{"id":84036,"date":"2016-03-14T08:35:01","date_gmt":"2016-03-14T07:35:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84036"},"modified":"2016-03-14T01:39:11","modified_gmt":"2016-03-14T00:39:11","slug":"felicien-david-1810-1876-herculanum-1859","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/felicien-david-1810-1876-herculanum-1859\/","title":{"rendered":"F\u00e9licien David (1810-1876): &#8220;Herculanum&#8221; (1859)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Op\u00e9ra in in quattro atti su testo di Joseph M\u00e9ry e T\u00e9rence Hadot. <strong>V\u00e9ronique Gens <\/strong>(Lilia), <strong>Karine Deshayes <\/strong>(Olympia), <strong>Nicolas Courjal <\/strong>(Nicanor), <strong>Edgaras Montvidas <\/strong>(H\u00e9lios), <strong>Julien V\u00e9ron\u00e8se <\/strong>(Magnus). <strong>Flemish Radio Choir, Brussels Philarmonic, Herv\u00e9 Niquet <\/strong>(Direttore). <\/em>Registrazione: Bruxelles, 27 febbraio- 7 marzo 2014. <strong>Edizione Palazzetto Bru Zane &amp; Ediciones Singulares ES1020<br \/>\n<\/strong><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IqJdcfYhXxY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">F\u00e9licien David (1810-1876) \u00e8 stata una figura di primo piano sulla scena musicale francese intorno alla met\u00e0 del secolo, a cavallo fra la generazione di Meeyerber \u2013 sistematicamente presente alla mente di David \u2013 e quella di Gounod che trova in lui spesso un sorprendente anticipatore. Se il maggior successo del compositore provenzale \u00e8 stata l\u2019op\u00e9ra-cominque orientaleggiante \u201c<em>Lalla Rokh<\/em>\u201d, \u00e8 stato \u201c<em>Herculanum\u201d <\/em>il titolo che nel 1859 gli ha aperto le porte dell\u2019Op\u00e9ra con straordinario successo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il lavoro si inserisce pienamente in un gusto spettacolare di derivazione meeyeberiana e nonostante le dimensioni non eccessive della partitura contiene tutti gli elementi tradizionali del grand\u2019op\u00e9ra con in pi\u00f9 quelle suggestioni languidamente erotiche che il pubblico parigino del tempo associava alle atmosfere orientali in qualche modo recuperate nell\u2019ambientazione romana-campana dell\u2019opera. Ma forse proprio questa ricerca di spettacolarit\u00e0 ha nuociuto alla fortuna dell\u2019opera rispetto ad un temperamento prevalentemente lirico a cui si univa l\u2019inconsistenza teatrale di un libretto che non potrebbe essere pi\u00f9 lontano dai capolavori di Scribe.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La rilettura in chiave escatologico-cristiana dell\u2019eruzione del Vesuvio del 79 d.C. era venuta di moda fin da \u201c<em>The Last Days of Pompeii<\/em>\u201d di Edward Bulwer-Lytton del 1832, ma qui il tema appare decisamente confuso. La vicenda si gioca sulla contrapposizione fra la coppia cristiana Lilia ed H\u00e9lios e quella dei fratelli pagani Olympia e Nicanor che cercano di sedurli traviandoli dalla retta via finch\u00e9 l\u2019ira divina non provocher\u00e0 l\u2019eruzione del vulcano per cancellare la corruzione pagana e concedere una riunione post-mortem agli amanti cristiani; il tutto condito da suggestioni orientaliste di maniera \u2013 che l\u2019allestimento della prima ulteriormente caricava con scene cariche di citazioni mesopotamiche alquanto improprie che nei giorni seguenti alla prima scatenarono l\u2019ironia dei vignettisti parigini \u2013 e da apparizioni diaboliche con tanto di possessione di Nicanor da parte di Satana in persona con conseguente balletto diabolico ormai divenuto di pragmatica dopo il trionfo di \u201c<em>Robert le Diable<\/em>\u201d in una tradizione continuata fino al \u201c<em>Faust<\/em>\u201d di Gounod.