{"id":82845,"date":"2015-11-10T10:40:48","date_gmt":"2015-11-10T09:40:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82845"},"modified":"2016-11-24T12:45:01","modified_gmt":"2016-11-24T11:45:01","slug":"la-traviata-al-teatro-goldoni-di-livorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-traviata-al-teatro-goldoni-di-livorno\/","title":{"rendered":"&#8220;La traviata&#8221; al Teatro Goldoni di Livorno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Carlo Goldoni &#8211; Stagione Lirica 2015\/2016<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA TRAVIATA\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Violetta Val\u00e9ry<\/em>\u00a0 SILVIA PANTANI<br \/>\n<em>Flora Bervoix<\/em>\u00a0 EMANUELA GRASSI<br \/>\n<em>Annina<\/em>\u00a0 SELENE FIASCHI<br \/>\n<em>Alfredo G\u00e9rmont\u00a0<\/em> ANGELO FIORE<br \/>\n<em>Giorgio G\u00e9rmont<\/em>\u00a0 RA HYUN KYU<br \/>\n<em>Gastone<\/em>\u00a0 FEDERICO BULLETTI<br \/>\n<em>Il Barone Douphol\u00a0<\/em> ALESSANDRO CALAMAI<br \/>\n<em>Il Marchese d\u2019Obigny<\/em>\u00a0 ALESSANDRO MARTINELLO<br \/>\n<em>Il dottor Grenvil<\/em>\u00a0 VEIO TORCIGLIANI<br \/>\n<em>Giuseppe\u00a0<\/em> FEDERICO BULLETTI<br \/>\n<em>Un domestico<\/em>\u00a0 ANTONIO CANDIA<br \/>\n<em>Il commissario<\/em>\u00a0 ALESSANDRO MARTINELLO<br \/>\n<em>Un domestico\u00a0<\/em> ANDREA MARMUGI<br \/>\n<em>Danzatori<\/em>\u00a0 DILETTA CENTONZE, IVAN CIGNETTI<br \/>\nOrchestra della Toscana<br \/>\nCoro della Toscana<br \/>\nDirettore <strong>Carlomoreno Volpini<\/strong><br \/>\nMaestro del coro\u00a0 <strong>Maurizio Preziosi<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0 <strong>Renato Bonajuto<\/strong><br \/>\nScene\u00a0<strong> Sergio Seghettini<\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0 <strong>Matteo Zambito<\/strong><br \/>\nCoreografia\u00a0 <strong>Eva Kosa<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0 <strong>Franco Micieli<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Goldoni<br \/>\nProgetto drammaturgico e produzione Teatro Goldoni<br \/>\n<em>Livorno, 7 novembre 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>La traviata<\/em> del mistero\u201d.\u00a0 Con tale epiteto era nota fra i melomani toscani fino a qualche giorno questa produzione del capolavoro verdiano scelto come titolo inaugurale della stagione 2015\/16 del Teatro Goldoni di Livorno, dal momento che soltanto pochissimi giorni prima del debutto la direzione artistica s\u00ec \u00e8 decisa a rivelare i nomi della compagnia di canto.\u00a0 il sito del teatro riportava soltanto quelli del direttore e del regista, e numerose e giustificate erano le lamentele di coloro che non ritenevano giusto dover comprare biglietti o abbonamenti senza conoscere, diciamolo pure, chi sarebbe stata la protagonista, la cui identit\u00e0 era tenuta segreta come si trattasse di un affare di stato.\u00a0 Finalmente qualche giorno fa l\u2019informazione \u00e8 stata declassificata, e si \u00e8 capito che il Teatro, intenzionato a dare una grande opportunit\u00e0 ad un giovane soprano di area livornese, voleva esser completamente sicuro che questa cantante fosse del tutto all\u2019altezza di un ruolo fra i pi\u00f9 difficili ed iconici dell\u2019intero repertorio operistico.\u00a0 \u00c8 quindi con enorme piacere e sollievo che riferisco che tanta fiducia \u00e8 stata alla fin fine ben riposta.\u00a0 Il soprano in questione si chiama <strong>Silvia Pantani<\/strong>, la quale, se non pu\u00f2 dirsi possedere un timbro particolarmente seducente o di quelli che si riconoscono all\u2019istante, \u00e8 dotata per\u00f2 di una tecnica abbastanza raffinata per rendere giustizia a quello che Verdi le richiede.\u00a0 Ha offerto una Violetta incantevolmente fragile nel primo atto: i passi di agilit\u00e0 erano pi\u00f9 che competenti, ed \u00e8 stata in grado di esprimere l\u2019avventatezza, se non proprio la neurosi, insita in \u201cSempre libera\u201d.\u00a0 Il registro acuto \u00e8 piuttosto sicuro; l\u2019unica cosa insolita \u00e8 che mentre i do sono stati lanciati con grande facilit\u00e0 e disinvoltura, i re bemolle, quantunque accettabili, erano cauti e guardinghi. Dato che, nonostante a me personalmente non interessi affatto, tutti sembrano sempre voler sapere se il fatidico mi bemolle ci sia stato o no, dico subito che la Pantani ha saggiamente deciso di non eseguirlo.