{"id":82696,"date":"2015-10-29T03:12:11","date_gmt":"2015-10-29T02:12:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82696"},"modified":"2016-11-24T13:43:10","modified_gmt":"2016-11-24T12:43:10","slug":"staatsoper-stuttgart-fidelio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/staatsoper-stuttgart-fidelio\/","title":{"rendered":"Staatsoper Stuttgart: &#8220;Fidelio&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88973\" class=\"yiv7286285006\"><i id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88956\" class=\"yiv7286285006\">Staatsoper Stuttgart, Stagione Lirica 2015\/16<br class=\"yiv7286285006\" \/> <\/i><b id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88974\" class=\"yiv7286285006\">\u201cFIDELIO\u201d<br class=\"yiv7286285006\" \/> <\/b>Opera in due atti op.72, libretto di Joseph Ferdinand Sonnleithner e Georg Friedrich Treitschke<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88959\" class=\"yiv7286285006\">Musica di <b id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88978\" class=\"yiv7286285006\">Ludwig van Beethoven<\/b><br class=\"yiv7286285006\" \/> <em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8263\">Don Fernando<\/em><i id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8303\" class=\"yiv7286285006\">\u00a0 <\/i>RONAN COLLETT<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88960\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8265\">Don Pizarro\u00a0<\/em> MICHAEL EBBECKE<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88961\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8267\">Florestan<\/em>\u00a0 MICHAEL K\u00d6NIG<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88962\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8269\">Leonore (Fidelio)<\/em>\u00a0 REBECCA VON LIPINSKI<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88972\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8297\">Rocco\u00a0<\/em> ROLAND BRACHT<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88965\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8289\">Marzelline<\/em>\u00a0 JOSEFIN FEILER<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88971\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8295\">Jaquino<\/em>\u00a0 DANIEL KLUGE<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88968\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8291\">Erster Gefangener<\/em>\u00a0 JUAN PABLO MARIN<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88967\" class=\"yiv7286285006\"><em id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8293\">Zweiter Gefangener<\/em>\u00a0 ULRICH WAND<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88966\" class=\"yiv7286285006\">Orchestra e Coro della Staatsoper Stuttgart<\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88970\" class=\"yiv7286285006\">Direttore <b id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8271\" class=\"yiv7286285006\">Sylvain Cambreling<\/b><\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88980\" class=\"yiv7286285006\">Maestro del Coro <b id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88979\" class=\"yiv7286285006\">Johannes Knecht<\/b><\/div>\n<div id=\"yiv7286285006yui_3_16_0_1_1430292576756_88983\" class=\"yiv7286285006\" style=\"text-align: justify;\">Regia e Drammaturgia <strong id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8199\">Jossi Wieler, Sergio Morabito<\/strong><br \/>\nScene <strong>Bert Neumann<br \/>\n<\/strong>Costumi<strong> Nina Von Mechow<br \/>\n<\/strong>Suono <b>Dieter Fenchel<\/b><br \/>\nLuci<strong id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8195\"> Lothar Baumgarte<\/strong><br \/>\n<i class=\"yiv7286285006\"><i class=\"yiv7286285006\">Stuttgart, 25 ottobre 2015<\/i><\/i><span id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8188\" class=\"yiv7286285006\"><strong>La Staatsoper Stuttgart ha aperto ufficialmente la nuova stagione con un pregevole allestimento del <i>Fidelio<\/i>. <\/strong>Il punto principale da cui <strong>Jossi Wieler<\/strong> e <strong>Sergio Morabito<\/strong> sono partiti nel concepire questa nuova produzione, che costituiva anche un omaggio alla memoria dello scenografo berlinese<strong> Bert Neumann<\/strong>, ideatore della parte visiva scomparso pochi mesi fa, era costituito dal problema dei dialoghi. Si sa bene che in quasi tutte le esecuzioni del capolavoro beethoveniano le parti recitate vengono semplificate drasticamente o addirittura omesse del tutto, come nel caso della recente messinscena di Claus Guth a Salzburg e, in genere, di quasi tutte le incisioni discografiche dell&#8217; opera. \u00c8 indiscutibilmente vero che questo modo di procedere altera gravemente la struttura stessa dell&#8217; opera e comporta un pesante stravolgimento della drammaturgia d&#8217; insieme. Per questo i due ideatori della regia hanno deciso di eseguire integralmente i dialoghi parlati, sottoineandoli ulteriormente tramite un&#8217; impianto di microfonazione che costituiva una parte importante della concezione scenica. Infatti l&#8217; idea centrale dello spettacolo \u00e8 quella di un mondo continuamente sorvegliato da un potere che osserva e registra tutto ci\u00f2 che accade. La scena di Bert Neumann \u00e8 un grande spazio vuoto con al centro una struttura che richiama alla mente un bunker, il cui significato diviene chiaro nella parte finale. Nel primo atto lo spazio \u00e8 illuminato da una luce fredda e accecante