{"id":82064,"date":"2015-10-04T00:47:17","date_gmt":"2015-10-03T22:47:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82064"},"modified":"2015-10-08T11:07:58","modified_gmt":"2015-10-08T09:07:58","slug":"gioachino-rossini-1792-1868-otello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gioachino-rossini-1792-1868-otello\/","title":{"rendered":"Gioachino Rossini (1792-1868): \u201cOtello\u201d"},"content":{"rendered":"<div id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4373\" class=\"yiv6278484442\" style=\"text-align: justify;\"><em>Dramma tragico in tre atti di Francesco Berio di Salsa.\u00a0 <b class=\"yiv6278484442\">Gregory Kunde<\/b> (Otello), <b class=\"yiv6278484442\">Carmen Romeu<\/b> (Desdemona), <b class=\"yiv6278484442\">Josef Wagner<\/b><\/em><i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4377\" class=\"yiv6278484442\"> (Elmiro Barberigo), <\/i><b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4389\" class=\"yiv6278484442\"><i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4388\" class=\"yiv6278484442\">Maxim Mironov<\/i><\/b><i class=\"yiv6278484442\"> (Rodrigo), <\/i><b class=\"yiv6278484442\"><i class=\"yiv6278484442\">Robert McPherson<\/i><\/b><i class=\"yiv6278484442\"> (Iago), <\/i><b class=\"yiv6278484442\"><i class=\"yiv6278484442\">Raffaella Lupinacci <\/i><\/b><i class=\"yiv6278484442\">(Emilia), <\/i><b class=\"yiv6278484442\"><i class=\"yiv6278484442\">Maarten Heirman <\/i><\/b><i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4378\" class=\"yiv6278484442\">(il Doge di Venezia), <\/i><b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4387\" class=\"yiv6278484442\"><i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4386\" class=\"yiv6278484442\">Stephan Adriaens <\/i><\/b><i class=\"yiv6278484442\">(un gondoliere).\u00a0 <\/i><b class=\"yiv6278484442\"><i class=\"yiv6278484442\">Orchestra Sinfonica e Coro dell\u2019Opera Vlaanderen Antwerp\/Ghent<\/i><\/b><i class=\"yiv6278484442\">, direttore <\/i><b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4380\" class=\"yiv6278484442\"><i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4379\" class=\"yiv6278484442\">Alberto Zedda<\/i><\/b><i class=\"yiv6278484442\">. \u00a0<\/i>Registrazione dal vivo: Teatro di Anversa (Operahouse of Antwerp), Belgio, 14\/16\/18 febbraio 2014. \u00a0\u00a0<b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4382\" class=\"yiv6278484442\">2 CD Dynamic CDS 7711\/1-3<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4384\" class=\"yiv6278484442\" style=\"text-align: justify;\"><i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4418\" class=\"yiv6278484442\">Otello <\/i>fu una delle poche opere serie rossiniane a rimanere saldamente in repertorio per quasi tutto il diciannovesimo secolo; sicuramente fu, tra le nove opere napoletane, quella cui arrise maggiore fortuna, e soltanto il sopraggiungere dell\u2019omonima verdiana riusc\u00ec a scalzarla dai palcoscenici.\u00a0 Il ruolo di Desdemona, vera protagonista dell\u2019opera, composto per Isabella Colbran divenne un cavallo di battaglia per generazioni di primedonne, ed anzi alcune fra le pi\u00f9 celebri, quali Giuditta Pasta e Maria Malibran, decisero di cimentarsi anche nel ruolo eponimo, pratica riesumata in almeno due occasioni anche in tempi recenti (Martina Franca, 2000 e Buxton, 2014).\u00a0 I primi due atti dell\u2019opera sono di altissima fattura, e pur nella loro sostanziale aderenza alle convenzioni del tempo, avevano gi\u00e0 mostrato significative divergenze, come la mancanza di una cavatina per la Colbran (dopo l\u2019<i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4420\" class=\"yiv6278484442\">Elisabetta<\/i> Rossini non introdusse pi\u00f9 la sua futura consorte con un\u2019aria formale, secondo i maligni per meglio mascherare il di lei sempre pi\u00f9 accentuato declino vocale), la preponderanza di pezzi d\u2019assieme e soprattutto duetti (ma non v\u2019\u00e8 traccia del canonico duetto d\u2019amore).