{"id":82158,"date":"2015-10-02T15:56:19","date_gmt":"2015-10-02T13:56:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82158"},"modified":"2016-12-01T03:33:33","modified_gmt":"2016-12-01T02:33:33","slug":"natalie-dessay-il-ritorno-a-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/natalie-dessay-il-ritorno-a-madrid\/","title":{"rendered":"Natalie Dessay. Il ritorno a Madrid"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Madrid, Teatro Real &#8211; Las voces del Real 2015\/2016<\/em><br \/>\nSoprano <strong>Natalie Dessay<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Philippe Cassard<\/strong><br \/>\n<em>Franz Schubert<\/em>: &#8220;Erlk\u00f6nig&#8221; D 328 &#8211; &#8220;Am Bach im Fr\u00fchling&#8221; D 361 &#8211; &#8220;Suleika&#8221; I D 720 &#8211; &#8220;Nacht und Tr\u00e4ume&#8221; D 827 &#8211; &#8220;Geheimes&#8221; D 719 &#8211; &#8220;Rastlose Liebe&#8221; D 138 &#8211; &#8220;Nachtviolen&#8221; D 752 &#8211; &#8220;Gretchen am Spinnrade&#8221; D 118.<br \/>\n<em>Felix Mendelssohn<\/em>: &#8220;Suleika&#8221; op. 57 n. 3 &#8211; &#8220;Die Liebende schreibt&#8221; op. post. 86\/3 &#8211; &#8220;Nachtgesang&#8221; WoO 21 &#8211; &#8220;Hexenlied&#8221; op. 8.<br \/>\n<em>Henri Duparc<\/em>: &#8220;Extase&#8221; &#8211; &#8220;El\u00e9gie&#8221; &#8211; &#8220;L\u2019invitation au Voyage&#8221; &#8211; &#8220;Au pays o\u00f9 se fait la guerre&#8221;.<br \/>\n<em>Franz Liszt<\/em>: Sonnet 104 de P\u00e9trarque &#8211; Cinque canzoni su testo di Victor Hugo &#8211; &#8220;Oh! Quand je dors&#8221; S. 282<em>)<br \/>\nGabriel Faur\u00e9:<\/em> &#8220;Dans les ruines d\u2019une abbaye&#8221; op. 2\/1 &#8211; &#8220;L\u2019absent&#8221; op. 5\/3<br \/>\n<em>Georges Bizet: <\/em>&#8220;Adieux de l\u2019h\u00f4tesse arabe&#8221;<em><br \/>\nFranz Liszt: <\/em>&#8220;Comment, disaient-ils S. 276&#8221;<br \/>\n<em>Madrid, 29 settembre 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Teatro Real di Madrid<\/strong> propone accostamenti incantevoli. Una sera vi si ascolta Mariella Devia, davvero regale e maestosa nel <em>Roberto Devereux<\/em> di Donizetti; la sera dopo offre un <em>recital<\/em> liederistico <strong>Natalie Dessay<\/strong>, che in questo teatro \u00e8 comparsa una sola volta, per un concerto di arie d\u2019opera nella stagione 2007-2008. Il melomane belcantista in effetti la vorrebbe riascoltare quale protagonista di una <em>trag\u00e9die lyrique<\/em> barocca, oppure di un titolo belliniano; ma il programma di <em>Lieder<\/em> (e soprattutto il modo in cui l\u2019artista lo porge) non fa rimpiangere il repertorio teatrale. Accompagna il soprano il fido pianista con cui la Dessay ha realizzato <em>tourn\u00e9es<\/em> e incisioni discografiche (imperdibile per <em>verve<\/em> e simpatia la recentissima raccolta <em>Fian\u00e7ailles pour rire<\/em>), <strong>Philippe Cassard<\/strong>, modello di discrezione e di sobriet\u00e0, anche quando il suo strumento \u00e8 protagonista. Il grande interprete vocale si riconosce ancora prima che inizi a cantare, dal tipo di scelte che presenta. La Dessay dedica una prima parte a Schubert e a Mendelssohn; dopo l\u2019intervallo \u00e8 la volta di Duparc, Liszt, Faur\u00e9 e Bizet. Prima met\u00e0 del concerto germanofona, dunque, mentre la seconda \u00e8 tutta francofona; e qui si ravvisa l\u2019<em>esprit<\/em> dell\u2019artista lionese, perch\u00e9 ella stessa allestisce un ciclo di cinque canzoni su testo di Victor Hugo, una corona poetica in cui \u00e8 la letteratura a guidare le scelte musicali. Quando il soprano entra con la sua abituale semplicit\u00e0, \u00e8 un subisso di applausi e di saluti festosi; si comprende subito la presenza di un pubblico internazionale che segue la cantante nelle sue ormai rare apparizioni. Natalie Dessay ha appena compiuto cinquant\u2019anni, che pu\u00f2 senza dubbio festeggiare con piena soddisfazione: appare in un abito di fine broccato argenteo, lungo fino alle caviglie, avvolto da un panneggio perlaceo; elegante, luminosa, lievemente sorridente come le ballerine di D\u00e9gas. <strong>Attacca