{"id":82367,"date":"2015-10-12T22:11:11","date_gmt":"2015-10-12T20:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82367"},"modified":"2016-12-11T18:00:12","modified_gmt":"2016-12-11T17:00:12","slug":"venezia-teatro-malibran-il-diario-di-uno-scomparso-e-la-voix-humaine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-malibran-il-diario-di-uno-scomparso-e-la-voix-humaine\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro Malibran: &#8220;Il diario di uno scomparso&#8221; e &#8220;La voix humaine&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro Malibran-Stagione d\u2019opera e balletto 2014-2015<br \/>\n<\/em><strong>\u201cZ\u00c1PISN\u00cdK ZMIZEL\u00c9HO\u201d<\/strong> (<em>Il diario di uno scomparso<\/em>)<br \/>\nper tenore, contralto e tre voci femminili con accompagnamento di pianoforte su testo Ozef Kalda<br \/>\nMusica di <strong>Leo\u0161 Jan\u00e1\u010dek<\/strong><br \/>\n<em>Jan<\/em> LEONARDO CORTELLAZZI<br \/>\n<em>Zefka<\/em> ANGELA NICOLI<br \/>\n<em>Tre voci femminili <\/em>EMANUELA CONTI, MARTA CODOGNOLA, PAOLA ROSSI<br \/>\n<em>Mimo<\/em> FRANCESCO BORTOLOZZO<br \/>\nPianoforte<strong> Claudio Marino Moretti<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cLA VOIX HUMAINE\u201d<\/strong> (<em>La voce umana<\/em>)<br \/>\nTrag\u00e9die lyrique in un atto FP 171 su libretto di Jean Cocteau dall\u2019omonima <em>pi\u00e8ce<\/em> teatrale<br \/>\nMusica di <strong>Francis Poulenc<strong><br \/>\n<\/strong><\/strong><em>Una donna<\/em> \u00c1NGELES BLANCAS GUL\u00cdN<br \/>\n<em>Mimo <\/em>FRANCESCO BORTOLOZZO<br \/>\nOrchestra del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Francesco Lanzillotta<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Gianmaria Aliverta<\/strong><br \/>\nScene <strong>Massimo Checchetto<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Carlos Tieppo<\/strong><br \/>\nLight designer <strong>Fabio Barettin<br \/>\n<\/strong>In lingua originale, nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice<br \/>\n<em>Venezia, 8 ottobre 2015<br \/>\n<\/em>Il dittico Jan\u00e1\u010dek-Poulenc, penultimo titolo della stagione lirica 2014-2015 \u2013 una nuova produzione della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia \u2013 va attualmente in scena al Teatro Malibran, o, per meglio dire, nell&#8217;Atelier Malibran, il laboratorio permanente, di produzione e sperimentazione, fucina di idee e di talenti, sotto l&#8217;egida del Gran Teatro La Fenice.\u00a0Quanto allo spettacolo di cui ci occupiamo, la regia \u00e8 affidata, per entrambi i titoli, a <strong>Gianmaria Aliverta,<\/strong> un giovane talento, convinto sostenitore dell\u2019opera \u201clow cost\u201d, che ha gi\u00e0 all\u2019attivo diversi allestimenti, realizzati non su commissione di teatri lirici, ma in proprio, autofinanziandosi, grazie al denaro guadagnato come cameriere in una pizzeria. Va da s\u00e9 che questo ha comportato, da un lato, povert\u00e0 di mezzi, dall&#8217;altro, piena libert\u00e0 interpretativa. La prima scrittura da parte di un&#8217;istituzione lirico-teatrale risale allo scorso luglio, allorch\u00e9 il Festival della Valle d\u2019Itria a Martina Franca gli ha commissionato l&#8217;allestimento dell\u2019<em>Incoronazione di Poppea <\/em>di Monteverdi.\u00a0 A proposito della regia del dittico<em> Il Diario di uno scomparso<\/em>&#8211;<em>LaVoce umana<\/em>, Aliverta ha individuato nella passione amorosa un possibile <em>trait d\u2019union <\/em>fra questi due capolavori musicali, che per altri aspetti sono cos\u00ec diversi: un ciclo di <em>Lieder<\/em> per tenore, contralto e tre voci femminili con accompagnamento di pianoforte, quello composto da Jan\u00e1\u010dek tra il 1917 e il \u201819; un lungo monologo, frammentario e concitato, che si staglia su un calibrato ma intensissimo commento orchestrale, il lavoro di Poulenc, datato 1958. Ne consegue che \u2013 nella visione di Aliverta \u2013 i due titoli non vengono semplicemente affiancati in un medesimo spettacolo, ma diventano un dramma musicale coeso, un intenso dramma <em>noir<\/em> in due tempi, i cui personaggi che mantengono il loro ruolo durante tutto lo spettacolo. Tutt&#8217;altro che nuovo, ma pur sempre efficace, l&#8217;espediente del \u201cmanoscritto ritrovato\u201d: si tratta del diario di Jan, un agricoltore boemo, che un <em>detective<\/em>, incaricato di indagare sulla sua scomparsa, trova nel corso di una perquisizione in casa dello stesso contadino. Mentre lo sta leggendo (o meglio cantando), si materializzano sulla scena i protagonisti della vicenda su cui si basa il lavoro di Jan\u00e1\u010dek: oltre a Jan, la sua amante e la seducente gitana, che lo irretisce, strappandolo alla sua donna. Quest&#8217;ultima \u00e8 anche la protagonista della <em>Voce umana<\/em>, dove, in una telefonata straziante, sembra voler trattenere, in un estremo tentativo, l&#8217;uomo che ama ancora disperatamente (nella visione del regista, lo stesso Jan); in realt\u00e0 si tratta di una sorta