{"id":84147,"date":"2016-02-20T16:31:48","date_gmt":"2016-02-20T15:31:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84147"},"modified":"2016-02-21T20:53:42","modified_gmt":"2016-02-21T19:53:42","slug":"gioachino-rossini-pesaro-1792-passy-de-paris-1868-il-barbiere-di-siviglia-o-sia-linutil-precauzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gioachino-rossini-pesaro-1792-passy-de-paris-1868-il-barbiere-di-siviglia-o-sia-linutil-precauzione\/","title":{"rendered":"Gioachino Rossini (1792 \u20131868): &#8220;Il barbiere di Siviglia, o sia L&#8217;inutil precauzione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dramma comico in due atti su libretto di Cesare Sterbini<\/strong><br \/>\n<strong>Roma, Teatro Argentina, 20 Febbraio 1816 (ducento anni dalla prima rappresentazione) <\/strong>\u201cRossini trov\u00f2 l\u2019impresario del teatro Argentina a Roma vessato dalla polizia che gli respingeva tutti i libretti col pretesto che contenevano allusioni [\u2026]. In un momento di stizza l\u2019impresario romano propose al governatore di Roma <em>Il Barbiere di Siviglia<\/em>, bellissimo libretto gi\u00e0 musicato da Paisiello. Il governatore, che quel giorno era stufo di parlare di costumi e di decenza, accett\u00f2. Questa approvazione mise Rossini in grave imbarazzo, poich\u00e9 ha troppo spirito per non essere modesto di fronte al vero merito. Si affrett\u00f2 a scrivere a Paisiello a Napoli. Il vecchio maestro, al quale non mancava un certo fondo di <em>guasconismo<\/em>, tormentato inoltre dalla gelosia per il successo dell\u2019<em>Elisabetta<\/em> gli rispose con molto garbo che applaudiva con vera gioia la scelta fatta dalla polizia papale. Contava ovviamente su un fiasco clamoroso. Rossini scrisse per il libretto una prefazione piena di modestia, mostr\u00f2 la lettera di Paisiello a tutti i dilettanti di Roma e si accinse al lavoro. In tredici giorni fin\u00ec la musica del <em>Barbiere<\/em>\u201d.<br \/>\nNon si conosce con precisione in quanto tempo Rossini compose la partitura del <em>Barbiere<\/em>, cio\u00e8 se in tredici giorni, secondo quanto affermato da uno dei suoi biografi, Stendhal, sulla base di una dichiarazione in tal senso dello stesso compositore, oppure se in un tempo pi\u00f9 lungo, ma \u00e8 certo che la composizione dell\u2019opera fu abbastanza rapida, come si evince dal raffronto di alcune importanti date. Il 15 dicembre 1815 Rossini aveva stipulato con il duca Francesco Cesarini Sforza, proprietario del Teatro Argentina, un contratto con il quale si impegnava a scrivere un\u2019opera buffa entro il 20 gennaio 1816 dietro corresponsione di un compenso di quattrocento scudi e delle spese di abitazione; cinque giorni dopo era stata scelta la compagnia dei cantanti, operazione necessaria per la definizione del soggetto in base alla prassi teatrale dell\u2019epoca. Per questa compagnia, formata dal contralto <strong>Gertrude Righetti Giorgi,<\/strong> dal buffo <strong>Luigi Zamboni<\/strong> e dal famoso tenore sivigliano <strong>Manuel Garcia<\/strong>, in onore del quale si era deciso di scrivere un\u2019opera di ambientazione spagnola, non fu facile trovare n\u00e9 un soggetto n\u00e9 un librettista dal momento che Jacopo Ferretti, precedentemente contattato, aveva proposto argomenti non soddisfacenti sia per Rossini che per la direzione del teatro. Alla fine il compositore decise di rivolgersi a Cesare Sterbini, gi\u00e0 autore del libretto della sua opera <em>Torvaldo e Dorliska<\/em>, che doveva essere rappresentata, proprio in quei giorni, al Teatro Valle di Roma, concorrente del Teatro Argentina. Sterbini, al quale fu proposta come soggetto la commedia di Beaumarchais <em>Le Barbier de S\u00e9ville<\/em>, gi\u00e0 messa in musica da Paisiello su libretto di Petrosellini, accett\u00f2 malvolentieri e inizi\u00f2 la stesura del libretto il 18 gennaio 1816, completando il primo atto il 25 dello stesso mese