{"id":83502,"date":"2016-01-30T08:41:33","date_gmt":"2016-01-30T07:41:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83502"},"modified":"2016-01-30T01:08:29","modified_gmt":"2016-01-30T00:08:29","slug":"carlo-enrico-pasta-1817-1898-atahualpa-1875","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/carlo-enrico-pasta-1817-1898-atahualpa-1875\/","title":{"rendered":"Carlo Enrico Pasta (1817-1898): &#8220;Atahualpa&#8221; (1875)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Opera in quattro atti su testo di Antoni Ghislanzoni. <strong>Aris Argiris <\/strong>(Atahualpa), <strong>Arianna Ballotta <\/strong>(Cora), <strong>Ivan Magr\u00ec <\/strong>(Hernando de Soto), <strong>Vassily Ladyuk <\/strong>(Francisco Pizzaro), <strong>Carlo Cigni <\/strong>(Vicente de Valverde), <strong>Xavier Fern\u00e1ndez <\/strong>(Ferrando Pizzaro), <strong>Juan Pablo Marcos <\/strong>(Esploratore), <strong>Rosa Parodi <\/strong>(Schiava). <strong>Orquestra sinf\u00f3nica Nacional del Per\u00f9<\/strong>, <strong>Manuel L\u00f3pez-G\u00f3mez <\/strong>(Direttore), <strong>Coro Nacional del Per\u00f9<\/strong>, <strong>Javier S\u00fanico<\/strong> (Maestro del coro).<\/em> Registrazione: Gran Teatro Nacional de Lima, 23-25 marzo 2013. <strong>2 CD Universal 4811771<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il mondo dei compositori italiani attivi intorno a Verdi costituisce una realt\u00e0 ancora poco esplorata e, se possibile,\u00a0 ancor meno nota \u00e8 la vita musicale negli stati latino-americani del XIX secolo dove pure la passione per l\u2019opera era una realt\u00e0 ben presente anche in virt\u00f9 degli stretti legami che questi mantenevano con quanto avveniva negli stessi anni in Europa. All\u2019incrocio di queste due realt\u00e0 si colloca l\u2019opera del milanese Carlo Enrico Pasta (1817-1898) formatosi fra Milano e Parigi, dove godette della protezione di Rossini e Adam, patriota della Repubblica Romana, per cui nel 1849 compose \u201c<em>La rondine<\/em>\u201d che in breve divenne uno degli inni dei combattenti; trasferitosi\u00a0 nel 1855 in Per\u00f9, vi sarebbe rimasto fino alla fine dei suoi giorni salvo rari ritorni in Italia. Nella sua nuova terra si integr\u00f2 rapidamente affermandosi come compositore di zarzuela, prima, su libretti importati dalla Spagna, e, poi, collaborando con poeti locali come Juan Cossio; il loro \u201c<em>Rafael Sanzio<\/em>\u201d del 1867 viene considerato la prima zarzuela autenticamente peruviana mentre \u201c<em>La fronda<\/em>\u201d del 1871 \u00e8 la prima opera italiana composta appositamente per il Per\u00f9 (pur riutilizzando materiale risalente al 1855 ma rimasto inedito).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In occasione di un rientro in Italia nel 1875 fece rappresentare a Genova \u201c<em>Atahualpa<\/em>\u201d, su libretto di Antonio Ghislanzoni; l&#8217;opera, che fu ripresa in seguito anche a Lima e Milano, rappresent\u00f2 forse il suo maggiore successo. Considerata perduta, l\u2019opera \u00e8 stata recentemente recuperata anche se solo nella stesura per canto e pianoforte mentre nulla resta dell&#8217;orchestrazione. Per realizzare il desiderio di riportarla in scena in occasione del Festival Internazionale d\u2019Opera Alajandro Granda \u00e8 stato affidato l\u2019incarico di riorchestrare lo spartito al compositore Matteo Angeloni, autore di un lavoro encomiabile per aderenza stilistica e forza espressiva con cui l\u2019opera \u00e8 tornata alla luce.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La musica di Pasta adotta un linguaggio magari non aggiornatissimo ma non privo di efficacia; dominante l\u2019influenza di Meeyerber evidentemente assorbita negli anni francesi cos\u00ec come significativi sono gli echi verdiani anche se pi\u00f9 quelli degli anni giovanili e delle opere parigine che non quelli della produzione contemporanea del maestro di Busseto \u2013 si notino le assonanze fra il coro dei soldati spagnoli che apre l\u2019opera e la scena per molti versi simile all\u2019inizio de \u201c<em>I vespri siciliani<\/em>\u201d. L\u2019opera \u00e8 poi percorsa da un forte impeto morale che tutta l\u2019attraversa e l\u2019innerva in un fortissimo slancio ideale contro il colonialismo e il fanatismo che accende la fantasia del compositore.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Merito anche del libretto di Ghislanzoni che, partendo da un impianto apparentemente banale come la storia d\u2019amore fra la principessa indigena e il nobile cavaliere nemico, lo svolge con originalit\u00e0 contrapponendo con forza il fanatismo dei conquistatori \u2013 incarnato dal monaco Valverde \u2013 alla nobile tolleranza degli indigeni fra i quali si pone un Pizarro particolarmente problematico nel suo ondeggiare fra la nera influenza del monaco e quella positiva del luogotenente Soto, innamorato dalla principessa inca Cora e propugnatore della pace con i nativi. Contrapposizione che raggiunge il culmine nell\u2019ultimo atto quando Cora, fattasi cristiana per amore scopre gli inganni di Valverde che racconta al popolo la finta