di delirio da parte di una Lei, stravolta dal dolore e dagli psicofarmaci, che ha gi\u00e0 ucciso l&#8217;amante infedele. L&#8217;idea di collegare le due <em>pi\u00e8ces<\/em> \u00e8 apparsa piuttosto valida, anche perch\u00e9 un altro elemento le accomuna, vale a dire \u2013 come si legge nel sempre dovizioso programma di sala \u2013 il fatto che si pu\u00f2 ravvisare in entrambe una forte componente autobiografica: se, nel <em>Diario di uno scomparso<\/em>, Jan \u2013 che la zingara Zefka chiama, non senza significato, con il vezzeggiativo Jan\u00ed\u010dek \u2013, rappresenta l&#8217;<em>alter ego<\/em> dell&#8217;autore stesso \u2013 tutto preso, nel periodo in cui si dedicava a questa composizione, dalla passione per Kamila St\u00f6sslov\u00e1, per la quale lascer\u00e0 la precedente amante Gabriela Horv\u00e1thov\u00e1 \u2013 anche nella <em>Voce umana<\/em> Elle rappresenta lo stesso Poulenc, che in una lettera ad un&#8217;amica scrive, riferendosi alla protagonista: \u00absono io, come Flaubert diceva \u201cBovary c\u2019est moi\u201d\u00bb. Una soluzione registica \u2013 come si diceva \u2013 indovinata, quella adottata da Aliverta, forse con un unico punto debole: l&#8217;arredamento un po&#8217; troppo smaccatamente borghese in casa del contadino Jan. Ottima, invece, l&#8217;idea di ambientare<em> La Voce umana<\/em> nella sala d&#8217;attesa, rigorosamente verde \u201cchirurgico\u201d, di un ospedale, dove la protagonista viene curata dopo il tentato suicidio con un&#8217;<em>overdose<\/em> di tranquillanti, fino al tragico epilogo in cui si toglie la vita con un colpo di rivoltella, dopo l&#8217;apparizione dell&#8217;amante esanime su una lettiga e di due poliziotti pronti ad arrestarla. Altrettanto indovinata la sostituzione del telefono fisso, previsto dal libretto, con il cellulare, croce e delizia dei giorni nostri, che dovrebbe essere simbolo della massima facilit\u00e0 di comunicare, ma qui rappresenta esattamente l&#8217;opposto, tra continue interferenze e cadute di linea. \u00a0Largamente convincente lo spettacolo anche sul piano musicale. Fondamentale, per quanto riguarda il lavoro del musicista moravo, la prestazione di<strong> Claudio Marino Moretti <\/strong>al pianoforte, ad accompagnare con nitidezza di tocco e sensibilit\u00e0, il canto dispiegato del tenore <strong>Leonardo Cortellazzi \u2013 <\/strong>dotato di una voce argentina, che ha saputo aderire con disinvoltura alla siderale linea di canto caratterizzante la sua parte \u2013 come i sinuosi, sensuali abbadoni del mezzosoprano<strong> Angela Nicoli<\/strong>, dal timbro gradevolmente ambrato, o i misurati, precisi interventi di<strong> Emanuela Conti, Marta Codognola, Paola Rossi\u00a0<\/strong>(le voci interne).\u00a0Dieci e lode, nella <em>Voix<\/em>, per<strong> \u00c1ngeles Blancas Gul\u00edn, <\/strong>gi\u00e0 applauditissima, qualche anno fa, dal pubblico veneziano nel ruolo di Lou Salom\u00e9. Il soprano spagnolo ha saputo affrontare con intensa espressivit\u00e0, e senza alcuna caduta di stile, quel declamato frammentario e disperato, che fa della, protagonista dell&#8217;opera di Poulenc una delle eroine pi\u00f9 rappresentative del teatro musicale novecentesco, associando al canto una pregnante gestualit\u00e0. Raffinato e preciso l&#8217;apporto dell&#8217;orchestra, sapientemente guidata dal giovane, e autorevole,<strong> Francesco Lanzillotta,<\/strong> che ha saputo valorizzare quella che fedele D&#8217;Amico ha definito, in occasione della prima italiana: \u201cUna musica che avvolge le parole senza distruggerle, modello di sobria, stringente acutezza. Poulenc ha immerso il testo in un\u2019atmosfera sonora ben francese [\u2026] che si riconnette a quanto di meglio ha scritto\u201d. Sonori, convinti applausi per questo dittico, per gli interpreti e i responsabili dello spettacolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran-Stagione d\u2019opera e balletto 2014-2015 \u201cZ\u00c1PISN\u00cdK ZMIZEL\u00c9HO\u201d (Il diario di uno scomparso) per tenore, contralto e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":82369,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[15027,4704,4237,4709,15031,15026,1713,15029,9714,15025,12117,781,640,6856,4236,145,15032,7646],"class_list":["post-82367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-angela-nicoli","tag-angeles-blancas-gulin","tag-carlos-tieppo","tag-claudio-marino-moretti","tag-emanuela-conti","tag-francesco-anzillotta","tag-francis-poulenc","tag-gabriella-pellos","tag-gianmaria-aliverta","tag-il-diario-di-uno-scomparso","tag-la-voix-humaine","tag-leonardo-cortellazzi","tag-leos-janacek","tag-marta-codognola","tag-massimo-checchetto","tag-opera-lirica","tag-paola-rossi","tag-teatro-malibran-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82367"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82373,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82367\/revisions\/82373"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}