{"id":85136,"date":"2016-06-04T02:11:43","date_gmt":"2016-06-04T00:11:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85136"},"modified":"2016-12-07T14:58:09","modified_gmt":"2016-12-07T13:58:09","slug":"firenze-teatro-della-pergola-albert-herring","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/firenze-teatro-della-pergola-albert-herring\/","title":{"rendered":"Firenze, Teatro della Pergola: &#8220;Albert Herring&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro della Pergola \u2013 79\u00b0<\/em><em> Maggio<\/em><em> Musicale<\/em><em> Fiorentino<\/em><br \/>\n<strong>\u201cALBERT HERRING\u201d\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\nOpera da camera in tre atti. Libretto di Eric Crozier, tratto da <em>Le<\/em> <em>Rosier<\/em> <em>de<\/em> <em>Madame<\/em> <em>Husson<\/em> di Guy de Maupassant.<br \/>\nMusica di <strong>Benjamin Britten<\/strong><br \/>\n<em>Albert Herring<\/em> SAM FURNESS<br \/>\n<em>Lady Billows<\/em> ORLA BOYLAN<br \/>\n<em>Nancy<\/em> RACHEL KELLY<br \/>\n<em>Sid<\/em> PHILIP SMITH<br \/>\n<em>Florence Pike<\/em> GABRIELLA SBORGI<br \/>\n<em>Miss Wordsworth<\/em> ANNA GILLINGHAM<br \/>\n<em>Mr. Upfold<\/em> CHRISTOPHER LEMMINGS<br \/>\n<em>Mr. Gedge<\/em> ZACHARY ALTMAN<br \/>\n<em>Superintendant Budd<\/em> KARL HUML<br \/>\n<em>Mrs. Herring<\/em> MANUELA CUSTER<br \/>\n<em>Cis<\/em> BONNIE CALLAGHAN<br \/>\n<em>Emmie<\/em> SOPHIE GALLAGHER<br \/>\n<em>Harry<\/em> NICOLAS CHALLIER<br \/>\nOrchestra del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore <strong>Jonathan Webb<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Alessandro Talevi<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Madeleine Boyd<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Matthew Haskins\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Firenze,<\/em><em> 31 maggio 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nLa sala del Teatro della Pergola ha ospitato questa deliziosa produzione della \u201cpiccola\u201d opera di Britten, ultima opera in cartellone del <strong>Maggio Musicale Fiorentino <\/strong>in corso.\u00a0 <em>Albert<\/em><em> Herring<\/em> \u00e8 la seconda delle tre \u201copere da camera\u201d \u2013 dopo <em>The<\/em><em> rape<\/em><em> of<\/em><em> Lucretia<\/em> e prima di <em>The<\/em><em> Turn<\/em><em> of<\/em><em> the<\/em><em> screw<\/em><em> \u2013<\/em> e l&#8217;unico lavoro comico del maggior operista britannico del XX secolo. Il carattere cameristico \u00e8 dato dall&#8217;organico orchestrale, ridotto a solo quattordici strumenti, tra i quali il pianoforte, che accompagna un reinventato recitativo secco, dall&#8217;assenza del coro, ma anche dalla scrittura, sempre cos\u00ec trasparente e nitida. La comicit\u00e0 \u00e8 una scelta insolita, suggerita da <strong>Eric<\/strong> <strong>Crozier<\/strong>, per la prima volta alle prese con Britten in veste di librettista e suo compagno di avventura nel British Opera Group; dovendo in gran fretta apprestare un titolo per la prima stagione di questa piccola formazione, nata inizialmente per eseguire lavori di dimensione cameristica di Britten e di altri compositori britannici contemporanei, l&#8217;attenzione di Crozier si pos\u00f2 sulla novella <em>Le<\/em><em> Rosier<\/em><em> de<\/em><em> Madame<\/em><em> Husson<\/em> di Guy de Maupassant. Britten accett\u00f2 il soggetto e ne nacque un&#8217;opera apparentemente eterogenea rispetto al resto della produzione britteniana. Solo apparentemente in quanto <strong>Albert<\/strong> <strong>Herring<\/strong> non \u00e8 opera farsesca o chiassosa, non \u00e8 un lavoro dalla comicit\u00e0 dirompente, \u00e8 un&#8217;opera s\u00ec ricca di humour, ma soprattutto di acuta analisi psicologica e sociale, condotta in maniera sorridente, senza per\u00f2 risparmiare colpi di ironia pungente. Il