e il secondo quattro giorni dopo. Nel frattempo l\u2019impresario aveva deciso di spostare al 20 febbraio la prima della nuova opera rossiniana, lasciando al compositore poco tempo per completarla; intanto dalla stipulazione del contratto alla rappresentazione della prima erano trascorsi poco pi\u00f9 di due mesi. Per la fretta sembra che Rossini abbia dimenticato di scrivere la canzone di Almaviva, <em>Se il mio nome saper voi bramate,<\/em> e che alle lamentele del tenore durante le prove abbia risposto: <em>Vivaddio, io ne ho abbastanza; se proprio la vuoi, fattela da te<\/em>. Questo aneddoto sembra, per\u00f2, destituito di fondamento, in quanto il brano \u00e8 certamente di Rossini e non del tenore Garcia, anche se furono numerosi, dati i tempi molto ristretti, i prestiti da altre sue opere, soprattutto dal <em>Sigismondo<\/em>, dall\u2019<em>Aureliano in Palmira<\/em>, dal quale il Pesarese trasse la sinfonia, gi\u00e0 riutilizzata nell\u2019<em>Elisabetta regina d\u2019Inghilterra<\/em>, la cui partitura, inoltre, gli forn\u00ec una parte della cavatina di Rosina.<br \/>\n<strong>Nonostante i numerosi prestiti da opere di successo, la prima fu un clamoroso fiasco<\/strong>, causato da un clima, reso teso dai sostenitori di Paisiello e dagli impresari del Teatro Valle oltre che da una serie di circostanze sfortunate che si verificarono nel corso della rappresentazione. Durante l\u2019esecuzione della gi\u00e0 citata canzone, <em>Se il mio nome saper voi bramate<\/em>, si spezzarono le corde della chitarra, con la quale il tenore si accompagnava, proprio in corrispondenza dell\u2019ultima strappata prima della cadenza finale. Rossini non riusc\u00ec ad opporre nessun rimedio, come raccont\u00f2 egli stesso:<br \/>\n\u201cIo non avevo cembalo sotto le mani e gridai, ma invano, al violoncello di fare un arpeggio in pizzicato. Quell\u2019animale mi guard\u00f2 con un\u2019aria di melenso, non capiva. Furioso dell\u2019ingiustizia del pubblico, cominciai allora a sfidar le fischiate applaudendo io stesso il cantante, e il pubblico esasperato dalla mia audacia: \u00abl\u2019abito nocciola [era chiamato cos\u00ec con ironia Rossini che si era presentato con un improponibile abito color nocciola suscitando, all\u2019inizio, una grande ilarit\u00e0 tra il pubblico] si fa beffe di noi!\u00bb E i fischi e le grida diventarono urli di rabbia\u201d.<br \/>\nCome se non bastasse, Don Basilio, entrando in scena, per cantare la celeberrima <em>Aria della calunnia<\/em>, incespic\u00f2 su un asse e cadde a terra ferendosi al naso, che sanguin\u00f2 durante tutta la sua <em>performance<\/em>, mentre nel secondo atto entr\u00f2 in scena un gatto, che fece fuggire dal palcoscenico, in preda allo spavento, la cantante Righetti Giorgi, suscitando l\u2019ilarit\u00e0 tra il pubblico. Dopo la sfortunata prima del <em>Barbiere<\/em>, andato in scena, per evitare di urtare la suscettibilit\u00e0 di Paisiello, con il titolo <em>Almaviva, ossia L\u2019inutile precauzione<\/em>, Rossini decise di non partecipare, ventiquattro ore dopo, alla prima replica credendo che l\u2019opera sarebbe stata accolta con una nuova bordata di fischi, ma non fu cos\u00ec e, alla fine, il compositore, che gi\u00e0 stava tranquillamente dormendo, fu svegliato dagli amici, costretto a rivestirsi e trascinato all\u2019Argentina dove colse il meritato successo.<br \/>\nDiventata l\u2019opera pi\u00f9 famosa di Rossini, <em>Il barbiere di Siviglia<\/em>, nonostante i prestiti di origine eterogenea, presenta una straordinaria unit\u00e0 e una ricchezza di situazioni musicali rese attraverso strutture formali diverse, semplici e, al tempo stesso, complesse a partire dalla sinfonia che, formalmente organizzata secondo il classico schema rossiniano con un\u2019introduzione lenta a cui segue l\u2019<em>Allegro<\/em> in forma-sonata, si distingue per l\u2019incisivit\u00e0 del ritmo e per gli sbalzi d\u2019umori tali che secondo Stendhal:<br \/>\n\u201cL\u2019ouverture del <em>Barbiere <\/em>divert\u00ec molto i romani; vi videro o credettero di vedervi i rimbrotti del vecchio tutore innamorato e geloso, e i lamenti della pupilla\u201d.