{"id":81619,"date":"2015-08-05T06:42:56","date_gmt":"2015-08-05T04:42:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=81619"},"modified":"2016-12-23T10:12:24","modified_gmt":"2016-12-23T09:12:24","slug":"martina-franca-41-festival-della-valle-ditria-don-checco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/martina-franca-41-festival-della-valle-ditria-don-checco\/","title":{"rendered":"Martina Franca,  Festival della Valle d&#8217;Itria 2015: &#8220;Don Checco&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Martina Franca, Palazzo Ducale<br \/>\n<\/em><strong>\u201cDON CHECCO\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Opera buffa in due atti,\u00a0libretto di Almerindo Spadetta<br \/>\nMusica di<strong> Nicola De Giosa \u00a0<\/strong><br \/>\n<em>Bartolaccio<\/em> CARMINE MONACO<br \/>\n<em>Fiorina<\/em> CAROLINA LIPPO<br \/>\n<em>Carletto <\/em>FRANCESCO CASTORO<br \/>\n<em>Don Checco<\/em> DOMENICO COLAIANNI<br \/>\n<em>Succhiello Scorticone <\/em>PAOLO CAUTERUCCIO<br \/>\n<em>Roberto <\/em>ROCCO CAVALLUZZI<br \/>\nOrchestra Internazionale d\u2019Italia<br \/>\nCoro della Filarmonica di Stato \u201cTransilvania\u201d di Cluj-Napoca<br \/>\nDirettore <strong>Matteo Beltrami<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Cornel Groza<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Lorenzo Amato<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Nicola Rubertelli<br \/>\n<\/strong>Costumi<strong> Giusi Giustino<\/strong><br \/>\nDisegno luci <strong>Franco Machitella \u00a0\u00a0<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Coreografie: <strong>Giancarlo Stiscia \u00a0 \u00a0<\/strong><br \/>\n<em>Martina Franca, 31 luglio 2015<br \/>\n<\/em><strong>Il Festival della Valle d\u2019Itria dopo <em>Crispino e la comare<\/em> dei fratelli Ricci, inscenato nel 2012, con il <em>Don Checco <\/em>di Nicola De Giosa (del 1850 come il <em>Crispino<\/em>)<\/strong> torna a proporre un esempio di opera buffa di pieno Ottocento, ovvero di quella stagione del melodramma italiano che parve inabissare la grande tradizione comica napoletana in canali defilati e provinciali. Se tuttavia si pensa al successo riscosso da opere come il <em>Don Checco<\/em>, che circol\u00f2 fino ai primi del \u2018900, viene da pensare che un certo orientamento storiografico abbia intenzionalmente voluto tacere un filone melodrammatico \u2013 quello appunto della commedia napoletana per musica \u2013 rimasto florido e vitale lungo l\u2019epoca verdiana e wagneriana. Non, dunque, un fossile vivente dei sillabati e dei concertati rossiniani o, pi\u00f9 all\u2019indietro, delle gag della <em>commedeja pe\u2019 musseca<\/em> settecentesca, ma un prodotto melodrammaturgico stratificato e pronto a lasciarsi declinare in operetta o assorbire in certa filmografia, in primis quella di Tot\u00f2 (e proprio ai film di Tot\u00f2 pare che abbiano pensato il regista <strong>Lorenzo Amato<\/strong> e lo scenografo <strong>Nicola Rubertelli<\/strong> nell\u2019ideare la scena unica che domina l\u2019opera, la taverna di Bartolaccio, con tavolini quadrettati dove ci si aspetta di vedere la classica guantiera di spaghetti branditi con forchettone). Un elemento che sulle prime ha lasciato perplesso l\u2019ascoltatore \u00e8 stato quello dei recitativi parlati \u2013 in uso in un filone operistico che, su modello francese, fu inaugurato a Napoli anche prima della <em>Nina<\/em> (1789) di Paisiello \u2013 che a tratti risultavano fin troppo estesi; dopo una mezz\u2019ora di spettacolo tuttavia ad essi si faceva l\u2019orecchio e il gap tra parti recitate e cantate sembrava ridursi fino a scomparire.