{"id":83046,"date":"2015-11-25T01:04:16","date_gmt":"2015-11-25T00:04:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83046"},"modified":"2017-01-04T01:40:45","modified_gmt":"2017-01-04T00:40:45","slug":"cagliari-teatro-lirico-la-jura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/cagliari-teatro-lirico-la-jura\/","title":{"rendered":"Cagliari, Teatro Lirico: &#8220;La Jura&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cagliari, Teatro Lirico<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;LA JURA&#8221;<\/strong><br \/>\nOpera in cinque quadri.<br \/>\nLibretto e musica di<strong> Gavino Gabriel<br \/>\n<\/strong>Prima esecuzione assoluta dell&#8217;ultima versione della partitura (1959)<br \/>\nEdizione a cura di<strong> Susanna Pasticci<\/strong><br \/>\n<em>Cicciottu Jac\u00f2ni<\/em> RUBENS \u00a0PELIZZARI<br \/>\n<em>Gjomp\u00e0ulu Filianu<\/em> GIANLUCA LENTINI<br \/>\n<em>Anna<\/em> PAOLETTA MARROCU<br \/>\n<em>Matal\u00e8na<\/em> FRANCESCA PIERPAOLI<br \/>\n<em>Pasca Ucchjtta<\/em> NILA MASALA<br \/>\n<em>Anghilesa Furitta<\/em> LARA ROTILI<br \/>\n<em>Battista Bur\u00e9dda<\/em> NICOLA EBAU<br \/>\n<em>Di\u00e9cu Fasci\u00f2la<\/em> ENRICO ZARA<br \/>\n<em>Ciccittu Fr\u00e9si<\/em> STEFANO CIANCI<br \/>\n<em>Un pastore\/Un vendemmiatore<\/em> MORENO PATTERI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari<br \/>\nCoro a t\u00e0sgia dell&#8217;Accademia Popolare Gallurese &#8220;Gavino Gabriel&#8221;\u00a0(preparato da <strong>Fabrizio Ruggero<\/strong>)<br \/>\nDirettore <strong>Sandro Sanna<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Gaetano Mastroiaco<\/strong><br \/>\nRegia, scene, costumi <strong>Cristian Taraborrelli<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Guido Levi<\/strong><br \/>\nVideo <strong>Fabio Massimo Iaquone<\/strong><br \/>\nCoreografia<strong> Antonella Agati<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari<br \/>\n<em>Cagliari, 20 novembre 2015<br \/>\n<\/em>Scoperta di un capolavoro caduto nell\u2019oblio o ritrovamento di un\u2019opera di modesta fattura? Dopo anni di attese, va in scena per il Teatro Lirico di Cagliari <em>La Jura <\/em>di Gavino Gabriel, nell\u2019ambito del progetto \u201cSardegna \u00e8 Cultura\u201d, che coinvolge il Teatro Lirico di Cagliari, l\u2019Ente Marialisa De Carolis di Sassari e diverse realt\u00e0 isolane. L\u2019imponente progetto di costruzione e ricostruzione del mondo musicale colto dell\u2019Isola ne sfrutta tre momenti, considerati dei veri e propri cardini espressivi: <em>I Shardana <\/em>di Ennio Porrino, <em>La Jura<\/em> di Gabriel e una nuova produzione tratta da <em>Passavamo sulla terra leggeri<\/em> di Sergio Atzeni.\u00a0Due anni fa \u00e8 stata realizzata l\u2019opera di Porrino ispirata agli uomini dei nuraghi, che si \u00e8 avvalsa della geniale regia di Davide Livermore, insieme alle scenografie di Gi\u00f2 Forma Production Design, al videodesign di D-wok, al costumista cagliaritano Marco Nateri ed alle luci di Lo\u00efc Hamelin, con un risultato davvero nuovo e monumentale. E\u2019 ora alle ultime battute il concorso di Composizione per selezionare il lavoro ispirato al libro di Atzeni, con tre finalisti che presenteranno un melologo, una ballata sinfonica e un\u2019azione scenico-vocale in un concerto pubblico il 4 dicembre prossimo. Mancava dunque all\u2019appello soltanto <em>La Jura <\/em>di Gabriel \u2013 affiancata appositamente da un convegno di studi &#8211; che era gi\u00e0 stata proposta a Cagliari in due distinte versioni, nel 1928 e nel 1959. Quella proposta adesso dal Teatro Lirico \u00e8 una nuova versione, metodicamente studiata e approntata dalla musicologa Susanna Pasticci, che ha curato con assoluta dedizione l\u2019edizione critica della partitura, dando forma a un testo musicale finalmente affidabile di un\u2019opera altrimenti sfuggente.