{"id":82997,"date":"2015-11-23T02:31:40","date_gmt":"2015-11-23T01:31:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=82997"},"modified":"2016-11-24T12:32:04","modified_gmt":"2016-11-24T11:32:04","slug":"lucca-teatro-del-giglio-madama-butterfly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/lucca-teatro-del-giglio-madama-butterfly\/","title":{"rendered":"Lucca, Teatro del Giglio: &#8220;Madama Butterfly&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2227\" class=\"yiv0203475841\"><i id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2226\" class=\"yiv0203475841\">Teatro del Giglio \u2013 Stagione Lirica 2015\/2016<\/i><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2225\" class=\"yiv0203475841\"><b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2232\" class=\"yiv0203475841\">\u201cMADAMA BUTTERFLY\u201d\u00a0<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2234\" class=\"yiv0203475841\">Tragedia giapponese in due atti.Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa da John L. Long e David Belasco.<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2236\" class=\"yiv0203475841\">Musica di <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2235\" class=\"yiv0203475841\">Giacomo Puccini<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2238\" class=\"yiv0203475841\"><i id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2237\" class=\"yiv0203475841\">Madama Butterfly (Cio-Cio San) <\/i>MARIA LUIGIA BORSI<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2059\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Suzuki\u00a0 <\/i>LORENA SCARLATA<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2205\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Kate Pinkerton\u00a0<\/i> ALESSANDRA MEOZZI<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2239\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">B.F. Pinkerton\u00a0 <\/i>LORENZO DECARO<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2240\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Sharpless\u00a0 <\/i>MARCELLO ROSIELLO<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2241\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Goro<\/i>\u00a0 TIZIANO BARONTINI<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2242\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Il principe Yamadori<\/i> &#8211; Yakusid\u00e9\u00a0 ANTONIO PANNUNZIO<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2243\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Lo zio Bonzo\u00a0 <\/i>JOHN PAUL HUCKLE<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2244\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Il commissario imperiale<\/i>\u00a0RICCARDO FASSI<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2245\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">La madre<\/i>\u00a0 AURORA BRANCACCIO<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2246\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">La zia<\/i>\u00a0 FEDERICA NARDI<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2247\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">La cugina<\/i>\u00a0 ROSALBA MANCINI<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2248\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Dolore<\/i>\u00a0 ARIANNA PENSA<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2249\" class=\"yiv0203475841\">Orchestra e Coro della Toscana<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2250\" class=\"yiv0203475841\">Direttore <b class=\"yiv0203475841\">Valerio Galli<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2251\" class=\"yiv0203475841\">Maestro del coro <b class=\"yiv0203475841\">Mauro Fabbri<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2252\" class=\"yiv0203475841\">Regia <b class=\"yiv0203475841\">Sandro Pasqualetto<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2254\" class=\"yiv0203475841\">Scene <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2253\" class=\"yiv0203475841\">Sandro Pasqualetto e Rosanna Monti<\/b>, dal progetto di Christoph Wagenknecht per il centenario dell\u2019opera<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2264\" class=\"yiv0203475841\">Disegno luci <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2263\" class=\"yiv0203475841\">Marco Minghetti<\/b><\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2262\" class=\"yiv0203475841\">Allestimento Teatro del Giglio di Lucca<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2261\" class=\"yiv0203475841\">Coproduzione Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro Sociale di Rovigo, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Comunale Pavarotti di Modena<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2260\" class=\"yiv0203475841\">in coproduzione con la Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari<\/div>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2258\" class=\"yiv0203475841\"><i class=\"yiv0203475841\">Lucca, 20 novembre 2015<\/i><\/div>\n<div class=\"yiv0203475841\" style=\"text-align: justify;\">Inizio di stagione non particolarmente felice per il Teatro del Giglio di Lucca, inaugurata da una <i class=\"yiv0203475841\">Madama Butterfly<\/i> che prestava il fianco a diverse frecce, fra cui, senza tanti giri di parole, quella pi\u00f9 letale \u00e8 stata la regia di <b class=\"yiv0203475841\">Sandro Pasqualetto<\/b>.