{"id":85013,"date":"2016-05-14T02:56:17","date_gmt":"2016-05-14T00:56:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85013"},"modified":"2016-05-19T02:57:59","modified_gmt":"2016-05-19T00:57:59","slug":"napoli-teatro-di-san-carlo-fedora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/napoli-teatro-di-san-carlo-fedora\/","title":{"rendered":"Napoli, Teatro di San Carlo: &#8220;Fedora&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro di San Carlo \u2013 Stagione d\u2019Opera e Balletto 2015\/2016\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cFEDORA\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma\u00a0 in tre atti di Arturo Colautti, dal dramma omonimo di Victorien Sardou<br \/>\nMusica di <strong>Umberto Giordano<\/strong><br \/>\n<em>La principessa Fedora Romazo<\/em>v ELENA ROSSI<br \/>\n<em>Il conte Loris Ipanov <\/em>GUSTAVO PORTA<br \/>\n<em>De Siriex, diplomatico <\/em>SERGIO VITALE<br \/>\n<em>La contessa Olga Sukarev <\/em>ANNA CORVINO<br \/>\n<em>Dimitri, groom \u2013 un piccolo Savoiardo <\/em>FRANCESCA RUSSO ERMOLLI<br \/>\n<em>Desir\u00e9, cameriere <\/em>CRISTIANO OLIVIERI<br \/>\n<em>Il barone Rouvel <\/em>GIANLUCA SORRENTINO<br \/>\n<em>Cirillo, cocchiere &#8211; Borov, medico \u00a0<\/em>JOHN PAUL HUCKLE<br \/>\n<em>Gretch, ufficiale di polizia <\/em>DANIELE PISCOPO<br \/>\n<em>Lorex, chirurgo <\/em>BRUNO IACULLO<br \/>\n<em>Nicola, staffiere <\/em>GIANVITO RIBBA<br \/>\n<em>Sergio, staffiere <\/em>MARIO TODISCO<br \/>\n<em>Michele, portinaio <\/em>PAOLO MARZOLO<br \/>\n<em>Boleslao Lazinski, pianista <\/em>ROBERTO MORESCHI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro di San Carlo<br \/>\nDirettore <strong>Maurizio Agostini<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Marco Faelli<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Lamberto Puggelli <\/strong>ripresa da <strong>Salvo Piro<\/strong><br \/>\nScene e Costumi <strong>Luisa Spinatelli<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Bruno Ciulli<\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Regio di Torino<br \/>\n<em>Napoli, 10 maggio 2016\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nRitorna in scena al Teatro di San Carlo, dopo ventisette anni d\u2019assenza, Fedora di Umberto Giordano. Opera che dopo il successo iniziale sub\u00ec una lunga eclissi, per ritornare in auge negli anni \u201990 del secolo scorso, grazie soprattutto ad interpreti d\u2019eccezione. Settimo titolo in programma per la stagione 2015 \u2013 2016, che vede protagonista per il primo cast, il soprano Fiorenza Cedolins. Penultima replica quella del 10 maggio, dove ad esibirsi \u00e8 il cast alternativo previsto dalla produzione, a cui sono state affidate due recite. La regia \u00e8 di <strong>Lamberto Puggelli <\/strong>(1938-2013), ideata per il Teatro alla Scala di Milano nella primavera del 1993 e successivamente ripesa presso il Teatro Regio di Torino. Indelebile nella memoria collettiva per essere stato lo sfondo di interpretazioni passate alla storia (Pl\u00e1cido Domingo, Jos\u00e9 Carreras, Mirella Freni per citarne solo alcuni). Il lavoro dopo ventitr\u00e9 anni non risente grossomodo del suo tempo, fattore determinato dal fatto, che esso, seppur non privo di personali interpretazioni, sia in linea con quanto indicato dal libretto originale, al servizio del testo e della sua drammaturgia. All\u2019alzarsi del sipario la <em>machina<\/em> scenica viene messa a nudo, presentata nella sua essenza. Sullo sfondo, un\u2019antica litografia della facciata del Palazzo d\u2019Inverno dell\u2019Ermitage, sintetizza la prima didascalia scenica (&#8220;Pietroburgo, d\u2019inverno&#8221;) e immerge lo spettatore <em>in medias res<\/em>. La tecnica del fondale dipinto, viene impiegata da Puggelli nel corso dell\u2019opera per contestualizzare l\u2019azione: Palais Garnier, il tempio della lirica della <em>Ville Lumi\u00e8re<\/em>, per il secondo atto e la natura incontaminata dell\u2019Oberland bernese per l\u2019ultimo. Ad eccezione dell\u2019ultimo fondale, destinato a permanere, gli altri due rapidamente scompaiono per lasciare posto a due fughe d\u2019interni. Essenziali le scene di <strong>Luisa Spinatelli<\/strong>, in linea con quanto richiesto dal libretto. Eccessivamente orientate verso il fondo della scena, tendono ad allontanare l\u2019azione dalla sala. \u00c8 la stessa Sipinatelli a firma anche i