{"id":81514,"date":"2015-07-29T23:10:23","date_gmt":"2015-07-29T21:10:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81514"},"modified":"2017-01-01T17:48:51","modified_gmt":"2017-01-01T16:48:51","slug":"intervista-a-tommaso-lagattolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-a-tommaso-lagattolla\/","title":{"rendered":"Intervista a Tommaso Lagattolla"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo scenografo e costumista dopo le \u00a0recenti &#8220;Nozze di Figaro&#8221; al Regio di Torino e &#8220;Juditha Triumphans&#8221; di Vivaldi al Teatro La Fenice, firma i costumi della <strong>&#8220;Medea in Corinto&#8221; di Mayr in scena dal 30 luglio al Festival di Martina Franca.<br \/>\n\u00c8 stata una sorpresa per lei ricevere il riconoscimento di GBopera e di tutti i suoi fan?<br \/>\n<\/strong>Ero a cena con la mia famiglia e me lo ha segnalato il mio preziosissimo assistente, Emanuele Sinisi, attraverso un messaggio. La cosa buffa \u00e8 che lui si era accorto di essere candidato per lo stesso premio: sono stato felice di dirglielo io<br \/>\n<strong>Ha un valore per lei?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, ha un grande valore: poich\u00e9 credo che l\u2019opera lirica debba essere un connubio tra musica, immagine e azione, sono felice di scoprire che il mio lavoro sia stato apprezzato da musicologi che evidentemente hanno colto i molteplici riferimenti culturali a cui il nostro lavoro alludeva.<br \/>\n<strong>La carriera di scenografo non si fa mandando un curriculum in teatro, ma&#8230;.<br \/>\n<\/strong>La mia formazione \u00e8 piuttosto atipica: ho studiato violino, diplomandomi al Conservatorio, e contemporaneamente ho fatto studi artistici. In un certo senso l\u2019opera lirica, che coniuga l\u2019aspetto musicale alla ricchezza dell\u2019immagine, \u00e8 l\u2019ambito in cui trovano armonica composizione le mie vocazioni. Detto questo, per fare questa professione, occorre avere molta tenacia, studiare molto e avere la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto. La cosa pi\u00f9 importante, poi, \u00e8 trovare registi con i quali si crei un forte sodalizio: i teatri credono molto in un progetto unitario, che comunichi allo spettatore attraverso la sinergia di tutti i suoi linguaggi.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 stata la sua prima occasione e chi l&#8217;ha tenuta a battesimo?<br \/>\n<\/strong>Nel teatro musicale, i miei primi passi sono stati nell\u2019ambito della musica contemporanea, per la quale non mi \u00e8 pi\u00f9 capitato poi di lavorare ma che \u00e8 stata occasione di grande stimolo per me: la prima mondiale de <em><i>Il<\/i><\/em> <em><i>Tribuno<\/i><\/em> di M. Kagel e lo spettacolo <em><i>Per voce preparata<\/i><\/em> su musiche di autori contemporanei per la Fenice di Venezia, entrambi con la regia di Elena Barbalich, con la quale avrei poi firmato molti altri spettacoli, tra cui <em><i>Il cappello di paglia di Firenze<\/i><\/em> per il quale ho ricevuto questo premio. Sebbene io avessi gi\u00e0 firmato allestimenti miei, quando, qualche tempo dopo, ho ricevuto la proposta di fare da assistente per Pasquale Grossi, l\u2019ho colta al balzo: \u00e8 stata per me un\u2019esperienza insostituibile che ha segnato in modo profondo la mia idea di teatro.<br \/>\n<strong>Da dove parte l&#8217;ideazione di una scenografia?<br \/>\n<\/strong>L\u2019ideazione non \u00e8 mai n\u00e9 solitaria n\u00e9 autonoma:\u00a0 un progetto convincente parte sempre da un\u2019idea registica che viene filtrata e reinterpretata attraverso la sensibilit\u00e0 immaginifica dello scenografo. Una scenografia ben riuscita deve tradurre in spazio le esigenze drammaturgiche di un regista. Io sono fortemente convinto che una scenografia, pi\u00f9 che bella, debba essere appropriata: una immagine gradevole, priva di senso rispetto a ci\u00f2 che accade sulla scena e alle emozioni che il testo e la musica veicolano allo spettatore, non ha alcun valore.<br \/>\n<strong>Si possono fare scenografie e costumi interessanti anche a budget molto limitato?<br \/>\n<\/strong>Oggi il teatro non \u00e8 pi\u00f9 quello che era solo pochi anni fa: i grandi maestri i cui spettacoli hanno formato il nostro gusto avevano a disposizione budget che oggi sono improponibili. La crisi economica ci impone scelte diverse e questo per noi non pu\u00f2 essere solo un limite, ma deve tradursi anzi in uno stimolo per cercare di restituire, pur con mezzi ristretti, quella ricchezza di idee che possono ancora oggi fare del teatro lirico uno dei generi spettacolari pi\u00f9 amati.<br \/>\n<strong>In teatro, oggi, \u00e8 pi\u00f9 importante vedere che sentire?<br \/>\n<\/strong>Il teatro lirico, come ho gi\u00e0 detto, \u00e8 una <em><i>synkrisis<\/i><\/em> tra suono e immagine: inscindibili l\u2019uno dall\u2019altro e perci\u00f2 di uguale valore. Spesso si leggono critiche che danno eccessivo peso all\u2019uno o all\u2019altro aspetto, come se l\u2019uno e l\u2019altro potessero essere valutati in modo indipendente. Anche la <em><i>querelle<\/i><\/em>, che oggi sembra particolarmente viva, pro o contro il \u201cteatro di regia\u201d a me sembra piuttosto sterile: il problema non \u00e8 se la regia attualizzi o trasponga l\u2019azione rispetto a quello che si legge sul libretto; ci\u00f2 che invece deve essere moderno, capace cio\u00e8 di comunicare allo spettatore di oggi, \u00e8 il linguaggio drammaturgico, non l\u2019ambientazione. La scena e il costume sono finalizzate a rendere visivamente quel linguaggio. Se c\u2019\u00e8 uno scollamento tra l\u2019azione drammatica e il senso profondo del testo musicale, lo spettacolo semplicemente non funziona.