{"id":83193,"date":"2015-12-11T04:30:32","date_gmt":"2015-12-11T03:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83193"},"modified":"2016-11-29T13:04:28","modified_gmt":"2016-11-29T12:04:28","slug":"felice-romani-e-i-suoi-melodrammi-parisina-deste-di-gaetano-donizetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/felice-romani-e-i-suoi-melodrammi-parisina-deste-di-gaetano-donizetti\/","title":{"rendered":"Felice Romani e i suoi melodrammi: &#8220;Parisina d&#8217;Este&#8221; di Gaetano Donizetti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Reduce dallo strepitoso successo ottenuto con l&#8217;<em>Elisir d\u2019amore <\/em><\/strong>che aveva stupito lo stesso autore tanto da indurlo a scrivere al suo maestro Giovanni Simone Mayr \u00ab<em>La Gazzetta <\/em>giudica dell\u2019<em>Elisir d\u2019amore <\/em>e dice troppo bene, troppo credete a me\u2026 troppo!\u00bb, <strong>Donizetti<\/strong> lavor\u00f2 ad un altro progetto insieme con Felice Romani; si tratta di <strong><em>Parisina<\/em> <\/strong>che, rappresentata per la prima volta al Teatro degli Immobili, conosciuto oggi con il nome di Pergola, il 17 marzo 1833 con <strong>Carolina Ungher<\/strong> (Parisina), <strong>Gilbert Duprez<\/strong> (Ugo), <strong>Domenico Cosselli<\/strong> (Azzo) e <strong>Carlo Ottolini Porto<\/strong> (Ernesto), ebbe un certo successo, come lo stesso Donizetti afferm\u00f2 in una lettera del 6 agosto 1833a Lanari, l\u2019 impresario che gli aveva commissionato l\u2019opera,:<br \/>\n<em>\u201cNon ignori che io quando protestai, era in tutta regola coi patti, e doveva esser pagato senza scrivere quasi una nota, e sai invece che a rompicollo ti ho servito non male [accennando a Parisina]. Che qualunque altro maestro forse avr\u00eca preso il danaro senza faticare, che il danno non ti venga per colpa tua; ma io onorato, amico disinteressato, e che ti stimava preferii la fatica pel solo patto di anticipazione di due mille franchi o che; danaro che mi era dovuto per quell\u2019opera, a meno che non vuoi far credere che mi davi 3000 e tanti franchi l\u00ec a Firenze, e pochi mesi dopo a Venezia per la mia bella faccia 7000 e tanti. E se la scrittura cos\u00ec dice, lo dice, e tel lasciai scrivere, perch\u00e9 tu mettesti avanti che l\u00ec non potevi pagarmi, che alla Fenice la dote era pi\u00f9, e per conseguenza non era che un ritardo di paga\u201d.<\/em><br \/>\n<strong>Del successo si pu\u00f2 raccogliere l\u2019eco anche sui giornali<\/strong> e, in particolar modo, su \u00abIl Commercio\u00bb dalle cui colonne il recensore, oltre a lodare la sinfonia, le scene di sortita del Duca e di Parisina, il duetto tra Ugo e Parisina nel primo atto, afferm\u00f2, rivelandosi, per\u00f2, un cattivo profeta:<br \/>\n\u201cSiccome il robusto della musica porta di principio un\u2019ascosa bellezza, cos\u00ec tale Opera, comech\u00e9 fu bastantemente onorata da applausi, pure lo sar\u00e0 di pi\u00f9 a mano a mano che i concertati suoni s\u2019intenderanno pi\u00f9 volte, e l\u2019orecchio si accorder\u00e0 coll\u2019intendimento a ponderarne le non comuni armonie\u201d.