{"id":82482,"date":"2015-10-19T01:15:35","date_gmt":"2015-10-18T23:15:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82482"},"modified":"2017-01-09T20:30:22","modified_gmt":"2017-01-09T19:30:22","slug":"il-trionfo-dellonore-ovvero-il-dissoluto-pentito-al-teatro-verdi-di-pisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-trionfo-dellonore-ovvero-il-dissoluto-pentito-al-teatro-verdi-di-pisa\/","title":{"rendered":"&#8220;Il trionfo dell&#8217;onore, ovvero il dissoluto pentito&#8221; al Teatro Verdi di Pisa"},"content":{"rendered":"<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi di Pisa &#8211; Stagione Lirica 2015\/16<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Ciclo Opere da Camera &amp; \u201cUna Gigantesca Follia\u201d &#8211; Dongiovanni Festival<\/i><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><b class=\"\">\u201cIL TRIONFO DELL\u2019ONORE, OVVERO IL DISSOLUTO PENTITO\u201d<\/b><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Opera comica in tre atti<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Libretto di Francesco Antonio Tullio<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Musica di\u00a0<b class=\"\">Alessandro Scarlatti<\/b><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Riccardo Albenori<\/i>\u00a0 MARIA COSTANZA NOCENTINI<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Leonora Dorini<\/i>\u00a0 SUSANNE EKBERG<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Erminio Rossetti<\/i>\u00a0 KENTARO KITAYA<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Doralice Rossett<\/i>i\u00a0 LAURA ANDREINI<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Flaminio Castravacca<\/i>\u00a0 MOISES SALAZAR<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Cornelia Buffacci\u00a0<\/i>\u00a0FRANCESCO GHELARDINI<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Rosina Caruccia<\/i>\u00a0 FLORIANO D\u2019AURIA<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Capitano Rodimarte Bombarda<\/i>\u00a0 ANDREA SARI<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Ensemble San Felice<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Direttore\u00a0\u00a0<b class=\"\">Federico Bardazzi<\/b><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Regia\u00a0<b class=\"\">\u00a0Mario Setti<\/b><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Abiti di scena ideati e realizzati dalla\u00a0<b class=\"\">Maison Enrico Coveri<\/b><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Lighting Designer\u00a0<b class=\"\">Charlotte Landini, Elena Vastano<\/b><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><i class=\"\">Pisa, 16 ottobre 2015<\/i><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">Probabilmente se fosse stata composta da uno dei numerosissimi ed oscuri musicisti attivi nella prima parte del Settecento,\u00a0<i class=\"\">Il trionfo dell\u2019onore<\/i>\u00a0si troverebbe ancora sepolto sotto strati di polvere in qualche biblioteca, ma dato che reca la firma di uno dei pi\u00f9 illustri compositori di ogni tempo, Alessandro Scarlatti, quest\u2019opera ha avuto in epoca moderna una fortuna piuttosto insolita: riesumata gi\u00e0 nel 1937 in Inghilterra, fu ben presto riproposta in Italia da Anton Guadagno nel 1940 a Siena, e poi nel corso dei seguenti decenni \u00e8 stata considerata degna di attenzione da parti altri direttori importanti, specialisti barocchi ma non solo, quali Carlo Maria Giulini (in una delle sue rarissime incursione nel repertorio operistico pre-mozartiano\/haydniano) nel 1950, Vittorio Antonellini (Roma, 1984), Ren\u00e9 Clemencic (Parigi, 1987), Helmut M\u00fcller-Br\u00fclhl (Schwetzingen, 1985), Francesco La Licata (Ginevra 1993), Patrick Davin (Liegi e Bruxelles (1994\/95), Fabio Biondi (Palermo, 2001), tanto per limitarsi alle produzioni di maggior profilo.