\u00a0 La voce del soprano non aveva se non parzialmente il corpo ed il calore per il duetto con G\u00e9rmont, ma lo ha interpretato con grande eloquenza.\u00a0 Un esempio della sua abilit\u00e0 di recitare con la voce si \u00e8 avuto in \u201cDite all giovane\u201d, fraseggiato in maniera molto commovente, con dignitoso dolore.\u00a0 In \u201cAmami, Alfredo\u201d, nonostante cercasse visibilmente di ricorrere a tutta l\u2019energia di cui disponeva, ha dovuto lottare con un direttore che, generalmente molto discreto e attento a non coprire i cantanti, ha invece in quel punto fatto la voce grossa.\u00a0 Nell\u2019ultimo atto ha mostrato grande eleganza, esprimendo infinita disperazione senza indulgere in volgarit\u00e0 e neanche in eccessivo realismo, ma questo, come vedremo, \u00e8 dovuto anche a una deliberata decisione registica.\u00a0 \u201cAddio del passato\u201d, eseguito per fortuna integralmente, \u00e8 stato il vertice della sua prestazione: il soprano ha cesellato l\u2019aria con un abile gioco di chiaroscuri e delicati pianissimi,con una bella messa di voce sull\u2019ultimo la naturale di \u201cfin\u00ec\u201d.\u00a0 \u00c8 la seconda volta in pochi mesi che mi \u00e8 concesso di ascoltare <strong>Angelo Fiore<\/strong> nel ruolo di Alfredo, e dato che il mio giudizio non \u00e8 cambiato, non posso che ripetere <em>verbatim<\/em> quanto scritto in quell\u2019occasione: \u00e8 un tenore tecnicamente assai scaltro, il cui maggior pregio &#8211; e che pregio! &#8211; \u00e8 rappresentato da un immascheramento completo del suono grazie al quale riesce a produrre un registro acuto ricchissimo di armonici; come molti tenori dalle simili caratteristiche, il timbro, bench\u00e9 gradevole, non \u00e8 molto caldo, ma il canto sul fiato gli consente di eseguire una vasta gamma di dinamiche, e quindi riesce comunque ad esprimere il lato sognatore, romantico ed amoroso di Alfredo grazie all\u2019uso esperto delle mezzevoci e dei pianissimi mai falsettanti. Non \u00e8 frequente di questi tempi sentire \u201cUn d\u00ec felice eterea\u201d, per non parlare di \u201cParigi o cara\u201d, eseguiti a fior di labbra, galleggianti, senza segno alcuno di frizione di gola.\u00a0 Buona, pur dentro i limiti di una rispettabile routine, la prova del baritono <strong>Ra Hyun Kyu<\/strong>, che raffigura un G\u00e9rmont tradizionalmente inamidato, inflessibile, a volte anche un pochino pi\u00f9 sprezzante del solito nei confronti di Violetta : la voce non colpisce per particolari preziosit\u00e0 timbriche, ma \u00e8 usata con correttezza e competenza tecnica, e il pubblico lo ha premiato con uno degli applausi pi\u00f9 lunghi e calorosi dopo \u201cDi Provenza\u201d.\u00a0 Di buon livello il comprimariato formato per lo pi\u00f9 da artisti molto attivi sui palcoscenici toscani: si facevano ammirare la lunga esperienza di <strong>Alessandro Calamai<\/strong> (Douphol) e <strong>Veio Torcigliani <\/strong>(Grenvil). la verve scenica di <strong>Emanuela Grassi<\/strong> (Flora) e di <strong>Selene Fiaschi <\/strong>(Annina), l\u2019insolita scapestratezza del Marchese d\u2019Obigny di <strong>Alessandro Martinello <\/strong>(interprete anche del ruolo del commissario), mentre il debuttante <strong>Federico Bullett<\/strong>i si \u00e8 fatto notare per il bel timbro nel doppio ruolo di Gastone e Giuseppe.\u00a0 Completavano il cast pi\u00f9 che onorabilmente <strong>Antonio Candia <\/strong>e <strong>Andrea Marmugi <\/strong>(i due domestici), ma a rubare la scena \u00e8 stato un adorabilissimo cane maltese che ha dato prova di grande disciplina nella prima scena del secondo atto, seguendo ovunque Annina senza concedersi distrazione alcuna.\u00a0 Davvero ottimo il Coro della Toscana diretto per la prima volta da quel grande musicista che \u00e8 <strong>Maurizio Preziosi<\/strong>, cos\u00ec come la sempre affidabilissima Orchestra della Toscana. \u00a0 La lettura del direttore <strong>Carlom<\/strong><strong>oreno Volpini<\/strong> tendeva fortunatamente ad uscire dai binari di una comoda routine con alcune decisioni forse un pochino controverse ma che non possono lasciare indifferenti nella loro coerenza e originalit\u00e0.\u00a0 Suoni suggestivamente scarni, uniti a tempi relativamente veloci e ad uno scarso interesse a sottolineare colori orchestrali sgargianti hanno dato una vita &#8211; in un espressionismo quasi in bianco e nero &#8211; ad un quadro di intensa tragedia, pervaso da una sorta di tetro fatalismo.