i <em>Lieder<\/em> di Schubert a mezza voce, con fiati di interminabile durata,<\/strong> e soprattutto con un\u2019emissione indicibilmente carezzevole. L\u2019accompagnamento delle braccia, i movimenti degli occhi, la flessuosit\u00e0 di un corpo minuto che appena accenna qualche leggiadra movenza: tutto concorre alla partecipazione emotiva della cantante e all\u2019interpretazione del testo musicale. <em>Erlk\u00f6nig<\/em> \u00e8 rapido come un sussurro, incanta anzich\u00e9 impaurire, mentre nei brani successivi la voce si fa pi\u00f9 piena e rotonda, cresce in volume fino al magnifico <em>Gretchen am Spinnrade<\/em>, in cui \u00e8 una drammaticit\u00e0 quasi \u201cveristica\u201d, se confrontata allo stile d\u2019inizio. <strong>Una Dessay sulfurea, dirompente come un fuoco d\u2019artificio,<\/strong> \u00e8 quella che canta i quattro <em>Lieder<\/em> di Mendelssohn, agitando le braccia come se stesse dirigendo un\u2019intera orchestra. Uno degli elementi vocali pi\u00f9 interessanti \u00e8 l\u2019emissione, perch\u00e9 nella perfetta quadratura di un timbro diafano mantiene piena e cristallina omogeneit\u00e0; ma l&#8217;unit\u00e0 di base \u00e8 poi arricchita dalle <em>nuances<\/em> espressive, dai colori e da un fraseggio del tedesco quasi impeccabile.<br \/>\nLa dolcezza malinconica delle <em>chansons<\/em> di Duparc si manifesta con voce pi\u00f9 disinvolta e voluminosa, prima di lasciare un momento protagonistico al pianista, che esegue con dolcezza il lisztiano <em>Sonetto 104 di Petrarca<\/em> (\u00abPace non trovo, e non ho da far guerra\u00bb). Senza soluzione di continuit\u00e0 emotiva con il brano che segue, <em>Oh! Quand je dors<\/em>, la Dessay rientra in scena in punta di piedi, sugli ultimi accordi del pianoforte, e attacca in pianissimo il nuovo <em>Lied<\/em> (\u00abveggio senz\u2019occhi, e non ho lingua e grido\u00bb, si legge sempre in quel famoso sonetto &#8230;). L\u2019effetto \u00e8 davvero di una grande scena d\u2019opera, in cui la primadonna ricorda una lontana passione con struggente nostalgia. Ma non tutto \u00e8 sentimento elegiaco; nel finale dell\u2019<em>Adieux de l\u2019h\u00f4tesse arabe<\/em> di Bizet, infatti, si susseguono un lungo vocalizzo, un trillo e una interminabile filatura di voce, che la Dessay esegue con prodigiosa precisione. \u00c8 naturale che al termine del programma l\u2019uditorio sia molto emozionato e commosso; il prolungato acclamare induce il soprano a concedere due <em>bis<\/em> fuori programma (li chiamano <em>propinas<\/em>, qui in Spagna, come le mance che si lasciano al ristorante). Ed \u00e8 davvero un\u2019offerta inebriante, tutta da bere avidamente, quella della Dessay e di Cassard: la <em>Chanson espagnole<\/em> di L\u00e9o Delibes e <em>Zdes\u2019 khorosho<\/em> di Rachmaninov.<br \/>\n<em>Las voces del Real<\/em>, la rassegna di concerti vocali che integra la stagione d\u2019opera del teatro madrileno, si avvia dunque nel segno di un\u2019aristocratica raffinatezza e di uno spirito vivace e ironico; ma entro il 2015 si esibiranno tra gli altri anche Juan Diego Fl\u00f3rez e Peter Mattei: voci <em>reali<\/em>, non c\u2019\u00e8 che dire.\u00a0\u00a0 <em>Foto Teatro Real<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madrid, Teatro Real &#8211; Las voces del Real 2015\/2016 Soprano Natalie Dessay Pianoforte Philippe Cassard Franz Schubert: &#8220;Erlk\u00f6nig&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":82159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,4491,352,2426,5142,247,4881,2604,14932,11017],"class_list":["post-82158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-felix-mendelssohn-bartholdy","tag-franz-liszt","tag-franz-schubert","tag-gabriel-faure","tag-georges-bizet","tag-henri-duparc","tag-natalie-dessay","tag-philippe-cassard","tag-teatro-real-de-madrid"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82158"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82164,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82158\/revisions\/82164"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}