tema \u00e8 il rapporto conflittuale tra i vecchi e i giovani: da una parte ci sono i custodi di una societ\u00e0 perbenista e bigotta, che processa e giudica i comportamenti, sulla base di pettegolezzi e delazioni e alla luce di una morale interessata principalmente ai costumi sessuali e a un&#8217;idea di onorabilit\u00e0 molto vittoriana e dall&#8217;altra ci sono i giovani, che desiderano semplicemente vivere la loro et\u00e0 senza dovere n\u00e9 reprimere n\u00e9 nascondere desideri e pulsioni naturali. Dalla Normandia di Maupassant, la vicenda viene trasferita in una immaginaria cittadina nella campagna del Suffolk, contea della quale <strong>Britten<\/strong> ben conosceva costumi e tipi caratteristici, essendoci nato e vissuto; qui <em>Lady<\/em> <em>Billows<\/em>, ricca benefattrice, donna autoritaria e dispotica, vera eminenza grigia del paese, convoca le autorit\u00e0 per eleggere la ragazza che per la sua virt\u00f9 meriter\u00e0 il titolo e il premio in denaro destinato alla \u201cReginetta di maggio\u201d dell&#8217;anno. Per gli standard di moralit\u00e0 della anziana signora e della sua ancor pi\u00f9 reazionaria cameriera, infallibilmente aggiornata sulle vicende di tutti i compaesani, nessuna possiede i requisiti minimi per poter essere presa in considerazione, sembra anzi che il paese sia a un tratto popolato solo da giovinette facili e poco di buono. Dopo un&#8217;iniziale incertezza la scelta viene dirottata sull&#8217;altro sesso e cade sul candido, ingenuo <em>Albert<\/em> <em>Herring<\/em>, ragazzotto semplice e instancabile lavoratore. <em>Albert<\/em> vive attaccato alla gonna di una madre severissima, che manda avanti con lui la drogheria di famiglia, comandandolo a bacchetta; non conosce n\u00e9 vizi n\u00e9 svaghi, nemmeno i pi\u00f9 innocenti, ed \u00e8 il prototipo del bravo ragazzo. Non vorrebbe essere \u201cRe di maggio\u201d, la virt\u00f9 che gli attribuiscono gli pesa e lo imbarazza, preferirebbe rinunciare al sostanzioso premio, piuttosto che esibire davanti a tutti una diversit\u00e0 della quale non va fiero, ma non \u00e8 proprio il caso di disubbidire alla\u00a0 mamma, che \u00e8 pazza di gioia nel vedere se stessa e i suoi metodi educativi oggetto di un cos\u00ec alto apprezzamento.\u00a0 Al contrario di <em>Albert<\/em>, l&#8217;amico <em>Sid<\/em>, garzone del macellaio, \u00e8 un ragazzo &#8216;normale&#8217;, tanto da apparire trasgressivo ai parrucconi del paese: ogni tanto frequenta il pub, beve qualche birra e gioca, va a caccia, anche di frodo e soprattutto ha una ragazza, <em>Nancy<\/em>, con la quale non si stanca mai di scambiare effusioni; <em>Albert<\/em> vorrebbe vivere come lui, ma gliene manca il coraggio. <em>Sid<\/em> e <em>Nancy<\/em> desiderano aiutarlo e l&#8217;occasione si presenta proprio il giorno della premiazione: una generosa dose di <em>rum<\/em> messa di nascosto nella limonata di <em>Albert<\/em> forse potr\u00e0 dargli una scossa, far svegliare in lui qualcosa di nuovo. <em>Albert<\/em> viene messo al centro del banchetto, con un ridicolo abito bianco e un cappello incoronato di fiori d&#8217;arancio, ma il suo imbarazzo dura poco, l&#8217;alcool prima lo frastorna, poi gli scioglie la lingua, infine, quando dopo la festa si ritrova solo, lo fa pensare alla sua situazione fino a fargli prendere una decisione che forse cambier\u00e0 la sua vita, almeno un po&#8217;: una fuga. Scoperta l&#8217;assenza del ragazzo tutto il paese si mobilit\u00e0 nelle ricerche, che vanno avanti, con una speranza sempre pi\u00f9 flebile di ritrovarlo vivo, fino all&#8217;alba, quando <em>Albert<\/em> si presenta a casa, un po&#8217; sgualcito e malconcio nell&#8217;aspetto ma soddisfatto di aver investito ben tre sterline d&#8217;oro delle venticinque ricevute in premio, in piaceri nuovi, diverse bevute e