{"id":84150,"date":"2016-02-21T20:40:14","date_gmt":"2016-02-21T19:40:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84150"},"modified":"2016-12-13T20:16:31","modified_gmt":"2016-12-13T19:16:31","slug":"bruxelles-theatre-la-monnaie-lopera-seria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bruxelles-theatre-la-monnaie-lopera-seria\/","title":{"rendered":"Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie: &#8220;L&#8217;Opera Seria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie &#8211; stagione 2015\/2016 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cL\u2019OPERA SERIA\u201d<\/strong><br \/>\nCommedia per musica. Libretto di Ranieri de\u2019 Calzabigi<br \/>\nMusica di <strong>Florian Leopold Gassmann<\/strong><br \/>\n<em>Fallito <\/em>MARCOS FINK<br \/>\n<em>Delirio <\/em>PIETRO SPAGNOLI<br \/>\n<em>Sospiro <\/em>THOMAS WALKER<br \/>\n<em>Ritornello <\/em>MARIO ZEFFIRI<br \/>\n<em>Stonatrilla <\/em>ALEX PENDA<br \/>\n<em>Smorfiosa <\/em>ROBIN JOHANNSEN<br \/>\n<em>Porporina <\/em>SUNHAE IM<br \/>\n<em>Passagallo<\/em> NIKOLAY BORCHEV<br \/>\n<em>Bragherona<\/em> MAGNUS STAVELAND<br \/>\n<em>Befana<\/em> STEPHEN WALLACE<br \/>\n<em>Caverna <\/em>RUPERT ENTICKNAP<br \/>\nOrchestra Sinfonica del Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie e Baroque Orchestra B\u2019Rock<br \/>\nDirettore <strong>Ren\u00e9 Jacobs<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Patrick Kinmonth<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Andreas Gr\u00fcter<\/strong><br \/>\nDrammaturgia <strong>Olivier Lexa<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Fernando Melo<br \/>\n<\/strong>Produzione La Monnaie \/ De Munt<br \/>\n<em>Bruxelles, 16 febbraio 2016\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nIl Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie propone sempre una stagione molto varia e poco convenzionale, con pochi grandi classici, opere moderne o addirittura contemporanee, e qualche rarit\u00e0 che non \u00e8 dato ascoltare spesso nei teatri d\u2019opera. Capita cosi di scoprire dei piccoli ma interessanti gioielli della produzione operistica. L\u2019anno scorso era successo con il <em>Fierrabras<\/em> di Schubert, quest\u2019anno \u00e8 stata la volta dell\u2019<em>Opera Seria<\/em> di <strong>Florian Leopold Gassmann<\/strong>, compositore di corte a Vienna durante il regno di Giuseppe II, autore di numerose opere per il carnevale di Venezia, maestro del giovane Salieri e ammirato da Mozart. L\u2019Opera Seria, composta nel 1769 su libretto di Ranieri de\u2019 Calzabigi, \u00e8 stata riscoperta e proposta nel 1994 al festival di Schwetzingen proprio dal direttore di questa produzione a La Monnaie, Ren\u00e9 Jacobs, e con poche produzioni successive a Berlino, Hannover e Parigi. Un\u2019opera cosi lunga \u2013 tre ore e un quarto \u2013 e a tratti di esagerata lentezza potrebbe sembrare destinata soltanto agli appassionati di musica barocca, e tuttavia se lo spettatore si arma di pazienza, per superare in particolare il primo atto, alla fine della serata non sar\u00e0 certo deluso. Al contrario, dopo l\u2019effervescente terzo atto uscir\u00e0 dal teatro sorridendo. L\u2019Opera Seria \u00e8 la parodia di un\u2019opera, una sottile presa in giro del mondo operistico del settecento, e s\u2019ispira al libello satirico <em>Il teatro alla moda<\/em>, scritto nel 1720 da Benedetto Marcello per dar voce alle sue critiche sull\u2019opera seria e sull\u2019ambiente sociale del teatro d\u2019opera. Il primo atto \u00e8 dedicato alla creazione dell\u2019opera seria <em>L\u2019Oranzebe<\/em>, con l\u2019impresario Fallito che, con un occhio ai costi, cerca di imporre tagli su partitura musicale e libretto, e conseguenti zuffe tra il compositore Sospiro e il librettista Delirio. Il ruolo maschile principale \u00e8 affidato al tenore Ritornello, che deve vedersela con tre prime donne dai nomi assai eloquenti di Stonatrilla, Smorfiosa e Porporina. Al secondo atto, la prova generale, si mettono in mezzo anche le mamme delle cantanti, Bragherona, Strega e Caverna, ognuna impegnata a sgomitare per sostenere la figlia. Capricci, dispetti e battibecchi a non finire. Il terzo atto \u00e8 la rappresentazione della prima dell\u2019opera, che si risolve in un fiasco colossale. Fallito fugge con la cassa e tutti i cantanti si trovano finalmente concordi nel cantare un\u2019invettiva corale contro l\u2019impresario imbroglione. Su tale impianto narrativo, la partitura musicale combina lo stile dell\u2019opera seria con quello dell\u2019opera buffa. Gassmann e Calzabigi spingono all\u2019estremo la caricatura dell\u2019opera seria esagerandone alcuni aspetti, quali le introduzioni esageratamente lunghe a certe arie, il contrasto grottesco tra la strumentazione di un\u2019aria e il testo cantato, o l\u2019aria di paragone che trae le similitudini dal mondo dei pesci, con effetti esilaranti, e l\u2019orchestra che deve imitare i guizzi di un delfino. Convincente e riuscita la regia di <strong>Patrick Kinmonth<\/strong>, che