{"id":83874,"date":"2016-02-29T23:39:25","date_gmt":"2016-02-29T22:39:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=83874"},"modified":"2016-03-01T02:42:02","modified_gmt":"2016-03-01T01:42:02","slug":"giuseppe-verdi-1813-1901-aida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giuseppe-verdi-1813-1901-aida\/","title":{"rendered":"Giuseppe Verdi (1813-1901): &#8220;Aida&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Opera lirica in quattro atti su libretto di Salvatore Ghislanzoni. <strong>Anja Harteros <\/strong>(Aida), <strong>Jonas Kaufmann <\/strong>(Radames), <strong>Ekaterina Semenchuk <\/strong>(Amneris), <strong>Ludovic T\u00e9zier <\/strong>(Amonasro), <strong>Erwin Schrott <\/strong>(Ramphis), <strong>Marco Spotti <\/strong>(Il re), <strong>Paolo Fanale <\/strong>(Un messaggero), <strong>Eleonora Buratto <\/strong>(Una sacerdotessa), <strong>Orchestra dell\u2019Accademia di Santa Cecilia<\/strong>, <strong>Antonio Pappano <\/strong>(Direttore), <strong>Coro dell\u2019Accademia di Santa Cecilia<\/strong>, <strong>Ciro Visco <\/strong>(Maestro del coro). <\/em>Registrazione: Roma, Auditorium Parco della Musica, febbraio 2015. <strong>3 CD Warner Classics\u00a0<\/strong> 0825646106639<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Questa nuova registrazione di \u201c<em>Aida<\/em>\u201d ha come merito principale quello di farci riascoltare il vero Pappano; dopo alcuni prodotti discografici sostanzialmente retti pi\u00f9 dal mestiere che dall\u2019ispirazione qui ritroviamo il grande direttore che tante volte abbiamo potuto ammirare. \u00c8 difficile trovare una propria via personale in una discografia tanto ricca come quella del capolavoro verdiano eppure <strong>Antonio Pappano<\/strong> riesce nell\u2019impresa cogliendo pienamente l\u2019ambiguit\u00e0 di quest\u2019opera dove su una tinta notturna, crepuscolare, quasi pre-decadente si stagliano le monumentali architetture sonore dei grandi momenti eroici. Fin dai primi accordi del preludio emergono i tratti essenziali della direzione di Pappano, un taglio fortemente sinfonico che fa dell\u2019orchestra la vera protagonista di questa edizione; i colori sono soffusi, morbidi, crepuscolari, l\u2019agogica distesa, ampia, nobilmente scandita. L\u2019opera scorre come il Nilo, un grande fiume \u2013 in questo caso sonoro \u2013 che riflette la luna delle luminose notti egiziane. Una lettura come questa non pu\u00f2 che esaltare al massimo il colore ambientale del III atto cos\u00ec come i profumi stordenti d\u2019oriente che emana il boudoir di Amneris. Ma proprio questo soffuso lirismo rende ancor pi\u00f9 evidente lo scatto improvviso delle accensioni drammatiche ed eroiche nel grande concertato del I atto, nella marcia trionfale veramente eroica e solenne nelle sue dinamiche ampie e distese senza inutili smanie di velocizzare, fino alla soggiogante, titanica esplosione che accompagna la maledizione di Amneris capace di far tremare lo stesso tempio in cui viene scagliata. Inoltre in Pappano il senso teatrale si unisce ad una cura di ogni dettaglio, ad una capacit\u00e0 di valorizzare anche le componenti pi\u00f9 minute senza mai perdere di vista la costruzione complessiva. A una grandissima \u201c<em>Aida<\/em>\u201d sul piano orchestrale e della concertazione non corrisponde la compagnia di canto che non appare dello stesso livello.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Quasi spiazzante per certi versi il Radames di <strong>Jonas Kaufmann<\/strong> il quale parte magnificamente tratteggiando una \u201c<em>Celeste Aida<\/em>\u201d di intenso lirismo senza inutili esibizioni muscolari e chiusa da un notevole si bemolle in pianissimo; di contro nel successivo concertato il tenore non convince. \u201c<em>Sacro fremito di gloria<\/em>\u201d non ha l\u2019autorit\u00e0 necessaria e nell\u2019insieme la voce tende a risultare poco evidente.\u00a0 Questo doppio binario lo accompagner\u00e0 in tutta l\u2019opera: di altissimo livello i momenti pi\u00f9 lirici \u2013 spettacolare il canto sul fiato di \u201c<em>O\u00a0terra,\u00a0addio;\u00a0addio,\u00a0valle\u00a0di\u00a0pianti.<\/em>..\u201d \u2013 rispetto ad una mancanza di autentica fibra drammatica nei momenti pi\u00f9 scoperti in tal senso rovesciando quanto ci si potrebbe aspettare dal suo tipo di vocalit\u00e0. Gli acuti sono alquanto personali come tecnica con una tendenza non piacevolissima ad allargare al momento dell\u2019attacco ma una volta che la voce sale non manca di squillo e pienezza di suono.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Di Aida <strong>Anja Harteros <\/strong>avrebbe la voce ideale per colore e tessitura \u2013 per una volta si ascolta un\u2019Aida con tutte le note gravi omogenee e ricche di suono \u2013. La cantante mostra anche una certa volont\u00e0 di costruire un personaggio compiuto sul versante interpretativo ma l\u2019emissione vocale \u00e8 aliena al canto italiano e risulta troppo costruita. Nonostante l\u2019impegno gli acuti risultano duri, fissi e striduli compromettendo la linea di canto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Ekaterina Semenchuk<\/strong> \u00e8 un\u2019Amneris dai cospicui mezzi vocali ma alquanto anonima come interprete, totalmente priva dello scatto ferino che il ruolo spesso richiede; si nota, inoltre, una tendenza a forzare inutilmente i gravi con un gusto decisamente obsoleto. Bravissimo invece <strong>Ludovic T\u00e9zier <\/strong>che non indulge sulla tradizione di fare di Amonasro un selvaggio esagitato ma canta il ruolo con eleganza sfruttando appieno la bellezza timbrica e la pulizia della linea di canto per tratteggiare un Re nobile e autorevole anche nella sconfitta. <strong>Erwin Schrott <\/strong>(Ramphis) \u00e8 sostanzialmente un basso-baritono alle prese con un ruolo da autentico basso che lo costringe cantare in modo innaturale e l\u2019artificiosit\u00e0 si sente nonostante la convinzione dell\u2019interprete. <strong>Marco Spotti <\/strong>\u00e8 un Re vocalmente solido \u2013 evidente il confronto fra la sua naturale vocalit\u00e0 di basso e quella costruita di Schrott \u2013 e curato nell\u2019accento e nel fraseggio. Presenze di lusso quelle di <strong>Paolo Fanale <\/strong>(il messaggiero) e di\u00a0 <strong>Eleonora Buratto <\/strong>(sacerdotessa). Ottima la prova del Coro dell\u2019Accademia di Santa Cecilia diretto da <strong>Ciro Visco<\/strong>.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera lirica in quattro atti su libretto di Salvatore Ghislanzoni. 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