{"id":82066,"date":"2015-09-28T15:40:26","date_gmt":"2015-09-28T13:40:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82066"},"modified":"2016-11-24T16:16:08","modified_gmt":"2016-11-24T15:16:08","slug":"operalombardia-como-teatro-sociale-le-nozze-di-figaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/operalombardia-como-teatro-sociale-le-nozze-di-figaro\/","title":{"rendered":"OperaLombardia,  Teatro Sociale di Como: &#8220;Le nozze di Figaro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Sociale &#8211;\u00a0Stagione Lirica 2015\/2016<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLE NOZZE DI FIGARO\u201d<\/strong><br \/>\nCommedia per musica in quattro atti di Lorenzo Da Ponte\u00a0dalla commedia <em>La folle journ\u00e9e ou le mariage de Figaro\u00a0<\/em>di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais.<br \/>\nMusica di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\n<em>Il conte d\u2019Almaviva<\/em> VINCENZO NIZZARDO<br \/>\n<em>La contessa Rosina<\/em> FEDERICA LOMBARDI<br \/>\n<em>Figaro<\/em> ANDREA PORTA<br \/>\n<em>Susanna<\/em> LUCREZIA DREI<br \/>\n<em>Cherubino<\/em> CECILIA BERNINI<br \/>\n<em>Bartolo<\/em> FRANCESCO MILANESE<br \/>\n<em>Marcellina<\/em> MARIGONA QERKEZI<br \/>\n<em>Don Basilio<\/em> MATTEO MACCHIONI<br \/>\n<em>Antonio<\/em> CARLO CHECCHI<br \/>\n<em>Don Curzio<\/em> UGO TARQUINI<br \/>\n<em>Barbarina<\/em> GIULIA BOLCATO<br \/>\n<em>Due contadine<\/em> ANNA PIROLI, ELENA CACCAMO<br \/>\nCoro OperaLombardia<br \/>\nOrchestra I Pomeriggi Musicali di Milano<br \/>\nDirettore <strong>Stefano Montanari<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Dario Grandini<\/strong><br \/>\nRegia di\u00a0<strong>Mario Martone <\/strong>ripresa da <strong>Raffaele Di Florio<\/strong><br \/>\nScene <strong>Sergio Tramonti<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Ursula Patzak<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Pasquale Mari<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Anna Redi<\/strong><br \/>\nCoproduzione Teatri di OperaLombardia<br \/>\nAllestimento del Teatro San Carlo di Napoli<br \/>\n<em>Como, 24 settembre 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche quest&#8217;anno \u00e8 il binomio Mozart \u2013 Da Ponte ad inaugurare la stagione lirica comasca firmata <strong>OperaLombardia<\/strong>, il nuovo volto del Circuito Lirico Lombardo che cambia in nome, logo e organizzazione, ma non nella qualit\u00e0 dell&#8217;offerta artistica cui ormai ci ha abituati. Ancora una volta il titolo d&#8217;apertura \u00e8 affidato ad un big della regia, ma con esiti decisamente pi\u00f9 brillanti e degni del nome illustre: a Graham Vick con il suo (discutibile) Don Giovanni dello scorso anno segue <strong>Mario Martone<\/strong> con <em>Le nozze di Figaro<\/em>, nella produzione che fa parte della trilogia napoletana debuttata al San Carlo nel 2006 e ripresa al Comunale di Bologna nel 2012. Non certo senza macchia, ma un allestimento &#8211; qui ripreso da <strong>Raffaele Di Florio<\/strong> &#8211; nel suo complesso gradevole e godibile. La lettura del regista napoletano mira a creare un <em>continuum<\/em> sia sul fronte musicale sia sul fronte scenico. L&#8217;opera non deve presentarsi come una sequenza di numeri chiusi, ma \u00e8 una vicenda complessa sviluppata in un flusso continuo di eventi che nell&#8217;intrecciarsi svelano la psicologia di ciascun personaggio, in cui potersi riconoscere o meno: quello di Mozart secondo Martone \u00e8 un teatro del vivere e del sentire reale, siamo noi in scena e chi \u00e8 in scena siamo noi senza distacchi o barriere. E cos\u00ec la struttura scenica vede il palco protendersi in avanti tramite passerelle che sovrastano la buca e si sporgono sulla platea dando modo agli artisti di accedervi e mescolarsi tra il pubblico in pi\u00f9 occasioni (per citare un paio di esempi pensiamo a Figaro che spia Susanna in giardino nascondendosi dietro allo sportello d&#8217;accesso al podio, o Cherubino che letteralmente salta in buca per fuggire dal Conte). Certo, un&#8217;impostazione vista e rivista che di per s\u00e9 tende ad annoiare ormai, ma che supportata da alcune trovate registiche singolari, gradevoli coreografie e soprattutto dalla spigliatezza generale degli interpreti di questa produzione, funziona ancora e fa il suo bell&#8217;effetto.