costumi, particolarmente belli. A curare la ripresa di questa regia <strong>Salvo Piro<\/strong>, che sicuramente avr\u00e0 profuso lo stesso impegno per entrambi le compagnie, aiutando gli interpreti nel delicato processo di creazione del personaggio, mettendo in gioco anima e corpo, cercando di valorizzare al massimo il lato attoriale di ogni singolo cantante, a discapito magari di una visione pi\u00f9 unitaria, capace di rendere pi\u00f9 omogeneo e \u201cvero\u201d l\u2019intero lavoro. In riferimento allo spettacolo in questione, dove fra gli interpreti erano presenti anche giovani cantanti, \u00e8 singolare leggere la \u201cscoccata\u201d che lo stesso Piro lancia ai Conservatori, dove, a suo dire l\u2019arte scenica \u00e8 sempre meno curata, ponendo il regista d\u2019opera di fronte a difficolt\u00e0 sempre maggiori. Fra i giovani di questa produzione anche il Direttore <strong>Maurizio Agostini<\/strong>, che dal 2008 \u00e8 Direttore Musicale di Palcoscenico al Teatro di San Carlo. Tempi giusti, gesto chiaro e ottima competenza della partitura. Meno pulite le sonorit\u00e0, a volte eccesive, non calibrate al canto. Appunto critico per l\u2019Orchestra, quanto mai \u201crilassata\u201d, in camicia nera, per alcune maestranze anche con i polsini risvoltati, se non addirittura fuori dai pantaloni. Non me ne vogliano gli amanti del <em>casual<\/em>, ma al San Carlo una cosa del genere, non si pu\u00f2 proprio vedere! Oltre alla nota di costume, anche la resa musicale non brilla appieno, eccezione fatta ovviamente per alcune realt\u00e0 del Teatro di San Carlo, come il primo violino Cecilia Laca e la prima viola Antonio Bossone, interpreti di assoli di grande musicalit\u00e0 e bellissimo suono, la fila degli ottoni, in particolare le trombe e gran parte dei legni. Ad interpretare la protagonista, Fedora, il soprano <strong>Elena Rossi<\/strong>. Voce morbida e corposa, con un registro centrale ampio e sonante, gravi ricchi di suono ma con qualche difficolt\u00e0 nel registro acuto, meno naturale e con una certa tendenza a spingere troppo gli acuti che non risultavano sempre sicuri. Sotto il profilo interpretativo, l\u2019aspetto prevalente \u00e8 quello pi\u00f9 marcatamente drammatico, meno convincente invece nei momenti pi\u00f9 marcatamente sentimentali. Desta qualche perplessit\u00e0 il tenore argentino <strong>Gustavo Porta<\/strong>, dotato di un bel timbro generoso di lirico spinto, esteso e potente, non privo per\u00f2 di problemi nel portamento e negli acuti, forzati e non sempre precisi nell\u2019intonazione. Il suo conte Loris Ipanov non mostra i tratti essenziali che abbisognano al ruolo. Estremamente convincenti nelle loro esibizioni, il giovane baritono casertano, <strong>Sergio Vitale<\/strong>, interprete del diplomatico De Siriex ed il soprano <strong>Anna Corvino<\/strong>, interprete della contessa Olga Sukarev. Il primo possiede una bella voce pastosa, \u00a0autenticamente baritonale, omogenea e ben timbrata su tutta la gamma, con buona facilit\u00e0 nella salita agli acuti. Elettrica l\u2019Olga di Anna Corvino, che supera con ottimi risultati l\u2019impresa vocale e scenica di questo ruolo, il cui scopo \u00e8 anche quello di allentare la tensione e di creare momenti di spensieratezza. Corretti i numerosi interpreti dei personaggi secondari di quest\u2019opera, fra cui spiccano <strong>Francesca Russo Ermolli<\/strong> e il pianista <strong>Roberto Moreschi<\/strong>, come anche il coro diretto da <strong>Marco Faelli<\/strong>. Nel complesso una recita ben riuscita, che ha riscontrato il favore del pubblico, particolarmente generoso di applausi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro di San Carlo \u2013 Stagione d\u2019Opera e Balletto 2015\/2016\u00a0 \u201cFEDORA\u201d Melodramma\u00a0 in tre atti di Arturo Colautti, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":85014,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14215,850,1920,13205,6022,7083,5021,5073,145,8873,4257,3435,125],"class_list":["post-85013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anna-corvino","tag-elena-rossi","tag-fedora","tag-francesca-russo-ermolli","tag-gustavo-porta","tag-lamberto-puggelli","tag-luisa-spinatelli","tag-maurizio-agostini","tag-opera-lirica","tag-roberto-moreschi","tag-sergio-vitale","tag-teatro-di-san-carlo-di-napoli","tag-umberto-giordano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}