali non riusciamo a spiegarci alcuni movimenti di danza contemporanea assolutamente fuori contesto inseriti qua e l\u00e0.<br \/>\nSul piano musicale, non si segnala nulla di eccezionale. Pessime le luci di <strong>Gianni Paolo Miranda<\/strong>. La direzione di <strong>Felix Krieger<\/strong> \u00e8 pulita e garbata, ma troppo spesso dimentica dei cantanti, dandoci modo di apprezzare bene il meraviglioso suono dell\u2019orchestra genovese, ma coprendo in troppe occasioni le voci, penalizzate anche da uno spazio scenico la cui acustica \u00e8 resa critica dal grande vuoto. La voce di <strong>Patrizia Orciani<\/strong>, nel ruolo della corteggiata vedova del ministro della cultura, \u00e8 quella che meglio arriva al di l\u00e0 della buca ed offre una resa non entusiasmante ma corretta, eccezion fatta per qualche limitata sbavatura vocale. \u00c8 il personaggio tuttavia, probabilmente penalizzato dalla generale impostazione dello spettacolo, a non destare particolare interesse. Altrettanto si pu\u00f2 dire del Conte di <strong>Bruno Taddia<\/strong>, cui non mancano certo doti vocali, ma che non incide come interpretazione, perso nella sua debolezza tra la ricca vedova e le opera-grisettes che lo circondano. Scenicamente molto spassoso il Barone Zeta di <strong>Fabio Maria Capitanucci<\/strong>, in molte occasioni vera e propria spalla del travolgente Fornari, buono anche dal punto di vista vocale. Esilarante la coppia veneto-meneghina di <strong>Roberto Maietta<\/strong> e <strong>Dario Giorgel<\/strong><strong>\u00e8<\/strong> (Lascal\u00e0 e La Feniche). La tessitura di Valencienne \u00e8 assai pi\u00f9 grave di quella congeniale all\u2019angelica voce di <strong>Sonia Ciani<\/strong>, inudibile per gran parte dei suoi interventi, mentre si \u00e8 ben difeso, nonostante l\u2019influenza ed un acuto un po\u2019 traballante, <strong>Manuel Pierattelli<\/strong> come Camille de Petruzzel. In parte il resto del cast, cos\u00ec come ottima la prova scenica e musicale del coro preparato da <strong>Pablo Assante<\/strong>.\u00a0Come detto, pubblico decisamente limitato, ma coinvolto e partecipe: alla fine applausi per tutti. <em>Foto Marcello Orselli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Carlo Felice \u2013 Stagione d\u2019Opera e Balletto 2014\/2015 \u201cLA VEDOVA ALLEGRA\u201d Operetta in tre atti su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":101964,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4596,4700,4387,7341,1313,1766,3829,1371,101,4086,145,1260,9916,4037,638],"class_list":["post-81481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-augusto-fornari","tag-bruno-taddia","tag-dario-giorgele","tag-enrico-musenich","tag-fabio-maria-capitanucci","tag-felix-krieger","tag-franz-lehar","tag-giovanni-di-cicco","tag-la-vedova-allegra","tag-manuel-pierattelli","tag-opera-lirica","tag-patrizia-orciani","tag-roberto-maietta","tag-sonia-ciani","tag-teatro-carlo-felice-di-genova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/101964"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81481"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88122,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81481\/revisions\/88122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}