{"id":83093,"date":"2015-11-27T20:30:11","date_gmt":"2015-11-27T19:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83093"},"modified":"2016-11-24T12:19:15","modified_gmt":"2016-11-24T11:19:15","slug":"venezia-teatro-la-fenice-idomeno-re-di-creta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-idomeno-re-di-creta\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: &#8220;Idomeneo, re di Creta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Lirica e balletto, Stagione 2015-2016, Opera inaugurale<\/em><br \/>\n<strong>\u201c<\/strong><strong>IDOMENEO\u201d<\/strong><br \/>\ndramma per musica in tre atti KV 366.Libretto di Giambattista Varesco dalla trag\u00e9die en musique Idom\u00e9n\u00e9e di Antoine Danchet.<br \/>\nMusica di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\n<em>Idomeneo<\/em> BRENDEN GUNNELL<br \/>\n<em>Idamante<\/em> MONICA BACELLI<br \/>\n<em>Ilia<\/em> EKATERINA SADOVNIKOVA<br \/>\n<em>Elettra<\/em> MICHAELA KAUNE<br \/>\n<em>Arbace<\/em> ANICIO ZORZI GIUSTINIANI<br \/>\n<em>Gran Sacerdote di Nettuno<\/em> KRYSTIAN ADAM<br \/>\n<em>La voce dell&#8217;Oracolo<\/em> MICHAEL LEIBUNDGUT<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore<strong> Jeffrey Tate<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Marino Moretti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Alessandro Talevi<\/strong><br \/>\nScene <strong>Justin Arienti<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Manuel Pedretti<\/strong><br \/>\nDisegno luci <strong>Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong><br \/>\nMovimenti coreografici <strong>Nikos Lagousakos<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice<br \/>\n<em>Venezia, 24 novembre 2015\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nScritta da Mozart (venticinquenne) tra l&#8217;autunno del 1780 e i primi giorni del 1781, su commissione del principe elettore Carlo Teodoro di Baviera, l&#8217;<em>Idomeneo<\/em> \u2013 oltre ad attestare l&#8217;interesse dell&#8217;autore per il mito greco \u2013 si conferma, secondo molti, come una delle opere serie, forse addirittura l&#8217;opera seria pi\u00f9 straordinaria del Settecento, essendo fortemente innovativa per il ruolo di primo piano che vi assume il coro e la caratterizzazione musicale, in particolare, del protagonista, che pu\u00f2 essere considerato il primo tenore moderno. Eppure questo capolavoro \u00e8 stato a lungo trascurato dai teatri italiani: solo dopo essere approdato alla Fenice di Venezia nel 1947, dove fu diretto da Vittorio Gui (prima rappresentazione in Italia), \u00e8 entrato abbastanza stabilmente in repertorio. L&#8217;abate Gianbattista Varesco, cappellano di corte dell&#8217;Arcivescovo di Salisburgo, trasse il libretto dalla <em>trag\u00e9die lyrique<\/em> scritta, per il compositore Andr\u00e9 Campra, da Antoine Danchet (1712), a sua volta ispiratosi alla tragedia di Prosper Jolyot de Cr\u00e9billon (1705). Del libretto esistono due versioni: una con il testo integrale, l&#8217;altra con alcuni tagli, apportati da Mozart per vari motivi, tra cui quello di alleggerire il testo a beneficio della credibilit\u00e0 drammaturgica. Di questa genesi travagliata offre testimonianza l&#8217;intenso epistolario di questo periodo tra Wolfgang e il padre Leopold, che d\u00e0 altres\u00ec notizia dell&#8217;esito assolutamente positivo della prima rappresentazione (nella versione integrale), presso il Residenztheater di Monaco, avvenuta il 29 gennaio del 1781, in occasione del carnevale. Una ripresa in forma di concerto (con tagli) si ebbe a Vienna nel 1786, in una versione riveduta, dove la parte di Idamante era riscritta per tenore. Il libretto di Varesco \u2013 che ricalca i caratteri del melodramma metastasiano con l&#8217;aggiunta di elementi mutuati dalla <em>trag\u00e9die lyrique<\/em>, quali danze, scene coreografiche, marce e cori \u2013 offriva a Mozart la possibilit\u00e0 di cimentarsi nelle pi\u00f9 diverse tipologie stilistiche, che in effetti arricchiscono la partitura, nella quale peraltro gi\u00e0 si coglie quella che sarebbe divenuta la cifra distintiva del teatro musicale pi\u00f9 compiuto del Salisburghese, vale a dire quel realismo psicologico, fino ad allora sconosciuto nell&#8217;ambito dell&#8217;opera metastasiana. Come si \u00e8 detto, l&#8217;<em>Idomeneo<\/em> anticipa i capolavori futuri: \u00e8 un&#8217;opera dall&#8217;impianto metastasiano, basato sull&#8217;alternanza di arie e recitativi, ma Mozart d\u00e0 unit\u00e0 al discorso musicale usando come connettivo il recitativo accompagnato, quella forma di declamato drammatico sorretto dall&#8217;orchestra, che \u2013 elemento cardine della riforma gluckiana \u2013 aprir\u00e0 la strada verso il genere operistico <em>durchkomponiert<\/em> di Weber e Wagner. E poi va ricordata la straordinaria importanza che assume l&#8217;orchestra, nella quale primeggiano gli strumenti a fiato: altro elemento che guarda verso il futuro dell&#8217;opera.