\u00a0 Ma \u00e8 indubbiamente il terzo atto, uno dei vertici della produzione rossiniana e di tutta l\u2019opera italiana che con il suo tragico fine e l\u2019inaudita violenza preannunci\u00f2 l\u2019opera romantica e quindi permise a <i class=\"yiv6278484442\">Otello<\/i> di conservare tutta la sua rilevanza per molti decenni.<br \/>\nLa presente registrazione \u00e8 il frutto di una serie di recite di un allestimento della Opera Vlaanderen in Anversa, Belgio, nel febbraio del 2014.\u00a0 Sul podio, <b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4424\" class=\"yiv6278484442\">Alberto Zedda<\/b>, classe 1928, uno dei maggiori artefici della cosiddetta Rossini Renaissance, eccelso musicologo con la benemerita missione di riportare alla luce opere del primo ottocento italiano cadute nel dimenticatoio, nonch\u00e9 di ripulire capolavori immortali (uno per tutti, <i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4439\" class=\"yiv6278484442\">Il barbiere di Siviglia<\/i>) dalle incrostazioni della \u201ctradizione\u201d.\u00a0 Qui si trova alle prese con un\u2019orchestra francamente mediocre, dal suono poco levigato (basti ascoltare, nella sinfonia, le scale dei primi violini che assomigliano nella loro ruvidezza allo scorrere di seghe sul legno, o l\u2019impacciato corno nell\u2019introduzione al duetto fra le due donne del primo atto, una melodia dai forti echi mozartiani, che impegna lo strumento in una difficilissima cadenza cromatica ), con ogni probabilit\u00e0 poco avvezza alle esigenze di questo repertorio; ed \u00e8 un peccato perch\u00e9 \u00e8 palese il tentativo di Zedda di estrarre un\u2019ampia tavolozza di tinte, di giocare con le dinamiche, di mostrare la filigrana della scrittura orchestrale attraverso tutta una gamma di trasparenze.\u00a0 Zedda si trova a suo agio particolarmente nelle pagine liriche dell\u2019opera, come la grande scena di Desdemona, \u201cdolce come l\u2019amore dopo il pianto\u201d, secondo le parole del Pascoli, che occupa la prima parte del terzo e ultimo atto: il direttore crea l\u2019atmosfera con un\u2019esecuzione malinconica della cadenza plagale, seguita dalla struggente combinazione e alternanza di clarinetto, corno, oboe e flauto che si spiegano sopra il pulsare degli archi, quest\u2019ultimi chiamati in causa a creare tensione.\u00a0 Magistrale \u00e8 l\u2019accompagnamento alla romanza del salice, di cui rivela la caratteristica saliente, ovvero il suo esser punto di convergenza, con la sua semplice melodia intessuta di arabeschi belcantistici, fra il passato classico e la nenia romantica.\u00a0 Se non proprio la lettera (in quanto non facilitato dall\u2019orchestra), Zedda riesce a cogliere lo spirito della partitura.\u00a0 In alcuni momenti pi\u00f9 tragici, e specialmente nel duetto finale, sarebbe stata auspicabile una maggiore irruenza, una vera forza fisica (come quella furiosamente dimostrata per esempio da Evelino Pid\u00f2 in una ripresa video amatoriale di un\u2019esecuzione dell\u2019opera a Bruxelles) che forse l\u2019et\u00e0 gli preclude.\u00a0 Sul versante puramente filologico le direzioni di Zedda sono una vera e propria garanzia di autenticit\u00e0; le variazioni sono squisite e pensate per mettere in luce i punti forti della compagnia di canto, eccezion fatta per un\u2019infelice puntatura al re 4 concessa a <b class=\"yiv6278484442\">Robert McPherson<\/b>, uno Iago ingolato sin dalla prima frase del duetto \u201cNon temer: serena l\u2019addolorato ciglio\u201d.\u00a0 Il timbro \u00e8 inoltre davvero troppo chiaro, e per limiti tecnici persino opaco, per un ruolo di baritenore puro, che a conti fatti ha un\u2019estensione da baritono acuto.