conversione del Re per costringerlo a piegarsi; a quel punto, sconvolta dalla perfidia del frate, la fanciulla svela l\u2019inganno e, rinnegato il battesimo, accetta il martirio diventando eroina di un popolo vinto ma non domato mentre il coro riprende il tema dell\u2019inno peruviano con l\u2019augurio di un futuro glorioso di riscatto. Interessante anche l\u2019immagine dei soldati spagnoli visti s\u00ec come nemici ma sostanzialment,e nobili e umani, vittime anch\u2019essi di una guerra che ormai non comprendono pi\u00f9 e soprattutto manovrati con lucido cinismo dall\u2019inquisizione vero demone che tutto regge. Nell\u2019ottica peruviana di Pasta invasori e nativi sono le due parti da cui sarebbe nato il nuovo popolo peruviano mentre il cristianesimo \u00e8 la forza diabolica che ha portato alla distruzione della cultura nativa e ha impedito un\u2019integrazione autentica e pacifica.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La musica di Pasta aderisce al libretto con convinzione e notevole ispirazione melodica. La struttura guarda al Grand-Op\u00e9ra, pur scremandolo degli eccessi spettacolari di contorno; le arie tendono, infatti, ad inserirsi in blocchi strutturalmente pi\u00f9 ampi che raggiungono il massimo effetto nei grandi finali d\u2019atto. La vocalit\u00e0 affonda ancora nel gusto della prima met\u00e0 del secolo e ricorda soprattutto quella delle opere giovanili di Verdi. Notevole maestria \u00e8 dimostrata nel trattamento delle masse corali. Non conosciamo quale fosse l\u2019orchestrazione originale di Pasta che per\u00f2 sappiamo molto apprezzato al riguardo dalla critica dell\u2019epoca; quella di Angeloni \u00e8 brillante e vitale, di grande freschezza timbrica e lascia l\u2019ascoltatore decisamente soddisfatto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Registrata dal vivo in occasione della sua ripresa a Lima, questa produzione si fa subito ammirare per l\u2019alta qualit\u00e0 tecnica della registrazione che non soffre dei difetti tipici delle registrazioni live e presenta una pulizia di suono all\u2019altezza di un prodotto in studio. Sul piano musicale gran merito della riuscita spetta alla convinzione e all\u2019entusiasmo dell\u2019<strong>Orquestra sinf\u00f3nica Nacional del Per\u00f9 <\/strong>e del <strong>Coro Nacional del Per\u00f9<\/strong> diretti rispettivamente da <strong>Manuel L\u00f3pez-G\u00f3mez <\/strong>e <strong>Javier S\u00fanico, <\/strong>autori di una lettura musicalmente impeccabile, di grande rigore formale e stilistico e con una qualit\u00e0 musicale complessiva degna di ben pi\u00f9 blasonati complessi europei, specie l\u2019impegnatissimo coro cui sono destinate alcune delle pagine pi\u00f9 riuscite dell\u2019opera.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella compagnia di canto spiccano le voci gravi. L\u2019elemento migliore risulta il Pizzaro di <strong>Vassily Ladyuk, <\/strong>baritono nobile dal bel timbro e dalla notevole solidit\u00e0 e interprete sensibile che riesce a ben delineare questa figura contradditoria; la grande aria \u201c<em>O fratel! Se al suolo ispano<\/em>\u201d \u00e8 momento di nobile abbandono lirico e trova in Ladyuk interprete di notevole convinzione ed eleganza. <strong>Aris Argiris <\/strong>\u00e8 un Atahualpa non raffinatissimo come linea vocale e limitato da una pronuncia italiana spesso fin troppo artificiosa ma la voce \u00e8 solida e il fraseggio non manca di autorit\u00e0 tanto nel duetto con Cora \u2013 in cui palese \u00e8 il ricordo di quello fra Amonasro e Aida \u2013 tanto nei declamati degli scontri con Valverde, un <strong>Carlo Cigni, <\/strong>quest&#8217;ultimo, solido e granitico, non privo di qualche guizzo mefistofelico non improprio per questo gesuita spietato e fanatico, pi\u00f9 basso diabolico e sacerdotale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Entusiasma meno la coppia dei giovani innamorati. <strong>Ivan Magr\u00ec <\/strong>avrebbe la giusta voce luminosamente lirica di Hernando de Soto, forse solo un po&#8217; leggera. Il problema \u00e8 la quadratura tecnica: problematica unit\u00e0 ad una musicalit\u00e0 carente con tendenza a forzare e ad allargare inutilmente i suoni compromettendo l\u2019intonazione e la correttezza della linea di canto. Quasi speculare la situazione di <strong>Arianna Ballotta<\/strong>, musicale, espressiva, tecnicamente solida; il suo problema \u00e8 che la parte di Cora \u00e8 chiaramente di soprano lirico pieno capace di emergere su una base orchestrale spesso densa e caratterizzata da scatti improvvisi \u2013 per certi aspetti pu\u00f2 ricordare quella di Maria Boccanegra \u2013 al contrario la Ballotta possiede una voce leggera e delicata che gestisce con intelligenza e gusto ma ovviamente \u00e8 spesso al limite. Buone le parti di fianco e assolutamente positiva l\u2019impressione sull\u2019opera meritevole di un attento ascolto e che non dispiacerebbe veder allestita sui nostri palcoscenici.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in quattro atti su testo di Antoni Ghislanzoni. 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