{"id":85173,"date":"2016-06-11T16:39:00","date_gmt":"2016-06-11T14:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85173"},"modified":"2017-01-09T15:55:14","modified_gmt":"2017-01-09T14:55:14","slug":"opera-di-firenze-diana-damrau-zubin-mehta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/opera-di-firenze-diana-damrau-zubin-mehta\/","title":{"rendered":"Opera di Firenze: Diana Damrau &#038; Zubin Mehta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Opera di Firenze &#8211; 79\u00b0 Maggio Musicale Fiorentino &#8211; Extra Festival <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong><br \/>\nDirettore\u00a0 <strong>Zubin Mehta<\/strong><br \/>\nSoprano\u00a0 <strong>Diana Damrau\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\nMusiche di Franz Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart, Johann Strau\u00df Jr.<br \/>\n<em>Firenze, 9 giugno 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nAll\u2019apparenza piuttosto anomalo, questo concerto, collocato nella sezione \u201cextra festival\u201d del Maggio Musicale Fiorentino, era in realt\u00e0 attraversato da pi\u00f9 di un <em>fil rouge<\/em>, il pi\u00f9 vistoso dei quali era rappresentato dalla \u201cviennesit\u00e0\u201d che accomunava le varie selezioni. La capitale austroungarica \u00e8 sinonimo di valzer, ritmo che, esploso nella seconda parte del programma dedicato a Strauss figlio, gi\u00e0 germogliava nel minuetto del terzo movimento della celebre, monumentale <em>Sinfonia n\u00b0 96<\/em> di Franz Joseph Haydn, in cui ha particolare rilievo la presenza dell\u2019oboe, strumento obbligato dell\u2019aria mozartiana \u201cVorrei spiegarvi, oh Dio\u201d.\u00a0 E proprio quest\u2019aria ha rappresentato il culmine artistico dell\u2019intero concerto, grazie a una <strong>Diana Damrau<\/strong> che con questo suo cavallo di battaglia ha fatto completamente dimenticare alcune discutibili incursioni nel repertorio ottocentesco italiano. L\u2019aria di Mozart le d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di sfoggiare quella che attualmente sembra esser la freccia pi\u00f9 appuntita del suo arco, ossia un controllo formidabile del canto lento a mezza voce, sul fiato, sostenuto da un legato purissimo e dosato con estrema cura, frutto di un\u2019emissione lieve, eterea che ha come per osmosi tenuto il pubblico con il fiato sospeso, imitando inconsciamente la cantante che infatti di fiati lunghissimi si \u00e8 rivelata infatti maestra. Questa insostenibile tensione, cui ha contribuito l\u2019oboe, che strumento di seduzione per eccellenza, ha dato vita a un vero e proprio duetto d\u2019amore (e non a caso la tonalit\u00e0 scelta da Mozart \u00e8 il la maggiore, anch\u2019essa associata alla seduzione in musica), si \u00e8 interrotta quando l\u2019adagio \u00e8 sfociato nell\u2019 allegro, quasi brusco ritorno alla realt\u00e0, che la Damrau ha interpretato con drammatica ansia e urgenza, riflettendo alla perfezione il testo \u201cpartite, correte, fuggite\u201d; alla frase successiva il soprano tedesco \u00e8 riuscita ad far percepire il rimpianto misto a sarcasmo di Clorinda che ordina al Conte di pensare alla diletta Emilia, e nel pi\u00f9 allegro finale ha dato prova di virtuosismo nell\u2019affrontare con intonazione perfetta il terribile intervallo di due ottave meno una terza minore, ovvero dal si 2 al re 5. Nell\u2019ambito di un\u2019esecuzione tanto magistrale, poco conta un lieve stridore dei mi sovracuti, che non \u00e8 riuscita fra l\u2019altro a ribattere con precisione come scritto in partitura, passaggio in cui eccelleva fino a non molti anni fa. L\u2019oboista <strong>Alberto Negroni<\/strong>, partner inappagabile del soprano in questa esecuzione, era fra l\u2019altro stato omaggiato dal direttore d\u2019orchestra alla conclusione della sinfonia haydiana. \u201cVorrei spiegarvi o Dio \u201cera stata preceduta da \u201c A Berenice\u2026Sol nascente\u201d K 70, composta da un Mozart preadolescente, aria che la Damrau ha eseguito con diligente professionismo.