{"id":84633,"date":"2016-04-09T19:11:02","date_gmt":"2016-04-09T17:11:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84633"},"modified":"2016-12-13T20:19:59","modified_gmt":"2016-12-13T19:19:59","slug":"bruxelles-theatre-la-monnaie-beatrice-et-benedict","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bruxelles-theatre-la-monnaie-beatrice-et-benedict\/","title":{"rendered":"Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie: &#8220;B\u00e9atrice et B\u00e9n\u00e9dict&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie &#8211; stagione 2015\/2016 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cB\u00c9ATRICE ET B\u00c9N\u00c9DICT\u201d <\/strong><br \/>\nOp\u00e9ra-comique in due atti. Libretto e musica di <strong>Hector Berlioz<\/strong><br \/>\n<em>Don Pedro <\/em>FR\u00c9D\u00c9RIC CATON<br \/>\n<em>Claudio <\/em>ETIENNE DUPUIS<br \/>\n<em>B\u00e9n\u00e9dict \u00a0<\/em>JULIEN DRAN<br \/>\n<em>Don Juan <\/em>SEBASTIEN DUTRIEUX<br \/>\n<em>L\u00e9onato <\/em>PIERRE BARRAT<br \/>\n<em>H\u00e9ro <\/em>ANNE-CATHERINE GILLET<br \/>\n<em>B\u00e9atrice <\/em>ST\u00c9PHANIE D\u2019OUSTRAC<br \/>\n<em>Ursula<\/em> EVE-MAUD HUBEAUX<br \/>\n<em>Somarone<\/em> LIONEL LHOTE<br \/>\nOrchestra Sinfonica e Coro\u00a0 del Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie<br \/>\nDirettore <strong>Samuel Jean<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Martino Faggiani<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Richard Brunel <\/strong><br \/>\nScene <strong>Anouk Dell\u2019Aiera<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Claire Risterucci<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Laurent Castaingt<\/strong><br \/>\nDrammaturgia <strong>Catherine Ailloud-Nicolas\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\nCoproduzione La Monnaie \/ De Munt \/ Th\u00e9\u00e2tre du Capitole (Tolosa)<br \/>\n<em>Bruxelles, 5 aprile 2016\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nIl Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie\u00a0 non risparmia le sorprese ai suoi spettatori. Un\u2019altra rarit\u00e0 nella programmazione, questa <em>B\u00e9atrice et B\u00e9n\u00e9dict<\/em> di Berlioz, e ancora novit\u00e0 per quel che riguarda gli spazi scelti per la stagione <em>extra muros<\/em>, fuori dal teatro storico dove sono in corso i lavori di ristrutturazione destinati a durare almeno fino alla fine dell\u2019anno. Un po\u2019 fuori dal centro, e geograficamente ubicata nel quartiere ormai famoso di Molenbeek, si trova la struttura fatta costruire dal Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie per ospitare in permanenza le opere di questa stagione e di parte della prossima. I lavori sono cominciati a met\u00e0 gennaio in una spianata facente parte di una vecchia area industriale in corso di riqualificazione, e il risultato, va riconosciuto, \u00e8 eccellente viste le condizioni e i tempi di realizzazione. L\u2019acustica non sar\u00e0 perfetta, ed \u00e8 penalizzata a tratti dal rumore dagli aerei in fase di atterraggio, ma nell\u2019insieme la struttura consente di fruire di uno spettacolo piacevole. B\u00e9atrice et B\u00e9n\u00e9dict fu rappresentata per la prima volta a Baden Baden nel 1862, e poi solo occasionalmente nel secolo scorso, ma a partire dagli anni duemila diverse nuove produzioni si sono succedute in vari teatri europei. Non \u00e8 mai stata rappresentata in Italia. Berlioz scrisse musica e libretto ispirandosi alla commedia <em>Molto rumore per nulla<\/em> di Shakespeare, ma prendendone gli aspetti giocosi e tralasciando i temi pi\u00f9 seri. Il libretto di Berlioz \u00e8 una storia leggera, un <em>divertissement<\/em>, incentrata sulle schermaglie amorose e sugli scambi di battute sarcastiche tra B\u00e9atrice e di B\u00e9n\u00e9dict, mentre l\u2019altra coppia della commedia shakespeariana, H\u00e9ro e Claudio, viene messa in secondo piano. Ci sono poi elementi comici e scherzosi, in particolare con il personaggio del compositore Somarone e le sue incomprensioni con coro e orchestra. Il libretto di Berlioz viene considerato difficile quando va bene, ma c\u2019\u00e8 chi si spinge molto pi\u00f9 in l\u00e0 e decide che \u00e8 manchevole rispetto alla commedia di Shakespeare e che \u00e8 quindi necessario intervenire. Fra questi c\u2019\u00e8 sicuramente il giovane regista francese <strong>Richard Brunel<\/strong>, che avvicina l\u2019opera alla commedia di Shakespeare riprendendo personaggi e vicende che Berlioz aveva scelto di lasciare da parte, e vi inserisce una vicenda ulteriore di sua propria creazione, con il compositore Somarone che, da divertente parodia del compositore, diventa un innamorato non ricambiato di H\u00e9ro che si vendica gettandole addosso un\u2019infame calunnia al momento del matrimonio. Per far ci\u00f2, Brunel taglia dialoghi parlati, altri