\u00a0 La sua <em>Traviata <\/em>riproduceva una societ\u00e0 che, lungi dal divertirsi, piomba in vuoto opprimente, una societ\u00e0 senza speranza alcuna di redimersi; nel Preludio, gli svolazzi dei violini e il borbottare dei fiati, ritratto musicale della societ\u00e0 pettegola e giudicante, quasi soffocavano il motivo dominante della passione (intesa anche nel senso etimologico del termine) di Violetta; l\u2019incessante martellare dei violini durante la festa di Flora si trasformava in una vera e propria danza macabra.\u00a0 Ecco perch\u00e9, nonostante il dichiarato intento di volersi rifare alla lettura toscaniniana, assente era la febbricitante, nevrotica smania di vita che arde in cos\u00ec tante Violette: la festa del primo atto era caratterizzata solo da fragilit\u00e0 e debolezza, sopraffatta da un\u2019implacabile inesorabilit\u00e0.\u00a0 Questa visione pareva condivisa dalla regia di <strong>Renato Bonajuto<\/strong> il quale, in collaborazione con lo scenografo <strong>Sergio Seghettini<\/strong>, ha collocato la vicenda negli anni \u201960 del secolo scorso; il primo atto ha luogo in una grande sala gelidamente lussuosa, dai pavimenti di marmo screziato, con ampie porte che si aprono su una terrazza affacciantesi sul Teatro Goldoni di Livorno; Silvia Pantani, ragazza molto attraente, dalla bella chioma rosso tiziano, indossa con grande stile e disinvoltura gli aderenti e cortissimi abiti d\u2019epoca disegnati da <strong>Matteo Zambito<\/strong>.\u00a0 Nel secondo atto ci troviamo davanti a una piscina di una villa signorile, presumibilmente di Montenero o Antignano.\u00a0 L\u2019abitazione di Flora ci porta in un ambiente pi\u00f9 volgare, sempre in linea con le feste, o meglio, i festini \u201cfelliniani\u201d, con tanto di semi-spogliarelli durante la danza dei matador, e se si avesse voluto o potuto osare di pi\u00f9, sarebbe stato interessante portare in scena, per esempio, il famigerato episodio di Aich\u00e9 Nan\u00e0, nonostante questo risalisse a una decina d\u2019anni prima. Cambio di rotta a 360 gradi per il terzo atto, in cui scompare ogni parvenza di realismo:\u00a0 Violetta, adagiata su un letto in una stanza che non riporta a nessun periodo storico particolare, rimane completamente sola: infatti gli altri personaggi, vestiti di scuro, vere e proprie presenze spettrali che si muovono in modo ieratico, lento, quasi robotico, non stringono contatto con la protagonista e si mantengono al di fuori del cono di luce soffusa che avvolge soltanto lei.\u00a0 Violetta muore da sola.\u00a0 In genere mi infurio quando vengono tagliati gli interventi degli altri personaggio dopo la sua morte (\u201c\u00c8 spenta!\u201d, \u201cO rio\/mio dolor!\u201d), ma in questo caso, pur rimanendo convinto che niente che abbia scritto il compositore debba esser alterato, devo mio malgrado ammettere che il silenzio degli altri, che stavano gi\u00e0 lentamente abbandonando il palcoscenico, aveva una sua precisa ragione teatrale. \u00c8 quindi un allestimento (fra l\u2019altro, come sottolineato dal nuovo direttore generale, Marco Leone, prodotto esclusivamente con le forze del Teatro Goldoni) di significante impatto, fresco, niente affatto scontato, che riesce ad offrire &#8211; e non \u00e8 poco &#8211; spunti nuovi di riflessione su una storia raccontata milioni di volte: un allestimento che il numerosissimo pubblico ha accolto con grande entusiasmo, esteso a cantanti e direttore d\u2019orchestra. <em>Foto Augusto Bizzi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Carlo Goldoni &#8211; Stagione Lirica 2015\/2016 \u201cLA TRAVIATA\u201d Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave Musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5222,15267,8110,15263,7286,153,108,145,15265,14857,5211,15264,9542,13423,3063],"class_list":["post-82845","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-calamai","tag-alessandro-martinello","tag-angelo-fiore","tag-carlomoreno-volpini","tag-emanuela-grassi","tag-giuseppe-verdi","tag-la-traviata","tag-opera-lirica","tag-ra-hyun-kyu","tag-recensioni","tag-renato-bonajuto","tag-selene-fiaschi","tag-silvia-pantani","tag-teatro-goldoni-di-livorno","tag-veio-torcigliani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82845"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82845\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86875,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82845\/revisions\/86875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}