forse qualcosa di ancor pi\u00f9 proibito. Lo scandalo \u00e8 grande, tutti, tranne <em>Sid<\/em> e <em>Nancy<\/em> che sono molto divertiti, gli rivolgono rimproveri, gli pred\u00eccono sciagure, ma <em>Albert<\/em> non si scompone, dice che \u00e8 contento di essere tornato a casa e vuole solo essere lasciato in pace perch\u00e9 ormai \u00e8 quasi ora di aprire bottega. Ecco quindi riproposto con piglio leggero, senza l&#8217;epilogo tragico di <em>Billy Budd<\/em> o di <em>Peter Grimes<\/em>, il medesimo tema della diversit\u00e0 e della sua mancata accettazione, dell&#8217;autorit\u00e0 e della ribellione, dello scontro tra il singolo e una comunit\u00e0 che ha regole che possono schiacciare chi non ha voglia o non \u00e8 in grado di uniformarsi; la morale capovolta in cui <em>vox populi <\/em>non \u00e8 assolutamente <em>vox dei. <\/em>Non si ride quindi, ma si sorride molto; si sorride delle pose innaturalmente impettite e dell&#8217;indignazione iperbolica di chi si erge a custode della morale, si sorride dei tremendi peccati commessi dalle ragazze di paese, che sono azioni come l&#8217;essere andata in calesse in domenica di Quaresima o aver aperto la porta al postino in sottoveste; si sorride soprattutto dei personaggi caratterizzati con mano sapientissima, con un umorismo elegante che evita la caricatura, dal punto di vista musicale e vocale oltre che nei sapidi dialoghi.<br \/>\nAlla perfetta riuscita di un tale tipo di spettacolo devono concorrere diversi elementi.; in quest&#8217;occasione direi che non ne \u00e8 mancato nessuno. Prima di tutto la ricostruzione dell&#8217;atmosfera visiva, nelle scene e nei costumi di <strong>Madeleine Boyd<\/strong>, capaci di ricreare in modo sobrio e gustoso l&#8217;atmosfera polverosa e antiquata di una campagna inglese in cui si fa della conservazione una religione; conservazione di valori e di schemi sociali che si riflette nella conservazione di oggetti, di tessuti e fogge nell&#8217;abbigliamento e nella mobilia, nel tentativo di estendere di un cinquantennio oltre i suoi limiti naturali la gloriosa et\u00e0 vittoriana. C&#8217;\u00e8 qualcosa di rigidamente conservatore anche nella gestualit\u00e0, felicemente ricreata dal giovane regista <strong>Alessandro Talevi<\/strong>, una gestualit\u00e0 cos\u00ec contenuta, compassata, cos\u00ec <em>british<\/em>, nel cipiglio altezzoso di <em>Lady Billow<\/em>, nella bonomia sempre sorridente, leggermente svampita del reverendo <em>Mr. Gedge, <\/em>nella sollecitudine appena un po&#8217; invasata dell&#8217;insegnante <em>Miss Wordsworth<\/em> e cos\u00ec via per gli altri personaggi che rappresentano l&#8217;ordine, mentre in <em>Albert <\/em>\u00e8 colta e riprodotta con grande bravura del regista e dell&#8217;interprete una natura intrappolata, che non riesce ad esprimersi, un personaggio costretto in uno stato di evidente disagio che improvvisamente si apre al mondo, si sviluppa e si libera rivelando ci\u00f2 che \u00e8 realmente. Un guizzo registico particolarmente brillante si ha durante gli interludi, nei quali la scena viene invasa dalle anime delle reginette del passato: con l&#8217;abito bianco della premiazione, i lunghi capelli sciolti, emergono dal basso e danzano con movimenti sinuosi e sensuali; queste ragazze premiate per la virt\u00f9 risorgono come seduttrici diaboliche ed esercitano attrazioni irresistibili; nel primo atto, alla fine della riunione in cui \u00e8 stata presa la decisione di incoronare <em>Albert<\/em>, scatenano un&#8217;orgia che coinvolge i notabili di Loxford, fino a quel momento compostissimi e, pi\u00f9 focosa di tutti, l&#8217;anima del defunto <em>Lord Billow<\/em>, uscita dal ritratto che troneggia nel salotto di <em>Lady Billow <\/em>per gettarsi in una cavalcata peccaminosa; nel secondo atto seducono <em>Albert<\/em> ancora indeciso e determinano in lui la ribellione definitiva. A rendere ancor pi\u00f9 surreali e divertenti le apparizioni \u00e8 il fatto che queste creature ammaliatrici sono impersonate con straordinaria bravura da sei ballerini, efficacemente truccati, ma inconfondibilmente maschi. Al perfetto funzionamento di una regia intelligente quanto elegante, senza eccessi, mai invadente, concorre la bravura scenica e vocale di un gruppo molto omogeneo e pregevole di interpreti.