{"id":84430,"date":"2016-03-25T18:44:22","date_gmt":"2016-03-25T17:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84430"},"modified":"2016-03-25T22:48:50","modified_gmt":"2016-03-25T21:48:50","slug":"giovanni-battista-pergolesi-1710-1736-stabat-mater","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giovanni-battista-pergolesi-1710-1736-stabat-mater\/","title":{"rendered":"Giovanni Battista Pergolesi (1710 \u2013 1736): &#8220;Stabat Mater&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Stabat Mater&#8221; per soprano, contralto, archi e basso continuo<br \/>\n<\/strong><em>&#8220;Stabat Mater&#8221;<\/em> (Grave) a 2 \u00a0&#8211; \u00a0<em>&#8220;Cujus animam&#8221;<\/em> (Andante) per soprano &#8211;\u00a0<em>&#8220;O quam tristis&#8221;<\/em> (Larghetto) a 2 &#8211;\u00a0&#8220;<em>Quae moerebat&#8221;<\/em> (Allegro moderato) per contralto &#8211; &#8220;<em>Quis est homo&#8221;<\/em> (Largo, Allegro) a 2 &#8211;\u00a0\u00a0<em>&#8220;Vidit suum&#8221;<\/em> (Tempo giusto) per soprano &#8211; <em>&#8220;Eja Mater&#8221;<\/em> (Allegro moderato) per contralto &#8211; <em>&#8220;Fac ut ardeat&#8221;<\/em> (Allegro) a 2 &#8211; <em>&#8220;Sancta Mater&#8221;<\/em> (Tempo giusto) a 2 &#8211; <em>&#8220;Fac ut portem&#8221;<\/em> (Largo) per contralto &#8211; <em>&#8220;Inflammatus&#8221;<\/em> (Allegro) per soprano &#8211;\u00a0\u00a0<em>&#8220;Quando corpus e amen&#8221;<\/em> (Largo e Allegro) a 2.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px;\" src=\"https:\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?episode_id=8097304&amp;autoplay=false\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>Completato, secondo una tradizione, della quale non \u00e8 possibile appurare l\u2019attendibilit\u00e0, il giorno stesso della morte, lo <strong><em>Stabat Mater<\/em><\/strong> \u00e8 comunque una delle ultime opere, se non l\u2019ultima, di Giovanni Battista Pergolesi che, quasi presago del triste fine che lo attendeva, cerc\u00f2 di portare a termine questo lavoro prima che la morte lo cogliesse alla giovane et\u00e0 di 26 anni. Per Pergolesi, infatti, portare a compimento lo\u00a0<em>Stabat Mater <\/em>era quasi un obbligo morale, in quanto il compositore aveva gi\u00e0 ricevuto la somma di 10 ducati, come compenso per la composizione dell\u2019opera, da parte del committente, l\u2019Arciconfratermita Cavalieri della Vergine de\u2019 dolori della Confraternita di San Luigi al Palazzo, che aveva deciso di sostituire il vecchio <em>Stabat Mater <\/em>di Alessandro Scarlatti. Eseguito ininterrottamente per circa vent\u2019anni nelle chiesa napoletana di San Luigi di Palazzo, sede della confraternita, lo <em>Stabat<\/em> scarlattiano, al quale questa composizione si richiama per la scelta dell\u2019organico vocale, piuttosto insolito, in quanto costituito da un soprano e da un contralto al posto del classico quartetto (Soprano, Contralto, Tenore e Basso), era, infatti, ormai venuto a noia ai confratelli che avevano affidato a Pergolesi appunto la composizione di un nuovo <em>Stabat<\/em>. Le condizioni di salute del compositore non erano, tuttavia, delle migliori, in quanto la tubercolosi che lo avrebbe portato alla morte, aveva gi\u00e0 minato in modo irreparabile il suo debolissimo fisico. Ci\u00f2 nonostante Pergolesi, forse alla ricerca di <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi.jpg\" rel=\"attachment wp-att-84498\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-84498\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi-441x384.jpg\" alt=\"Giovanni-Battista-Pergolesi\" width=\"441\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi-441x384.jpg 441w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi-230x200.jpg 230w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi-150x131.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi-366x319.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Giovanni-Battista-Pergolesi.jpg 497w\" sizes=\"auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>un\u2019atmosfera pi\u00f9 salubre e di maggiore tranquillit\u00e0 per ultimare il lavoro, si trasfer\u00ec da Napoli a Pozzuoli, dove nel convento dei Cappuccini fu ospitato e accudito negli ultimi giorni della sua vita. Qui termin\u00f2 la composizione dello <em>Stabat<\/em>, che lo assorb\u00ec totalmente nonostante le condizioni di salute peggiorassero di giorno in giorno. Pergolesi, infatti, con straordinaria professionalit\u00e0, si dedic\u00f2 alla composizione dell\u2019opera dall\u2019alba alla sera, con la sola interruzione del pranzo indebolendo ancor di pi\u00f9 la sua salute malferma. Nell\u2019autografo della partitura, conservato presso la biblioteca del Monastero di Montecassino, \u00e8 possibile rilevare una certa fretta di concludere da parte di Pergolesi che si dimentic\u00f2 di stendere alcune parti delle viole e nell\u2019ultima pagina scrisse <em>Finis Laus Deo<\/em>.