<br \/>\nUna straordinaria incisivit\u00e0 ritmica caratterizza non solo la sinfonia, ma tutta l\u2019opera sin dalla celeberrima cavatina di Figaro, <em>Largo al factotum<\/em>, con la quale il personaggio, uscito dalla penna di Beaumarchais, \u00e8 presentato in tutta la sua vitalit\u00e0, resa anche dal contributo efficace dell\u2019orchestra che avvolge il canto con la sua energia ritmica. A questa vivacit\u00e0 ritmica si unisce una grande cura nelle scelte formali che contribuiscono a dare al personaggio connotazioni precise; a tale proposito sono esempi significativi la cavatina di Rosina, <em>Una voce poco fa<\/em>, nella quale la forma bipartita rappresenta perfettamente l\u2019indole del personaggio, <em>docile<\/em> e, al tempo stesso, astuto e l\u2019aria della <em>Calunnia<\/em>, in cui Don Basilio passa da un tono sottovoce idoneo a ricordarne l\u2019iniziale, sottile diffusione all\u2019esplosione orchestrale che rende bene gli effetti violenti e distruttivi della calunnia, quando essa \u00e8, ormai, portata in piazza.<br \/>\nAutentici capolavori sono i finali d\u2019atto, dei quali quello dell\u2019atto primo, in base ad una prassi consolidata nel genere buffo, \u00e8 una piccola opera nell\u2019opera per la grande variet\u00e0 dei numeri che si susseguono fino alla stretta finale dove, nella confusione generale, l\u2019unico a mantenere i nervi saldi \u00e8 l\u2019astuto Figaro, vero e proprio motore dell\u2019opera. Infaticabile e inesauribile creatore di situazioni sceniche e di inganni finalizzati al raggiungimento dello scopo, il matrimonio del Conte d\u2019Almaviva con la sua amata Rosina, Figaro appare come l\u2019erede del servo plautino, astuto e, al tempo stesso, <em>alter ego<\/em> del compositore, che, come il suo personaggio, capace di districarsi in situazioni intricate, riesce a garantire l\u2019unit\u00e0 ad un\u2019opera eterogenea, ma ricca di contenuti.<br \/>\n<strong><em>L&#8217;ouverture<\/em><\/strong><br \/>\nL\u2019<em>ouverture<\/em> del <em>Barbiere di Siviglia <\/em>\u00e8 un esempio di sinfonia trasferita da un\u2019opera ad un\u2019altra. composta originariamente per l\u2019opera seria <em>Aureliano in Palmira<\/em>, la sinfonia fu riutilizzata per l\u2019<em>Elisabetta regina d\u2019Inghilterra<\/em>, prima di trovare la sua collocazione definitiva nel <em>Barbiere<\/em>. Formalmente organizzata secondo il classico schema rossiniano con un\u2019introduzione lenta a cui segue l\u2019<em>Allegro<\/em> in forma-sonata, si distingue per l\u2019incisivit\u00e0 del ritmo\u00a0che informa il celeberrimo primo tema affidato agli archi, a cui si contrappone il secondo di carattere lirico affidato all\u2019oboe, sostenuto dal clarinetto.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fG11ZXVzsKk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Atto primo<br \/>\nLa scena si apre su una piazza della citt\u00e0 di Siviglia<\/strong>, dove Fiorello, servitore di Almaviva, ha radunato un gruppo di suonatori, ai quali intima di non far rumore (<em>Piano, pianissimo<\/em>), per accompagnare il Conte d\u2019Almaviva, che canta una serenata (<em>Ecco ridente in cielo<\/em>) alla bella Rosina sotto il balcone della casa dove la donna \u00e8 tenuta nascosta dal suo geloso tutore Don Bartolo. La serenata del Conte non sortisce alcun effetto e l\u2019orchestrina si scioglie facendo un rumore tale da infastidire Almaviva, ormai senza alcuna speranza, mentre si sente la voce di Figaro, che si presenta al pubblico, cantando <em>Largo al factotum<\/em>. Figaro \u00e8 una vecchia conoscenza del Conte, al quale pu\u00f2 tornare molto utile, in quanto ha libero accesso nella casa di Don