{"id":83233,"date":"2014-09-08T03:32:40","date_gmt":"2014-09-08T01:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83233"},"modified":"2018-05-21T23:49:04","modified_gmt":"2018-05-21T21:49:04","slug":"christoph-willibald-gluck-le-cadi-dupe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/christoph-willibald-gluck-le-cadi-dupe\/","title":{"rendered":"Christoph Willibald Gluck: &#8221; Le cad\u00ec dup\u00e8&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8221; Le cad\u00ec dup\u00e8&#8221;<\/strong> (1761)<br \/>\nI soggetti alla turca godevano di particolare fortuna a Vienna. L\u2019impero asburgico era in prima linea nello scontro con gli Ottomani nei Balcani e la minaccia turca pi\u00f9 volte profilata fino quasi alle porte di Vienna aveva creato nel pubblico viennese un interesse per il mondo turco e per le sue tradizioni anche musicali, inoltre l\u2019immagine dello stesso che traspariva da queste opere \u2013 in genere di carattere buffo o comunque leggero \u2013 serviva in qualche modo ad esorcizzarne la paura. Non \u00e8 un caso che una volta definitivamente tramontata la minaccia ottomana i soggetti alla turca passeranno totalmente di moda per scomparire quasi del tutto con il nuovo secolo mentre Vienna verr\u00e0 travolta da una nuova moda all\u2019ungherese forse non casualmente da collegare alle situazioni critiche rappresentate dalle rivolte magiare nella prima met\u00e0 del XIX secolo.<br \/>\nLe opere alla turca si caratterizzavano soprattutto per alcune soluzioni timbriche e cromatiche date dall\u2019uso degli strumenti caratteristici delle fanfare dei giannizzeri \u2013 di fatto la sola musica autenticamente turca conosciuta in occidente \u2013 quasi flauto piccolo, triangolo, grancassa, timpano con cui il pubblico moderno ha famigliari per l\u2019uso che Mozart nel fa nel \u201c<em>Die Entf\u00fchrung aus dem Serail<\/em>\u201d ma che ritroviamo gi\u00e0 pienamente definiti in questo lavoro di Gluck.\u00a0 Gluck piega questi elementi di colore locale all\u2019interno delle modalit\u00e0 espressive proprie del vaudevilles caratterizzato da arie di brevi dimensioni, dalla scrittura lineare e priva di grandi difficolt\u00e0 sul piano strettamente vocale \u2013 queste opere era destinate a cantanti attori capaci di districarsi in entrambe le forme espressive e non ad autentici virtuosi del canto \u2013 caratterizzati da linee melodiche coinvolgenti e sostenuti da un accompagnamento orchestrale brillante e vivace.<br \/>\nLa partitura ha vissuto numerose tribolazioni, andata a persa la stesura originale nel 1878 Fritz Krastl e Johann Nepomuk ricostruirono una propria versione partendo da una riduzione per solo pianoforte ed in questa versione ricostruita l\u2019opera ha avuto una per altro limitatissima circolazione nei decenni seguenti. Solo in seguito una partitura completa \u00e8 stata ritrovata negli archivi dell\u2019Opera di Amburgo fornendo un\u2019idea pi\u00f9 precisa della concezione di Gluck, manca a tutt\u2019oggi non solo un\u2019edizione critica ma anche un\u2019esecuzione anche solo lontanamente attendibile.<br \/>\n<strong>&#8220;Le cad\u00ec dup\u00e9&#8221; (Der betrogene Kadi)<br \/>\n<\/strong>Op\u00e9ra-comique in un atto su libretto di Pierre Ren\u00e9 Le Monnier, versione tedesca di Johann Andr\u00e9.<br \/>\nPrima rappresentazione: Vienna, Burgtheater, 8 dicembre 1761<br \/>\n<em>Le Cad\u00ec<\/em>\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Walter Berry<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong>(basso-baritono)<br \/>\n<em>Fatime, sua moglie<\/em><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Anneliese Rothenberger<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong>(soprano)<br \/>\n<em>Zelmire<\/em>\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Helen Donath<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong>(soprano)<br \/>\n<em>Nuradin\u00a0<\/em><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Nicolai Gedda<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong>(tenore)<br \/>\n<em>Omar, tintore<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/em><strong>Klaus Hirte<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>(baritono)<br \/>\n<em>Omega, sua figlia<\/em>\u00a0\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Regina Marheineke<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong>(soprano)<br \/>\n<strong>Coro e orchestra della Bayerischen Staatsoper \u2013 M\u00fcnchen<br \/>\n<\/strong>Direttore<strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Otmar Suitner<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nMaestro