{"id":81593,"date":"2015-08-04T03:00:06","date_gmt":"2015-08-04T01:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81593"},"modified":"2016-11-24T23:54:21","modified_gmt":"2016-11-24T22:54:21","slug":"61o-festival-puccini-torre-del-lago-madama-butterfly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/61o-festival-puccini-torre-del-lago-madama-butterfly\/","title":{"rendered":"61\u00ba Festival Puccini, Torre del Lago: &#8220;Madama Butterfly&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gran Teatro Giacomo Puccini \u2013\u00a061\u00b0 Festival Puccini<\/em><br \/>\n<strong>\u201cMADAMA BUTTERFLY\u201d<\/strong><br \/>\nTragedia giapponese in due atti di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>Cio-Cio-San<\/em> DONATA D\u2019ANNUNZIO LOMBARDI<br \/>\n<em>Suzuki<\/em> LAURA BRIOLI<br \/>\n<em>Pinkerton<\/em> STEFANO SECCO<br \/>\n<em>Sharpless<\/em> ALBERTO MASTROMARINO<br \/>\n<em>Goro<\/em> NICOLA PAMIO<br \/>\n<em>Il Principe Yamadori<\/em> PEDRO CARRILLO<br \/>\n<em>Lo Zio Bonzo<\/em> ANGELO NARDINOCCHI<br \/>\n<em>Il Commissario imperiale<\/em> STEFANO MARCHISIO<br \/>\n<em>L\u2019ufficiale del registro<\/em> MATTEO NARDINOCCHI<br \/>\n<em>Kate Pinkerton<\/em> MARIKA SPADAFINO<br \/>\nOrchestra del Festival Puccini<br \/>\nCoro del Festival Puccini<br \/>\nDirettore <strong>Francesco Ivan Ciampa<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Francesca Tosi<\/strong><br \/>\nRegia, scene, costumi <strong>Renzo Giacchieri<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Valerio Alfieri<\/strong><br \/>\nMovimenti mimici <strong>Hal Yamanouchi<\/strong><br \/>\n<em>Torre del Lago, 1 agosto 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terzo titolo della sessantunesima edizione del Festival Puccini \u00e8 <em>Madama Butterfly<\/em> nell\u2019allestimento di <strong>Renzo Giacchieri<\/strong> che inaugur\u00f2 la stagione 2014, una messinscena nel solco della tradizione, stilizzata quanto basta per non cadere nella banalit\u00e0 o nel kitsch, ma fermamente ancorata all\u2019epoca indicata dal libretto, semplice e sobria ma munita di un paio colpi di scena di forte impatto pensati per sollecitare un pronto applauso, e in pi\u00f9 impreziosita dai movimenti mimici di <strong>Hai Yamanouchi<\/strong>. Se lo scorso anno l\u2019esecuzione musicale fu severamente menomata da una protagonista in serie difficolt\u00e0 vocali e da una direzione soporifera, in quest\u2019occasione il pubblico ha potuto assistere ad una recita pi\u00f9 che dignitosa in cui quasi tutti gli ingredienti, se non proprio amalgamati a dovere, erano tuttavia di prima scelta.\u00a0 <strong>Francesco Ivan Ciampa<\/strong> ha istantaneamente sbalordito con una resa dell\u2019introduzione asciutta, nervosa, persino scabra negli archi gravi (del resto \u201cruvidamente\u201d \u00e8 indicazione del compositore), ma anche cristallina e precisissima, in cui nonostante la famigerata acustica, si sono udite persine le acciaccature dei violini nelle battute che corrispondono all\u2019alzata del sipario (in partitura ovviamente), una fuga in cui nel passaggio all\u2019allegro moderato era perfettamente avvertibile l\u2019effetto dell\u2019incedere spigliato e scanzonato di Pinkerton ove in orchestra \u00e8 scritto \u201ctrattenuto\u201d. Ciampa non si \u00e8 poi per\u00f2 mantenuto su tale livello, ed in generale ha dato l\u2019impressione di esser pi\u00f9 interessato ai momenti drammatici o energici che a quelli dolci e lirici; in particolare ha affrontato il duetto del primo atto senza molta vigoria, quasi remando contro soprano e tenore: la compulsione, l\u2019intensificarsi della passione erotica di Pinkerton, la voglia crescente di consumare il matrimonio insomma, semplicemente non erano avvertibili. E cos\u00ec \u00e8 avvenuto per tutto il corso dell\u2019opera, in cui momenti trascinanti, soprattutto orchestrali (particolarmente emozionanti l\u2019inizio \u201ctristaniano\u201d del secondo atto e l\u2019intermezzo) si sono alternati ad altri in cui si procedeva battendo la fiacca, e fra questi, oltre al duetto, includerei \u201cUn bel d\u00ec vedremo\u201d e tutta la scena del colloquio fra Butterfly e Sharpless. In ogni caso \u00e8 un direttore da tenere d\u2019occhio che mi piacerebbe ascoltare alle prese con musica puramente strumentale. Buona la prestazione del coro, caldamente applaudito. Ho recensito pi\u00f9 volte <strong>Donata D\u2019Annunzio Lombardi<\/strong> nei panni di Cio-Cio-San, uno dei personaggi da lei pi\u00f9 frequentati. Il volume \u00e8 indubbiamente contenuto e penalizzato dal grande spazio aperto, ma il soprano, grazie alla buona tecnica e soprattutto all\u2019intelligenza, non mostra il minimo segno di forzatura o tentativo di camuffare il suono nel registro medio-grave, che non di rado per\u00f2 viene coperto dall\u2019orchestra. Salendo verso gli acuti il suono invece acquista intensit\u00e0 e brillantezza, permettendole di farsi valere in momenti specialmente rilevanti quali \u201cEi torna e m\u2019ama!