<br \/>\nQuesto nuovo allestimento feniceo, che ha aperto la nuova stagione lirica del teatro veneziano, ideato dal registra <strong>Alessandro Talevi<\/strong> \u2013 coadiuvato per le scene da <strong>Justin Arienti<\/strong>, per i costumi da <strong>Manuel Pedretti<\/strong>, per le luci da <strong>Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong> e per i movimenti coreografici da <strong>Nikos Lagousakos<\/strong> \u2013 ha come scopo precipuo quello di conferire alla vicenda \u2013 in cui i conflitti, che affliggono e oppongono i protagonisti, avvengono in una situazione di incontro-scontro tra Greci e Troiani \u2013 una valenza universale, cos\u00ec da renderla emblematica a prescindere da un preciso contesto storico-geografico. A tale scopo gli aspetti visivi e gestuali dello spettacolo \u2013 i costumi in particolare \u2013 rimandano a periodi storici e tratti stilistici alquanto diversi, senza tralasciare ovviamente il presente con le sue laceranti contrapposizioni tra Oriente e Occidente, alimentate dalla reciproca incapacit\u00e0 di accettare \u201cl&#8217;altro\u201d o anche di rendersi disponibili al cambiamento: un&#8217;idea non proprio originale, ma che comunque si inquadra in una concezione dell&#8217;arte, in base alla quale quest&#8217;ultima, quando \u00e8 grande \u2013 lungi dall&#8217;essere puro esercizio di perfezione formale \u2013, contiene un messaggio valido per sempre e per tutti. E questi nobili intenti vanno senz&#8217;altro ascritti a merito del regista e degli altri responsabili dello spettacolo, il quale, per altri versi, rivela alcuni aspetti discutibili come l&#8217;ambientazione di buona parte del primo atto in una sorta di museo di storia naturale, dove campeggiano reperti di animali marini e la grande statua di un tentacolare Nettuno e al cui interno \u2013 chiss\u00e0 perch\u00e9 \u2013 una alcune coppie amoreggiano non senza qualche accennata oscenit\u00e0; o il cenone a base di pesce, con cui si chiude lo stesso primo atto, tra enormi portate di spaghetti allo scoglio e improbabili piatti di aragosta in bellavista, evocando analoghe situazioni care al teatro di Eduardo Scarpetta, qui francamente fuori luogo. E si potrebbe continuare, ad esempio, con i panni \u201csudici di guerra\u201d \u2013 per usare un&#8217;espressione ungarettiana \u2013 stesi ad asciugare &#8230; Comunque, nulla di particolarmente negativo rispetto a quanto ci hanno propinato altri registi pressoch\u00e9 universalmente osannati.<br \/>\nDi prim&#8217;ordine il <em>cast<\/em>, in cui certamente si \u00e8 segnalato <strong>Brenden Gunnell<\/strong>, confermandosi uno dei migliori tenori in grado di affrontare questo ruolo, grazie ad una vocalit\u00e0 incline al repertorio lirico, ma anche potente e virile, che gli ha consentito di delineare un personaggio credibile, lacerato tra l&#8217;amore paterno e i doveri di re, trovando il giusto accento in \u201cVedrommi intorno\/l&#8217;alma dolente\u201d, tipica \u201caria d&#8217;ombra\u201d, e nella tempestosa \u201cFuor del mar, ho un mare in seno\u201d, per quanto sia risultato scenicamente un po&#8217; statico. Anche <strong>Monica Bacelli<\/strong> ha saputo affrontare efficacemente il proprio ruolo con voce gradevolmente brunita, ferma ed omogenea, sfoggiando naturalezza nel fraseggio e nel gesto, a delineare un Idamante emotivamente fragile, che alterna sfoghi di aspro sconforto (quando si vede respinto dal padre e dall&#8217;amata Ilia) a momenti di abbandono a una tenue malinconia. Abbastanza aderente a quel realismo psicologico, cui dianzi abbiamo fatto cenno, anche la prestazione di <strong>Ekaterina Sadovnikova<\/strong> nei panni di Ilia, intenerita dall&#8217;amore, ma anche animata da una forza di carattere, che le deriva dall&#8217;aver lottato contro le avversit\u00e0 della vita. Nell&#8217;aria \u201cSe il padre perdei\u201d \u2013 che Mozart accompagna con quattro strumenti concertanti (flauto, oboe, fagotto e corno) e con qualche dissonanza a livello armonico a sottolineare i conflitti interiori della teucra fanciulla, creando un <em>pathos<\/em> gi\u00e0 romantico \u2013 ha dimostrato una certa sensibilit\u00e0 nel fraseggio e nel canto con un buon controllo dei propri mezzi vocali. Perennemente infiammata dalla passione e r\u00f3sa dalla gelosia l&#8217;Elettra di <strong>Michaela