{"id":82569,"date":"2015-10-19T18:55:07","date_gmt":"2015-10-19T16:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82569"},"modified":"2016-11-24T15:56:57","modified_gmt":"2016-11-24T14:56:57","slug":"torino-teatro-regio-aida-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-aida-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio: &#8220;Aida&#8221; (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019Opera 2015\/2016<\/i><br \/>\n<b>AIDA<\/b><br \/>\nOpera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni<br \/>\nMusica di <b>Giuseppe Verdi<\/b><br \/>\n<i>Aida <\/i>ANNA PIROZZI<br \/>\n<i>Amneris <\/i>ANNA MARIA CHIURI<br \/>\n<i>Radam\u00e8s <\/i>RICCARDO MASSI<br \/>\n<i>Amonasro <\/i>DIMITRI PLATANIAS<br \/>\n<i>Ramfis <\/i>GIACOMO PRESTIA<br \/>\n<i>Il re <\/i>INSUNG SIM<br \/>\n<i>Un messaggero <\/i>ROBERTO GUENNO<br \/>\n<i>Una sacerdotessa <\/i>KATE FRUCHTERMAN<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore <b>Gianandrea Noseda<\/b><br \/>\nMaestro del Coro <b>Claudio Fenoglio<\/b><br \/>\nRegia <b>William Friedkin<\/b><br \/>\nScene e costumi <b>Carlo Diappi<\/b><br \/>\nCoreografia <b>Marc Ribaud <\/b>ripresa da <b>Anna Maria Bruzzese<\/b><br \/>\nLuci <b>Andrea Anfossi<\/b><br \/>\n<i>Allestimento Teatro Regio<\/i><br \/>\n<i>Torino, 15 ottobre 2015<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019incontro coi protagonisti dello spettacolo inaugurale, tenutosi nella Sala del Caminetto del Regio il 29 settembre,<b> il regista William Friedkin ha dichiarato con assoluta chiarezza di non essere interessato al Regietheater n\u00e9 a proporre la proiezione di un proprio mondo interiore nell\u2019allestimento di <i>Aida<\/i>, ma di voler semplicemente portare in scena il mondo egizio da Verdi immaginato<\/b>, e che Verdi stesso avrebbe voluto veder rappresentato, perch\u00e9 il capolavoro l\u2019ha gi\u00e0 fatto il compositore. Cos\u00ec, come spesso capita quando grandi registi cinematografici si cimentano con la regia d\u2019opera \u2013 e come sapeva chi aveva gi\u00e0 assistito a questa produzione, che ora viene ripresa in omaggio alla riapertura del Museo Egizio, quando debutt\u00f2, dieci anni or sono, in apertura della stagione che avrebbe visto le Olimpiadi a Torino \u2013, lo spettacolo si muove nel solco della pi\u00f9 schietta tradizione. Chi cerca nuove letture dell\u2019opera verdiana, vada altrove; chi vuole vedere un\u2019<i>Aida<\/i> piacevole e suggestiva, venga a Torino, perch\u00e9 la tradizione non sconfina mai nella pesantezza, i quadri visivi appagano l\u2019occhio (e non \u00e8 un caso che il secondo quadro del I atto abbia meritato una copertina del <i>Dizionario dell\u2019opera<\/i>) e la vicenda \u00e8 tratteggiata con linearit\u00e0; solo la concezione grandiosa della marcia trionfale rischia di risultare poco appropriata al numero relativamente ridotto di figuranti che sfilano sul palcoscenico del Regio.<br \/>\nDal punto di vista musicale, <b>Gianandrea Noseda ha optato per una lettura intimista e notturna<\/b>, che d\u00e0 maggiore risalto alla vicenda privata dei personaggi rispetto alla dimensione epica pubblica; e pare una chiave di lettura pi\u00f9 che adeguata, che mira all\u2019essenziale della partitura, evitando di oscurarlo con facili effetti kolossal. Il direttore si \u00e8 misurato nel marcare le dinamiche orchestrali, e, quanto ai tempi, soltanto alcuni passi sono sembrati un po\u2019 troppo rapidi (penso in particolare a quel momento di silenzio, sottolineato dal rullo della grancassa, durante il quale Radam\u00e8s, nella scena del giudizio, non controbatte alle accuse che gli vengono mosse; momento che avrebbe meritato di essere un po\u2019 pi\u00f9 dilatato per sottolinearne la fatale terribilit\u00e0).