<br \/>\n<strong>In realt\u00e0 l\u2019opera scomparve dai cartelloni per tutto l\u2019Ottocento<\/strong> e lo stesso Donizetti stranamente non si mostr\u00f2 particolarmente felice di eventuali riprese forse perch\u00e9 non convinto del cast che, a suo giudizio, vocalmente non avrebbe reso vocalmente al meglio la musica, come testimoniato da una lettera del 17 gennaio 1834 nella quale il compositore scongiurava il Duca Visconti di non mettere in scena <em>Parisina<\/em>:<br \/>\n\u201cMi scrivono inoltre che si voglia dare la mia <em>Parisina<\/em>. Per carit\u00e0 n\u00f2, Sig. Duca. Io non ci vedo per nulla la compagnia adattata, ed ora non farebbe altro l\u2019Ecc. Vost. che mettere in male aspetto al pubblico il povero Donizetti il quale deve scrivere la prima in Carnevale venturo\u201d.<br \/>\n<strong>La composizione dell\u2019opera, del resto, non era stata semplice<\/strong> e soprattutto i rapporti tra Romani e Donizetti avevano vissuto qualche tensione, come si evince da quanto il librettista scrisse nell\u2019Avvertimento:<br \/>\n\u201cCostretto qual fui da imperiose necessit\u00e0 a comporre un dramma alla spezzata, e in pochi giorni, e senza aver modo di rivederlo e correggerlo, se non mi \u00e8 lecito invocare indulgenza pe\u2019 suoi difetti, mi sia concesso almeno di deplorare la trista circostanza di non poter offrire alla Italiana Atene un lavoro meno indegno di Essa, ed oso dirlo, meno indegno di me medesimo\u201d.<br \/>\nPer questo libretto, che non pu\u00f2 essere definito certo un capolavoro contrariamente a quanto affermato da Emilia Branca, Romani si ispir\u00f2 all\u2019omonimo poemetto di Lord Byron, scritto nel 1816 e ambientato nella corte degli Estensi a Ferrara. Protagonista \u00e8, infatti, Parisina, moglie di Azzo d\u2019Este, che morir\u00e0 per il dolore causato dalla morte per esecuzione capitale del suo amante, il giovane Ugo, figlio di Azzo, come si scoprir\u00e0 nel corso dell\u2019opera.<br \/>\n<strong><em>Atto primo<br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Dopo l\u2019ouverture,<\/strong> la stessa di <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2015\/11\/felice-romani-e-i-suoi-melodrammi-ugo-conte-di-parigi-di-donizetti\/\"><em>Ugo, Conte di Parigi<\/em><\/a>, al quale si rimanda per l\u2019analisi, <strong>la scena si apre sulla corte degli Estensi a Ferrara nel XIV sec.<\/strong>; nel dialogo tra Ernesto, ministro di Azzo, e il coro di cortigiani (<em>\u00c8 desto il duca<\/em>) si apprende che il Duca Azzo sospetta di tradimento la moglie Parisina, a sua volta languente per amore. Il coro ed Ernesto tacciono all\u2019arrivo di Azzo al quale il suo ministro annuncia la conquista di Padova, una notizia che avrebbe dovuto allietare il duca in realt\u00e0 afflitto da ben altri pensieri. Questi, dopo aver ordinato di annunciare le liete notizie a Parisina, si produce nel dolce e malinconico cantabile della sua cavatina (<em>Per veder su quel bel viso<\/em>) nel quale afferma che il suo unico desiderio \u00e8 quello di poter restituire il sorriso alla moglie. Rassicurato da Ernesto sul fatto che queste notizie renderanno lieta Parisina (tempo di mezzo: <em>Lieta al par de\u2019 tuoi desiri<\/em>), il duca, nella cabaletta <em>Dall\u2019Eridano si stende<\/em>, ribadisce il suo desiderio di donare la felicit\u00e0 alla moglie dopo aver ricordato con orgoglio la grandezza dei suoi domini. Nel successivo recitativo Azzo confida ad Ernesto che tutta la sua gloria e la sua potenza non sono in grado di placare il suo tormento dettato dalla sua scarsa fortuna in amore, in quanto egli pensa che Parisina, come gi\u00e0 la prima moglie Matilde, lo tradisca con una persona a lui vicina, il giovane Ugo, un trovatello raccolto proprio da Ernesto ed allevato come un vero figlio. Andato via il Duca, fa il suo ingresso in scena Ugo (tempo d\u2019attacco del duetto: <em>Oh! Chi