<br \/>\n<strong>Dal punto di vista formale<\/strong> quasi tutti i brani dello <em>Stabat Mater<\/em> presentano la classica struttura bipartita dell\u2019aria da chiesa eccezion fatta per il quinto, <em>Quis est homo<\/em>, l\u2019ottavo, <em>Fac ut ardeat<\/em>, che \u00e8 un fugato, il nono, <em>Sancta Mater<\/em>, di forma tripartita, e il finale, che, come l\u2019ottavo brano, \u00e8 un fugato. Lo <em>Stabat Mater<\/em>, i cui punti culminanti sono costituiti dal brano iniziale, <em>Stabat Mater<\/em>, dove \u00e8 descritto il dolore della Vergine davanti alla croce, dal <em>Vidit suum<\/em>, una commossa meditazione sulla passione di Cristo, e dal <em>Quando corpus<\/em>, nel quale si affaccia la speranza della Resurrezione, si \u00e8 evidenziata per un\u2019accorata cantabilit\u00e0 ed una musicalit\u00e0 appassionata che spesso ha fatto pensare alla produzione profana di Pergolesi.<br \/>\n<strong>Pubblicato nel 1749 a Londra<\/strong>, lo <em>Stabat Mater <\/em>conobbe, per\u00f2, una fortuna piuttosto contrastata, in quanto se, da una parte, \u00e8 stata la partitura pi\u00f9 ristampata in tutto il Settecento ed \u00e8 stata apprezzata da Bach, che la utilizz\u00f2 in parodia in una sua composizione, dall\u2019altra \u00e8 stata anche pesantemente stroncata dall\u2019abate Martini e da Berlioz che la defin\u00ec <em>musica da incubo<\/em>.\u00a0 L\u2019accusa maggiore, che fu mossa al compositore dai suoi detrattori, fu quella di aver musicato un testo sacro con una musica di carattere lirico e profaneggiante che, secondo, il musicologo Combarieu, \u00e8 ascrivibile <em>pi\u00f9 allo stile dell\u2019opera che a quello della musica chiesastica<\/em>. Il giudizio pi\u00f9 equilibrato su quest\u2019opera \u00e8 stato formulato da Fabio Fano che ha scritto:\u00a0\u201cCon ci\u00f2 \u00e8 fuor di luogo accusare il Pergolesi di avere musicato il testo sacro con uno stile lirico e profaneggiante, perch\u00e9 tale stile \u00e8 in s\u00e9 pienamente armonico, salvo qualche lieve trascurabile stridore, ed \u00e8 in complesso pervaso da un\u2019accorata intimit\u00e0\u201d.<br \/>\nNonostante questi giudizi contrastanti lo <em>Stabat Mater <\/em>fu eseguito per tutto il Settecento in chiese, case private, con organici differenti modificati di volta in volta secondo le diverse condizioni; <strong>Paisiello<\/strong>, che probabilmente interpret\u00f2 lo <em>Stabat Mater<\/em> in molte occasioni, intorno al 1810, quando aveva gi\u00e0 settant\u2019anni, decise di stendere in partitura una versione per un organico pi\u00f9 ampio. Egli ampli\u00f2, in particolar modo, la parte strumentale sostituendo i due violini della versione di Pergolesi con un\u2019orchestra formata da archi e legni e divise in due parti separate l\u2019ultimo numero, il dodicesimo (<em>Quando corpus e amen<\/em>) che, nella versione originale, era unito. Per il resto Paisiello non si discost\u00f2 dall\u2019originale, come fecero altri compositori, in quanto lasci\u00f2 inalterata la struttura della composizione e raddoppi\u00f2 un\u2019ottava sotto, nei passi in cui intervengono il tenore e il basso, le parti del soprano e del contralto, le uniche due voci presenti nella partitura.<\/p>\n<p>&lt;<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/254996452&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false\" width=\"681\" height=\"681\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Stabat Mater&#8221; per soprano, contralto, archi e basso continuo &#8220;Stabat Mater&#8221; (Grave) a 2 \u00a0&#8211; \u00a0&#8220;Cujus animam&#8221; (Andante) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":84499,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[532,12238,651],"class_list":["post-84430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-giovanni-battista-pergolesi","tag-giovanni-paisiello","tag-stabat-mater"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84430"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84512,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84430\/revisions\/84512"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}