<br \/>\nTolta questa inedita, almeno per l\u2019Opera italiana, duplicit\u00e0 di registro, dal <em>Don Checco<\/em> non ci si aspetta originalit\u00e0 di situazioni drammatiche (la vicenda ha un\u2019esilit\u00e0 tale da ricordare i canovacci della Commedia dell\u2019Arte) o musicali (De Giosa, allievo di Donizetti, d\u00e0 continuazione allo stile fissatosi con <em>Elisir d\u2019amore<\/em>) ma soltanto brio e facile divertimento. Ci\u00f2 non significa che i cantanti abbiano vita facile; al contrario \u00e8 proprio alla loro voce e al loro talento di attori che spetta la riuscita o meno dello spettacolo. <strong>Domenico Colaianni<\/strong>, come sempre, \u00e8 in grado di far rivivere la sapienza attoriale dei \u2018buffi caricati\u2019 del passato (del tipo di Luzio o Casacciello) e basterebbe lui solo a far andare a casa soddisfatto il numeroso pubblico di Martina. \u00c8 voce sicura nei rapidissimi passaggi in stile sillabato come pure in quelli che si portano sulla tessitura acuta; \u00e8 padrone del dialetto napoletano e soprattutto sa recitare come un attore di prosa, modellando il suo corpo in pose che sembrano estratte dalle incisioni seicentesche dei grandi comici dell\u2019Improvvisa. Ma Colaianni oltre ad essere uno degli ultimi grandi cantanti istrioni viventi \u00e8 anche un ottimo didatta: lo si capisce ascoltando il lavoro compiuto su <strong>Francesco Castoro<\/strong>, una bella voce di tenore perfettamente adeguata al ruolo di giovane amoroso, per leggerezza, duttilit\u00e0 e sicurezza negli acuti. Ottima anche <strong>Carolina Lippo<\/strong> per precisione e freschezza, una Fiorina smaliziata ma al tempo stesso misurata, graziosa e divertente (e lei stessa divertita). Molto buono, anche se a tratti troppo caricato, il Bartolaccio di <strong>Carmine Monaco<\/strong>. Corrette le due parti di fianco affidate a <strong>Paolo Cauteruccio<\/strong> e <strong>Rocco Cavalluzzi.<\/strong> Ben preparato <strong>il Coro della filarmonica di stato Transilvania di Cluj-Napoca<\/strong> che pareva una compagine compatta ma al suo interno composta da tanti solisti, ciascuno calato nel proprio personaggio. A quest\u2019ottima riuscita ha certo contribuito la direzione di <strong>Matteo Beltrami<\/strong> che ha dovuto gestire una scrittura, quella di De Giosa, non sempre felice per gli archi e insidiosa negli stacchi di tempo all\u2019interno di ampie campate multi sezionali. Due ore di puro e semplice divertimento. Alle volte ci vogliono e fanno anche bene. Meritatissimi i calorosi applausi che hanno accompagnato l\u2019intero spettacolo e che hanno confermato la riuscita di questa riproposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Martina Franca, Palazzo Ducale \u201cDON CHECCO\u201d Opera buffa in due atti,\u00a0libretto di Almerindo Spadetta Musica di Nicola De [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":81621,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14437,2937,7020,1361,14584,8226,5590,560,2067,14585,1317,145,14581,11497],"class_list":["post-81619","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-41-festival-della-valle-ditria","tag-carmine-monaco","tag-carolina-lippo","tag-domenico-colaianni","tag-don-checco","tag-francesco-castoro","tag-lorenzo-amato","tag-martina-franca","tag-matteo-beltrami","tag-nicola-de-giosa","tag-nicola-rubertelli","tag-opera-lirica","tag-paolo-cauteruccio","tag-rocco-cavalluzzi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81619"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81619\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81626,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81619\/revisions\/81626"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}