li sposta, e altri ancora li scrive di suo pugno. La commedia ironica e scherzosa di Berlioz assume tinte cupe, con H\u00e9ro che, invece di convolare a nozze con Claudio, \u00e8 ammutolita dalla sofferenza. Come a volte accade quando i registi tentano operazioni di questo tipo, sembra di assistere a due spettacoli tra loro incoerenti, con la parte musicale e cantata che rispecchia Berlioz e la parte teatrale che se ne va per conto suo. Un esempio fra tanti, le scene che accompagnano l\u2019ouverture, quando la gaia e fresca musica di Berlioz si dipana su uno sfondo da citt\u00e0 assediata, bombardata, con la parete di fondo del palcoscenico tappezzata di foto di giovani soldati caduti davanti ai quali brillano lumini da cimitero. Alla fine dell\u2019ouverture soldati in divisa da combattimento irrompono in scena brandendo fucili mitragliatori, mentre la musica racconta un\u2019altra storia (gli spettatori erano stati preavvertiti della presenza di uomini armati in scena, cautela quanto mai opportuna dal momento che la prima dell\u2019opera \u00e8 andata in scena due giorni dopo gli attentati nella capitale belga). Insomma, non si pu\u00f2 fare a meno di porsi le domande ormai consuete quando si assiste a una produzione che il regista stravolge a suo gusto e senza tentare una conciliazione con gli elementi originali: ci si chiede se questo cimento intellettuale fosse veramente necessario, e che cosa abbia aggiunto all\u2019opera. Le gradevoli scene di <strong>Anouk Dell\u2019Aiera<\/strong> ricordano il secondo dopoguerra e non si fanno notare per una particolare originalit\u00e0. Non potevano mancare le pareti dipinte di grigio che sembrano essere un elemento irrinunciabile di tante produzioni moderne, e che certo ricordano poco la solare Messina in cui sia Shakespeare che Berlioz ambientano la loro opera. Armadi in legno vengono spostati facilmente sul palco creando partizioni di spazi e nascondigli che ben si prestano al gioco di inganni perpetrati in scena. H\u00e9ro in candido abito da sposa, sospesa nell\u2019aria e poi calata sul palco per ricongiungersi col promesso Claudio \u00e8 un lampo di luce in un\u2019atmosfera dai colori molto sobri. Anche i costumi di <strong>Claire Risterucci<\/strong>\u00a0rispecchiano la sobriet\u00e0 generale della produzione. La bella musica di Berlioz \u00e8 valorizzata dalla direzione di <strong>Samuel Jean<\/strong>\u00a0facendone una delle parti pi\u00f9 riuscite dello spettacolo, anche se forse l\u2019ouverture lasciava un\u2019impressione lievemente confusa. Grande attenzione ai dettagli ed eccellente comunicazione col coro diretto da <strong>Martino Faggiani<\/strong>. Complessivamente valido il cast, tutti francofono, e chiamato a mostrare qualit\u00e0 di recitazione oltre che di canto nei lunghi dialoghi parlati. Le voci sono lievemente amplificate, evidentemente in ragione dell\u2019acustica. \u00a0<strong>Anne-Catherine Gillet<\/strong> presta la sua voce fresca e agile al personaggio di H\u00e9ro, ed \u00e8 un peccato che le innovazioni del regista abbiano tolto al personaggio la solare gaiezza dell\u2019innamorata felice. B\u00e9atrice \u00e8 affidata alla eleganza vocale \u00a0di <strong>St\u00e9phanie D\u2019Oustrac<\/strong> che ne fa un personaggio dal temperamento energico, forse anche troppo per chi si fosse preso la briga di leggersi prima il libretto di Berlioz. Ottima l\u2019interpretazione di <strong>Eve-Maud Hubeaux<\/strong> nel ruolo di Ursule, che nel duetto con H\u00e9ro alla fine del primo atto regala uno dei momenti pi\u00f9 emozionanti dell\u2019opera. Anche le voci maschili sono di buon livello, con un fresco e giovanile <strong>Julien Dran<\/strong> nel ruolo di B\u00e9n\u00e9dict e <strong>Etienne Dupuis<\/strong> in quello di Claudio. Pi\u00f9 recitati che cantati i ruoli affidati a <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Caton<\/strong> (Don Pedro), <strong>Pierre Barrat <\/strong>(L\u00e9onato) e <strong>Lionel Lhote<\/strong>, cui \u00e8 toccato interpretare un Somarone particolarmente mortificato dalle scelte di regia. Applausi di circostanza di un pubblico che ha fretta di riguadagnare il centro citt\u00e0. Si esce da teatro con l\u2019impressione di un\u2019opera che varrebbe la pena vedere questo Berlioz con dei colori pi\u00f9 corrispondenti a quelli della musica, leggera, brillante, divertente, senza finalit\u00e0 di denuncia dei tempi tormentati e della condizione infelice dell\u2019umanit\u00e0. Tematiche da cui invece sembra non si possano staccare i registi moderni, per i quali divertirsi \u00e8 banale e scontato. <em>Foto Bernd Ulhig<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre La Monnaie &#8211; stagione 2015\/2016 \u201cB\u00c9ATRICE ET B\u00c9N\u00c9DICT\u201d Op\u00e9ra-comique in due atti. 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