\u00a0 Le intenzioni del regista a nostro avviso erano principalmente due: quella di differenziare il mondo di Butterfly da quello di Pinkerton, come se vissero su due piani paralleli senza contatto, e quella, di per s\u00e9 lodevolissima, di rimuovere gli innumerevoli strati di incrostazioni depositatisi in pi\u00f9 di un secolo su quest\u2019opera, facendo piazza pulita di quasi ogni \u201cgiapponeseria\u201d, di tutti quei bamboleggiamenti, leziose mossettine, risatine e sorrisetti celati dietro ai ventagli che hanno spesso e volentieri stravolto e ridotto a una macchietta il personaggio principale; se il tentativo era quello di restituire piena dignit\u00e0 alla protagonista, Pasqualetto ha per\u00f2 calcato la mano nella direzione opposta, creando una <i id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2289\" class=\"yiv0203475841\">Madama Butterfly<\/i> in cui la protagonista e la sua domestica erano eccessivamente stilizzate.\u00a0 Cio-Cio-San \u00e8 stata quindi spogliata quasi completamente di ogni emozione, e se ai giorni nostri non \u00e8 pi\u00f9 concepibile una \u201cpiccina mogliettina\u201d sdolcinata e diciamolo pure, nel primo atto oca giuliva, non convince neanche una Butterfly schematizzata, fredda, talora lievemente robotica.\u00a0 Non convince perch\u00e9 Cio-Cio-San non appartiene allo stilizzato teatro giapponese, ma \u00e8 la protagonista di un\u2019opera lirica italiana, per lo pi\u00f9 scritta da un compositore che aveva fra gli obiettivi principali quello di mirar dritto alla giugulare degli spettatori, di coinvolgerli emotivamente: in quattro anni di revisioni Puccini era riuscito ad ottenere una concentrazione di effetti su una singola figura tragica come mai aveva fatto in precedenza, il tutto in una partitura raffinatissima che esprime alla perfezione i vari stati d\u2019animo dei personaggi e che si adatta all\u2019azione drammatica come una seconda pelle.\u00a0 Un paio di esempi saranno sufficienti ad illustrare questa assenza di pathos teatrale: all\u2019inizio del secondo atto vediamo da subito Butterfly e Suzuki che giocano con il bambino, distruggendo cos\u00ec l\u2019effetto \u201cchoc\u201d della sua introduzione davanti al console; si pu\u00f2 obiettare che ormai dell\u2019esistenza del figlio lo sanno anche i sassi, ma di sicuro fra gli studenti che affollavano il loggione ci sar\u00e0 stato qualcuno all\u2019oscuro del fatto, e quindi per loro l\u2019effetto sorpresa, fra l\u2019altro ampiamente indicato dalla musica, sar\u00e0 stato vanificato.\u00a0 Oppure alla fine, in cui Butterfly non intona l\u2019addio al figlio stringendolo disperatamente fra le braccia, poich\u00e9 quest\u2019ultimo, dopo aver fatto rotolare insieme a Suzuki da dietro le quinte una pallina verso la madre, quasi come per distrarla mentre si prepara al rito del suicidio, viene portato immediatamente fuori scena dalla fedele domestica; la scena della morte, protratta ben oltre il punto in cui Puccini inconfutabilmente segnala l\u2019atto autodistruttivo, \u00e8 stata quanto pi\u00f9 di anticlimatico si potesse immaginare. Molto belli erano invece i costumi (non accreditati), cos\u00ec come gradevoli e sobrie apparivano le scene di <b class=\"yiv0203475841\">Rosanna Monti<\/b> e dello stesso Pasqualetto, basate sul progetto di <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2286\" class=\"yiv0203475841\">Christoph Wagenknecht <\/b>per il centenario dell\u2019opera;\u00a0 nella loro assoluta essenzialit\u00e0 riflettevano la concezione del regista, che ha oltretutto avuto forti ripercussioni sulle prestazioni scenico-vocali dei cantanti, ed in modo particolare di <b class=\"yiv0203475841\"><b class=\"yiv0203475841\">Maria Luigia Borsi,<\/b><\/b> che \u201ccome una mosca prigioniera l\u2019ali batteva\u201d, stretta nella camicia di forza di tale impostazione del personaggio, che per di pi\u00f9 si rifletteva anche nella resa puramente vocale: rimanere quasi immobile o muoversi a gesti stilizzati non invita un cantante a dar libero sgorgo alla fiumana di emozioni che il ruolo sollecita.\u00a0 Da diverse passate precedenti interpretazioni di quest\u2019opera sappiamo quanto commovente possa esser in quest\u2019opera la Borsi, che solo un anno e mezzo fa a Genova ha portato il pubblico gi\u00f9 e su per interminabili montagne russe emotive, lasciandolo alla fine quasi spossato, cosa che qui non \u00e8 avvenuta.\u00a0 Certo, i pregi della vocalit\u00e0 del soprano toscano erano sempre in evidenza, con \u201cUn bel d\u00ec vedremo\u201d finemente cesellato,\u00a0 ma sarebbe difficile avere un\u2019idea di quanto possa comunicare in questo ruolo se si avesse esperienza soltanto di questa recita lucchese.