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Fortunatamente la musica di David si pone su ben altro piano e merita pienamente gli entusiasmi di Berlioz. Raffinatissimo orchestratore, David gioca con i timbri orchestrali con assoluta maestria ma \u00e8 capace anche di comporre melodie di grande impatto emotivo. La contrapposizione fra le due coppie risulta molto pi\u00f9 compiuta sul piano musicale che su quello teatrale con i cristiani chiamati ad esprimersi su linee melodiche chiare e nitide in cui gi\u00e0 si sentono i futuri sviluppi del repertorio prettamente lyrique e la componente pagana che recupera virtuosismi di matrice post-rossiniana (specie per Olympia) e mollezze orientali. Notevoli i brani corali e i pezzi d\u2019insieme come il trascinante coro degli schiavi ribelli del IV atto o il finale dove David sfrutta tutti gli elementi a disposizione per rendere il clima catastrofico del momento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Un\u2019esecuzione concertante o una registrazione discografica sono quindi il modo ideale per valutare i meriti musicali della partitura prescindendo dai limiti drammaturgici e questa nuova produzione realizzata dalla fondazione Palazzetto Bru Zane coglie nel pieno l\u2019obbiettivo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Alla guida della <strong>Brussels Philarmonic, Herv\u00e9 Niquet <\/strong>offre una prestazione per certi aspetti sorprendente. Lo ricordavamo interprete raffinato e sensibile del repertorio tardo-barocco francese, lo ritroviamo pienamente padrone del gusto e dello stile del secondo impero senza perdere nulla in brillantezza sonora e cura del dettaglio. La sua \u00e8 una direzione impetuosa, trascinante ma anche capace di esaltare i languori esotici delle scene di Olympia perfettamente assecondato tanto dall\u2019orchestra, tanto dall\u2019ottimo <strong>Flemish Radio Choir<\/strong> particolarmente sollecitato da David.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La compagnia di canto \u00e8 estremamente omogenea e di ottimo livello complessivo. <strong>V\u00e9ronique Gens <\/strong>(Lilia) \u00e8 &#8220;liliale&#8221; come il nome del suo personaggio e appare vocalmente in ottima forma, firmando una delle sue prove pi\u00f9 intense. Il bel colore lirico e luminoso \u00e8 perfetto per la parte \u2013 da segnalare \u201c<em>Je crois au Dieu<\/em>\u00a0\u201c nel III atto con il suo andamento ascendente e la contrapposizione fra l\u2019elemento angelico e quello demoniaco che sembra anticipare il fanale del \u201c<em>Faust<\/em>\u201d \u2013 di una dolcezza quasi materna nelle scene con H\u00e9lios in cui Lilia ha spesso la funzione di richiamo all\u2019ordine morale analogamente a quanto \u00e8 Micaela nei confronti di Don Jos\u00e9. A quest\u2019angelo incarnato non potrebbe esserci maggior contrapposizione di quella offerta dalla Olympia di <strong>Karine Deshayes <\/strong>frivola e &#8220;charmante&#8221;, piena di brio e di vitalit\u00e0 tanto da conquistare inevitabilmente l&#8217;attenzione. La voce \u00e8 chiara ma compatta, omogenea, sicura su tutta la gamma; \u00a0la tecnica \u00e8 ottima e le permette di venire a capo con bravura delle non facili colorature di \u201c<em>Tout est soumis \u00e0 ma puissance<\/em>\u201d.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Nicolas Courjal<\/strong> (Nicanor) \u00e8 un baritono nobile dal canto pulito ed elegante che si adatta perfettamente alla scena con Lilia del II atto ma dispone anche di una dizione autorevole e scolpita che unita ad un timbro decisamente robusto e sonoro d\u00e0 il giusto rilievo alla scena diabolica che apre il III atto. Gi\u00e0 apprezzato in altre occasioni, <strong>Edgaras Montvidas <\/strong>(H\u00e9lios) si conferma tenore lirico di notevoli qualit\u00e0 dalla voce sonora e squillante e da un\u2019elegante morbidezza che trova proprio nel repertorio francese il suo terreno di naturale elezione. Con la sua robusta voce di autentico basso <strong>Julien V\u00e9ron\u00e8se<\/strong> d\u00e0 rilievo al ruolo del profeta Magnus tutto concentrato nel suo \u00a0fanatismo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra in in quattro atti su testo di Joseph M\u00e9ry e T\u00e9rence Hadot. 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