\u00a0 <b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4440\" class=\"yiv6278484442\">Maxim Mironov<\/b> (Rodrigo) ha una voce contraddistinta, o inficiata a seconda dei punti di vista, da un vibratino che capisco possa alla lunga indisporre alcuni ascoltatori; a me non d\u00e0 fastidio, anche perch\u00e9 la tecnica \u00e8 buona: comprendendo i suoi limiti e le sue caratteristiche, Mironov si mantiene leggero nel registro centrale per giocare le carte migliori\u00a0al di sopra del pentagramma, con acuti e sovracuti facili e sicuri se non proprio squillanti, comprese puntature ai re 4 in un bel falsettone.\u00a0 Certo, come in quasi tutti i tenori rossiniani dell\u2019ultima generazione, il tentativo di emulare un celeberrimo collega \u00e8 piuttosto palese, incluse certe nasalit\u00e0 che qua e l\u00e0 si avvertono.\u00a0 Mironov esce comunque a testa alta da un\u2019aria come \u201cChe ascolto! \u2026 Ah, come mai non senti\u201d dalla tessitura acutissima, e dalla scrittura vocale molto fiorita, sciorinata dal tenore russo pi\u00f9 che decorosamente.\u00a0 E\u2019 ormai divenuta consuetudine, quando si parla di <b id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4457\" class=\"yiv6278484442\">Gregory Kunde<\/b>, sottolineare il percorso non lineare di una carriera svoltasi al di fuori da ogni schema che l\u2019ha portato a trionfare, ad un\u2019et\u00e0 in cui la stragrande maggioranza dei suoi colleghi ha gi\u00e0 appeso i guanti al chiodo (o dovrebbe farlo), in ruoli del repertorio spinto e drammatico, ed anzi a diventare l\u2019interprete oggigiorno pi\u00f9 acclamato del temutissimo <i class=\"yiv6278484442\">Otello<\/i> verdiano.\u00a0 Secondo gli archivi soltanto Roberto Stagno (il primo Turiddu) pare aver avuto i due Otelli in repertorio, impresa davvero ostica per le diversissime esigenze dei due ruoli.\u00a0 Oggi come oggi la vocalit\u00e0 di Kunde pare pi\u00f9 adatta alla scrittura tardo-verdiana; in Rossini, nonostante il risultato &#8211; diciamolo subito &#8211; sia notevole e complessivamente positivo, non si possono ignorare alcune mende, fra cui una coloratura non pi\u00f9 impeccabile e una certa durezza nel passaggio.\u00a0 Per il resto, la voce \u00e8 timbratissima, squillante, voluminosa; l\u2019estensione \u00e8 ancora prodigiosa, scende con facilit\u00e0 ai la 2 e afferra con determinazione e spavalderia i do 4, fra l\u2019altro molto esposti nel duetto con Rodrigo, una vera e propria gara della serie \u201cora ti faccio vedere io chi ce l\u2019ha pi\u00f9 bello\u201d ripetuta poi anche nella <i class=\"yiv6278484442\">Donna del Lago<\/i>.\u00a0 Forse per eccessiva prudenza evita la puntatura al re 4 che invece il suo rivale in amore esegue. Il <i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4470\" class=\"yiv6278484442\">marziale vivace<\/i> della cavatina \u201cAh! S\u00ec per voi gi\u00e0 sento\u201d, con il suo martellante ritmo puntato, gli permette di definire da subito il carattere fiero, impulsivo e bellicoso del personaggio, cos\u00ec come la terza parte \u201cAmor dirada il nembo\u201d,\u00a0 ma riesce anche a trovare inflessioni pi\u00f9 dolci e un bel legato nella parte di mezzo, il breve <i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4458\" class=\"yiv6278484442\">andante<\/i> \u201cPremio maggior di questo\u201d, l\u2019unico momento in tutta l\u2019opera in cui Otello parla d\u2019amore.\u00a0 Ma i ruoli tenorili in quest\u2019opera abbondano: il Gondoliere avr\u00e0 anche un solo intervento, la celebre frase dantesca, ma \u00e8 d\u2019importanza tale da dover esser affidata a tenore in grado di estrinsecare in poche battute l\u2019angoscia di Desdemona di cui \u00e8 proiezione sonora, e<b class=\"yiv6278484442\"> Stephan Adriaens<\/b>, pur avendo timbro gradevole, passa quasi inosservato. Francamente inaccettabile \u00e8 il Doge di <b class=\"yiv6278484442\">Maarten Heirman<\/b>, a meno che la voce esile e fioca non sia stata intenzionalmente scelta per sottolineare l\u2019anzianit\u00e0 del personaggio.