{"id":83687,"date":"2016-01-23T23:42:26","date_gmt":"2016-01-23T22:42:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83687"},"modified":"2016-12-11T20:07:02","modified_gmt":"2016-12-11T19:07:02","slug":"stiffelio-al-teatro-la-fenice-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/stiffelio-al-teatro-la-fenice-di-venezia\/","title":{"rendered":"&#8220;Stiffelio&#8221; al Teatro la Fenice di Venezia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La Fenice, Lirica e balletto Stagione 2015-2016<\/em><br \/>\n<strong>\u201cSTIFFELIO\u201d<\/strong><br \/>\nLibretto di Francesco Maria Piave dal dramma Le pasteur, ou L\u2019\u00e9vangile et le foyer di \u00c9mile Souvestre ed Eug\u00e8ne Bourgeois.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Stiffelio <\/em>STEFANO SECCO<br \/>\n<em>Lina<\/em> JULIANNA DI GIACOMO<br \/>\n<em>Stankar<\/em> DIMITRI PLATANIAS<br \/>\n<em>Raffaele<\/em> FRANCESCO MARSIGLIA<br \/>\n<em>Jorg<\/em> SIMON LIM<br \/>\n<em>Federico di Frengel<\/em> CRISTIANO OLIVIERI<br \/>\n<em>Dorotea<\/em> SOFIA KOBERIDZE<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Daniele Rustioni<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Marino Moretti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Johannes Weigand<\/strong><br \/>\nScene e luci <strong>Guido Petzold<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Judith Fischer<\/strong><br \/>\n<em>Venezia, 22 gennaio 2016<br \/>\n<\/em>Lo <em>Stiffelio<\/em> torna, dopo trent&#8217;anni, alla Fenice. Opera dall&#8217;incerta fortuna, contribu\u00ec a segnare il passaggio dall&#8217;anelito patriottico del primo Verdi all&#8217;interesse per la societ\u00e0 borghese di quel tempo, per l&#8217;analisi psicologica dei personaggi. Gli \u201canni di galera\u201d con la loro parossistica attivit\u00e0 compositiva si concludono con <em>Luisa Miller<\/em> (prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 8 dicembre 1849), incentrata su un personaggio femminile di cui si indagano i sentimenti e, appunto, con <em>Stiffelio<\/em>, basato sul tema scabroso dell&#8217;adulterio, per giunta perpetrato ai danni di un pastore protestante. La tiepida accoglienza che il pubblico napoletano aveva riservato alla <em>Luisa<\/em>, spinse Verdi a interrompere la sua collaborazione con il San Carlo \u2013 al cui impresario aveva promesso un&#8217;altra opera \u2013 e a mettersi nelle mani dell&#8217;editore Ricordi e dell&#8217;esperto Salvatore Cammarano per un nuovo lavoro, pur in assenza di un committente preciso. Rispunt\u00f2 il vecchio progetto del <em>Re Lear<\/em>, ma Cammarano prendeva tempo. Fu cos\u00ec che Verdi si rivolse al fidato Piave, anche perch\u00e9 nel frattempo il Teatro La Fenice di Venezia gli aveva richiesto una nuova opera. Il compositore impose al librettista muranese <em>Le roi s&#8217;amuse<\/em> di Hugo, ma accett\u00f2 altres\u00ec di prendere in considerazione un soggetto propostogli dallo stesso Piave, tratto da un dramma francese di \u00c9mile Souvestre e Eug\u00e8ne Bourgeois, <em>Le pasteur ou l&#8217;\u00e9vangile et le foyeur<\/em>, da cui sarebbe nato lo <em>Stiffelio<\/em>. L&#8217;opera \u201ccreata\u201d \u2013 seppur stravolta dai tagli della Censura \u2013 al Teatro Grande di Trieste il 16 novembre 1850), rappresenta un ulteriore passo avanti verso quell&#8217;approfondimento psicologico, che avrebbe trovato piena realizzazione proprio a partire dal <em>Rigoletto<\/em>, rappresentato per la prima volta a Venezia solo qualche mese dopo, il 13 marzo 1851.\u00a0 Sono note le vicende che portarono Verdi a ritirare quest&#8217;opera sfortunata, sostituendola con un suo radicale rifacimento, l&#8217;<em>Aroldo<\/em>. Dunque lo <em>Stiffelio<\/em> scomparve dalle scene per circa un secolo e, quando il Regio di Parma, nel 1968, intese riproporlo, si dovette ricorrere a due manoscritti non autografi (conservati presso il Conservatorio di Napoli), essendosi perduta la partitura \u201cufficiale\u201d. Altre date fondamentali per la rinascita dell&#8217;opera sono: il 1985, allorch\u00e9 il Teatro La Fenice ripropose insieme <em>Aroldo<\/em> e <em>Stiffelio<\/em>, in un porficuo confronto; il 1993, anno in cui il Covent Garden lo rappresent\u00f2 per la prima volta in Inghilterra nell\u2019edizione critica curata da Kathleen Kuzmick Hansell per conto della University of Chicago Press e di casa Ricordi; il 1995, quando lo <em>Stiffelio<\/em> si diede per la prima volta alla Scala sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni. Ciononostante l&#8217;opera non \u00e8 mai entrata stabilmente in repertorio. Pi\u00f9 che opportuna, dunque, l&#8217;iniziativa della Fenice di rimettere l&#8217;opera in cartellone, dopo trent&#8217;anni, proponendo al pubblico e alla critica uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi della presente stagione lirica veneziana. Certo lo <em>Stiffelio <\/em>non pu\u00f2 stare all&#8217;altezza dei titoli che compongono la cosiddetta trilogia popolare, di cui tuttavia costituisce una fondamentale anticipazione: se l&#8217;opera \u00e8 ancora legata a certe forme convenzionali, a certi stilemi di derivazione donizettiana, \u00e8 innegabile che in essa si preannunciano soluzioni musicali a venire, in particolare quel declamato drammatico, che si ritrover\u00e0 nel Rigoletto, a testimoniare la nuova visione umana, realistica, non aulica del melodramma. Per non citare le ricorrenti modulazioni inattese, il frequente ricorso all&#8217;enarmonia o le diffuse ricercatezze timbriche.