{"id":84943,"date":"2016-05-10T02:17:18","date_gmt":"2016-05-10T00:17:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84943"},"modified":"2016-05-15T23:12:20","modified_gmt":"2016-05-15T21:12:20","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-festival-benjamin-godard-nei-salotti-parigini-romanticismo-e-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-festival-benjamin-godard-nei-salotti-parigini-romanticismo-e-modernita\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cBenjamin Godard nei salotti parigini\u201d : Trio Talweg"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, <\/em><em>Palazzetto Bru Zane, <\/em><em>Festival \u201cBenjamin Godard nei salotti parigini\u201d (<\/em><em>9 aprile-15 maggio 2016)<br \/>\n<\/em><strong style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0\u201c<\/strong><strong style=\"line-height: 1.5;\">ROMANTICISMO E MODERNIT\u00c0\u201d<br \/>\n<\/strong><strong>Trio Talweg<br \/>\n<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">Violino <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">S\u00e9bastien Surel<em><br \/>\n<\/em><\/strong>Violoncello <strong>\u00c9ric-Maria Couturier<br \/>\n<\/strong>Pianoforte <strong>Juliana Steinbach<br \/>\n<\/strong><em>Benjamin Godard:<\/em>\u00a0&#8220;Aubade&#8221; pour violon et violoncelle op. 133 Trio avec piano no 2<br \/>\n<em>Lili Boulanger:<\/em>\u00a0&#8220;D\u2019un matin de printemps&#8221;<br \/>\n<em>Gabriel Faur\u00e9:<\/em> Trio avec piano<br \/>\n<em>Venezia, \u00a07 maggio 2016<br \/>\n<\/em><strong>\u201cTalweg\u201d \u00e8 un termine mutuato dalla toponomastica tedesca, che significa letteralmente \u201csentiero della valle\u201d<\/strong>, designando, in altre parole, la confluenza delle correnti che scendono a valle dalle vette. Questa \u00e8 anche la denominazione del Trio, protagonista del pomeriggio musicale svoltosi sabato scorso nella sala dei concerti del Palazzetto Bru Zane, ad indicare il comune percorso intrapreso da tre artisti dalle pur diverse personalit\u00e0. Il concerto era finalizzato ad indagare ulteriori aspetti del multiforme ingegno di Benjamin Godard, tra cui il suo rapporto con il trio con pianoforte, un genere musicale che conobbe una prima diffusione in Francia agli albori dell&#8217;Ottocento \u2013 grazie alle opere di autori, francesi di nascita o d&#8217;adozione, ispiratisi ad Haydn, Mozart e Beethoven \u2013 e successivamente rifiorito in terra gallica nel culto dei grandi compositori austro-tedeschi anche successivi: a David, Reber, Godard e altri \u00e8 dovuta una cospicua produzione, nata sotto l&#8217;egida della Soci\u00e9t\u00e9 Nationale de Musique, fondata nel 1870.\u00a0I titoli in programma dimostrano, in particolare, la volont\u00e0 di mettere a confronto composizioni, per trio con pianoforte o altre formazioni pi\u00f9 contenute, di Godard \u2013 un musicista che rimase sempre fedele al proprio linguaggio intriso di romanticismo, rifuggendo dal rampante wagnerismo \u2013 con analoghe opere di altri due autori francesi dal linguaggio pi\u00f9 moderno: Gabriel Faur\u00e9, tra i fondatori della citata Soci\u00e9t\u00e9 Nationale de Musique, e Lili Boulanger, che conobbe personalmente Faur\u00e9 e fece tesoro dei suoi preziosi consigli.<br \/>\nRendendo onore al nome che si \u00e8 dato, il <strong>Trio Talweg<\/strong> si \u00e8 fatto apprezzare per la perfetta sinergia, la comunanza d&#8217;intenti, la profonda concentrazione con cui ha eseguito i quattro pezzi, di cui alla locandina. Per quanto riguarda <strong><em>Aubade,<\/em> per soli violino e violoncello, di Godard<\/strong>, i due interpreti si sono messi in luce nel loro dialogare alla pari in questa pagina pittoresca, ricca \u2013 sulla falsariga del <em>Quartetto Americano<\/em> di Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k \u2013 di inflessioni popolareggianti e il cui primo movimento, Andante quasi adagio, si apre, appunto, con una scala pentafonica, prima al violino, accompagnato dal pizzicato del violoncello, che imita la chitarra delle serenate sul fare dell&#8217;alba, successivamente a parti invertite. Un bel suono hanno fatto sentire i due strumenti nella seconda sezione del movimento, che spesso si fonda su una scrittura, di tutt&#8217;altro che facile esecuzione, a doppie e triple corde con il violoncello spesso impegnato nel registro grave. \u00c8 poi seguito, rapido e leggero, il secondo movimento, Andantino, con i suoi accenti asimmetrici, le rapide scalette e i ritmi saltellanti.