<br \/>\nConsiderato che, come visto, l&#8217;azione si concentra quasi totalmente in proscenio (e oltre), restano notevoli perplessit\u00e0 per quell&#8217;enorme scala che si staglia sullo sfondo costituendo la parte pi\u00f9 imponente e allo stesso tempo pi\u00f9 insignificante della scenografia. Fissa per tutta l&#8217;opera e solo leggermente riconfigurata per le ultime scene ambientate giardino, l&#8217;enorme struttura (praticabile!) che ben si presterebbe ad assecondare le diverse dinamiche suggerite dal libretto, rimane quasi completamente inutilizzata se non per far sgranchire le gambe a un paio di figuranti che sfilano per conto loro di tanto in tanto, totalmente estranei all&#8217;azione principale. In aggiunta, tutto quello spazio vuoto nelle retrovie abbinato alla semichiusura della buca orchestrale non ha particolarmente giovato all&#8217;acustica, dando l&#8217;impressione di inghiottirsi generose porzioni di suono.\u00a0Visivamente nulla da dire: statica e con i suoi inconvenienti,\u00a0la tradizionalissima scenografia firmata da <strong>Sergio Tramonti<\/strong> \u00e8 tuttavia un piacere per gli occhi, ben valorizzata dalle luci di <strong>Pasquale Mari<\/strong>, collaboratore fisso di Martone da diversi anni. Funzionali e gradevoli i costumi di <strong>Ursula Patzak<\/strong>, chiudendo un occhio sulla Contessa che, quando non si presenta in un&#8217;abbondante camicia da notte, sfoggia un abito cangiante verde e rosa piuttosto discutibile.<br \/>\nPassando al versante musicale e sorvolando sull&#8217;atteggiamento un po&#8217; calcato da rock star, la concertazione di <strong>Stefano Montanari<\/strong> \u00e8 nel complesso positiva. Il maestro riesce quasi sempre a mantenere una buona coesione tra il palco e l&#8217;<strong>Orchestra dei Pomeriggi Musicali<\/strong>, rimessa puntualmente in riga quando tende a latitare nei concertati e sedata di volta in volta negli eccessi di volume. Ascoltiamo un Mozart vivace, energico e fresco, mai noioso. Resta tuttavia qualche riserva su alcune scelte musicali di dubbio gusto, dai colori talvolta inadeguati ai repentini cambi di tempo spesso bruschi e artificiosi.\u00a0Ma \u00e8 nelle voci che risiede il vero punto di forza della produzione. Il cast \u00e8 mediamente giovanissimo e quasi esclusivamente italiano, a dimostrazione che \u2013 mi si conceda per una volta una punta di campanilismo \u2013 di giovani leve di grande talento ne abbiamo da vendere senza bisogno di attingere continuamente oltreoceano.\u00a0<strong>Lucrezia Drei<\/strong>, classe 1989, debutta una Susanna di gran qualit\u00e0. Sempre espressiva e sciolta scenicamente, affronta il ruolo con la giusta spigliatezza senza risparmiarsi sul fronte vocale. I recitativi sono perfettibili e affrontati con una certa approssimazione, ma a fronte di una performance assolutamente vincente per la generosa abbondanza di pagine ben cantate possiamo sorvolare in tranquillit\u00e0. L&#8217;ottima intesa con i colleghi d\u00e0 vita a duetti riuscitissimi tra cui segnaliamo il \u201cVia, resti servita\u201d e \u201cCrudel, perch\u00e9 fin ora\u201d, anche se il meglio ci \u00e8 offerto nelle arie. Il soprano milanese brilla soprattutto nell&#8217;ostica \u201cDeh, vieni non tardar\u201d, colpendo per pulizia di suono, emissione omogenea e gusto nella gestione di colori e dinamiche.<br \/>\nProseguendo nel comparto dei soprani scopriamo una Contessa di lusso nella bellissima voce di <strong>Federica Lombardi<\/strong>. Questa cantante pu\u00f2 davvero vantare uno strumento sorprendente: una voce morbida, rotonda, ben timbrata e ricca di armonici, dotata di estensione notevole. Le sue arie rimangono due punte di diamante della serata, in particolare la magistrale esecuzione di \u201cDove sono i bei momenti\u201d, acclamata da un commosso applauso a scena aperta. Sul fronte della recitazione c&#8217;\u00e8 ancora da lavorare, anche se resta il sospetto che le statiche indicazioni registiche riservate alla Contessa non abbiano aiutato a delineare una convincente caratterizzazione scenica del personaggio.