Kaune<\/strong>, che ha espresso tutta la violenza dei suoi sentimenti con qualche asprezza vocale, che tutto sommato era funzionale al personaggio. Autorevole l&#8217;Arbace di<strong> Anicio Zorzi Giustiniani<\/strong>, reduce dal successo da poco ottenuto, sempre a Venezia, come Tamino nella <em>Zauberfl\u00f6te<\/em>, che ha confermato le sue ottime qualit\u00e0 vocali \u2013 dal fraseggio scolpito, al timbro non banale, alla sensibilit\u00e0 interpretativa \u2013 regalandoci un personaggio a tutto tondo, grazie anche al ripristino delle due arie non inserite nella seconda versione, \u201cSe il tuo duol\u201d e \u201cSe col\u00e0 ne\u2019 fati \u00e8 scritto\u201d, interpretate con sicurezza. Nobile il Sacerdote di Nettuno per la voce di <strong>Krystian Adam<\/strong>, mentre l&#8217;oracolo di <strong>Michail Leibundgut<\/strong> ha evidenziato una voce non proprio ferma.I protagonisti \u2013 \u00e8 il caso di sottolinearlo \u2013 hanno brillato anche nelle scene d&#8217;insieme, nel corso delle quali i tratti psicologici dei singoli personaggi sono risaltati in modo particolare come nel quartetto del terz&#8217;atto \u201cAndr\u00f2 ramingo e solo\u201d, dove Idamante, in procinto di partire, svela la sua inquietudine, Ilia la ferma decisione di seguirlo, Idomeneo il proprio sdegno contro l&#8217;ingiustizia degli dei ed Elettra, ancora una volta, la sua inestinguibile gelosia. Di straordinaria potenza espressiva la prestazione del coro \u2013 complice, come sempre, il valido Maestro <strong>Claudio Marino Moretti<\/strong> \u2013 sia nei momenti drammatici (come nel caso dei naufragi in bal\u00eca del mare tempestoso evocato dall&#8217;orchestra, nel primo atto; o del popolo cretese alla notizia che Idomeneo sta per uccidere il figlio, nell&#8217;atto conclusivo), sia nei cori decorativi (\u201cGodiam la pace\u201d e \u201cNettuno si onori\u201d, nel primo atto; \u201cScenda amor\u201d, nel terzo). \u201cMonumentale\u201d \u00e8 l&#8217;aggettivo pi\u00f9 adatto a definire la concezione che, riguardo a quest&#8217;opera, si \u00e8 potuta evincere dalla direzione di <strong>Jeffrey Tate<\/strong>. Il maestro di Salisbury ha sottolineato con estrema forza espressiva i momenti pi\u00f9 drammatici della vicenda, traendo dall&#8217;orchestra \u2013 che ne ha assecondato, come soggiogata, l&#8217;autorevole gesto direttoriale \u2013 sonorit\u00e0 tese, brillanti, a volte poderose (ad esempio, quando l&#8217;invidia degli dei scatena le forze della Natura), grazie ad un insieme assolutamente coeso, in cui nello stesso tempo si coglieva il culto del particolare. Perfetta l&#8217;intesa tra la buca e il palcoscenico, sia nei recitativi accompagnati come nelle arie, dove spesso si sono segnalati gli strumenti concertanti, sia \u2013 mirabilmente \u2013 nelle scene d&#8217;insieme, in cui Tate ha veramente colto ogni sfumatura psicologica, facendo sentire tutte le voci, tutti i pi\u00f9 piccoli dettagli. La sua interpretazione ha veramente convinto, in quanto ha saputo mettere in valore gli elementi pi\u00f9 straordinari di questa partitura, che guarda al futuro: ad esempio, l&#8217;importanza che vi assume il parametro timbrico o la diffusa presenza di una certa inquietudine armonica. Il tutto anche in base anche ad una scelta di tempi assolutamente equilibrata senza mai eccedere in facili concitazioni. Successo strepitoso, il che dimostra la maturit\u00e0 del pubblico della Fenice, che non ha mostrato alcun segno di stanchezza, nonostante lo spettacolo duri quasi quattro ore. <em>Foto Michele Crosera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Lirica e balletto, Stagione 2015-2016, Opera inaugurale \u201cIDOMENEO\u201d dramma per musica in tre atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":83096,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[8228,785,14070,4709,4345,8136,14634,1061,8168,2416,8230,5063,15426,3319,3075,145,319,253],"class_list":["post-83093","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-talevi","tag-anicio-zorzi-giustiniani","tag-brenden-gunnell","tag-claudio-marino-moretti","tag-ekaterina-sadovnikova","tag-giuseppe-calabro","tag-idomeneo-re-di-creta","tag-jeffrey-tate","tag-justin-arienti","tag-krystian-adam","tag-manuel-pedretti","tag-michaela-kaune","tag-michail-leibundgut","tag-monica-bacelli","tag-nikos-lagousakos","tag-opera-lirica","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83093"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83093\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83097,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83093\/revisions\/83097"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}