<br \/>\nDi tutto questo \u00e8 sembrato consapevole il giovane, ma gi\u00e0 maturo direttore<strong> Daniele Rustion<\/strong>i, che ha improntato la sua interpretazione ad una raffinata ricerca del suono, ottenendo dall&#8217;orchestra \u2013 ancora una volta in ottima forma \u2013 impasti sonori nitidi e brillanti, dimostrando altres\u00ec di saper trovare sempre il giusto accento al pari di un&#8217;equilibrata scelta di tempi, cui si univa una rara capacit\u00e0 di accompagnare le voci, come si \u00e8 potuto cogliere anche nei poderosi concertati. Ne \u00e8 risultato un Verdi sanguigno e nel contempo sottile indagatore dell&#8217;animo umano. Come dev&#8217;essere.<br \/>\nNon cos\u00ec convincente la regia di <strong>Johannes Weigand <\/strong>(apprezzato qualche anno fa dal pubblico veneziano per la messinscena de <em>La porta della legge<\/em> di Sciarrino), che proietta la vicenda e i personaggi in una realt\u00e0 estraniante, in cui l&#8217;interno (l&#8217;intimit\u00e0 della casa) e l&#8217;esterno (uno spazio abbastanza indeterminato, in cui domina un faro a tre luci, che nell&#8217;ultima scena si fa pulpito) sono separati da una sorta di grata, che a tratti si apre, dimostrando l&#8217;impossibilit\u00e0 di difendere la pace domestica dall&#8217;invidia del Mondo. Si tratta di un&#8217;impostazione registica piuttosto debole, che si \u00e8 tradotta in una permanente staticit\u00e0 sulla scena, in cui gestualit\u00e0, luci, arredi e costumi erano complessivamente poco espressivi. Di difficile comprensione poi la presenza, nel secondo atto, delle tombe, tra cui quella della madre di Lina, ai piedi del succitato faro, in una scena che dovrebbe avere un carattere lugubre, cimiteriale, ossianico.<br \/>\nMediamente di buon livello le voci. Degna di nota la prestazione di<strong> Stefano Secco <\/strong>nel ruolo eponimo, che ha sfoggiato una cangiante espressivit\u00e0 \u2013 come si addice ad un personaggio combattuto tra il desiderio di vendetta e la propensione al perdono evangelico \u2013, un fraseggio scolpito, una voce potente, dal timbro chiaro, per quanto rivelando, forse, un&#8217;emissione un po&#8217; troppo aperta. Pi\u00f9 modesta<strong> Julianna Di Giacomo<\/strong>, quale Lina: la sua voce dal bel timbro perlaceo perdeva di morbidezza negli acuti, i quali pi\u00f9 che cantati risultavano gridati nella loro inespressiva fissit\u00e0. Autorevole<strong> Dimitri Platanias <\/strong>nei panni del Padre di Lina, che con voce timbrata e stentorea ha offerto un personaggio virilmente sdegnato. Di notevole eleganza lo Jorg offerto da<strong> Simon Lim<\/strong>, una voce dal nobile brunito metallo, assolutamente omogenea e perfettamente padroneggiata. Buona la<em> performace<\/em> di<strong> Francesco Marsiglia <\/strong>nel ruolo di Raffaello, reso in tutta la sua scialba pusillanimit\u00e0, al pari di quelle di<strong> Cristiano Olivieri <\/strong>(Federico di Frengel) e<strong> Sofia Koberidze <\/strong>(Dorotea). Pienamente all&#8217;altezza il coro, istruito da<strong> Claudio Marino Moretti<\/strong>, cui sono affidate alcune pagine straordinarie, a conferma della particolare sensibilit\u00e0 nei confronti di questa formazione, dimostrata dal Maestro di Busseto. Successo pieno. <em>Foto Michele Crosera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La Fenice, Lirica e balletto Stagione 2015-2016 \u201cSTIFFELIO\u201d Libretto di Francesco Maria Piave dal dramma Le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":83689,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4709,5636,3660,6197,853,153,12546,5991,145,7213,11205,1274,1326,319],"class_list":["post-83687","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-claudio-marino-moretti","tag-cristiano-olivieri","tag-daniele-rustioni","tag-dimitri-platanias","tag-francesco-marsiglia","tag-giuseppe-verdi","tag-johannes-weigand","tag-julianna-di-giacomo","tag-opera-lirica","tag-simon-lim","tag-sofia-koberidze","tag-stefano-secco","tag-stiffelio","tag-teatro-la-fenice-di-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83687"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83691,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83687\/revisions\/83691"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}