\u00a0Il versante maschile \u00e8 sempre di buon livello ma regala meno soddisfazioni dal punto di vista vocale, a cominciare dal Figaro di <strong>Andrea Porta<\/strong>. Nulla da dire a livello scenico: disinvolto ed espressivo dal gesto fino alla mimica facciale, si attira le simpatie del pubblico e caratterizza un Figaro teatralmente interessantissimo. Purtroppo il canto non \u00e8 allo stesso livello e spesso si rendono evidenti alcune difficolt\u00e0 relative all&#8217;emissione che, abbinate ad un timbro piuttosto deludente, non aiutano a rendere memorabile questa performance dal punto di vista musicale.\u00a0Problema inverso per il Conte di <strong>Vincenzo Nizzardo<\/strong>. La voce \u00e8 certamente pi\u00f9 generosa ed emerge chiaramente nella sua bellezza con l&#8217;aria \u201cVedr\u00f2 mentr&#8217;io sospiro\u201d, ben eseguita. Ma bella voce non \u00e8 sinonimo di musicalit\u00e0 e dal punto di vista interpretativo c&#8217;\u00e8 ancora ampio margine di miglioramento, a cominciare da una maggior cura del fraseggio di cui si \u00e8 drammaticamente sentita la mancanza.\u00a0Eccellente il Cherubino di <strong>Cecilia Bernini<\/strong>, di cui si nota immediatamente un <em>physique du r\u00f4le<\/em> perfetto per vestire i panni del piccolo paggio. Esuberante e divertente in scena, il mezzosoprano sfoggia una voce piuttosto chiara ma gradevole e ben impostata, affrontando con musicalit\u00e0 e sicurezza le celebri \u201cVoi che sapete\u201d e \u201cNon so pi\u00f9 cosa son, cosa faccio\u201d.\u00a0Marcellina \u00e8 interpretata da <strong>Marigona Qerkezi<\/strong>, non impeccabile tecnicamente ma efficace nel duetto del I atto con Susanna e simpaticissima nell&#8217;interpretazione della sua aria (\u201cIl capro e la capretta\u201d). Bene anche il Bartolo di <strong>Francesco Milanese<\/strong>, elegante nell&#8217;aria della Vendetta e convincente negli altri interventi, preciso e puntuale nelle scene d&#8217;insieme.\u00a0<strong>Matteo Macchioni<\/strong> \u00e8 un viscidissimo Basilio, caricaturale ma ottimo dal punto di vista interpretativo, dotato di voce squillante anche se\u00a0poco gradevole timbricamente.<br \/>\nPiccolo ma prezioso il contributo di <strong>Giulia Bolcato<\/strong> nei panni di Barbarina: un&#8217;artista promettente che ci piacerebbe riascoltare in futuro anche in ruoli pi\u00f9 consistenti. Completano il folto cast il balbettante Don Curzio di <strong>Ugo Tarquini<\/strong>, un Antonio completamente sbronzo impersonato dall&#8217;ottimo <strong>Carlo Checchi<\/strong> e le due contadine di <strong>Elena Caccamo<\/strong> e <strong>Anna Piroli<\/strong>.<br \/>\nCon un secondo salto di Cherubino in buca a conclusione dell&#8217;opera, la recita si chiude con nove minuti di applausi e un caloroso successo per tutti. Si replica a Cremona (Teatro Ponchielli, 16 e 18 ottobre), Brescia (Teatro Grande, 23 e 25 ottobre), Pavia (Teatro Fraschini, 29 e 31 ottobre), Bergamo (Teatro Donizetti, 6 e 8 novembre).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Sociale &#8211;\u00a0Stagione Lirica 2015\/2016 \u201cLE NOZZE DI FIGARO\u201d Commedia per musica in quattro atti di Lorenzo Da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5931,7572,14885,7689,7571,12280,10261,7919,12462,14884,1288,9821,145,14883,14452,14857,2836,4444,11612,12733,253],"class_list":["post-82066","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-andrea-porta","tag-aslico","tag-carlo-checchi","tag-cecilia-bernini","tag-circuito-lirico-lombardo","tag-federica-lombardi","tag-francesco-milanese","tag-giulia-bolcato","tag-lucrezia-drei","tag-marigona-qerkezi","tag-mario-martone","tag-matteo-macchioni","tag-opera-lirica","tag-operalombardia-2015","tag-raffaele-di-florio","tag-recensioni","tag-stefano-montanari","tag-teatro-sociale-di-como","tag-ugo-tarquini","tag-vincenzo-nizzardo","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82066"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82072,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82066\/revisions\/82072"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}