mai veggio? \u00c8 desso<\/em>), che \u00e8 informato da Ernesto del pericolo che incombe su di lui, dal momento che \u00e8 sospettato dal duca di essere l\u2019amante di Parisina. La reazione di Ugo rivela il suo amore per la donna ribadito nel dolce e malinconico cantabile in sol minore <em>Io l\u2019amai fin da quell\u2019ora<\/em> (Es. 1). Ernesto, preoccupato per la sorte del giovane, lo scongiura di andar via, ma questi gli chiede di poterla vedere un\u2019altra volta prima di allontanarsi definitivamente dalla corte (cabaletta: <em>Per le cure, per le pene<\/em>).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-83194 size-large\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-1-512x211.jpg\" alt=\"Parisina Es. 1\" width=\"512\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-1.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-1-290x120.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-1-150x62.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-1-366x151.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><strong>La scena si sposta nel giardino dell\u2019isola di Belvedere sul Po<\/strong> dove, introdotta da un tema leggiadro quasi idillico, Parisina insieme con le sue damigelle, guidate da Imelda, cerca inutilmente un po\u2019 di riposo fra quegli ameni luoghi (recitativo: <em>S\u00ec, ne\u2019 suoi Stati<\/em>) e, interrogata da Imelda sulla ragione di tanta tristezza, ne imputa la causa al destino nel bel cantabile della cavatina dalla struttura tripartita <em>Forse un destin che intendere<\/em>. Imelda, che vorrebbe distogliere la duchessa dai suoi tristi pensieri (tempo di mezzo: <em>Lassa! E te stressa affliggere<\/em>), \u00e8 interrotta da un drappello di cavalieri festanti (Coro: <em>Alle giostre, ai tornei<\/em>) introdotti da una fanfara militare. Niente e nessuno, per\u00f2, possono consolare Parisina che, nella belcantistica cabaletta <em>V\u2019era un d\u00ec<\/em>, dopo aver ricordato i dolci sogni della fanciullezza, afferma che la gioia \u00e8 ormai sparita dalla sua vita. Congedati i Cavalieri (recitativo: <em>La mie repulsa, o prodi<\/em>), Parisina si accorge che uno di loro \u00e8 rimasto; si tratta di Ugo che rivela alla donna di essere tornato di nascosto e che non sarebbe partito di nuovo senza averla vista per l\u2019ultima volta. In questo duetto, una delle pagine pi\u00f9 intense e belle dell\u2019opera, i due si scoprono innamorati e chiede a Parisina di dichiarargli il suo amore (cantabile: <em>Dillo\u2026 io te\u2019l chieggo in merito<\/em>). Alla fine i due decidono di scambiarsi, come ricordo, un fazzoletto (tempo di mezzo: <em>\u00c8 ver, \u00e8 ver\u2026 non dirmelo<\/em>) che possa alleviare i giorni pi\u00f9 tristi e difficili (cabaletta: <em>Quando pi\u00f9 grave e orribile<\/em>). I due sono sorpresi, per\u00f2, dal Duca (tempo d\u2019attacco del Finale I: <em>Giunge il Duca<\/em>) che interroga Ugo sulle ragioni che lo hanno spinto ad abbandonare l\u2019esercito e a trovarsi al cospetto di Parisina; il giovane, dopo aver affermato di aver avuto un regolare permesso dal suo capitano, aggiunge che aveva saputo solo da poco del bando che pesava sulla sua testa e che aveva deciso di recarsi da Parisina affinch\u00e9 ella potesse intercedere per lui. Nel concertato di ottima fattura contrappuntistica (<em>Ah! Tu sai che insiem con esso<\/em>) i due continuano a chiedere un gesto di piet\u00e0 ad Azzo che, alla fine, decide di simulare per scoprire la verit\u00e0. Un festante coro di battellieri (tempo di mezzo: <em>Voga, voga: qual lago stagnante<\/em>) induce Ernesto a chiedere piet\u00e0 per Ugo facendo notare al duca che sarebbe stato anomalo vedere una persona triste in quel giorno. Azzo cede alle preghiere e ordina che Ugo resti. La stretta finale (<em>Vieni, vieni, e in sereno sembiante<\/em>) \u00e8 un tripudio di gioia.