Bartolo essendone il <em>factotum<\/em>. Mentre i due discutono, Rosina riesce a gettare per il Conte dal balcone un biglietto, nel quale chiede al suo ignoto spasimante il nome, il suo stato sociale e le sue intenzioni. Nonostante l\u2019intervento di Don Bartolo, il biglietto giunge a destinazione e in assenza del vecchio tutore, il Conte, su suggerimento di Figaro, canta una <em>canzone <\/em>(<em>Se il mio nome saper voi bramate<\/em>), nella quale, per\u00f2, cela la sua vera identit\u00e0 dietro il falso nome di un fantomatico Lindoro, povero, ma innamorato, per evitare che Rosina si possa innamorare dei suoi titoli nobiliari. Rosina non riesce a rispondere al suo Lindoro, perch\u00e9 vengono chiuse bruscamente le finestre e il Conte, deciso ad introdursi nell\u2019appartamento con qualche stratagemma, promette a Figaro una lauta ricompensa a patto che possa aiutarlo nel suo intento; il barbiere, felice al pensiero del guadagno, accetta di buon grado (<em>All\u2019idea di quel metallo<\/em>) e suggerisce al Conte di travestirsi da soldato di un reggimento di stanza in quel periodo a Siviglia e di introdursi nella casa con il pretesto di un ordine di alloggio presso Don Bartolo.<br \/>\nLa scena si sposta nella casa di Don Bartolo, dove Rosina, felice e lusingata per l\u2019amore di Lindoro, l\u2019unico che pu\u00f2 sottrarla all\u2019odiato tutore, esprime la sua decisione di coronare il suo sogno d\u2019amore con il giovane (<em>Una voce poco fa<\/em>). Nel frattempo giunge Figaro, che inizia a parlare con la donna e poco dopo entra Don Bartolo, deciso ad affrettare le nozze con la sua pupilla, preoccupato per la presenza del Conte d\u2019Almaviva, notoriamente innamorato della donna, a Siviglia. Il vecchio tutore convoca Don Basilio, che gli suggerisce di calunniare il Conte per rovinarne la reputazione (<em>La calunnia \u00e8 un venticello<\/em>), ma, nel frattempo, Figaro, conosciute le intenzioni di Don Bartolo, informa la fanciulla, che, a sua volta, chiede notizie di Lindoro. Figaro le suggerisce di scrivere un biglietto per il suo spasimante, ma Rosina, che finge di non avere capito pienamente le intenzioni di Lindoro (<em>Dunque io son\u2026 tu non m\u2019inganni<\/em>), ne estrae uno gi\u00e0 pronto suscitando la meraviglia del barbiere che capisce di non essere un buon maestro di malizia nei confronti di una donna. Don Bartolo, avendo scoperto che Rosina aveva scritto un biglietto, alle scuse avanzate dalla donna risponde che \u00e8 impossibile imbrogliare un uomo come lui (<em>A un dottor della mia sorte<\/em>).<br \/>\nLe sorprese non sono ancora finite per il povero Bartolo, che, poco dopo, vede introdursi in casa sua un soldato ubriaco, il Conte d\u2019Almaviva ovviamente, che, sotto mentite spoglie, cerca di incontrare la sua amata (<em>Ehi di casa\u2026 buona gente<\/em>). Tra insulti e confusione il finto soldato consegna l\u2019ordine di alloggio a Don Bartolo e nel frattempo si fa riconoscere da Rosina, alla quale consegna un biglietto. Nella confusione generale interviene la forza pubblica, attirata dal baccano che proviene dalla casa di Don Bartolo (<em>Fermi tutti. Niun si muova<\/em>); dopo un sommario e confuso interrogatorio in cui tutti spiegano le loro ragioni contemporaneamente, l\u2019ufficiale decide di arrestare il falso soldato, che, per\u00f2, rivela la sua vera identit\u00e0 mostrandogli un documento e impedendo, cos\u00ec, l\u2019arresto. Tutti restano sorpresi (<em>Freddo ed immobile come una statua<\/em>) tranne Figaro che non perde occasione per manifestare la sua ironia.