\u00a0 L\u2019ultima esecuzione che io abbia rintracciato \u00e8 la prima statunitense dell\u2019opera avvenuta a New York in un allestimento della Underworld Productions diretta da Dorian Komanoff Bandy nel maggio 2013.\u00a0 Il Teatro Verdi di Pisa riprende adesso\u00a0<i class=\"\">Il trionfo dell\u2019onore\u00a0<\/i>inserendolo in \u201cUna gigantesca follia &#8211; Dongiovanni Festival\u201d, iniziativa che affronta uno dei miti pi\u00f9 influenti della cultura occidentale, quello di Don Giovanni, con esecuzioni di lavori in prosa, balletti ed opere ad esso ispirate, corredate da una serie di conferenze di studiosi provenienti dai vari rami del sapere accademico.\u00a0 Ed eccoci quindi a questa fatica scarlattiana, nota anche per esser la sola opera comica del maestro siciliano.\u00a0 Che abbia a che fare con il mito del celebre seduttore si capisce leggendo il titolo per esteso:\u00a0<i class=\"\">Il trionfo dell\u2019onore, ovvero il dissoluto pentito.<\/i>\u00a0 S\u00ec, perch\u00e9 in questa versione il signorotto donnaiolo alla fine non viene trascinato all\u2019inferno, ma dopo esser stato ferito durante un duello, si ravvede, capisce i propri errori e torna dalla sedotta e abbandonata.\u00a0 Questa \u00e8 in breve \u00e8 la trama: Riccardo Albenori, il nostro libertino, cerca di conquistare Doralice Rossetti dopo aver piantato in asso Leonora Dorini, sorella del suo amico Erminio a sua volta sul punto di sposarsi con Doralice e quindi smanioso di vendicare nel sangue il doppio affronto.\u00a0 Questi sono in ruoli \u201cseri\u201d, contraddistinti, come era prassi, da una scrittura vocale pi\u00f9 virtuosistica, affiancati da quattro personaggi \u201cbuffi\u201d, i quali al contrario si esprimono e musicalmente e verbalmente in termini assai pi\u00f9 semplici e schietti: Erminio Castravacca, il vecchio zio di Riccardo, intento a liberarsi dell\u2019attempata e poco attraente Cornelia Buffacci (zia a sua volta di Doralice) per correre dietro alle grazie della giovane servetta Rosina Caruccia, la quale per\u00f2 sta gi\u00e0 trescando con Rodimarte Bombarda, il classico\u00a0<i class=\"\">miles gloriosus<\/i>\u00a0compagno d\u2019avventure di Riccardo.\u00a0 Fra fughe, sfide a duello, incontri galanti e segreti, zuffe, lamenti e litigi accuse di ogni genere si giunge a una conclusione alla\u00a0<i class=\"\">Cos\u00ec fan tutte<\/i>, in cui si ricompongono le coppie originali, con un gran punto interrogativo sulla futura felicit\u00e0 di questi matrimoni.\u00a0 Sebbene l\u2019opera fosse stata commissionata dal Teatro dei Fiorentini di Napoli, dove, nonostante il nome, i personaggi buffi si esprimevano per lo pi\u00f9 in dialetto partenopeo (pratica amatissima dal pubblico che si \u00e8 estesa fino a Ottocento inoltrato, basti pensare alla\u00a0<i class=\"\">Gazzetta<\/i>\u00a0rossiniana o al\u00a0<i class=\"\">Don Gregorio<\/i>\u00a0donizettiano), in questo caso Scarlatti insist\u00e9 sull\u2019uso del toscano (come spiegato nelle note introduttive del libretto originale), probabilmente per agevolare il successo dell\u2019opera nel resto d\u2019Europa, e non a caso l\u2019azione venne ambientata a Pisa, con alcuni personaggi che giungono da Lucca e da Livorno: pi\u00f9 toscano di cos\u00ec non si poteva.