\u00a0 Il tenore <b class=\"yiv0203475841\">Lorenzo Decaro<\/b> pare aver adottato la tecnica dell\u2019affondo laringeo che d\u00e0 invariabilmente suoni forzati, duri, poco malleabili, acuti incerti e dall\u2019intonazione sospetta; uno dei pochi pregi, se non l\u2019unico, di questo metodo fonatorio \u00e8 quello di produrre suoni potenti, o meglio stentorei, ma almeno in questo caso il volume era piuttosto scarso, e si \u00e8 lasciato sopraffare dal soprano nel duetto del primo atto. <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2323\" class=\"yiv0203475841\">Marcello Rosiello<\/b> \u00e8 stato uno Sharpless convincente e partecipe, sinceramente preoccupato delle sorti della giapponesina; il timbro, bench\u00e9 tutto sommato abbastanza ordinario, \u00e8 tuttavia gradevole e l\u2019emissione corretta, morbida e ricca di armonici.\u00a0 <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2324\" class=\"yiv0203475841\">Lorena Scarlata<\/b> ha raffigurato una Suzuki giovane e fresca di timbro e di aspetto, ma la tessitura grave l\u2019ha messa a disagio, ed intere frasi importanti, come nel terzetto \u201ce volete che chieda ad una madre\u201d sono andate perdute.\u00a0 Molto buono il Goro di <b class=\"yiv0203475841\">Tiziano Barontini<\/b>, dal timbro ben pi\u00f9 \u201cimportante\u201d ed autorevole dei tenori che in genere interpretano questo ruolo.\u00a0 Corretto <b class=\"yiv0203475841\">Antonio Pannunzio<\/b> nel doppio ruolo del Principe Yamadori e Yakusid\u00e9, cos\u00ec come la Kate Pinkerton di <b class=\"yiv0203475841\">Alessandra Meozzi<\/b>, mentre <b class=\"yiv0203475841\">John Paul Huckle<\/b> (lo zio Bonzo) \u00e8 entrato in scena con un vistoso incidente di percorso sul fa naturale acuto di \u201cAbbominazione\u201d!\u00a0 Completavano il cast <b id=\"yui_3_16_0_1_1448234098318_2325\" class=\"yiv0203475841\">Riccardo Fassi<\/b> (il Commissario imperiale), <b class=\"yiv0203475841\">Aurora Brancaccio<\/b> (la madre), <b class=\"yiv0203475841\">Federica Nardi <\/b>(la zia), <b class=\"yiv0203475841\">Rosalba Mancini<\/b> (la cugina) e la piccola <b class=\"yiv0203475841\">Arianna Pensa <\/b>nel ruolo muto di \u201cDolore\u201d.\u00a0 Sempre segno di garanzia sono il Coro e l\u2019Orchestra della Toscana, il primo sotto la guida da <b class=\"yiv0203475841\">Mauro Fabbri<\/b>, la seconda di <b class=\"yiv0203475841\">Valerio Galli<\/b>, direttore che bench\u00e9 giovane, ha gi\u00e0 affrontato questa partitura in numerose occasione, molte delle quali da me recensite sempre positivamente, per cui, considerando che la sua visione dell\u2019opera non sembra esser cambiata molto, non posso che riassumere ci\u00f2 che avevo scritto in passato: Galli ottiene dall\u2019orchestra suoni di un\u2019ampia gamma di colori e di pesi specifici, ed usa i contrasti dinamici a scopo narrativo.\u00a0 A partire dall\u2019introduzione iniziale con quei fugati nervosi, quasi originati e percorsi da scariche elettriche, ha offerto ancora una volta una lettura certamente serrata, soprattutto nel primo atto, con attacchi ben precisi e lucidi, ma soprattutto carica di passione, di partecipazione emotiva nei confronti della sua sventurata eroina, e come ho gi\u00e0 avuto modo di osservare, il calore con cui la avvolge \u00e8 sempre percorso da una tensione minacciosa e incessante, calore che almeno nel suo caso ha avuto la meglio sul calmo gelo che regnava in palcoscenico. E dato il calore (o la sua assenza) nella varie gradazioni \u00e8 stato il tema della recensione, posso concludere dicendo che piuttosto freddino (o tiepido, a seconda dei punti di vista) si \u00e8 dimostrato anche il pubblico, almeno durante la rappresentazione, riscaldandosi soltanto alle chiamate soprattutto nei confronti di direttore e protagonista. <em>Photo credit Lorenzo Breschi<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro del Giglio \u2013 Stagione Lirica 2015\/2016 \u201cMADAMA BUTTERFLY\u201d\u00a0 Tragedia giapponese in due atti.Libretto di Luigi Illica e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":83006,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[15374,13571,15378,15375,15371,10528,15372,8042,465,4023,3290,7287,145,12282,15377,15370,15369,4189,15373,3057],"class_list":["post-82997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandra-meozzi","tag-antonio-pannunzio","tag-arianna-pensa","tag-aurora-brancaccio","tag-christoph-wagenknecht","tag-john-paul-huckle","tag-lorena-scarlata","tag-lorenzo-decaro","tag-madama-butterfly","tag-marcello-rosiello","tag-maria-luigia-borsi","tag-mauro-fabbri","tag-opera-lirica","tag-riccardo-fassi","tag-rosalba-mancini","tag-rosanna-monti","tag-sandro-pasqualetti","tag-teatro-del-giglio-di-lucca","tag-tiziano-barontini","tag-valerio-galli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82997"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83007,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82997\/revisions\/83007"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}