{"id":82091,"date":"2016-01-09T08:00:52","date_gmt":"2016-01-09T07:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82091"},"modified":"2016-01-02T18:01:32","modified_gmt":"2016-01-02T17:01:32","slug":"antonio-sacchini-1730-1786-renaud-1783","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/antonio-sacchini-1730-1786-renaud-1783\/","title":{"rendered":"Antonio Sacchini (1730 &#8211; 1786): &#8220;Renaud&#8221; (1783)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Trag\u00e9die-lyrique in tre atti su libretto di Simon Joseph de Pellegrin nella revisione di Jean Joseph Leb\u0153f. <strong>Marie Kalinine <\/strong>(Armide), <strong>Julien Dran <\/strong>(Renaud), <strong>Jean-S\u00e9bastien Bou <\/strong>(Hidraot), <strong>Pierrick Boisseau <\/strong>(Adraste, Arcas, Tissapherne, M\u00e9g\u00e8re), <strong>Julie Fuchs <\/strong>(Une Coryph\u00e9e, M\u00e9lisse), <strong>Katia Velletz <\/strong>(Doris, Une Coryph\u00e9e), <strong>Chantal Santon <\/strong>(Antiope), <strong>Jennifer Borghi <\/strong>(Iphise), <strong>Cyrille Dubois <\/strong>(Tisiphone, Une Chevalier), <strong>Pascal Bourgeois <\/strong>(Alecton), <strong>Les Chantres du Centre de musique baroque de Versailles<\/strong>. <strong>Olivier Schneebeli <\/strong>(Maestro del coro), <strong>Les Talens lyriques<\/strong>, <strong>Christophe Rousset <\/strong>(direttore). Registrazine: Metz, ottobre 2012. <\/em><strong>2 CD Ediciones Singulares, ES 1012, \u00a0Palazzetto Bru collezione \u201cOp\u00e9ra francais\u201d<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZHhVsqofM4E\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">I soggetti cavallereschi godettero di un particolare interesse nella Francia degli ultimi decenni pre-rivoluzionari; se, infatti, il genere era sempre stato frequentato in ambito italiano \u2013 basti ricordare i titoli ariosteschi di Vivaldi ed H\u00e4ndel per farsene un\u2019idea \u2013, in Francia l\u2019assoluta prevalenza di soggetti tratti dalla mitologia classica aveva posto quelli cavallereschi in una posizione di marginalit\u00e0 cos\u00ec che la loro riscoperta sembr\u00f2 a molti la via principale per rinnovare il repertorio nazionale in antitesi a quello della nostra nazione dove apparirono soggetti pi\u00f9 compromessi con l\u2019estetica barocca cui si contrappose il rigore del nuovo classicismo arcaizzante.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 un soggetto cavalleresco quello che segna nel 1783 il debutto parigino di <strong>Antonio Sacchini,<\/strong> il compositore fiorentino \u2013 ma di formazione napoletana \u2013 che, pur essendo stato trionfatore della scena londinese, fu costretto a lasciare la capitale britannica travolto dai debiti e da intemperanze caratteriali. A portarlo a Parigi era stato l\u2019amico Framey che, ben introdotto negli ambienti musicali della capitale francese, aveva ottenuto per lui un incarico all\u2019Accademie Royale de Musiques che, secondo una prassi frequente al tempo, gli affid\u00f2 un vecchio libretto, per l\u2019esattezza quello che nel 1722 <strong>Jean Joseph Leb\u0153f<\/strong> aveva molto liberamente tratto da <strong>Tasso<\/strong> \u2013 tramite l\u2019omonima tragedia di Simon-Joseph de Pellerin &#8211; per <strong>Henri Desmarets<\/strong> come ideale seguito dell\u2019\u201d<em>Armide<\/em>\u201d di Lully\/Quinault. Il tema non era nuovo per Sacchini che gi\u00e0 nel 1772 aveva scritto un\u2019\u201d<em>Armida<\/em>\u201d per il Teatro Ducale di Milano poi riadattata con il titolo \u201c<em>Rinaldo<\/em>\u201d per il King\u2019s Theatre di Londra nel 1780; una curiosit\u00e0 riguarda i primi interpreti del ruolo di Rinaldo a Milano e a Parigi, rispettivamente, il castrato Millico, e\u00a0 il tenore Legros, il primo Orfeo italiano \u2013 che sostitu\u00ec Guadagni a Parma nel 1769 \u2013 e il creatore del ruolo nella versione francese della stessa opera.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Andata in scena il 28 febbraio 1783, l\u2019opera fu vittima del fuoco incrociato dei contrapposti partiti culturali del tempo; fu, infatti, attaccata al contempo sia dai partigiani di Gluck per l\u2019eccessivo compiacimento nei confronti del virtuosismo e della facilit\u00e0 melodica sia dagli italianisti che la bollarono di gluckismo \u2013 quanto \u00e8 difficile pensare ad universi espressivi molto diversi dall\u2019eroico rigore del tedesco e dal morbido e sensuale melodismo del fiorentino. Il tiepido risultato della prima segn\u00f2 una scarsa diffusione dell\u2019opera finch\u00e9 il trionfo postumo dell\u2019\u201d<em>Oedipe a Colone<\/em>\u201d produsse un ritorno di interesse anche per il \u201c<em>Renaud<\/em>\u201d che venne a contare 156 rappresentazioni fino al 1815.