{"id":85207,"date":"2016-06-13T12:44:57","date_gmt":"2016-06-13T10:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=85207"},"modified":"2016-06-14T00:47:02","modified_gmt":"2016-06-13T22:47:02","slug":"venezia-teatro-la-fenice-jonathan-webb-marco-giani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-la-fenice-jonathan-webb-marco-giani\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro La Fenice: Jonathan Webb &#038; Marco Giani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro La fenice, Stagione sinfonica 2015-2016<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra del Teatro La Fenice<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Jonathan Webb<\/strong><br \/>\nFagotto <strong>Marco Giani<\/strong><br \/>\n<em>Federico Gon:<\/em> Abendmusik<br \/>\n<em>Carl Maria von Weber: <\/em>Concerto per fagotto e orchestra in fa maggiore op. 75<br \/>\n<em>Anton Bruckne<\/em>r: Sinfonia n. 1 in do minore WAB 101 (versione 1866)<br \/>\n<em>Venezia, 10 giugno 2016 <\/em><br \/>\nVolge al termine la Stagione sinfonica 2015-2016 del Teatro La Fenice, di cui si \u00e8 svolto il decimo concerto. Sul podio Jonathan Webb, gi\u00e0 ospite del teatro veneziano. La serata si \u00e8 aperta con la prima esecuzione assoluta di <strong><em>Abendmusik<\/em> (Musica della sera) del giovane compositore triestino Federico Gon<\/strong>: nuova commissione nell\u2019ambito del progetto \u201cNuova musica alla Fenice\u201d, realizzato con il sostegno della Fondazione Amici della Fenice e lo speciale contributo di Nicola Giol. L\u2019esecuzione \u00e8 stata preceduta da una breve cerimonia \u2013 presenti il musicista, il direttore artistico Fortunato Ortombina e Barbara di Valmarana, presidente della Fondazione Amici della Fenice \u2013 per la consegna del premio. Dopodich\u00e9 protagonista \u00e8 stata la musica: un <em>continuum<\/em> sonoro animato dalla diffusa alternanza di <em>climax <\/em>ascendenti e discendenti, che ha affascinato il pubblico per la raffinatezza dell\u2019orchestrazione, in larga parte ispirata al tardo romanticismo al pari dell\u2019impianto armonico, oltre che per la maestria con cui viene evocata una magica atmosfera vespertina. In effetti \u2013 come spiega lo stesso autore nel programma di sala \u2013\u00a0 il timore di cimentarsi nella composizione di un <em>Adagio,<\/em> nel contesto di una serata sostanzialmente dedicata a Bruckner \u2013 autore di pagine sublimi recanti tale indicazione agogica \u2013 lo ha spinto a ideare una piccola <em>Abendmusik<\/em>: una \u201cmusica della sera\u201d, che \u2013 al di l\u00e0 del suo significato\u00a0 immediato \u2013 sia anche metafora dello scorrere del tempo verso la sera della vita: un po\u2019 come fa Pascoli ne <em>La mia sera<\/em>, una lirica\u00a0 simbolico-evocativa, in cui analogamente i vividi ricordi della tempesta del giorno si spengono nella nella pace della sera. Ma questa scelta rivela anche un piccolo nesso con Bruckner \u2013 prima che grande compositore, grande organista \u2013 per la semplice ragione che il termine \u201cAbendmusik\u201d si riferisce anche ai concerti d\u2019organo che le chiese tedesche luterane del Sei-Settecento offrivano dopo il tramonto ai loro fedeli. Impeccabile l\u2019esecuzione dell\u2019orchestra, che \u2013 sapientemente guidata \u2013 ha saputo rendere con dovizia di sfumature la scrittura di Gon, che non perde mai di vista la delicatezza che si addice ad un pezzo interamente percorso dal sentimento della nostalgia. Successo assolutamente pieno.<br \/>\nComposto nel 1811 su richiesta del primo fagotto della Hofkapelle di Monaco, Georg Friedrich Brandt, il <strong>Concerto per fagotto e orchestra op. 75<\/strong> \u00e8 un tipico esempio di classicismo post-mozartiano. Assolutamente all\u2019altezza, come solista, <strong>Marco Giani<\/strong>, primo fagotto dell\u2019orchestra Fenice, che ha affrontato con sensibilit\u00e0 e padronanza tecnica i pi\u00f9 spericolati passaggi virtuosistici come i temi cantabili presenti in questo concerto, concepito per mettere in valore le ricche potenzialit\u00e0 tecnico-espressive dello strumento ad ancia, qui spesso sottoposto ad un trattamento di stampo \u201coperistico\u201d. Nell\u2019<em>Allegro ma non troppo<\/em> iniziale \u2013 ricco di riferimenti all\u2019analogo Concerto K 191 del Grande salisburghese \u2013 dopo l\u2019Introduzione orchestrale, contenente i due temi su cui si basa il movimento (il primo, piuttosto gaio, dal ritmo puntato, il secondo sviluppantesi su un\u2019ampia\u00a0 di canto), il fagotto ha imposto il suo ruolo da protagonista, riproponendo entrambi i temi tra virtuosismi ed espansioni melodiche. Il successivo<em> Adagio,<\/em> di gusto mozartiano, ha messo ancora in luce la vena cantabile dello strumento sulle morbide armonie degli archi, fino alla cadenza finale tra l\u2019arioso e il recitativo, mentre nel conclusivo <em>Rond\u00f2<\/em>, di sapore rossiniano, sono emerse pienamente le doti di agilit\u00e0 del fagotto, qui come altrove vera e propria primadonna del palcoscenico. Giustamente scorrevoli i tempi scanditi dal direttore, che tuttavia non ha sempre saputo trovare quella leggerezza del suono orchestrale, atta a dare pieno risalto al solista.<br \/>\nTempi alquanto spediti, asciuttezza a livello espressivo, una lettura complessivamente rivolta alla sintesi si sono colti in <strong>Bruckner<\/strong>. Composta nel biennio 1865\/66,<strong> la Prima sinfonia<\/strong> segue, in realt\u00e0, la Sinfonia in fa minore (n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che uno studio) e i primi abbozzi di quella in re minore (quella che, una volta completata, sar\u00e0 indicata come <em>Nullte<\/em>, zero, per non turbare la numerazione preesistente). L\u2019autore, in tarda et\u00e0, finir\u00e0 per considerare il suo primo lavoro sinfonico come una tra le opere pi\u00f9 riuscite e difficili da lui scritte, anche per l\u2019arditezza di alcuni passaggi strumentali. Anche in questo lavoro emerge l\u2019ossequio alla tradizione austriaca e a Schubert in particolare, seppur facendo ricorso ad una strumentazione pi\u00f9 appariscente e robusta di derivazione wagneriana. Genuinamente bruckneriana \u00e8 invece\u00a0 la poderosa costruzione polifonica al pari degli impetuosi <em>crescendo<\/em> che si sviluppano nei movimenti estremi.\u00a0\u00a0 Un Bruckner teso, completamente scevro da qualsiasi languore tardo-romantico come da ogni affettazione e, per la verit\u00e0, anche da qualche doverosa morbidezza, si \u00e8 colto nell\u2019<strong><em>Allegro<\/em> iniziale<\/strong>, aperto da un ritmo di marcia ostinato degli archi, che conduce ad un picco dinamico, assumendo, all\u2019apparizione del vigoroso motivo dei tromboni, un carattere titanico, cui si contrappone il lirismo del secondo tema. Dopodich\u00e9 ne appare un terzo presentato in tono trionfale ancora dai tromboni. Pi\u00f9 meditativo e ricco di sfumature \u2013 ma con tempi sempre alquanto sostenuti \u2013\u00a0 <strong>l\u2019<em>Adagio<\/em>, immerso in un\u2019aura beethoveniana<\/strong> col suo motivo principale grave e solenne che poi si sviluppa variamente. Poderoso l\u2019attacco dello <strong><em>Scherzo<\/em>,<\/strong> carico di energia ritmica e percorso da un tono popolaresco e contadino, reso con vigorosa baldanza, cui si \u00e8 contrapposto il <strong><em>Trio<\/em> <\/strong>con il suo idillio campestre e la sua\u00a0 atmosfera danzante di gusto viennese, per poi lasciare di nuovo spazio a \u201cscherzosi\u201dcontrasti dinamici e interiezioni umoristiche che precorrono Mahler. Agitato da eccessiva concitazione il <strong><em>Finale<\/em>,<\/strong> dalla possente architettura, che culmina in una travolgente cadenza a conclusione di un massiccio e severo fugato. L\u2019energia e il dinamismo della lettura di Webb hanno, in ogni caso, sedotto il pubblico, che gli ha tributato reiterati e\u00a0 calorosi applausi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro La fenice, Stagione sinfonica 2015-2016 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Jonathan Webb Fagotto Marco Giani [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":85208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[3431,440,14678,3854,7249,1305],"class_list":["post-85207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-anton-bruckner","tag-carl-maria-von-weber","tag-concerti","tag-jonathan-webb","tag-marco-giani","tag-teatro-la-fenice"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}