del coro\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Wolfgang Baumgart\u00a0\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\nRegistrazione:luglio 1974 \u2013 B\u00fcrgerbrau M\u00fcnchen<br \/>\n<strong>La trama <\/strong><br \/>\nCon un tono\u00a0 triste, Fatime (soprano) comincia la sua aria ( \u201cAch, wie sindwir zu beklagen&#8230;\u201d). Ha delle buone\u00a0 ragioni per affligersi. Suo marito, il potente e arrogante Cad\u00ec (basso-baritono), vuole prendere un&#8217;altra moglie, ovvero la bella Zelmire (soprano), che non aveva mai visto. Quest&#8217;ultima, tuttavia, aveva respinto la sua proposta e lui si era vendicato facendo in modo che un giovane, Nuradin (tenore),\u00a0 che aveva perso tutte le sue fortune, diventasse figlio di\u00a0 un ricco mercante di Damasco di sua conoscenza e sposarla. Aveva quindi reso Zelmire la moglie di un accattone. In realt\u00e0 Nuradin aveva fatto credere al Cad\u00ec di essere un povero derelitto, ma invece \u2013 essendo innamorato di Zelmire \u2013 lo aveva ingannato. Zelmire vuole vendicarsi del malvagio Cad\u00ec, anche se\u00a0 Nuradin non vorrebbe. Zelmire invece \u00e8 pi\u00f9 che mai decisa nel suo intendo: Omega (soprano), la figlia deforme del tintore Omar (baritono), diventer\u00e0 la moglie del Cadi.\u00a0 Zelmire quindi si trasforma in Omega e inizia a sedurre il Cad\u00ec che, ovviamente\u00a0 cade nella trappola (duetto: \u201cHerr Kadi, was d\u00fcnkt Sie von mir?&#8230;\u201d).<br \/>\nZelmire si rivela sempre pi\u00f9 scaltra nel ruolo di Omega , raccontando al Cadi che il padre non vuole affatto che si sposi e perci\u00f2 la tiene segregata e dice in giro che lei \u00e8 la pi\u00f9 brutta creatura del creato. Zelmire, si finge disperata e implora l&#8217;aiuto del\u00a0 Cad\u00ec gi\u00e0 completamente rapito dalla sua bellezza\u00a0 e vuole sposarla subito. (Aria: \u201cO seliger Tag f\u00fcr mig. Bald, Engel&#8230;\u201d)<br \/>\nOmar viene condotto al cospetto del Cad\u00ec. Il povero tintore afferma di\u00a0 penare non solo per la bruttezza della figli Omega, ma anche perch\u00e8 ha una moglie terribile (aria: \u201cMacht mein Weib mir saure&#8230;\u201d). Omar rimane qundi sconvolto quando riceve la notizie che il ricco Cad\u00ec vuole sposare sua figlia. Non pu\u00f2 essere vero. Ma quando il Cad\u00ec ignora tutti gli avvertimenti, il vero musulmano che sa fare affari emerge in Omar e viene concluso il contratto.<br \/>\nNel frattempo, Fatime implora il marito (Aria: \u201cO, du mein Trauter, sage mir&#8230;\u201d) ma i suoi sentimenti si trasformano improvvisamente in odio quando il Cad\u00ec le annuncia freddamente il divorzio ( duetto \u201cTreuloses Herz&#8230;\u201d ). La situazione ovviamente precipita quando, al momento del matrimonio, il Cad\u00ec scopre la bruttezza della vera Omega che a sua volta si dispera (aria: \u201cIst dein Herz nicht mein &#8230;\u201d). A questo punto si presentano Zelmire e Nureddin che rivelano la loro vera identit\u00e0 e la macchinazioni (\u201cSie wollen and&#8217;re hintergehen&#8230;\u201d). Ovvio il lieto fine. Al\u00a0 Cadi, beffato, non resta che\u00a0 rimanere con la moglie, Fatime che, nonostante tutto, lo perdona (aria: \u201cDa\u00df wir zu nachgebend&#8230;\u201d che confluisce nel finale: \u201cUngeteilt reine Liebe zu schmecken&#8230;\u201d).<br \/>\n<strong>La registrazione<\/strong><br \/>\nL\u2019atteggiamento che pu\u00f2 crearsi all\u2019ascolto dell\u2019unica incisione esistente di quest\u2019opera \u00e8 duplice. Dal punto di vista della correttezza stilistica e filologica infatti l\u2019edizione risulta totalmente falsa. Se infatti ha almeno il merito di utilizzare la partitura nella versione ritrovata ad Amburgo e non il rifacimento ottocentesco di Krastl e Nepomuk al contempo risulta lontanissima da quelle che si possono immaginare le volont\u00e0 dell\u2019autore. La scelta di eseguire l\u2019opera in traduzione tedesca anzich\u00e9 nell\u2019originale francese ne falsa totalmente l\u2019impianto soprattutto considerando lo strettissimo legame che sempre in Gluck unisce testo e musico e che qui viene completamente smarrito. Inoltre la direzione di Otmar Suitner alla guida dei complessi dell\u2019Opera di stato bavarese ignora totalmente qualunque prassi filologica \u2013 e difficilmente avrebbe potuto essere diversamente considerando che l\u2019incisione risale al 1974 quando la filologia musicale viveva i suoi primi vagiti \u2013 e rilegge Gluck secondo un gusto di stampo biedenmaier in cui l\u2019esotismo della partitura si carica di colori pi\u00f9 vicini a certe opere orientali di Weber che non a quelle delle turcherie settecentesche mentre il taglio complessivo dato all\u2019esecuzione evoca pi\u00f9 atmosfere alla Lortzing che il vaudevilles pre-rivoluzionario.