<br \/>\n<strong>Quali sono gli artisti e registi che lei ha ammirato?<br \/>\n<\/strong>Il mio immaginario \u00e8 stato molto influenzato da artisti eterogenei, spesso lontani dal mondo della lirica: Roland Topor, Sergej Paradzanov, Aleksandr Sokurov, solo per citare alcuni nomi. Come costumista, la mia formazione \u00e8 stata di impianto filologico e ho sempre guardato come modelli Piero Tosi ed Enrico Sabbatini: questa formazione si \u00e8 poi ampliata attraverso la costante collaborazione con la Galleria del Costume di Palazzo Pitti. Quasi per reazione, in verit\u00e0, sono molto attratto da costumisti ben distanti da quel modello: Piero Gherardi, Danilo Donati, Sandy Powell, Eiko Ishioka.<br \/>\n<strong>Lei ha uno stretto rapporto con i collaboratori, quali sono i problemi che sorgono nell&#8217;allestire uno spettacolo?<br \/>\n<\/strong>Al di l\u00e0 degli aspetti tecnico-produttivi, che spesso assorbono una quantit\u00e0 esorbitante di energie, la vera difficolt\u00e0 nel momento della progettazione consiste nel tradurre in modo efficace e originale un\u2019idea in un\u2019immagine spaziale. Nei compiti di uno scenografo\/costumista c\u2019\u00e8 anche l\u2019obbligo professionale di creare un allestimento che sia tecnicamente ineccepibile, possibilmente economico, facilmente trasportabile e adattabile al maggior numero di palcoscenici. Ne consegue che uno scenografo non pu\u00f2 essere solo un artista, ma anche un tecnico: un aspetto, quest\u2019ultimo, che negli ultimi anni ha assunto una importanza sempre crescente. Anche per questo il rapporto di fiducia con i collaboratori \u00e8 fondamentale: i tempi, sempre pi\u00f9 ristretti che la produzione richiede, impongono un lavoro di \u00e9quipe, che diviene per\u00f2 anche uno stimolo per arricchire l\u2019idea di partenza.<br \/>\n<strong>Il costume e la sua ideazione non ha nulla a che vedere con lo <em>stilismo<\/em>. Ce ne parla?<br \/>\n<\/strong>Io trovo che gli stilisti a teatro raramente abbiano realizzato opere memorabili. C\u2019\u00e8 ovviamente qualche eccezione: penso a Versace per B\u00e9jart, o Romeo Gigli per Ronconi. Pi\u00f9 spesso trovo che sia il teatro ad aiutare gli stilisti, come per esempio le creazioni di Alexander McQueen o di Galliano, la cui teatralit\u00e0 molto deve all\u2019enfasi del palcoscenico. Il compito del costumista non \u00e8 quello di realizzare un bell\u2019abito, ma piuttosto di descrivere la psicologia di un personaggio attraverso un costume. Gli stilisti, spesso, si sostituiscono ai personaggi: ci\u00f2 che funziona in una sfilata di moda non \u00e8 detto che funzioni in palcoscenico.<br \/>\n<strong>In seguito all&#8217;assegnazione del GBOscar per la scenografia e i costumi ci sono state molte polemiche. Ha diritto di replica.<br \/>\n<\/strong>Il fatto di essere stato scelto in una rosa di spettacoli giudicati tra i migliori dell\u2019anno scorso \u00e8 senza dubbio di per s\u00e9 un riconoscimento. La formula del \u201csocial\u201d, finalizzata a coinvolgere un pi\u00f9 ampio pubblico di non-addetti ai lavori, se com\u2019\u00e8 ovvio non premia necessariamente il migliore in quella rosa, di certo stabilisce quanto uno spettacolo o un artista abbia saputo creare intorno a s\u00e9 empatia. Sicuramente non sar\u00f2 lo scenografo pi\u00f9 bravo del mondo, ma questo premio mi ha mostrato quanto il nostro lavoro sia stato amato. Devo perci\u00f2 ringraziare gli amici che hanno permesso che potessi realizzare quelle scene e quei costumi in quel modo: la regista Elena Barbalich, il coreografo Danilo Rubeca, il light-designer Michele Vittoriano, il mio assistente Emanuele Sinisi e il direttore Giovanni Di Stefano che ha fortemente voluto questo spettacolo al suo debutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scenografo e costumista dopo le \u00a0recenti &#8220;Nozze di Figaro&#8221; al Regio di Torino e &#8220;Juditha Triumphans&#8221; di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":100,"featured_media":81515,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[2799,14542,210,2567,14667,547,13813,319,3873,13751],"class_list":["post-81514","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-festival-della-valle-ditria","tag-festival-di-martina-franca","tag-giovanni-simone-mayr","tag-il-cappello-di-paglia-di-firenze","tag-interviste","tag-juditha-triumphans","tag-medea-in-corinto","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-teatro-petruzzelli-di-bari","tag-tommaso-lagattolla"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/100"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81514"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81517,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81514\/revisions\/81517"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81515"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}