{"id":84918,"date":"2016-05-25T11:36:37","date_gmt":"2016-05-25T09:36:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84918"},"modified":"2016-05-25T11:36:37","modified_gmt":"2016-05-25T09:36:37","slug":"gaetano-donizetti-1797-1848-le-duc-dalbe-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gaetano-donizetti-1797-1848-le-duc-dalbe-2\/","title":{"rendered":"Gaetano Donizetti (1797-1848): &#8220;Le Duc d&#8217;Albe&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em>Grand\u2019opera in quattro atti su libretto di Eugene Scribe, registrazione delle sole parti autografe di Gaetano Donizetti. <strong>Laurent Nouri <\/strong>(Le Duc d\u2019Albe), <strong>Angela Meade <\/strong>(H\u00e9l\u00e8ne d\u2019Egmont), <strong>Michael Spyres <\/strong>(Henry de Bruges), <strong>Gianluca Buratto <\/strong>(Daniel Brauer), <strong>David Stout <\/strong>(Sandoval), <strong>Trystan Llyr Griffiths <\/strong>(Carlos), <strong>Robin Tritschler <\/strong>(Balbuena), <strong>Dawid Kimberg <\/strong>(Un taverniere). <strong>Hall\u00e9<\/strong>, <strong>Opera Rara Chorus<\/strong>, <strong>Mark Elder <\/strong>(direttore). <\/em>Registrazione Hall\u00e9 St.Petet\u2019s, Manchester giugno 2015. 2 <strong>CD Opera Rara ORC54<\/strong><\/div>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OGcBM2tt8VU\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il Donizetti che nel 1838 giunge a Parigi non \u00e8 certo uno sconosciuto alle scene francesi, in quanto molte sue opere sono gi\u00e0 comparse sui palcoscenici parigini. Gi\u00e0 nel 1835 egli, infatti, aveva destinato alla capitale francese il suo \u201c<em>Marin Falliero<\/em>\u201d pensato anche per il gusto francese nonostante il libretto italiano come di prassi al Th\u00e9\u00e2tre des Italiens. La conquista del palcoscenico dell\u2019Opera rappresentava per\u00f2 qualche cosa di diverso, una sorta di consacrazione definitiva per qualunque compositore del tempo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Donizetti si era avvicinato cautamente a quel palcoscenico optando in prima battuta per un rifacimento di un precedente lavoro italiano; erano nati cos\u00ec \u201c<em>Les martyres<\/em>\u201d, evoluzione di quel \u201c<em>Poliuto<\/em>\u201d che tanti problemi aveva avuto con la censura napoletana. Il successo di questo primo lavoro apre la strada ad un nuovo progetto, questa volta originale. Scribe mette mano a un grand\u2019op\u00e9ra che ha tutti i tratti caratteristici del genere: soggetto storico, spettacolarit\u00e0 di scene, forti contrasti emotivi. La scelta cade sul tema della lotta dei protestanti fiamminghi contro il dominio spagnolo nel XVI secolo, tema molto in voga al tempo dopo il successo dell\u2019\u201d<em>Egmont<\/em>\u201d di Goethe \u2013 quello per cui Beethoven scrisse la celeberrima ouverture \u2013 di cui il nuovo \u201c<em>Le Duc d\u2019Albe<\/em>\u201d rappresenta per certi aspetti la prosecuzione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Donizetti si mese subito al lavoro cercando di portare avanti quell\u2019arricchimento del proprio linguaggio che gi\u00e0 si era avviato con \u201c<em>Les martyres<\/em>\u201d e che veniva incontro alle pi\u00f9 esigenti richieste del pubblico francese per quanto riguarda la scrittura orchestrale. Nonostante queste intenzioni i lavori si interruppero assai presto; Donizetti aveva composto i primi due atti e impostato le linee vocali per i seguenti quanto il progetto venne abbandonato. Le ragioni di questo cambio di strategia non sono a tutt\u2019oggi chiarite, leggenda vuole che l\u2019opera trovasse la ferma opposizione di Rosine Stoltz, diva assoluta dell\u2019Opera contraria alla scelta per il ruolo di protagonista di H\u00e9l\u00e8ne di un soprano drammatico d\u2019agilit\u00e0 all\u2019italiana, inadatto alla propria voce di mezzosoprano acuto. Se probabilmente vi \u00e8 pi\u00f9 pettegolezzo che sostanza in questa versione \u00e8 per\u00f2 un dato di fatto che la successiva \u201c<em>La favorite<\/em>\u201d \u2013 in cui confluiranno anche brani originariamente pensati per \u201c<em>Le Duc d\u2019Albe<\/em>\u201d \u2013 vedr\u00e0 il ruolo di protagonista di L\u00e9onor perfettamente modellato sulle caratteristiche della Stoltz.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera cadde a quel punto totalmente nell\u2019oblio \u2013 tanto che lo stesso Scribe non si fece scrupoli a riutilizzare il libretto con poche modifiche per \u201c<em>Les V\u00eapres siciliennes\u201d <\/em>andato in scena con musiche di Verdi nel 1855 \u2013 fino al 1881 quanto Matteo Salvi, gi\u00e0 allievo di Donizetti, decise di completare l\u2019opera seguendo le indicazioni del maestro e facendosi aiutare da un gruppo di amici fra cui Amilcare Ponchielli. E\u2019 in questa versione che l\u2019opera vide la luce nel 1882 e in cui viene eseguita nelle rare riprese moderne a partire da quella diretta da Thomas Schippers per il \u201cFestival dei due mondi\u201d del 1959.