<br \/>\nIl giovane tenore <strong>Sam Furness<\/strong>, della cui abilit\u00e0 nel raffigurare l&#8217;evoluzione del personaggio di <em>Albert<\/em> si \u00e8 detto in precedenza, ha una voce lirica non sprovvista di mordente, canta piano e pianissimo con morbidezza, ma si lancia nei passaggi pi\u00f9 concitati e spinti con foga e squillo; giusto un po&#8217; di stanchezza gli procurano le frequenti salite del lungo monologo, particolarmente ben eseguito ed espressivo. <strong>Manuela Custer<\/strong> nei panni della madre di Albert \u00e8 brava a renderne tanto l&#8217;aspetto affettuoso quanto quello arcigno. Perfetta nel canto e nell&#8217;imponenza scenica appare <strong>Orla Boylan<\/strong>, sempre autorevole nello squillo del registro acuto sopranile con il quale si manifesta la tendenza prevaricatrice di <em>Lady Billow<\/em>; al suo fianco il caldo timbro di contralto di <strong>Gabriella Sborgi<\/strong>, borbottante, acida governante, a suo agio nel ruolo quanto i colleghi di madrelingua. Il tenore caratterista <strong>Christopher Lemmings<\/strong> presta a <em>Mr Upfold<\/em> una voce molto personale, ottima nelle brevi e rapide frasi lanciate verso l&#8217;acuto che esprimono l&#8217;ansia di apparire sufficientemente energico e adeguato al ruolo di sindaco; il parroco ha la voce baritonale di <strong>Zachary Altman<\/strong>, suadente e morbida, un po&#8217; sfibrata come il suo personaggio, assorto ora in pensieri mistici ora in contemplazione di bellezze terrene; franco e di poche parole il sovrintendente di polizia interpretato dal basso <strong>Karl Huml<\/strong>. La direttrice <em>Miss Wordsworth<\/em>, nel bel timbro sopranile di <strong>Anna Gillingham, <\/strong>appare scissa tra una natura trasognata e una volont\u00e0 di essere perfetta nel suo ruolo sociale. Infine il baritono <strong>Philip Smith<\/strong> e il mezzosoprano <strong>Rachel Kelly<\/strong> interpretano la coppia composta da <em>Sid<\/em> e <em>Nancy<\/em>, cos\u00ec importante drammaturgicamente nel determinare il cambiamento di <em>Albert; <\/em>lui ruvido e bonario, apparentemente scapestrato, in realt\u00e0 equilibrato e di buon cuore, al pari della sua partner, ammantata di grazia femminile sia nella sensualit\u00e0 dell&#8217;innamorata che nell&#8217;attitudine materna nei confronti del protagonista; sono dotati entrambi di un buono strumento vocale, espressivo e sicuro, particolarmente bello \u00e8 il timbro del giovane mezzosoprano. Sullo stesso livello del cast si pone il direttore <strong>Jonathan Webb<\/strong>, direttore d&#8217;opera esperto, dal repertorio vasto ed eterogeneo, ma particolarmente affine al teatro britteniano. L&#8217;affinit\u00e0 si \u00e8 sentita da subito, nella naturalezza, nella morbidezza del tocco, nella continuit\u00e0 narrativa pur nel trapasso tra episodi di diverso tono, nella sicurezza nel tenere compatto, luminoso e trasparente il suono del piccolo organico orchestrale. L&#8217;esito finale non poteva non essere felice, il pubblico sorridente e soddisfatto ha applaudito lungamente e con entusiasmo tutti. <em>Foto Simone Donati<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro della Pergola \u2013 79\u00b0 Maggio Musicale Fiorentino \u201cALBERT HERRING\u201d\u00a0\u00a0 Opera da camera in tre atti. 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