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Meritati il fiasco o il trionfo? All\u2019ascolto si direbbe una giusta via di mezzo; l\u2019opera ha palesemente delle debolezze soprattutto sul piano drammaturgico dove il libretto mostra tutta la sua inconsistenza fino a quel lieto fine gi\u00e0 forzato e posticcio nel 1722 e decisamente duro da accettare per il pubblico degli anni 80 ormai avvezzo a ben altro rigore teatrale. Inoltre la tematica eroica e marziale non era di certo particolarmente consona alle corde di Sacchini cos\u00ec che pu\u00f2 ritrovarsi una scissione fra testo e musica che in quegli anni doveva essere molto sentita. Di contro la musica in s\u00e9 \u00e8 di notevole fascino, in quanto Sacchini dispone di una vena melodica naturale e di un altrettanto spiccata propensione alla cantabilit\u00e0 e di una straordinaria capacit\u00e0 di integrare un declamato melodico libero ed espressivo di derivazione gluckiana con riprese di un virtuosismo di tradizione italiana fusi fra loro in modo perfettamente compiuto.\u00a0Nella versione di Sacchini la storia di Rinaldo e Armida si spoglia della dimensione magica ed eroica e viene ricondotta ad una vicenda di passioni e affetti; Renaud, pi\u00f9 che un eroe, \u00e8 un cavaliere galante e raffinato ed Armide anche nei suoi furori vede prevalere la donna delusa \u2013 ma sempre con un sottofondo di amore emergente \u2013 alla maga infernale. Un&#8217;altissima ispirazione caratterizza i momenti pi\u00f9 lirici come i duetti fra gli amanti intrisi di una melanconica sensualit\u00e0 di sapore quasi mozartiano. Un\u2019opera quindi forse teatralmente debole ma di gradevolissimo ascolto discografico specie se eseguito con questa qualit\u00e0 musicale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Questa incisione \u00a0punta sull\u2019interpretazione ideale di <strong>Christophe Rousset <\/strong>alla guida dei suoi <strong>Les Talents lyrique <\/strong>che trovano in un\u2019opera come questa il terreno ideale per esaltare i loro meriti avendo sempre fatto proprio vanto della cantabilit\u00e0, della morbidezza del suono e dei timbri perfetti per le seriche e sensuali melodie di Sacchini. Inoltre Rousset \u00e8 sempre quel prodigio di pulizia, rigore e senso dello stile che ben si conosce, cos\u00ec che \u00e8 difficile pensare ad un&#8217;esecuzione pi\u00f9 convincente di questa sul piano orchestrale. Il cast \u00e8 inoltre molto buono.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Marie Kalinine<\/strong> \u00e8 ormai una specialista del ruolo della maga avendolo cantato anche nell\u2019opera di Niquet e vocalmente \u00e8 perfetta per il ruolo, essendo soprano corto o mezzosoprano chiaro dalla voce morbida capace non solo di dare la giusta suggestione alla sublime \u201c<em>Et comment veux-tu<\/em>\u201d, forse il momento di pi\u00f9 alta ispirazione dell\u2019opera, ma di reggere bene anche la scena di furore \u201c<em>O disgrace cruelle\u201d, <\/em>interessante nella ripresa dei modi dell\u2019aria di furore come purificati di certi eccessi vocali alla luce dell\u2019intimismo generale. <strong>Julien Dran<\/strong> coglie subito la natura lirica e galante di Renaud che gi\u00e0 nell\u2019aria di sortita rinuncia a toni stentorei o drammatici per un lirismo luminoso e cavalleresco in cui la voce del tenore si trova particolarmente bene con il suo timbro chiaro e l\u2019eccellente musicalit\u00e0 che gli consentono di risolvere l\u2019impervia e quasi h\u00e4ndeliana aria con tromba \u201cDeja la trompette\u201d.\u00a0<strong>Jean-S\u00e9bastien Bou<\/strong> canta molto bene e ha un innegabile senso dello stile ma la voce \u00e8 forse troppo chiara, troppo baritonale per Hidraot la cui scrittura sembrerebbe richiedere un basso anche se con buona facilit\u00e0 in acuto. Molto brava <strong>Julie Fuchs,<\/strong> chiamata a cimentarsi nell\u2019impervia aria di chiusura della Corifea dove dimostra ottima tecnica nella coloratura e facilit\u00e0 nel sostenere l\u2019impervia tessitura. <strong>Chantal Santon <\/strong>(Antiope) con la sua voce chiara e luminosa di soprano lirico crea un efficace contrasto con Armide. Tra le parti di fianco si segnala l\u2019intensa espressivit\u00e0 di <strong>Pierrick Boisseau <\/strong>nell\u2019intenso recitativo della morte di Adraste, mentre nei ruoli delle compagne di Armide ritroviamo alcune abituali presenze di queste incisioni come <strong>Kathia Velletaz <\/strong>(Doris) e <strong>Jennifer Borghi <\/strong>(Iphise), assolute specialiste di questo repertorio cos\u00ec che il brillante terzetto che apre il terzo atto riesce al meglio. Completano il cast <strong>Cyrille Dubois <\/strong>(Tisiphone) e <strong>Pascal Bourgeois <\/strong>(Alecton) che insieme a Boisseau formano il terzetto delle furie affidato come da tradizione francese a tre voci maschili.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WPXXgTvKxKY\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trag\u00e9die-lyrique in tre atti su libretto di Simon Joseph de Pellegrin nella revisione di Jean Joseph Leb\u0153f. 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