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella sua meritoria attivit\u00e0 di riscoperta dell\u2019opera italiana del primo Ottocento l\u2019etichetta britannica Opera Rara propone questa nuova registrazione filologica dell\u2019opera; con grande rigore si \u00e8 deciso di incidere solo quanto composto direttamente da Donizetti recuperando integralmente i manoscritti del compositore bergamasco e integrandoli con qualche breve passaggio di collegamento composto in stile da Martin Fitzpatrick per evitare fratture troppo stridenti. Operazione ovviamente possibile solo in sede discografica ma che permette di ascoltare alcune delle musiche pi\u00f9 riuscite del compositore bergamasco eseguite al massimo livello possibile. Bisogna per altro riconoscere che quanto composto de \u201c<em>Le Duc d\u2019Albe<\/em>\u201d \u00e8 fra le pagine pi\u00f9 alte di Donizetti capace qui di recuperare tutta la sua esperienza pregressa e di rinnovarla con una modernit\u00e0 e un\u2019apertura verso il futuro in cui ormai si presagisce pienamente l\u2019universo verdiano e di arricchirla con una cura delle componenti armoniche e strumentali di una qualit\u00e0 rara nella musica italiana del tempo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019edizione proposta \u00e8 poi di un livello altissimo ed \u00e8 certamente uno dei risultati pi\u00f9 alti della casa discografica e uno dei migliori prodotti usciti in questo tempo sul mercato discografico. <strong>Mark Elder <\/strong>\u00e8 una presenza frequente nel catalogo Opera Rara e qui offre una delle sue prestazioni migliori; una lettura tesa, intensa, molto teatrale ma al contempo capace di evidenziare la ricchezza della scrittura donizettiana in tutta la sua raffinatezza. L\u2019orchestra Hall\u00e9 e l\u2019Opera Rara Chorus giungono a superarsi fornendo una prestazione inappuntabile sotto ogni aspetto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il cast \u00e8 poi uno dei migliori messi in campo per Donizetti ormai da diversi anni. <strong>Angela Meade<\/strong> al debutto con l\u2019etichetta inglese \u00e8 una H\u00e9l\u00e8ne di livello assoluto. Autentico soprano drammatico d\u2019agilit\u00e0 \u2013 forse uno dei pochissimi presenti sulla scena internazionale \u2013 \u00e8 vocalmente perfetta per la parte. Il recitativo d\u2019entrata \u00e8 nobile, austero, solenne, la cavatina \u2013 sul medesimo testo e con la medesima temperie di quella notissima de \u201c<em>I Vespri siciliani<\/em>\u201d \u2013 \u00e8 risolta con slancio soggiogante, le colorature di forza superate con assoluta facilit\u00e0, ammirevole lo slancio sugli acuti. Nel secondo atto H\u00e9l\u00e8ne \u00e8 chiamata a un ulteriore cimento, l\u2019intensa \u201c<em>Ombre murmure<\/em>\u201d \u2013 tagliata nel rifacimento successivo \u2013 tutta rivolta su un lirismo intimo e dolente che all\u2019ascoltare italiano non pu\u00f2 non ricordare la grande scena del II atto di \u201c<em>Anna Bolena<\/em>\u201d prossima anche per il tipo di vocalit\u00e0 richiesta e dove la Meade sfoggia una pulizia vocale e una nobilt\u00e0 d\u2019accento che la inseriscono di diritto fra le grandi interpreti donizettiane.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Rispetto alla Meade, <strong>Michael Spyres <\/strong>\u00e8 cantante pi\u00f9 alterno e per certi versi meno canonico con una vena ribelle che calza a pannello in un ruolo come Henry specie nel duetto con il Duca che chiude il primo atto dove il cantante deve esprimere tutto l\u2019idealismo eroico del giovane rivoluzionario. Spyres non solo vi riesce alla perfezione sul piano interpretativo ma sfoggia una baldanza vocale degna di nota, un\u2019ottima tecnica e acuti autenticamente ricchi di suono e squillo che fanno rapidamente passare in secondo piano un timbro godibile ma non certo di particolare fascino. Le stesse caratteristiche si ritrovano nel duetto con H\u00e9l\u00e8ne del II atto caratterizzato da una tessitura particolarmente acuta e da ripetuti cambi di registro espressivo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Laurent Nouri <\/strong>\u00e8 forse il pi\u00f9 penalizzato dalla versione scelta in quanto \u00e8 il III atto,\u00a0qui assente per ragioni filologiche, quello centrato sulla figura del Duca. Il baritono francese canta molto bene e rende compiutamente il fondo di umanit\u00e0 sotteso alla freddezza del governatore e che gi\u00e0 traspare nel duetto con Henry del I atto. Rimane solo il rimpianto di non poterlo ascoltare maggiormente. Interessante rivelazione <strong>Gianluca Buratto <\/strong>(Daniel), voce calda e morbida, dal bel colore di autentico basso e dalla linea di canto aristocraticamente rifinita \u2013 quasi troppo per un personaggio popolare come Daniel \u2013 che farebbe piacere riascoltare in altre produzioni. Ottime le parti di fianco e inappuntabile la qualit\u00e0 della registrazione, ciliegina sulla torta di una registrazione assolutamente degna di nota.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grand\u2019opera in quattro atti su libretto di Eugene Scribe, registrazione delle sole parti autografe di Gaetano Donizetti. 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