<br \/>\nTra i solisti del cosiddetto secondo cast si \u00e8 riscontrata una certa disomogeneit\u00e0 \u2013 forse accentuata da sindromi influenzali che circolano tra coloro che lavorano a questa produzione \u2013 che non permette d\u2019affermare che si sia assistito a una recita memorabile di <i>Aida<\/i>. La protagonista, <b>Anna Pirozzi<\/b>, conferma lo strumento importante e l\u2019ottima tecnica di canto sul fiato che in tempi recenti l\u2019hanno fatta emergere nel panorama lirico internazionale, anche se una lieve indisposizione rischia di penalizzare la recita rispetto al successo ottenuto nelle prove generali. La sua capacit\u00e0 d\u2019immedesimazione le permette di delineare la variet\u00e0 di sentimenti e di passioni che animano la schiava etiope, raggiungendo il meglio nell\u2019aria \u00abO cieli azzurri\u00bb, nella quale brilla l\u2019animo addolorato e rassegnato ma non sottomesso del personaggio; e nella scena finale, sul cui pianissimo si stagliano i colori sereni di una voce sopranile riappacificata col proprio destino. Particolarmente efficace, nel finale, \u00e8 stata proprio la contrapposizione delle due voci femminili: alla serenit\u00e0 di Aida faceva da contraltare la tinta terrea di Amneris, artefice della propria infelicit\u00e0. Il mezzosoprano <b>Anna Maria Chiuri<\/b> interpreta con grande <i>pathos<\/i> la principessa egizia nel corso dell\u2019ultimo atto, durante il quale ha agio di esprimerne a tutto tondo il carattere impulsivo e violento, dominato da una passionalit\u00e0 incontrollata. La recita della Chiuri si \u00e8 caratterizzata per una progressiva messa a fuoco vocale e interpretativa, e ha preso il volo nel finale II, con la pungente frase \u00abVenga or la schiava, venga a rapirmi l\u2019amor mio&#8230; se l\u2019osa\u00bb, dopo un inizio segnato da una certa viscosit\u00e0 nelle escursioni di registro. Un progressivo indebolimento \u2013 dovuto forse all\u2019affaticamento provocato dall\u2019essere impegnato tutte le recite in un ruolo non secondario come quello di Ramfis \u2013 si \u00e8 viceversa percepito nella voce del basso <b>Giacomo Prestia<\/b>, che, dopo un inizio schietto e timbrato, si \u00e8 lievemente arrochita, pur senza perdere il grave accento sacerdotale. Il baritono <b>Dimitri Platanias<\/b> tratteggia un Amonasro \u00abre guerriero\u00bb burbero e un po\u2019 selvaggio, figura drammaturgicamente credibile che risulta efficace anche se non pu\u00f2 avvalersi di uno strumento particolarmente fine. Chi non riesce a risultare credibile \u2013 se non forse nel IV atto, dove lo si pu\u00f2 accettare come incarnazione di una persona finita e distrutta, straziata dalla propria sorte \u2013 \u00e8 il Radam\u00e8s del tenore <b>Riccardo Massi<\/b>, il quale, si badi bene, non canterebbe di per s\u00e9 male, poich\u00e9 \u00e8 intonato e il suo fraseggio, per quanto lo si pu\u00f2 percepire, \u00e8 sensato; tuttavia gli mancano (o, per lo meno, gli sono mancate nella recita ascoltata) le caratteristiche per ricoprire il ruolo di Radam\u00e8s in un teatro come il Regio: la voce non riesce a passare la barriera del palcoscenico e a proiettarsi nella sala, e lo squillo eroico \u00e8 assente. Funzionali, nelle seconde parti, sono stati il basso <b>Insung Sim<\/b> (Re), il tenore <b>Roberto Guenno<\/b> (Messaggero) e il soprano <b>Kate Fruchterman<\/b> (Sacerdotessa). Sempre ammirevoli sono le compagini del Teatro Regio, e in particolare il Coro, che ha coronato col giusto carattere le scene d\u2019assieme. <em>Foto Ramella&amp;Giannese<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019Opera 2015\/2016 AIDA Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni Musica di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[111,420,5890,6197,1478,1696,153,12993,145,14857,2190,919,3735],"class_list":["post-82569","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-aida","tag-anna-maria-chiuri","tag-anna-pirozzi","tag-dimitri-platanias","tag-giacomo-prestia","tag-gianandrea-noseda","tag-giuseppe-verdi","tag-insung-sim","tag-opera-lirica","tag-recensioni","tag-riccardo-massi","tag-teatro-regio-di-torino","tag-william-friedkin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82569"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82569\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86885,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82569\/revisions\/86885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}