\u00a0 La seconda parte del programma ci catapultava nella Vienna di cento anni dopo, nell\u2019Austria felix della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, con un programma tipico dei concerti di capodanno in un tripudio di valzer, cs\u00e1rd\u00e1s e polke. <strong>Zubin Mehta<\/strong>, che aveva gi\u00e0 staccato tempi magicamente ipnotici nella prima parte di \u201cVorrei spiegarvi, o Dio\u201d,\u00a0 ha dimostrato ancora una volta, se mai ve ne fosse il bisogno, di avere naturale affinit\u00e0 per questo repertorio, con una direzione energica ed effervescente, secondato dall\u2019Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, che, giova ripeterlo, \u00e8 una delle migliori in Italia per pulizia, rotondit\u00e0 e ricchezza del suono, e soprattutto per la capacit\u00e0 di esprimersi come un unico organismo vivente. Diana Damrau in questa sezione si \u00e8 fatta valere soprattutto per l\u2019enorme comunicativa espressiva, la capacit\u00e0 di trovare il gesto, lo sguardo adatti ad ogni brano, anzi, ad ogni parola del testo. La tecnica vocale \u00e8 qualcosa che cantante pu\u00f2 (anzi dovrebbe) perfezionare con lo studio, ma il carisma \u00e8 innato, e Diana Damrau ne ha da vendere. Arie come \u201cFr\u00fchlingsstimmen&#8221; di Johan Strauss Jr., e la \u201cCs\u00e1rd\u00e1s\u201d da <em>Die<\/em> <em>Fledermaus<\/em> dello stesso compositore le erano sicuramente pi\u00f9 congeniali nella prima parte della carriera, quando il timbro era pi\u00f9 fresco e limpido, e il registro acuto pi\u00f9 spavaldo (scomparse ad esempio sono le variazioni fino al la bemolle 5 che era solita introdurre alcuni anni fa in\u00a0 Fr\u00fchlingsstimmen). Intendiamoci, si tratta solo di un confronto fra la Damrau di adesso e quella degli inizi, per cui le esecuzioni che ci ha offerto a Firenze hanno pur sempre raggiunto livelli qualitativi preclusi alla maggior parte delle sue colleghe in questo repertorio. Un curioso \u201cincidente\u201d si \u00e8 avuto quando, al momento dei bis, la Damrau ha annunciato, usando il titolo italiano, che avrebbe cantato un aria dalla <em>Vedova allegra<\/em> di Leh\u00e1r ed invece l\u2019orchestra ha attaccato \u201cMeine Lippen, sie k\u00fcssen so heiss\u201d dalla <em>Giuditta<\/em>: poco male, almeno il compositore era lo stesso. In sintesi, un concerto di alta qualit\u00e0, che ha conquistato per prodezze vocali e per l\u2019atmosfera di festa, dominato da una primadonna che ha sfoggiato ben tre \u201cmise\u201d elegantissime, dal nero\/grigio scuro perlaceo delle arie mozartiane al bianco candido che ben si addiceva ad un inno alla primavera, al rosso fuoco dell\u2019ardente aria ungherese. Alla fine del concerto, Zubin Mehta ha voluto ringraziare la veterana violoncellista <strong>Fabiana Arrighini<\/strong> che con questa esibizione concludeva la propria lunga carriera. Il pubblico, numerosissimo e entusiasta come raramente accade a Firenze, era quello delle grandi occasioni.<em> Foto Simone Donati<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera di Firenze &#8211; 79\u00b0 Maggio Musicale Fiorentino &#8211; Extra Festival Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino Direttore\u00a0 Zubin [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":85174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,1904,205,2596,10669,3263,253,1152],"class_list":["post-85173","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-diana-damrau","tag-franz-joseph-haydn","tag-johann-strauss-jr","tag-opera-di-firenze","tag-orchestra-del-maggio-musicale-fiorentino","tag-wolfgang-amadeus-mozart","tag-zubin-mehta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85173"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88608,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85173\/revisions\/88608"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}