{"id":84970,"date":"2016-05-14T03:55:33","date_gmt":"2016-05-14T01:55:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=84970"},"modified":"2017-01-09T15:01:14","modified_gmt":"2017-01-09T14:01:14","slug":"milano-teatro-alla-scala-la-fanciulla-del-west","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/milano-teatro-alla-scala-la-fanciulla-del-west\/","title":{"rendered":"Milano, Teatro alla Scala: &#8220;La fanciulla del West&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala, Stagione Lirica 2015\/2016<\/em><br \/>\n\u201c<strong>LA FANCIULLA DEL WEST\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in tre atti su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>Minnie <\/em>BARBARA HAVEMAN<br \/>\n<em>Jack Rance<\/em> CLAUDIO SGURA<br \/>\n<em>Dick Johnson<\/em> ROBERTO ARONICA<br \/>\n<em>Nick <\/em>CARLO BOSI<br \/>\n<em>Ashby <\/em>GABRIELE SAGONA<br \/>\nS<em>onora<\/em> ALESSANDRO LUONGO<br \/>\n<em>Trin<\/em> MARCO CIAPONI<br \/>\n<em>Sid <\/em>GIANLUCA BREDA<br \/>\n<em>Bello<\/em> COSTANTINO FINUCCI<br \/>\n<em>Harry<\/em> EMANUELE GIANNINO<br \/>\n<em>Larkens<\/em> ROMANO DAL ZOVO<br \/>\n<em>Joe <\/em>KRYSTIAN ADAM<br \/>\n<em>Happy<\/em> FRANCESCO VERNA<br \/>\n<em>Billy Jackrabbit<\/em> ALESSANDRO SPINA<br \/>\n<em>Wowkle<\/em> ALESSANDRA VISENTIN<br \/>\n<em>Jos\u00e8 Castro<\/em> LEONARDO GALEAZZI<br \/>\n<em>Un postiglione<\/em> FRANCESCO CASTORO *<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano<br \/>\n*Allievi dell\u2019Accademia Teatro alla Scala<br \/>\nDirettore <strong>Riccardo Chailly<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Robert Carsen<\/strong><br \/>\nScene <strong>Robert Carsen <\/strong>e<strong> Luis Carvalho<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Petra Reinhardt<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Robert Carsen e Peter Van Praet<\/strong><br \/>\nVideo Designer <strong>Ian William Galloway<\/strong><br \/>\n<em>Milano, 10 maggio 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nGrande ritorno alla Scala per\u00a0 <em>La fanciulla del West<\/em> \u00a0di Giacomo Puccini che fa la sua comparsa dopo 26 anni di assenza: era infatti dal 1995 che non era messa in scena al teatro meneghino. \u00a0Riccardo Chailly riporta l\u2019opera nella versione originale, privandola di quei tagli che alla prima al Metropolitan del 1910 volle Toscanini per rimediare alla non perfetta acustica che il grande teatro newyorkese\u00a0 si ritrovava. Questa versione, che doveva essere circoscritta esclusivamente per l\u2019occasione, si \u00e8 invece convertita in prassi, privando il pubblico\u00a0 della <em>Fanciulla<\/em> di ben 124 battute che il direttore milanese fa invece oggi rivivere. L\u2019attesa per questa rappresentazione \u00e8 accresciuta ancora di pi\u00f9 tra il pubblico in quanto \u00e8 stata molto chiacchierata e discussa proprio per le novit\u00e0\u00a0 di esecuzione e di regia. Ma veniamo proprio a quest\u2019ultima. Il regista canadese\u00a0 <strong>Robert Carsen<\/strong> aveva gi\u00e0 lasciato molte persone <em>in suspance <\/em>desiderose di vedere quest\u2019opera affermando nei giorni precedenti alla prima al\u00a0 <em>Corriere<\/em> di voler mettere in scena una <em>Fanciulla \u201c<\/em>modello John Wayne, in perfetto stile west americano-hollywoodiano\u201d. Si pu\u00f2 dire che ha mantenuto la promessa , coadiuvato anche da un\u2019 eccellente uso di video ad opera di \u00a0<strong>Ian William Galloway <\/strong>che hanno contribuito ad inserire fin dalle prime note del <em>Preludio <\/em>lo spettatore bel periodo della cosiddetta Golden Age californiana.\u00a0 La scena infatti si apre con la proiezione del \u00a0celebre film western <em>My Darling Valentine <\/em>di John Ford i cui spettatori, oltre al pubblico in sala, sono gli stessi i minatori personaggi dell\u2019opera. Un altro eccellente uso di video lo ritroviamo nel terzo atto con l\u2019aria di Rance \u00a0<em>Per te soltanto<\/em>\u00a0 in cui la sua figura oltre che sul palco, troneggia in un gigantesco schermo \u00a0dietro di lui. Ottimi anche i costumi e le posizioni degli artisti sul palco che con disinvoltura si muovono nonostante la difficolt\u00e0 data dai lunghi vestiti, cappelli e\u00a0 stivali tipici dei cowboy californiani. Interessante \u00e8 poi\u00a0 l\u2019 uso che Carsen fa degli spazi optando per l\u2019apprezzabile scelta di\u00a0 seguire, quanto meno la maggior parte delle volte, le indicazioni del libretto (cosa che sempre pi\u00f9 spesso i registi moderni non fanno). \u00a0Un\u2019eccezione si ha quando nel secondo atto Minnie dir\u00e0 volersi addormentare <em>presso il focolare <\/em>e nel farlo, lo indica nella stanza. Il problema \u00e8 che in scena non vi \u00e8 alcun focolare, quindi la situazione risulta grottesca. Ma resta comunque un piccolo inciso che \u00e8 a mio avviso compensato da un\u2019attenzione nel far mettere Johnson nel <em>solaio, togliendo dal gancio la scala a pioli, la lascia cadere a terra, <\/em>esattamente come Civinini e Zangarini hanno previsto nel libretto. Altra ricetta vincente del binomio Casen-Galloway \u00e8 stato il fatto che sono riusciti a rendere le scene, generalmente statiche in quanto tutto si svolge in luoghi piccoli e angusti (anche nel\u00a0 terzo atto dove la scena si svolge nella Grande Selva Californiana, ma da libretto si precisa sempre \u00a0<em>in piccolo lembo <\/em>di questa) dinamiche e accattivanti. Si pu\u00f2 dire quindi che la regia sia stata un successo, \u00a0al punto che eccezionalmente non ci sono sati fischi, ma solo lunghi applausi. Venendo ora alla parte musicale. Il personaggio di Minnie \u00e8 interpretato dal soprano olandese <strong>Barbara Haveman,<\/strong> forse l&#8217;anello pi\u00f9 debole della produzione. La sua voce infatti, oltre a partire deicsamente in sordina ( il suo ingresso con <em>Che cosa \u00e8 <\/em>stato? \u00e8 infatti coperto dall\u2019orchestra che pure \u00e8 in<em> diminuendo<\/em> come giustamente previsto dallo spartito) non \u00e8 particolarmente attraente. Migliora poi nei passaggi successivi cantando in maniera precisa <em>Laggi\u00f9 nel Soledad, <\/em>si sforza di essere vigorosa e appassionata, ma i colori latitano cos\u00ec come il fraseggio. Analogo destino tocca al suo \u00a0<em>straniero di Sacramento<\/em> Dick Johnson ovvero il terribile bandito Ramirez interpretato da <strong>Roberto Aronica<\/strong>. La sua entrata non \u00e8 molto felice. La sua voce nei passaggi successivi si stabilizza e acquista sicurezza risultando piena, calda e appassionata tanto che interpreta in maniera commovente la celebre aria <em>Ch\u2019ella mi creda.<\/em> Una buona interpretazione anche per il\u00a0 <strong>Claudio Sgura <\/strong>un solido Jack Rance<em>. <\/em>Anche per i due protagonisti maschili si pu\u00f2 affermare che manca un vero approfondimento per ci\u00f2 che riguarda la ricerca di una maggiore variet\u00e0 di colori dell&#8217;eloquio pucciniano. Complessivamente valido l&#8217;apporto interpretativo e vocale dei molti coprotagonisti nei diversi ruoli dei minatori clienti della \u201cPolka\u201d. Impeccabile la prova del coro scaligero diretto da\u00a0 <strong>Bruno Casoni.\u00a0<\/strong> La vera protagonista della serata resta comunque l\u2019Orchestra del Teatro alla Scala che, guidata dalla bacchetta del direttore <strong>Riccardo Chailly<\/strong>, esegue una <em>Fanciulla <\/em>in maniera vibrante, si colgono bellissimi effetti di contrasto (ad esempio il veemente inizio seguito dai lontani e nostalgici cori), ritmi serrati, appassionate sottolineature dei momenti amorosi. Successo caloroso di pubblico per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala, Stagione Lirica 2015\/2016 \u201cLA FANCIULLA DEL WEST\u201d Opera in tre atti su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":496,"featured_media":84975,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4573,1294,136,16274,443,145,229,1659,4342,4129],"class_list":["post-84970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-barbara-haveman","tag-claudio-sgura","tag-giacomo-puccini","tag-ian-william-galloway","tag-la-fanciulla-del-west","tag-opera-lirica","tag-riccardo-chailly","tag-robert-carsen","tag-roberto-aronica","tag-teatro-alla-scala-di-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/496"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84970"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87729,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84970\/revisions\/87729"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}