\u00a0<strong>Gavino Gabriel, infatti, era un personaggio inquieto, chitarrista e <em>cantad\u00f3ri<\/em>, pioniere dell\u2019etnomusicologia,<\/strong> fondatore della Discoteca di Stato nonch\u00e8 sostenitore dell\u2019educazione musicale nelle scuole di ogni ordine e grado. Ma anche saggista, funzionario statale e professore, oratore e giornalista, rappresentante diplomatico&#8230; Nato a Tempio nel 1881, aveva studiato a Cagliari laureandosi poi con Giovanni Pascoli a Pisa. A Firenze, dopo gli studi universitari, era entrato nella redazione della \u201cVoce\u201d e aveva pubblicato la monografia <em>Canti e Cantad\u00f3ri di Gallura<\/em>. In questi anni convulsi Gabriel insegue il sogno di scrivere un\u2019opera lirica che metta finalmente al centro dell\u2019attenzione degli spettatori dell\u2019epoca la cultura della Sardegna: \u00e8 <em>La Jura<\/em> (il giuramento), presentata nel 1913 a Torino e nel 1914 a Milano, di cui il tempiese scrive anche il libretto.\u00a0La Grande Guerra interrompe l\u2019attivit\u00e0 musicale di Gabriel, in seguito impegnato soprattutto nello studio della <em>t\u00e0sgia<\/em> gallurese, che fa conoscere ovunque. E\u2019 necessario attendere la fine degli Anni Venti perch\u00e9 <em>La Jura<\/em> vada in scena in Sardegna: \u00e8 il 1928 quando l\u2019opera debutta al Politeama Regina Margherita di Cagliari con scene di Giovanni Ciusa Romagna e con il principale ruolo femminile affidato al soprano Carmen Melis. Il libretto, illustrato da Melkiorre Melis e ambientato nella campagna gallurese del primo Ottocento, ha protagonisti \u201cplebei\u201d e una trama molto essenziale. La cifra speciale della <em>Jura<\/em>, gi\u00e0 da allora, emerge potentemente nello straordinario tentativo di Gabriel di intrecciare la musica di tradizione orale sarda e quella del teatro musicale, trasferendo i canti sardi nel contesto operistico. Dopo il suo rientro in Italia dall\u2019Eritrea, Gabriel pu\u00f2 vedere in scena <em>La Jura<\/em> al Teatro San Carlo di Napoli (1958) e al Teatro Massimo di Cagliari (1959), dove riceve l\u2019opera il plauso della critica e del pubblico, anche se non sar\u00e0 pi\u00f9 rappresentata.<br \/>\nGi\u00e0 nel tema e nel libretto emerge evidente il debito con <em>Cavalleria rusticana<\/em> di Mascagni e con il filone operistico conseguente: <em>La Jura<\/em>\u00a0mette in scena una\u00a0storia d\u2019amore\u00a0che ruota attorno a un giuramento ordalico tra il poeta pastore Cicciottu Jac\u00f2ni e il ricco pastore Battista Bur\u00e9dda, che si contendono il cuore di Anna e della bella Matal\u00e8na, mentre sullo sfondo si aggira inquietante la presenza di una terza donna, Pasca Ucchjtta, sedotta dal ricco Bur\u00e9dda e resa folle dalla morte della loro figlioletta Salvatora. Dopo mille peripezie e colpi di scena, la vicenda si conclude con un lieto fine che celebra il trionfo del vero amore. Trama \u2018verista\u2019, dunque, che intende affermare in modo esplicito e senza complessi la modernit\u00e0 della cultura popolare. Il libretto non \u00e8 per\u00f2 all\u2019altezza del progetto gabrielano: cinque quadri che fissano altrettante situazioni, senza un vero e proprio sviluppo narrativo, e suggeriscono un immobilismo roccioso e totale, come se la cultura sarda dovesse essere rappresentata come una condizione immutabile.