\u00a0 Il linguaggio dei ruoli buffi \u00e8 particolarmente salace, piccante, da bettola, divertente, mentre i seri si esprimono con un vocabolario tipicamente aulico.\u00a0 Musicalmente si avverte una certa monotonia, soprattutto per la scarsit\u00e0 di oasi veramente liriche; la vocalit\u00e0 si basa sul sillabato, con battute dopo battute composte di note dello stesso valore, che poi sfociano in passi virtuostici di intensa coloratura per i personaggi seri, ma che raramente si espandono in ariosi. Invano ricercheremmo melodie spaziose come \u201cVerdi prati\u201d o \u201cOblivion soave\u201d.\u00a0 L\u2019elemento pi\u00f9 sorprendente \u00e8 il relativamente alto numero di duetti, e persino due quartetti (uno per i seri, l\u2019altro per i buffi) con ottetto finale.\u00a0 Riguardo all\u2019assegnazione dei ruoli ai vari registri vocali, basti dare uno sguardo fugace ai cast delle esecuzioni citate per rendersi conto che siamo di fronte alla totale anarchia: in questa recita Riccardo (unico ruolo dell\u2019opera scritto per un castrato) era cantato da un soprano, altrove da un controtenore; Erminio, a Pisa un tenore, \u00e8 stato in altre occasioni delegato ad un altro falsettista o a un mezzosoprano; Cornelia, ruolo scritto in chiave di tenore, era qui affidato ad un controtenore, e cos\u00ec via.\u00a0 Nel cast in questione, il nome pi\u00f9 noto era quello di\u00a0<b class=\"\">Maria Costanza Nocentin<\/b><strong>i<\/strong> (Riccardo), soprano con una ormai ventennale esperienza alle spalle, che ha fornito la prestazione pi\u00f9 soddisfacente della serata: timbro ancora molto bello, pieno, ricco di armonici, e buona coloratura.\u00a0\u00a0<b class=\"\">Susanne Ekberg<\/b>\u00a0ha timbro caldo e volume da vero mezzo-soprano ma l\u2019intonazione era talora precaria e il canto d\u2019agilit\u00e0, per lo pi\u00f9 di forza dato l\u2019altissimo numero delle arie di furore, non propriamente immacolato.\u00a0 Il fatto che l\u2019artista fosse visibilmente in dolce attesa aggiungeva spessore al dramma vissuto dal personaggio, la donna abbandonata che, come Elvira, alterna sentimenti di autocommiserazione, vendetta, amore e piet\u00e0.\u00a0\u00a0<b class=\"\">Kentaro Kitaya<\/b>\u00a0(Erminio), tenore lirico-leggero, \u00e8 uscito un po\u2019 malconcio dal confronto con una tessitura molto grave, che lo portava a gonfiare il suono in basso, con il risultato che il registro acuto (e qui si parla solo dei primissimi acuti) dava segni di forzatura e di cali d\u2019intonazione.\u00a0\u00a0<b class=\"\">Laura Andreini<\/b>, soprano leggero dal timbro limpido, ha ritratto una Doralice giovanile, civettuola, producendosi occasionalmente in svolazzi verso i sovracuti ed esibendo dei buoni picchettati.\u00a0 Il timbro lirico, pieno e fresco del tenore\u00a0<b class=\"\">Moises Salazar<\/b>\u00a0faceva a pugni con il personaggio da lui interpretato, Flaminio Castravacca, il classico vecchio libidinoso a caccia di procaci servette, una delle quali era appunto Rosina Caruccia, interpretata dal contraltista\u00a0<b class=\"\">Floriano D\u2019Auria<\/b>, che ha fatto affidamento soprattutto sulla verve comica dato che la musica composta per il suo personaggio non \u00e8 fra le pi\u00f9 memorabili o impervie dell\u2019opera. C\u2019\u00e8 stata fortunatamente una certa distinzione timbrica fra la sua voce pi\u00f9 rotonda, e quindi adatta ad esprimere la giovinezza di Rosina, e quella tecnicamente pi\u00f9 scaltra ma anche pi\u00f9 scarna dell\u2019altro controtenore,<b class=\"\">\u00a0Francesco Gherlardini<\/b>\u00a0nelle vesti femminili dell\u2019anziana Cornelia Buffacci. \u00a0 L\u2019unica voce grave apparteneva al baritono\u00a0<b class=\"\">Andrea Sari<\/b>, un Rodimarte Bombarda appropriatamente roboante.