<br \/>\n<strong><em>Atto Secondo<br \/>\n<\/em><\/strong><strong>Nel gabinetto privato di Parisina<\/strong> Imelda e le damigelle, introdotte e accompagnate da un leggiadro tema affidato ai violini primi raddoppiati dai flauti e dagli oboi, commentano la rinnovata felicit\u00e0 manifestata dalla coppia ducale durante un torneo nel quale \u00e8 risultato vincitore Ugo. Il recitativo, nel quale Parisina afferma di aver consegnato lei stessa il premio a Ugo, e l\u2019ardore della sue parole confermano il sospetto di Imelda sul sentimento d\u2019amore della duchessa per il giovane, mentre Parisina si abbandona a un sogno di gioia e di libert\u00e0 nell\u2019incantevole romanza <em>Sogno talor di correre<\/em>. Dopo aver congedato le ancelle, Parisina si ritira nell\u2019alcova dove \u00e8 raggiunta da Azzo che, introdotto da un tema agitato, si chiede come possa riposare tranquilla una donna colpevole di adulterio (recitativo: <em>S\u00ec, non ment\u00eer le ancelle<\/em>). L\u2019uomo, roso dalla gelosia, resta nella stanza e sussulta quando sente proferire nel sonno da Parisina il nome di Ugo (Tempo di mezzo: <em>Ugo<\/em>). Tra i due nasce un violento alterco nel quale Parisina, messa alle strette, rivela di amare Ugo e, impavida, chiede al marito di ucciderla (cabaletta: <em>Vibra il ferro<\/em>). Il Duca, dopo aver sguainato il pugnale, si arresta avendo deciso di punire la moglie procurandole il dolore per la morte dell\u2019amato. \u00a0<strong>Ugo, ignaro di quanto avvenuto<\/strong>, mentre continua a festeggiare la vittoria nel torneo (recitativo: <em>N\u00e9 ancor vien ella<\/em>), \u00e8 raggiunto da Ernesto che lo informa del pericolo incombente, ma egli non lo ascolta ed anzi manifesta la sua gioia per l\u2019amore ricambiato di Parisina nel cantabile dell\u2019aria <em>Io sentii tremar la mano<\/em>. La gioia di Ugo dura poco, in quanto \u00e8 interrotta dagli Armigeri che lo arrestano; il giovane, nella cabaletta <em>Questo amor doveva in terra<\/em>, non pu\u00f2 non constatare la fine infelice di questo amore che sar\u00e0 per lui foriero di morte.<br \/>\n<strong>Nel vestibolo, che immette alle due torri<\/strong>, Ugo e Parisina, entrambi in ceppi, sono condotti al cospetto di Azzo che li condanna a morte (recitativo: <em>Ugo! Oh, ciel!<\/em>). I due non nascondono il loro amore ed anzi Parisina accusa Azzo di averla condotta all\u2019altare senza il suo consenso; il Duca \u00e8 irremovibile e condanna a morte Ugo, nonostante Ernesto, sopraggiunto, gli riveli che Ugo \u00e8 suo figlio e che gli era stato affidato dalla madre, Matilde, morente (tempo di attacco: <em>Morte<\/em>). Nello splendido concertato <em>Per sempre<\/em>, che blocca l\u2019azione quasi impietrendo i personaggi, ognuno di loro appare sgomento di fronte a questa rivelazione, mentre Ernesto commenta sbigottito e sconcertato il fatto che tra i due non ci sia alcuna manifestazione di affetto paterno o filiale. Ugo, da parte sua, manifesta un fiero contegno (tempo di mezzo: <em>Protettor d\u2019un\u2019empia madre<\/em>) e, dopo aver accusato il padre di averlo rapito all\u2019affetto della madre, si mostra desideroso di morire (stretta: <em>Non \u00e8 vita, \u00e8 lunga morte<\/em>), mentre Azzo gli impone di allontanarsi prima che i sentimenti paterni cedano il posto a quelli di furore.