{"id":84170,"date":"2016-02-23T18:11:21","date_gmt":"2016-02-23T17:11:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84170"},"modified":"2016-12-10T03:56:27","modified_gmt":"2016-12-10T02:56:27","slug":"parma-teatro-regio-loccasione-fa-il-ladro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/parma-teatro-regio-loccasione-fa-il-ladro\/","title":{"rendered":"Parma, Teatro Regio: &#8220;L&#8217;occasione fa il ladro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parma, Teatro Regio, Stagione lirica 2016<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;L\u2019OCCASIONE FA IL LADRO&#8221;<\/strong><br \/>\nBurletta per musica in un atto. Libretto di Luigi Prividali<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Gioachino Rossini<\/strong><br \/>\n<em>Don Eusebio <\/em>ALESSANDRO VANNUCCI<em><br \/>\nBerenice <\/em>NAO YOKOMAE<em><br \/>\nConte Alberto <\/em>MANUEL AMATI<em><br \/>\nDon Parmenione <\/em>JAEHONG JUNG<em><br \/>\nErnestina <\/em>FEDERICA CACCIATORE<em><br \/>\nMartino <\/em>NICOL\u00d2 DONINI<br \/>\nOrchestra del Conservatorio di Musica \u201cArrigo Boito\u201d di Parma<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Alessandro D\u2019Agostini<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0<strong>Andrea Cigni<\/strong><br \/>\nScene <strong>Dario Gessati<\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0<strong>Simona Morresi<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Fiammetta Baldisseri <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Regio di Parma. Interpreti della scuola di canto del Conservatorio di Musica \u201cArrigo Boito\u201d di Parma.<br \/>\n<em>Parma, 21 febbraio 2016 <\/em><br \/>\nUna grande valigia sta al centro della scena in questo allestimento de <em>L\u2019occasione fa il ladro<\/em> tutto made in Parma (lo produce il Teatro Regio, orchestra e cast li mette con oculata selezione il conservatorio cittadino). L\u2019enorme oggetto, materializzazione della valigia attorno al quale ruota l\u2019equivoco scatenante della farsa rossiniana, \u00e8 opera dello scenografo <strong>Dario Gessati<\/strong>: si svela lentamente al pubblico nel mirabile gioco di luci di <strong>Fiammetta Baldisseri<\/strong> e scopre il suo interno fatto di scale praticabili, botole, tavole da imbandire. Tutt\u2019intorno il regista <strong>Andrea Cigni<\/strong> imbastisce uno spettacolo chiaramente ispirato al cinema muto degli anni Venti e all\u2019avanspettacolo. I bei costumi di <strong>Simona Morresi<\/strong> lo confermano, come pure il film a didascalie che scorre sul sipario chiuso durante l\u2019ouverture, pronto a mostrare i protagonisti della storia in viaggio ciclistico verso Napoli. Il tutto funziona, con qualche ma. Cosa vorrai mai dire la gigantesca pelle di volpe srotolata sul finire dell\u2019opera resta un mistero. N\u00e9 convincono alcune gag di Martino, pesantucce e ammiccanti (vedi il parmigianissimo prosciutto crudo brandito a mo\u2019 di chitarra). Spiace infine la tendenza a fermare i numeri rossiniani per garantire questo o quel movimento scenico. Piace per\u00f2 molto il recitare franco, spigliato, mobile e corporeo alla Chaplin o alla Buster Keaton, singolare per dei cantanti d\u2019opera e forse possibile solo con artisti giovani, che magari avranno qualcosa da aggiustare in fatto di proiezione del suono, appoggio e via dicendo, ma almeno sono disposti a divertirsi e divertire.<br \/>\nCome il Don Parmenione di <strong>Jaehong Jung<\/strong>, che pur dovendo ancora lavorare sul perfido sillabato rossiniano, ha dalla sua un gran bel timbro. A fianco a lui, vero tenore di grazia, sta il Don Alberto di <strong>Manuel Amati<\/strong>, minuto per fisico e dagli acuti chiari ma sicurissimi: pur con qualche incertezza d\u2019intonazione, regala ottimi cantabili. Agile in alto, di pronuncia assai perfettibile, <strong>Nao Yokomae<\/strong> \u00e8 una Berenice solida, ma talvolta troppo aspra e petulante. Eccellente per dizione e verve il Martino di <strong>Nicol\u00f2 Donini<\/strong>, corretti l\u2019Ernestina di <strong>Federica Cacciatore<\/strong> e il Don Eusebio (che la regia vuole bacucco e in carrozzella) di <strong>Alessandro Vannucci<\/strong>. <strong>Alessandro D\u2019Agostini<\/strong> dirige <strong>l\u2019Orchestra del Conservatorio di Parma<\/strong> (fatta di docenti, studenti, ex studenti) senza grande verve e a ritmo un po&#8217; &#8220;ingessato&#8221;, ma con ottimo mestiere e gesto efficace. Gli strumentisti se la cavano bene nel ritmo, i fiati realizzano a dovere gli ostici a solo, l\u2019intonazione talvolta latita. Nei recitativi, il fortepianista<strong> Riccardo Mascia<\/strong> cita il Mozart delle opere dapontiane, a suggerire la filiazione del Rossini delle farse dal grande teatro comico del Salisburghese. Bel promemoria. <em>Foto Roberto Ricci<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parma, Teatro Regio, Stagione lirica 2016 &#8220;L\u2019OCCASIONE FA IL LADRO&#8221; Burletta per musica in un atto. 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