\u201d. Interpretativamente parlando, la D\u2019Annunzio Lombardi nel primo atto ritrae una Butterfly appropriatamente semplice ed aggraziata senza indulgere in tanti bamboleggiamenti: il timbro chiaro suggerisce certamente una \u201cpiccina mogliettina\u201d ma la perspicacia e il buon gusto della cantante fanno in modo che la sfortunata giapponesina non diventi querula o eccessivamente infantile. La relativa delicatezza della voce non le permette di sfruttare completamente le potenzialit\u00e0 drammatiche di un\u2019aria come \u201cTu, tu, piccolo Iddio\u201d, ma il fraseggio sagace le consente ad ogni modo di comunicare l\u2019annientamento interiore del personaggio. Per esser apprezzata appieno, la Butterfly della D\u2019Annunzio Lombardi ha in ogni caso bisogno di spazi pi\u00f9 intimi. <strong>Stefano Secco<\/strong> (Pinkerton) non avr\u00e0 un timbro fra i pi\u00f9 romantici e seducenti, ma possiede in cambio una tecnica ragguardevole con una proiezione del suono \u201ctutto avanti\u201d, e quindi assai squillante nel facilissimo registro acuto. Si avverte la lunga familiarit\u00e0 con il personaggio, affrontato con molte sfaccettature, dall\u2019estroversione e senso dell\u2019umorismo dimostrati durante i colloqui con Goro e Sharpless al tono ardente del duetto abbellito dall\u2019uso dei legati in cui sia lui che il soprano si sono prodotti, brano in cui la carenza del velluto esibito da tenori pi\u00f9 classicamente liricheggianti era ampiamente compensata dall\u2019accento focoso e irruente, decisamente \u201ccaliente\u201d.<br \/>\nLo Sharpless ideale deve possedere una voce dotata di molti colori in quanto il suo personaggio \u00e8 esclusivamente reattivo: esiste soltanto per rispondere alle passioni degli altri, e<strong> Alberto Mastromarino<\/strong> svolge tale ruolo encomiabilmente.<br \/>\n<strong>Laura Brioli<\/strong> (Suzuki) \u00e8 alquanto gutturale ma almeno possiede gli acuti per alcune delle sue frasi pi\u00f9 importanti come \u201cPianger\u00e0 tanto\u201d. <strong>Nicola Pamio<\/strong> era un Goro secco e angoloso: una legittima interpretazione alternativa al solito mezzano untuoso e mellifluo. Completavano degnamente il cast <strong>Pedro Carrillo<\/strong> (Yamadori), <strong>Angelo Nardinocchi<\/strong> (lo zio Bonzo), <strong>Stefano Marchisio<\/strong> (il Commissario Imperiale), <strong>Matteo Nardinocchi<\/strong> (L\u2019Ufficiale del Registro) e <strong>Marika Spadafino<\/strong> (Kate Pinkerton). A conti fatti una Madama Butterfly con alcune magagne talora non indifferenti, ma in cui si avvertiva la volont\u00e0 da parte di tutti gli artisti di offrire un prodotto che si elevasse al di sopra della solita routine. <em>Foto Giorgio Andreuccetti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gran Teatro Giacomo Puccini \u2013\u00a061\u00b0 Festival Puccini \u201cMADAMA BUTTERFLY\u201d Tragedia giapponese in due atti di Luigi Illica e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14525,1466,6278,432,6383,136,2551,465,5533,8081,2862,1274],"class_list":["post-81593","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-61-festival-puccini-di-torre-del-lago","tag-alberto-mastromarino","tag-angelo-nardinocchi","tag-donata-dannunzio-lombardi","tag-francesco-ivan-ciampa","tag-giacomo-puccini","tag-laura-brioli","tag-madama-butterfly","tag-nicola-pamio","tag-pedro-carrillo","tag-renzo-giacchieri","tag-stefano-secco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81593"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81593\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81611,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81593\/revisions\/81611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}