{"id":83658,"date":"2016-01-21T22:58:26","date_gmt":"2016-01-21T21:58:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83658"},"modified":"2016-12-10T04:07:33","modified_gmt":"2016-12-10T03:07:33","slug":"modena-teatro-comunale-lamico-fritz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/modena-teatro-comunale-lamico-fritz\/","title":{"rendered":"Modena, Teatro Comunale: &#8220;L&#8217;amico Fritz&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Comunale \u201cLuciano Pavarotti\u201d, Stagione d\u2019opera 2015\/2016<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;L\u2019AMICO FRITZ&#8221;<\/strong><br \/>\nCommedia lirica in tre atti di P. Suardon (Nicola Daspuro) dal romanzo omonimo di Erckmann-Chatrian.<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Pietro Mascagni<\/strong><br \/>\n<em>Suzel<\/em> SARAH BARATTA<br \/>\n<em>Fritz Kobus <\/em>IVAN DEFABIANI<em><br \/>\nBeppe lo zingaro <\/em>NICOLE BRANDOLINO<em><br \/>\nDavid il rabbino <\/em>GIOVANNI TIRALONGO<em><br \/>\nFederico <\/em>ALEANDRO MARIANI<em><br \/>\nHanez\u00f2 <\/em>MARIANO BUCCINO<em><br \/>\nCaterina <\/em>MARTA MARI<em><br \/>\n<\/em>Orchestra Giovanile Luigi Cherubini<br \/>\nCoro del Teatro Municipale di Piacenza<br \/>\nVoci bianche del Coro Farnesiano di Piacenza<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Donato Renzetti<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro\u00a0<strong>Corrado Casati<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro di voci bianche <strong>Mario Pigazzini<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0<strong>Leo Nucci<\/strong><br \/>\nScene <strong>Carlo Centolavigna<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Artemio Cabassi<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Claudio Schmid <\/strong><br \/>\nProgetto Opera Laboratorio 2015 della Fondazione Teatri di Piacenza, Coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro Alighieri di Ravenna<br \/>\n<em>Modena, 17 gennaio 2016 <\/em><br \/>\nLapidario Verdi. Si imbatt\u00e9 nell\u2019<em>Amico Fritz<\/em> e subito scrisse a Ricordi: <em>\u201cHo letto in vita mia molti, moltissimi libretti cattivi, ma non ho mai letto un libretto scemo come questo\u201d.<\/em> Possiamo stemperare il giudizio, ma \u00e8 pur vero che allestire la seconda opera di Pietro Mascagni \u00e8 questione spinosa: un lieto fine prevedibile fin dalla prima battuta e personaggi di mezzo carattere, fin troppo evanescenti (\u201cL\u2019accento della parola in generale \u00e8 buono, pure non scolpisce mai al vero la situazione\u201d rincarava Verdi nella stessa lettera). Prima a Piacenza e ora al Comunale di Modena, un <strong>Leo Nucci<\/strong> regista ha provato a dare \u201cpi\u00f9 sprint\u201d (testuale, dalle note di regia!) a questa che qualcuno ha definito come l\u2019ultimo grande esempio di opera semiseria. Peccato che qui non si centri il bersaglio: una spolverata di cultura ebraica qua e l\u00e0 meglio contestualizza l\u2019azione troppo spesso vagamente calata in un\u2019Alsazia pastorale, ma non saranno certo una menorah poggiata sul tavolino, i boccoli ortodossi del rabbino David o i giudaici sponsali a fine d\u2019opera a dare pi\u00f9 profondit\u00e0 ai personaggi. E quel richiamo alla pittura impressionista ricercato nelle scene di <strong>Carlo Centolavign<\/strong>a non va oltre il lodevole proposito; si risolve in fondali di buona fattura, didascalici e nulla pi\u00f9 come i costumi di <strong>Artemio Cabassi<\/strong>, e in un siparietto iniziale in cui lo spettatore capisce chiaramente di essere di fronte ad un quadro animato, fotografato con tanto di tablet da una svampita da museo che passeggia in proscenio. Sarebbe stato meglio curare di pi\u00f9 la recitazione della giovane compagnia di canto. Invece no, la gestualit\u00e0 \u00e8 ora ammiccante, ora disinteressata, ora partecipe ma solo esteriormente. Si sarebbe potuto curare di pi\u00f9 la qualit\u00e0 complessiva del canto, in questa commedia lirica florida di spunti melodici.<br \/>\nMa le voci (giovani, si \u00e8 detto, e tutte fresche) fanno un po\u2019 quel che vogliono. Per cui il tenore <strong>Ivan Defabiani<\/strong> avr\u00e0 buon timbro e sostanza vocale, ma &#8220;turiddeggia&#8221; un po\u2019 troppo laddove invece tanti Fritz del passato sfumavano, qualche mezza voce suona ingolata e nel terzo atto non passa sempre l\u2019orchestra. La Suzel di <strong>Sarah Baratta<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 appropriata: attacca \u201cSon pochi fiori\u201d e si capisce che la voce \u00e8 quella di un bel soprano lirico al quale non guasterebbe pi\u00f9 corpo nei centri e qualche colore in pi\u00f9. <strong>Nicole Brandolino<\/strong> \u00e8 un Beppe spigliato, di timbro chiaro ed emissione facile. Ma \u00e8 forse<strong> Giovanni Tiralongo<\/strong> a dare la prova pi\u00f9 convincente, regalando al personaggio di David acuti sicuri e luminosi e un timbro piacevole, appena adombrato da un vibrato talvolta troppo stretto. Corretto l\u2019Hanez\u00f2 di <strong>Mariano Buccino<\/strong>, al pari di <strong>Marta Mari<\/strong> nel piccolo ruolo di Caterina. Poco elegante il Federico di <strong>Aleandro Mariani<\/strong>.<br \/>\nDalla buca <strong>Donato Renzetti<\/strong> lascia fare, d\u00e0 gli attacchi essenziali al cast e al<strong> Coro del Teatro Municipale di Piacenza<\/strong>, dignitoso come di consueto. Pi\u00f9 amorose attenzioni dona all\u2019<strong>Orchestra Cherubini<\/strong>, che invero suona piuttosto bene: gli archi hanno molte tinte, gli ottoni sanno essere morbidi e i legni sono all\u2019altezza dei tanti passi a solo. Il meglio arriva nel noto Intermezzo, staccato con irruenza. Qualcuno obietter\u00e0 che il rutilante va lasciato a un altro intermezzo, quello di <em>Cavalleria<\/em>: siamo pur sempre fra il secondo e il terzo atto di una <em>com\u00e9die larmoyante<\/em>. Ma va benissimo cos\u00ec: un po\u2019 di teatro, perdio!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Comunale \u201cLuciano Pavarotti\u201d, Stagione d\u2019opera 2015\/2016 &#8220;L\u2019AMICO FRITZ&#8221; Commedia lirica in tre atti di P. 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