\u00a0\u00a0<b class=\"\">Federico Bardazzi\u00a0<\/b>ha ridotto un\u2019 opera della durata di quattro ore di musica a dimensioni pi\u00f9 umane, presentando al pubblico pisano una versione di circa 140 minuti, sfrondando recitativi e tagliando alcune arie (circa ottanta nella versione integrale) e parecchi daccapo di quelle rimanenti. Bardazzi ha colpito per il gesto sicuro e preciso ed \u00e8 riuscito nell\u2019ardua impresa di staccare quasi sempre i tempi giusti per rendere l\u2019essenza di ogni aria: un\u2019<i class=\"\">allegro<\/i>\u00a0scritto per un\u2019aria di Erminio o Riccardo non potr\u00e0 esser identico a quello indicato per un assolo di Rosina o Cornelia.<br \/>\nL\u2019<b class=\"\">Ensemble San Felice<\/b>\u00a0ha avuto alcuni momenti difficili (uno strumentista in particolare, che per\u00f2 non mi sembra il caso di dover additare) all\u2019inizio dell\u2019opera, quando i vari strumenti non parevano accordati in maniera proprio impeccabile, creando dissonanze dal sapore vagamente schoemberghiano, problema che si \u00e8\u00a0 fortunatamente ridotto nel corso della recita e soprattutto nella seconda parte, dopo che durante l\u2019intervallo gli strumenti hanno avuto modo di accordarsi di nuovo dovutamente.<br \/>\nL\u2019opera ha avuto luogo nel ridotto del teatro, nella sala Titta Ruffo, le cui dimensioni non capienti sono state sfruttate al meglio dal regista\u00a0<b class=\"\">Mario Setti<\/b>, che ha posto al centro della sala una pedana a forma di croce latina: i solisti, che per tutto il corso della recita sedevano due a due su ciascuno dei quattro bracci della croce, erano impegnati per lo pi\u00f9 a fare solitari con mazzi di carte da gioco, per portarsi al centro di essa durante i vari scontri e incontri.\u00a0 I costumi erano a dir poco eclettici; se Riccardo indossava un abito di foggia simil-settecentesca, quasi tutti gli altri portavano vestiti che parevano usciti da un guardaroba dei pi\u00f9 kitsch anni \u201970.\u00a0 Nonostante qualche perplessit\u00e0 iniziale, le due ore e venti di musica sono volate piacevolmente senza momenti di noia o di stasi, segno che l\u2019allestimento, con tutti i suoi limiti, ha in fondo raggiunto il suo scopo: presentare un lavoro musicale di grande importanza nella storia della musica in maniera fruibile per lo spettatore moderno, il tutto in assoluta frugalit\u00e0 di mezzi. <em>Foto di scena: Lara Fiorillo<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi di Pisa &#8211; Stagione Lirica 2015\/16 Ciclo Opere da Camera &amp; \u201cUna [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[233,15101,10255,8560,15100,8613,15094,15097,15098,5769,15095,15099,145,14857,15096,3852],"class_list":["post-82482","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-scarlatti","tag-andrea-sari","tag-ensemble-san-felice","tag-federico-bardazzi","tag-floriano-dauria","tag-francesco-ghelardini","tag-il-trionfo-dellonore-ovvero-il-dissoluto-pentito","tag-kentaro-kitaya","tag-laura-andreini","tag-maria-costanza-nocentini","tag-mario-setti","tag-moises-salazar","tag-opera-lirica","tag-recensioni","tag-susanne-ekberg","tag-teatro-verdi-di-pisa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82482"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86886,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82482\/revisions\/86886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}