e i personaggi, vestiti di costumi tutti uguali e dallo stile richiamante vagamente quello delle dittature asiatiche, sono sovrastati da una selva di microfoni. Anche lo schermo dei sovratitoli diviene un elemento della messinscena, con il testo che appare in leggero ritardo a simboleggiare la presenza di qualcuno che ascolta e trascrive tutto ci\u00f2 che viene detto. Per quanto riguarda il coro, nessuna differenziazione tra i guardiani e i prigionieri. Solo una massa spersonalizzata di gente che si muove in modo meccanico e con i tratti somatici annullati da maschere. Nel secondo atto l&#8217; oscurit\u00e0 diviene l&#8217; elemento predominante sia nella scena del carcere che nella parte conclusiva. Nella scena finale infatti il bunker al centro della scena viene aperto e rivela un archivio pieno di documenti e dossier. Solo una debole luce proveniente dal bunker illumina la scena durante il coro finale, alla cui conclusione cala un velario con la sctitta &#8220;Ich habe meine Pflicht getan&#8221;, una frase che qui in Germania ha un significato molto ambiguo per i pesanti richiami a un brutto passato che essa comporta. Quella ideata da Wieler e Morabito \u00e8 infatti una conclusione chiaramente aperta: lo scioglimento drammatico della vicenda \u00e8 forse semplicemente la sostituzione di un regime con un altro, ugualmente oppressivo? \u00c8 un interrogativo che \u00e8 stato proposto da altri registi che in tempi recenti si sono confrontati con questa partitura, vedasi ad esempio la messinscena di Chris Kraus per la produzione diretta da Claudio Abbado nel 2008 a Baden-Baden. In ogni caso, Jossi Wieler e Sergio Morabito ci hanno offerto, dopo il bel <i>Rigoletto<\/i> che ha concluso la scorsa stagione qui a Stuttgart, un altro spettacolo elegante, coerente e ricco di spunti originali. Un&#8217; eccellente dimostrazione di come sia possibile fare teatro di regia senza stravolgere e manomettere la concezione drammaturgica e musicale di una partitura. Anche la direzione di <strong>Sylvain Cambreling<\/strong> si \u00e8 fatta apprezzare per originalit\u00e0 e coerenza di idee oltre che per la sintonia con la concezione scenica dello spettacolo. Il Generalmusikdirektor della Staatsoper ha messo giustamente in evidenza gli elementi stilistici che il capolavoro operistico di Beethoven ha ereditato da autori come Cherubini e Mayr. In termini pratici, Cambreling ci ha fatto ascoltare sonorit\u00e0 trasparenti e tempi complessivamente abbastanza rapidi in una concezione d&#8217; insieme sobria ed essenziale. L&#8217; orchestra della Staatsoper ha suonato in maniera eccellente, a parte qualche imprecisione dei corni nella grande aria di Leonore, e il coro preparato da <strong>Johannes Knecht<\/strong> ha offerto una delle consuete splendide prove a cui ci ha abituato da anni. La compagnia di canto, composta quasi tutta da membri stabili dell&#8217; ensemble, si \u00e8 fatta apprezzare soprattutto per l&#8217; omogeneit\u00e0 della resa complessiva. A <strong>Rebecca von Lipinski<\/strong> mancava forse la sonorit\u00e0 nel registro grave, ma la sua Leonore \u00e8 risultata lo stesso convincente per la finezza del fraseggio e l&#8217; intensit\u00e0 espressiva che la cantante inglese ha sfoggiato nelle difficili arcate vocali di &#8220;Komm Hoffnung&#8221; e nel secondo atto. Anche il Florestan di <strong>Michael K\u00f6nig<\/strong> \u00e8 stato apprezzabile per solidit\u00e0 vocale e intenzioni di fraseggio. <strong>Micheal Ebbecke<\/strong> ha reso in maniera molto efficace la brutalit\u00e0 violenta di Pizarro e <strong>Roland Bracht<\/strong>, anche lui una delle voci storiche della compagnia, ha tratteggiato con molto mestiere un Rocco in bilico tra l&#8217; obbedienza ai superiori e la bonomia paterna. Spigliata e vivace, oltre che cantata piuttosto bene, la Marzelline della giovane <strong>Josefin Feiler<\/strong> e buona anche la prova di <strong>Daniel Kluge<\/strong> come Jaquin e di <strong>Ronan Collett<\/strong> nella parte del <i id=\"yui_3_16_0_1_1446074198243_8342\">Deus ex machina <\/i>Don Fernando. Successo ben meritato per uno spettacolo intelligente e ricco di idee originali, sicuramente tra i pi\u00f9 interessanti tra quelli visti negli ultimi anni qui a Stuttgart.<em> Foto A.T.Schaefer \u00a9 Staatsoper Stuttgart<\/em><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Staatsoper Stuttgart, Stagione Lirica 2015\/16 \u201cFIDELIO\u201d Opera in due atti op.72, libretto di Joseph Ferdinand Sonnleithner e Georg [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":82701,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2047,5102,10167,2307,3645,2507,3359,2580,5103,145,5099,5613,5956,2308,620,2573],"class_list":["post-82696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-scarlatti-daniela-barcellona","tag-bert-neumann","tag-josefin-feiler","tag-jossi-wieler","tag-ludwig-van-beethoven","tag-lopera-lirica-in-versione-funky","tag-michael-ebbecke","tag-michael-konig","tag-nina-von-mechow","tag-opera-lirica","tag-rebecca-von-lipinski","tag-roland-bracht","tag-ronan-collett","tag-sergio-morabito","tag-staatsoper-stuttgart","tag-sylvain-cambreling"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82696"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82696\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82697,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82696\/revisions\/82697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}