{"id":84254,"date":"2016-03-01T23:52:49","date_gmt":"2016-03-01T22:52:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84254"},"modified":"2016-03-03T00:26:06","modified_gmt":"2016-03-02T23:26:06","slug":"venezia-teatro-la-fenice-eliahu-inbal-dirige-bruckner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-eliahu-inbal-dirige-bruckner\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Eliahu Inbal dirige Bruckner"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia,Teatro La Fenice<\/em>, <em>Stagione sinfonica 2015-2016 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra del Teatro La Fenice<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Eliahu Inbal<\/strong><br \/>\n<em>Anton Bruckner: <\/em>Sinfonia n. 8 in do minore WAB 108 (versione 1887)<br \/>\n<em>Venezia, 27 febbraio 2016<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wtHGmaZ243A\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/em><br \/>\n<strong>Prosegue alla Fenice la Stagione sinfonica, che ha come elemento programmatico di particolare interesse l&#8217;esecuzione integrale delle sinfonie di Bruckner,<\/strong> un autore non ancora metabolizzato da una parte del pubblico, almeno in Italia, e tutt&#8217;ora in qualche modo punto di contraddizione tra fautori e detrattori. La sua produzione non \u00e8 certamente di facile fruizione, ma il compositore di Ansfelden rappresenta comunque uno snodo fondamentale per la musica mitteleuropea, in quanto, trasferendo in ambito sinfonico il suo personale culto per Wagner, fu <em>trait-d&#8217;-union<\/em> verso Maher e, in genere, verso il futuro dell&#8217;arte dei suoni.\u00a0 Questa volta \u00e8 stata proposta <strong>l&#8217;Ottava sinfonia<\/strong>, la partitura forse pi\u00f9 monumentale della pur ciclopica produzione sinfonica bruckneriana, la cui genesi compositiva \u00e8 stata, tra l&#8217;altro, pi\u00f9 sofferta rispetto a quella \u2013 pur sempre travagliata \u2013 delle altre sinfonie dell&#8217;autore austriaco, noto per l&#8217;arrendevolezza con cui accettava critiche e proposte di modifica ai suoi lavori. Non osiamo addentrarci nella <em>vexata quaestio<\/em> della filologia bruckneriana, se non per rilevare che nel concerto di cui ci occupiamo \u00e8 stata proposta la versione datata 1887, quella del manoscritto originale, considerando meno attendibili le successive revisioni: quella del 1890 firmata da Bruckner stesso e l&#8217;altra del 1939 ad opera di Robert Haas, entrambe, peraltro, molto frequentemente eseguite.\u00a0 <strong>Attenta e sensibile la lettura di Eliahu Inbal<\/strong>, tra i pi\u00f9 apprezzati interpreti di Bruckner e Mahler: il direttore israeliano ha sedotto il pubblico con il suo gesto essenziale ma autorevole, che ha saputo distillare dalla compagine orchestrale \u2013 in perfetta forma \u2013 un suono assolutamente rotondo nei poderosi ripieni orchestrali come nei passaggi pi\u00f9 delicati, sfoggiando altres\u00ec senso delle sfumature e dei contrasti, in particolare quelli timbrici, costituenti una cifra distintiva del compositore-organista, che riproduce nell&#8217;orchestra le contrapposizioni tra i vari registi dello strumento a canne. Bruckner \u00e8 \u2013 nell&#8217;immaginario collettivo \u2013 uno dei simboli della <em>Finis Austriae<\/em> (la Settima sinfonia venne scelta da Visconti come colonna sonora di uno dei suoi primi capolavori, incentrato anche su questo tema: <em>Senso<\/em>). Tuttavia l&#8217;interpretazione di Inbal \u2013 grazie anche a una scelta di tempi mai troppo dilatati \u2013 non indulge per nulla in morbose estenuazioni, mantenendosi all&#8217;interno di una visione genuinamente romantica, in cui il sentimento non trascolora affatto nel sentimentalismo, per accendersi invece di estremo vigore (e nitore) sonoro nelle pagine animate da un afflato titanico. <strong>Ragguardevole la prestazione dell&#8217;orchestra fin dal solenne inizio<\/strong>, in cui \u2013 secondo un tipico procedimento bruckneriano \u2013 su un tremolo di violini si stagliava il sinuoso primo tema cromatico, esposto dai bassi con mirabile coesione, poi ripetuto imperiosamente da tutta l&#8217;orchestra, da cui emergevano, con sonorit\u00e0 d&#8217;oro brunito, i tromboni. Coesi e perlacei i violini nel proporre il secondo tema cantabile, ripreso in successione dai legni e dal resto dell&#8217;orchestra, prima della comparsa di un terzo tema con l&#8217;intervento di archi e legni, alternato al pizzicato degli archi. Poi la rielaborazione e lo sviluppo dei tre temi, la ripresa e il finale, che nella versione proposta termina in forte diversamente dalle altre versioni, in cui invece il movimento si conclude con uno spegnersi progressivo delle sonorit\u00e0. <strong>Briosa e scattante l&#8217;orchestra nel successivo <em>Scherzo<\/em><\/strong> \u2013 che precede l&#8217;<em>Adagio<\/em> come nella Nona di Beethoven \u2013, un movimento basato su ritmi e motivi ostinati, che \u2013 nelle intenzioni programmatiche dell&#8217;autore, peraltro, come spesso accade, assolutamente riduttive \u2013 evocherebbe la figura del Deutsce Michel, \u201cl&#8217;onesto e buon tedesco\u201d, che si sollazza ballando e bevendo birra, ma poi (nel <em>Trio<\/em>) si mette a fantasticare contemplando la natura. Di grande fascino sonoro l&#8217;esecuzione del terzo movimento, che rappresenta senza dubbio il vertice della composizione ed \u00e8 una della pagine pi\u00f9 straordinarie dell&#8217;intera produzione sinfonica di Bruckner: qui Inbal ha saputo trovare il giusto accento nel condurre il discorso che \u2013 con interventi imperiosi e cupamente dorati di ottoni e tube wagneriane \u2013 procede tra espressioni intensamente liriche e accessi passionali: dal primo tema meditativo e statico al secondo tema, al cui apparire il tessuto sonoro si fa sempre pi\u00f9 lussureggiante, caratterizzandosi per le reminiscenze wagneriane e i solenni accenti di corale, che contrassegnano anche gli ultimi adagi di Mahler. Una concitazione dionisiaca \u2013 forse un po&#8217; eccessiva, viste le indicazioni dell&#8217;autore, che prescrive: <em>Solenne, non veloce<\/em> \u2013 si \u00e8 scatenata con il ritmico primo tema dell&#8217;ultimo movimento, affidato alle brunite sonorit\u00e0 degli ottoni, seguito da un secondo tema cantabile, esposto da archi e corno, e poi da un terzo tema caratterizzato da brevi incisi di legni e ottoni. Precisa l&#8217;orchestra nell&#8217;eseguire la complessa trama di carattere contrappuntistico, costituente lo sviluppo, come la ripresa insolitamente elaborata e la successiva coda finale, in cui si ripresentano i temi dei quattro movimenti, ma non giustapposti come nella Nona di Beethoven, bens\u00ec disponendosi uno sull&#8217;altro in verticale. Ovazione finale per il Maestro e l&#8217;orchestra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia,Teatro La Fenice, Stagione sinfonica 2015-2016 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Eliahu Inbal Anton Bruckner: Sinfonia n. 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