<br \/>\nD\u2019altra parte se si lasciano da parte per un momento le valutazioni sulla correttezza stilistica e sulla fedelt\u00e0 alla volont\u00e0 dell\u2019autore l\u2019ascolto in se si rivela pura meraviglia per merito di un cast che annovera alcune delle punte migliori dell\u2019opera tedesca di quella generazione. Le due parti femminili di Fatime e Zelmire sono affidate a due soprani, il primo pi\u00f9 lirico e corposo il secondo pi\u00f9 leggero e brillante con una disposizione che ricorda quella delle coppie mozartiane Kostanze \u2013 Blonde e Pamina \u2013 Papagena. Morbida, luminosa, maliosamente femminile<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Anneliese Rothenberger<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u00e8 una Fatina stupenda nel canto di rara musicalit\u00e0 e nell\u2019accento dolente ma sempre arricchito da una punta di intima vivacit\u00e0, tanto l\u2019aria di sortita \u201c<em>Ach, wie sind wir zu bekiangen<\/em>\u201d (n. 1) quanto quella del secondo atto \u201c<em>O, du mein Trauter<\/em>\u201d (n. 9) sono momenti di grande pienezza musicale ed \u00e8 difficile immaginarli cantanti meglio di quanto faccia la Rothenberger.<br \/>\n<strong>Helen Donath<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>(Zelmire) ha voce pi\u00f9 leggera e meno ricca di armonici ma \u00e8 straordinaria nel tratteggiare un personaggio viperino e spumeggiante, vero punto di snodo di tutta la vicenda. Se il duetto con Nuradin \u201c<em>Welch ein s\u00fc\u00dfes Gl\u00fcck<\/em>\u201d(n. 3) ha qualche cosa gi\u00e0 quasi di operettistico \u2013 anche in conseguenza del taglio dato dalla direzione \u2013 \u00e8 impagabile quello con il Kad\u00ec \u201c<em>Herr Kad\u00ec, was d\u00fcnkt Sie von mir?<\/em>\u201d (n. 4) in cui gi\u00e0 si riconoscono le dinamiche di quello mozartiano fra Blonde e Osmin \u2013 tanto da chiedersi se il divino Amad\u00e9 avesse avuto la possibilit\u00e0 di conoscere quest\u2019opera -nel contrasto fra la personalit\u00e0 spumeggiante e di lei e quella quasi inebetita di lui, un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Walter Berry<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>perfetto al riguardo. Berry non \u00e8 un autentico basso come sarebbe previsto per il Cad\u00ec quanto piuttosto un basso-baritono ma l\u2019artista \u00e8 straordinario nel tratteggiare un personaggio perfettamente compiuto nel suo diventar buffo non per smorfiette e gigionate ma nel rapporto musicale con gli altri personaggi. Ed eccolo come inebetito nel citato duetto con Zelmire; inutilmente autoritario in quello con Omar (n. 8), svettante nell\u2019aria \u201c<em>O seliger Tag<\/em>\u201d (n. 6) dove l\u2019orchestrazione acquisisce espliciti caratteri turcheschi. Pur nel breve ruolo di Nuradin \u2013 di fatto ridoto alla bella aria di sortita \u201c<em>Teure, lasse dich erflehen<\/em>\u201d (n. 2) e al successivo duetto con Zelmire (n. 3) \u2013<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Nicolai Gedda<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>sfoggia a pieno la propria voce di abbagliante luminosit\u00e0 e compattezza e le sue non comuni doti di musicista che ne hanno fatto uno dei maggiori tenori in senso assoluto del XX secolo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Klaus Hirte<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u00e8 decisamente tenorile nel ruolo baritonale di Omar risultando in certi passaggi perfino pi\u00f9 chiaro di Gedda ma questo gli permette di ottenere un buon contrasto timbrico con il baritonale Cad\u00ec di Berry nel duetto \u201c<em>Ach leider, mu\u00df ich\u2019s klagen<\/em>\u201d (n. 8). Completa il cast la buona prova di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>Regina Marheineke<\/strong><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>nel ruolo di Omega, la figlia di Omar. A questo punto ci si pu\u00f2 chiedere quanto tutto questo corrisponda all\u2019effettiva volont\u00e0 di Gluck e alle caratteristiche autentiche della partitura. Probabilmente molto poco ma per una volta ci si pu\u00f2 abbandonare al semplice piacere dell\u2019ascolto lasciando per un momento da parte le ragioni della filologia e dello stile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8221; Le cad\u00ec dup\u00e8&#8221; (1761) I soggetti alla turca godevano di particolare fortuna a Vienna. 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