<br \/>\n<strong><em>Atto terzo<br \/>\n<\/em><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-83202 size-large\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-2-512x64.jpg\" alt=\"Parisina Es. 2\" width=\"512\" height=\"64\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-2.jpg 512w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-2-290x36.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-2-150x19.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Parisina-Es.-2-366x46.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a>Un dolcissimo tema affidato alle viole soliste che si muovono per terze<\/strong> (Es. 2 ) \u00e8 utilizzato da Donizetti per il coro <em>Muta, insensibile<\/em> con il quale Damigelle e Armigeri commentano l\u2019atteggiamento di Parisina disperata perch\u00e9 non sa come salvare Ugo dal supplizio a cui Azzo, offeso dal contegno del figlio, l\u2019ha condannato. Un solenne tema dei corni, che d\u00e0 l\u2019impressione quasi del suono dell\u2019organo, introduce la scena che anticipa per la sua struttura e per la situazione scenica quella splendida del Finale della <em>Lucia<\/em>; qui al posto di Edgardo c\u2019\u00e8 la triste Parisina che sembra rincuorata dalla notizia, riportatale da Imelda, secondo la quale Azzo ha perdonato Ugo, ma poco dopo riceve una lettera di Ugo con cui l\u2019uomo mette in guardia Parisina su Azzo, pregandola, nel contempo, di fuggire con lui al suono della campana che avrebbe annunziato <em>l\u2019ora primiera<\/em>. \u00c8 probabilmente un altro inganno di Azzo che vuole scrutare le reazioni della donna, la quale, afflitta da tristi presagi, si mostra diffidente e manifesta tutto il suo sgomento nel cantabile dell\u2019aria <em>Ciel, sei tu che in tal momento<\/em>. <strong>I tristi presagi di Parisina sono confermati da una lugubre marcia funebre<\/strong> che si sente in lontananza (tempo di mezzo: <em>Silenzio, un suon lugubre<\/em>) e accompagna un coro altrettanto lugubre. La donna tenta, allora, di fuggire, ma \u00e8 fermata da Azzo il quale, con grande crudelt\u00e0, fa aprire i veroni che danno su un cortile dove si vede il cadavere di Ugo. Parisina, ormai fuori di s\u00e9, lancia una maledizione contro Azzo nella cabaletta in tempo moderato (<em>Ugo \u00e8 spento<\/em>), prima di morire distrutta dal dolore.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/237027500&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false\" width=\"323\" height=\"323\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reduce dallo strepitoso successo ottenuto con l&#8217;Elisir d\u2019amore che aveva stupito lo stesso autore tanto da indurlo a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":83267,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[14671,15467,15464,15466,13256,238,15465,278],"class_list":["post-83193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-approfondimenti","tag-carlo-ottolini-porto","tag-carolina-ungher","tag-domenico-cosselli","tag-felice-romani","tag-gaetano-donizetti","tag-ilbert-duprez","tag-parisina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83193"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83266,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83193\/revisions\/83266"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}