\u00a0 Elmiro non potr\u00e0 certamente esser annoverato fra i grandi ruoli di basso rossiniani, ma richiede uno strumento che esprima gravitas e autorit\u00e0, e che si sappia destreggiare fra trappole di vario livello fra cui precipue sono le tre appoggiature triple in progressione nel finale primo: <b class=\"yiv6278484442\">Josef Wagner<\/b> assolve il compito onorevolmente.\u00a0 <b class=\"yiv6278484442\">Raffaella Lupinacci<\/b> \u00e8 un\u2019ottima Emilia dalla voce calda e robusta, ideale per il considerevole numero di recitativi di natura drammatica e concitata.<\/p>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4371\" class=\"yiv6278484442\">\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4459\" class=\"yiv6278484442\">Desdemona, il fulcro dell\u2019opera, annienta il suo contraltare verdiano e persino quello shakespeariano; immune da bamboleggiamenti, \u00e8 un personaggio ritratto come un fascio di nervi sin dal primo apparire in scena.\u00a0 Come in misura diversa tutti i personaggi Colbran, richiede una cantante \u201ctragedienne\u201d con spiccata propensione al canto patetico.\u00a0 <b class=\"yiv6278484442\">Carmen Romeu<\/b> \u00e8 un giovane soprano spagnolo cui il tempio dell\u2019arte rossiniana, il ROF, ha assegnato in anni recenti ruoli di estrema importanza fra cui Elena nella <i id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4460\" class=\"yiv6278484442\">Donna del lago<\/i> e addirittura il ruolo del titolo di <i class=\"yiv6278484442\">Armida<\/i>, opera quest\u2019ultima che canter\u00e0 di nuovo nei prossimi mesi nello stesso teatro sempre sotto la direzione di Zedda.\u00a0 Sinceramente sfuggono le ragioni di cotanta fiducia in un soprano certamente nel complesso apprezzabile ma che mostra ancora limiti tecnici non indifferenti.\u00a0 Qui inizia abbastanza precariamente, con un duetto con Emilia in cui la voce appare un po\u2019 instabile e asprigna; la sua prestazione migliora considerevolmente nel corso della vicenda ma il timbro abbastanza ordinario, anche se accompagnato da un volume di tutto riguardo, ed il registro acuto spesso vetroso rimangono.\u00a0 Le agilit\u00e0 di forza, necessarie per i pezzi di assieme e per la grande aria \u201cChe smania, ahim\u00e8, che affanno!\u201d hanno scarso mordente; quelle di grazia, indispensabili per la romanza, sono assai migliori, ma l\u2019intera scena, seppur vocalmente accettabile, manca di pathos, non esprime il dolore, la consapevolezza di aver perduto per sempre ogni sogno di felicit\u00e0.\u00a0 Non v\u2019e dubbio che occorrano cantanti con un bagaglio tecnico pi\u00f9 nutrito e una gradazione di tinte pi\u00f9 variegata per esprimere l\u2019essenza di questo vero spartiacque fra due mondi diversi quale \u00e8 di fatto questo intero terzo atto.\n<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4468\" class=\"yiv6278484442\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1443373016320_4467\" class=\"yiv6278484442\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dramma tragico in tre atti di Francesco Berio di Salsa.\u00a0 Gregory Kunde (Otello), Carmen Romeu (Desdemona), Josef Wagner [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":82179,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[14879,903,146,143,382,7569,14881,325,14878,96,8568,6133,14882,14880],"class_list":["post-82064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-alberto","tag-carmen-romeu","tag-cd","tag-gioachino-rossini","tag-gregory-kunde","tag-josef-wagner","tag-maarten-heirman","tag-maxim-mironov","tag-opera-vlaanderen-antwerpghent","tag-otello","tag-raffaella-lupinacci","tag-robert-mcpherson","tag-stephan-adriaens","tag-zedda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82064"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82065,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82064\/revisions\/82065"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82179"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}