<br \/>\n<strong>Dal punto di vista musicale la scelta di Gabriel \u00e8 stata quella di riprodurre il mondo sonoro dei primi anni del Novecento<\/strong> con un linguaggio fondamentalmente ibrido, che coglie in modo eclettico molte suggestioni tardo romantiche e veriste, fuse alle musiche di tradizione orale. Ne scaturisce una partitura instabile e non coerente, che non rende giustizia allo sforzo immane dell\u2019autore (vincolato a lavorare alla <em>Jura <\/em>per moltissimi anni, al punto da scriverne non meno di tre versioni) e al lavoro incalcolabile della curatrice Pasticci, che ha riordinato una mole considerevole di scritti e documenti. \u00a0Impegnati a dar conto di un linguaggio cos\u00ec variegato e friabile, raramente capace di fondere materiali tanto dissimili, il direttore <strong>Sandro Sanna<\/strong> e l\u2019Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari hanno offerto un contributo molto intenso alla realizzazione dell\u2019opera, smussandone i tranelli pi\u00f9 proibitivi. Sanna, con la sua solida esperienza operistica, ha guidato con valore l\u2019Orchestra e il coro del Teatro (maestro del coro <strong>Gaetano Mastroiaco<\/strong>) e i cantanti, rafforzando i punti migliori della partitura e sottolineando i mutevoli caratteri dell\u2019impasto sonoro. Diverse belle idee &#8211; la visione dall\u2019alto di paesaggi aspri e avvolgenti all\u2019inizio, come lo splendido omaggio dell\u2019ultimo quadro al talento tessile isolano e all\u2019arte di Maria Lai &#8211; nella regia, nelle scene e nei costumi di\u00a0<strong>Cristian Taraborrelli<\/strong>. Il giovane artista poliedrico, supportato dalle video-proiezioni di<strong> Fabio Massimo Iaquone<\/strong>, dalle luci di <strong>Guido Levi<\/strong> e dalle coreografie di<strong> Antonella Agati,<\/strong> \u00e8 stato affascinato dal meticciamento tra folclore e musica attuale nel primo Novecento ed ha assecondato fino in fondo la struttura statica dell\u2019opera, con soluzioni suggestive, ma non sviluppate, e un tentativo non sempre efficace di attualizzarne il temperamento di contaminazione stilistica.\u00a0In gran spolvero i cantanti, in gran parte sardi. Spiccano su tutti la Anna di <strong>Paoletta Marrocu<\/strong> e lo Jac\u00f2ni di <strong>Rubens Pellizzari<\/strong>, ben centrato dal punto di vista \u00a0interpretativo. Marrocu &#8211; gi\u00e0 recente interprete a Cagliari di un\u2019agguerrita B\u00e9rbera Jonia ne <em>I Shardana<\/em> di Porrino &#8211; ha incorporato un significativo valore aggiunto all\u2019opera di Gabriel, imprimendo vigore e fascino arcaico al suo ruolo, cos\u00ec confermando il suo talento musicale soprattutto nell\u2019ultimo quadro, il pi\u00f9 scarno. Molto espressiva la Matalena di <strong>Francesca Pierpaoli<\/strong> e tutti appropriati gli interventi degli altri interpreti, come nel caso del soprano sassarese <strong>Nila Masala<\/strong> (che ben rappresenta la dolorosa follia di Pasca Ucchjtta) e del baritono\u00a0<strong>Nicola Ebau<\/strong>\u00a0(Battista Bur\u00e9dda). Un plauso speciale al <strong>coro a <em>t\u00e0sgia<\/em> dell&#8217;Accademia popolare gallurese Gavino Gabriel<\/strong> (preparato da <strong>Fabrizio Ruggero<\/strong>) e in particolare alla <em>Disispirata<\/em>, affidato a un assolo di violoncello e accostato a un efficace cambio di scena. Una messa in scena complessivamente molto coraggiosa, insomma, che affronta alcuni temi centrali della storia della musica della Sardegna e li rilancia nel dibattito pi\u00f9 attuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, Teatro Lirico &#8220;LA JURA&#8221; Opera in cinque quadri. 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