ha curato anche le scene e i costumi. Pur negli spazi relativamente ristretti del palcoscenico del Cirque Royal, Kinmonth riesce a creare una narrazione convincente in cui intervengono ben undici interpreti e gli improbabili numeri di danza richiesti dal libretto. La scena \u00e8 dunque quasi sempre affollata e movimentata, ma la regia \u00e8 molto abile nell\u2019evitare la confusione. Come in precedenti spettacoli, la struttura del Cirque Royal impone soluzioni non convenzionali, con la scena divisa in due parti unite da una passerella e in mezzo l\u2019orchestra. Per il resto le scene sono essenziali, e la scelta appare indovinata anche perch\u00e9 i costumi, al contrario, offrono una grande variet\u00e0 spaziando dal diciottesimo secolo ai giorni nostri. Tutta l\u2019opera \u00e8 giocata sul filo dell\u2019ironia, e le coreografie di <strong>Fernando Melo<\/strong> non fanno eccezione mettendo in scena una parodia delle coreografie di una famosa coreografa belga. Kinmonth si diverte anche a prendere in giro le produzioni operistiche moderne, con un uomo-pantera fasciato in lattice nero che \u00e8 tenuto al guinzaglio da Stonatrilla. Le tre madri \u2013 due ruoli da soprano e uno da basso \u2013 sono interpretate da uomini in abiti femminili, e i costumi scelti per l\u2019Oranzebe che va in scena al terzo atto sono esageratamente pesanti e caricaturali, di dimensioni abnormi. Se nei primi due atti i costumi richiamano il diciottesimo secolo, nel terzo atto ci riportano al presente, per segnalare che la rappresentazione dell\u2019Oranzebe va in scena davanti ai nostri occhi, teatro nel teatro; autori e madri assistono anch\u2019essi alla prima, e dopo le prime arie membri della produzione seduti tra il pubblico cominciano a fischiare e a insultare gli interpreti. Delirio esce sul palco e informa i suoi colleghi della fuga di Fallito (e la stampa belga presente alla prima riferisce che il direttore de La Monnaie, Peter De Caluwe, aveva appunto lasciato il teatro in quel momento, contribuendo ironicamente alla confusione tra realt\u00e0 e rappresentazione). Gazzarra feroce tra le tre madri barbute, e bellissimo finale con tutti i cantanti in scena per giurare vendetta all\u2019impresario disonesto. Gli interpreti sono tutti di ottimo livello vocale e interpretativo. Particolarmente in luce il baritono <strong>Pietro Spagnoli<\/strong>,\u00a0 (il librettista Delirio), un autentico mattatore dello spettacolo. Sempre padrone della scena, sicuro nella recitazione e naturalmente ironico, ha cantato con una voce sempre molto presente e brillante unita a un fraseggio sempre molto accurato. Convince altres\u00ec il tenore\u00a0 <strong>Mario Zeffiri<\/strong> (Ritornello) che con il\u00a0 suo brillante\u00a0 registro\u00a0 ha\u00a0 conferito il giusto tocco finale alla caricatura del cantante d\u2019opera, soprattutto in quel capolavoro di autodenigrazione rappresentato dalle prime scene del terzo atto. Il basso <strong>Marcos Fink <\/strong>(l\u2019impresario Fallito), dopo un inizio un po&#8217; sottotono, si \u00e8 ripreso &#8220;riscaldato&#8221;a rappresentazione dopo un inizio non particolarmente ha mostrato invece qualche incertezza all\u2019inizio dell\u2019opera, in particolare nei toni gravi al punto da essere sovrastato dall\u2019orchestra, ma \u00e8 migliorato nelle parti successive. Efficace e vocalmente appropriato il tenore <strong>Thomas Walker <\/strong>(Il compositore). Brillantissime ed efficacissime le &#8220;virtuose&#8221;: <strong>Sunhae Im <\/strong>(Porporina), <strong>Alex Penda <\/strong>(Stonatrilla) e <strong>Robin Johannsen<\/strong> (Smorfiosa). Nei ruoli minori delle madri &#8220;en travest\u00ec&#8221; spicca la potenza di\u00a0 <strong>Magnus Staveland <\/strong>(Bragherona). La <strong>Baroque Orchestra B\u2019Rock<\/strong>, creata a Gand nel 2005 con l\u2019intento di esplorare il repertorio meno conosciuto della musica barocca del 17mo e 18mo secolo, \u00e8 brillante e incisiva nel rendere tutte le sfumature della partitura, dal serio al faceto, con l\u2019aiuto dei musicisti dell\u2019orchestra de La Monnaie. <strong>Ren\u00e9 Jacobs<\/strong> conosce l\u2019<em>Opera Seria<\/em> come nessun altro e guida magistralmente l\u2019orchestra tra virtuosismi e momenti di fine umorismo. Si intuisce nell\u2019orchestra, e fra orchestra e direttore, una grande confidenza e un affiatamento che hanno senz\u2019altro dato un contributo decisivo alla felice riuscita della serata. Il pubblico ha tributato meritati applausi a uno spettacolo di buona musica e buon canto, non comune, divertente. Gassmann e Calzabigi si sono divertiti a prendere un giro l\u2019opera seria, La Monnaie si \u00e8 divertita a prendere in giro se stessa, e gli spettatori hanno riso come raramente succede all\u2019opera. <em>Foto \u00a9 Cl\u00e4rchen &amp; Matthias Baus<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie &#8211; stagione 2015\/2016 \u201cL\u2019OPERA SERIA\u201d Commedia per musica. 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