\u00a0Nel secondo pezzo firmato dal musicista dedicatario del festival, <strong>il Trio con pianoforte n. 2 \u2013 dedicato a Grieg<\/strong>, che a sua volta gli dedicher\u00e0 la propria <em>Vieille Romance norv\u00e9gienne avec variations \u2013, <\/em>il pianoforte ha svolto con encomiabile e sovente vigorosa musicalit\u00e0 un fondamentale lavoro di sostegno agli strumenti ad arco, contribuendo, insieme ad essi, a mettere in rilievo la straordinaria espressivit\u00e0 di quest&#8217;opera, la cui scrittura, per la cantabilit\u00e0 di ampio respiro del primo tema, nell&#8217;Allegro moderato iniziale, sull&#8217;accompagnamento ondeggiante di semicrome del pianoforte, ricorda Schumann, mentre il piglio appassionato e tempestoso dell&#8217;Allegro vivace finale evoca il Brahms delle<em> Danze ungheresi<\/em>.\u00a0Venendo a <strong><em>D\u2019un matin de printemps<\/em> di Lili Boulanger<\/strong>, la giovane musicista tra il1917 e il 1918, poco prima di morire, compone due pezzi dal carattere opposto, che nondimeno esprimono due tratti psicologici compresenti nella sua personalit\u00e0, nel suo animo combattuto tra l\u2019amore per la vita e i tristi presagi della morte, che la colse appena venticinquenne: non a caso questa coppia di pezzi \u00e8 accomunata da alcuni elementi, quali il ritmo ternario, il sapore modale, lo stesso tema melodico. Perfettamente a suo agio il violino nell&#8217;eseguire tale tema \u2013 che qui assume il carattere di una danza frenetica \u2013, con ammirevole <em>nonchalance,<\/em> adeguatamente supportato dal pianoforte, che ha sedotto il pubblico con i suoi accordi ribattuti dalle suggestive sonorit\u00e0 debussyane, come anche pi\u00f9 avanti nel far risuonare le seducenti armonie di audace modernit\u00e0 sotto l\u2019ampia melodia del violino.\u00a0Ultimo titolo del programma, <strong>il Trio con pianoforte di Faur\u00e9<\/strong>, appartenente all&#8217;estrema stagione creativa del Maestro, che lo concep\u00ec in forma sonata, peraltro sottoponendo il materiale musicale ad una continua rielaborazione. Anche qui si \u00e8 colta una ragguardevole intesa, oltre al giusto accento, nel dialogo tra gli strumenti: dall\u2019ampio tema del primo movimento, Allegro non troppo, all&#8217;incantevole<em> Andantino,<\/em> tematicamente legato al movimento precedente, al conclusivo Allegro vivo, basato sulle ampie linee degli archi all&#8217;ottava, con briosi interventi della tastiera. Pieno successo. Un fuoriprogramma con Joaquin Turina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cBenjamin Godard nei salotti parigini\u201d (9 aprile-15 maggio 2016) \u00a0\u201cROMANTICISMO E MODERNIT\u00c0\u201d Trio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":84945,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[11167,14678,16260,16116,5142,16261,12679,10201,16259,16258],"class_list":["post-84943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-benjamin-godard","tag-concerti","tag-eric-maria-couturier","tag-festival-benjamin-godard-nei-salotti-parigini","tag-gabriel-faure","tag-juliana-steinbach","tag-lili-boulanger","tag-palazzetto-bru-zane","tag-sebastien-surel","tag-trio-talweg"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84943"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84944,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84943\/revisions\/84944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}