<br \/>\n<strong><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IyuBRHHNVWg\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/strong><br \/>\n<strong>Atto secondo<\/strong><br \/>\nAncora sorpreso per i recenti avvenimenti, Don Bartolo vede presentarsi in casa un sedicente maestro di musica, Don Alonso, che dice di esser stato mandato da Don Basilio malato per sostituirlo nella lezione di musica da impartire alla giovane (<em>Pace e gioia il ciel vi dia<\/em>); in realt\u00e0 il maestro non \u00e8 altri se non il Conte d\u2019Almaviva travestito che cerca di guadagnarsi la fiducia di Don Bartolo mostrandogli il biglietto scritto dalla fanciulla a Lindoro e aggiunge che avrebbe instillanto in lei il sospetto che il nobiluomo si stesse prendendo gioco di lei, facendole credere che aveva ricevuto quel biglietto da un\u2019altra amante del Conte. Rosina, condotta dal tutore nella stanza, riconosce immediatamente il suo amato e canta un <em>rond\u00f2<\/em>, tratto dall\u2019<em>Inutil precauzione<\/em> (<em>Contro un cor che accende amore<\/em>), con il quale indirizza parole tenere al suo Lindoro. Don Bartolo, infastidito da questa musica che giudica moderna, canta un\u2019arietta dei suoi tempi (<em>Quando mi sei vicina<\/em>), modificando il nome della donna, contenuto nel testo, Giannina, in Rosina. Intanto giunge Figaro che attira Don Bartolo in disparte con la scusa della barba, e, poco dopo, arriva inatteso Don Basilio, che si lascia convincere da una borsa di denaro datagli dal Conte a fingersi malato (<em>Don Basilio!&#8230;<\/em>). Don Basilio va via, ma Don Bartolo, nonostante i tentativi di Figaro di distrarlo, si accorge dell\u2019inganno e, dopo aver smascherato i due amanti che stanno progettando un piano per la fuga della fanciulla, caccia tutti in malo modo. Chiamati i servi, Ambrogio e Berta, Bartolo ordina al primo di andare da Don Basilio e di sorvegliare la fanciulla alla seconda, che canta un\u2019arietta (<em>Il vecchiotto cerca moglie<\/em>) sul carattere sconvolgente dell\u2019amore che non lascia tranquillo nessuno, nemmeno una persona anziana come lei. Nel frattempo Don Bartolo, dopo aver contattato Don Basilio e aver scoperto che Don Alonso era un impostore, mostra alla fanciulla il biglietto scritto da lei, facendole credere che Lindoro non era altri che un intermediario del Conte. La donna, sentitasi ingannata, decide di sposare il tutore per dispetto, quando giunge un temporale, ed \u00e8 furibonda e delusa quando il Conte e Figaro, bagnati fradici, entrano dalla finestra per rapirla. Il Conte, felice per aver scoperto che Rosina non mirava ai suoi titoli e alle sue ricchezze, rivela la sua identit\u00e0 (<em>Ah! qual colpo inaspettato<\/em>); la felicit\u00e0 dei due amanti \u00e8 intensa da renderli sordi agli incitamenti di Figaro a scappare per mezzo della scala appoggiata al balcone che era servita a loro e che era stata rimossa da Don Bartolo. Nel frattempo giungono Don Basilio e il notaio che avrebbe dovuto celebrare le nozze di Rosina con Don Bartolo, ma il Conte convince Don Basilio con del denaro a fargli da testimone; le nozze tra Rosina e il Conte sono ormai celebrate, quando giunge Don Bartolo con un magistrato e i soldati che avrebbero dovuto arrestare i complici, dei quali aveva cercato di evitare la fuga togliendo la scala dal balcone e accelerando, di fatto, con questa <em>inutil precauzione<\/em>, il matrimonio. Alla fine tutti cantano la gioia di questo amore (<em>Di s\u00ec felice innesto<\/em>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dramma comico in due atti su libretto di Cesare Sterbini Roma, Teatro Argentina, 20 Febbraio 1816 (ducento anni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":84148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[2873,15861,12682,240,2864],"class_list":["post-84147","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-alberto-zedda","tag-cesare-sterbini","tag-gioacchino-rossini","tag-il-barbiere-di-siviglia","tag-rossini-opera-festival-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84147"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84149,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84147\/revisions\/84149"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}